Dolomiti UNESCO: da Ca' Foscari lo studio sulle capacità di carico

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Nel territorio delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO vi sono alcuni hotspot, punti di particolare attrazione per i visitatori che portano ad un eccessivo carico su queste aree, come quelle del lago di Braies e delle Tre Cime di Lavaredo. Sovraffollamento generalizzato, code e chiasso impattano sull'ambiente e sulla qualità della visita e della vita delle comunità locali.

Il limite della capacità di carico su queste due zone, prese in esame quali aree pilota, è il tema centrale su cui si impernia lo studio innovativo della Fondazione Dolomiti UNESCO e del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il professor Jan Van der Borg, responsabile del team di ricerca internazionale, coadiuvato da Dario Bertocchi. La ricerca è stata illustrata alla presenza del presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO, Mario Tonina e all'assessora della Provincia aut. di Bolzano - Alto Adige Maria Hochgruber Kuenzer nell’ambito di una conferenza stampa moderata da Marcella Morandini, direttore della Fondazione.

Obiettivo dello studio è promuovere una gestione più sostenibile dei flussi di visitatori nel rispetto dell’ambiente, nonché della sostenibilità economica e sociale. Lo studio sarà portato a termine entro la fine del 2020.

Avvalendosi dei dati riferiti alle aree pilota del 2018 e i big data (dati delle celle telefoniche raccolti in forma anonima e aggregata insieme ai dati dei social network) provenienti da Vodafone Analytics, TripAdvisor, ISTAT e Banca d’Italia, nonché di interviste, gli esperti hanno valutato gli impatti dei flussi annuali di visitatori nelle due aree e la rispettiva capacità di carico (ambientale, sociale ed economica) e suggerito misure d'intervento.

Per quanto riguarda la zona del Lago di Braies, il numero di visitatori (giugno-settembre 2018) è di molto superiore alla capacità di carico del sito, con giornate di picco di oltre 17.400 persone al giorno e una densità fino a 188 persone per ettaro. Per quanto riguarda le Tre Cime di Lavaredo, invece, i dati raccolti parlano di picchi superiori alle 13.400 persone al giorno. Un campanello d'allarme consiste nel fatto che la valutazione delle qualità dell'esperienza di visita sia in calo, soprattutto nelle giornate di sovraffollamento.

Capacità di carico consigliate

Se l'area del Lago di Braies viene considerata come parco naturale, il limite consigliato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo è di 1.500-2.500 persone al giorno e di 4.500–6.000 persone al giorno se considerata come area escursionistica. Per quanto concerne il carico sociale, relativo alla percezione delle persone che visitano l’attrazione, la qualità della visita da parte di turisti ed escursionisti rimane a livello medio se si pone un limite di 9.000 persone al giorno. Per l’area delle Tre Cime di Lavaredo se il sito viene considerato come parco naturale il limite consigliato per il carico naturale è di 2.700–3.000 persone al giorno e di 7.000–7.500 persone al giorno se considerato come area escursionistica e in riferimento al carico sociale, la qualità della visita da parte di turisti ed escursionisti rimane a livello medio se si pone un limite di 4.000 persone al giorno.

Misure per la sostenibilità

Dallo studio emergono alcune chiare indicazioni gestionali, e le azioni immediate concernono la regolamentazione dell’accesso. Per il Lago di Braies il processo di regolamentazione è già in corso per mezzo dell’accesso con navette e prenotazione obbligatoria. Per l’area delle Tre Cime di Lavaredo, invece, viene caldamente consigliato di agire per ridurre drasticamente il traffico e, quindi l’accesso di automobili a Misurina, e favorire il raggiungimento dell’area con mezzi pubblici. Inoltre, il suggerimento formulato è quello di personalizzare l’esperienza di visita e la modalità di accesso per diverse tipologie di turisti (residenti, turisti, escursionisti, per provenienza, ecc.). In particolare, sarebbe opportuno incentivare gli accessi a piedi o in bici, e penalizzare l’utilizzo dei mezzi a motore privati. Sarebbe, inoltre, opportuno creare momenti di fruizione diversi puntando alla destagionalizzazione e alla diversificazione spaziale, incentivando la visita di altre aree delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO. Come azioni di governance viene proposta l'istituzione di un osservatorio per il costante monitoraggio dei flussi di visitatori e dei vari livelli di sostenibilità, nonché la promozione di una più efficace collaborazione a livello territoriale e la costituzione di una cabina di regia per una migliore governance interregionale e l'attuazione di una visione strategica condivisa.

Federica Ferrarin