A tu per tu con le associazioni studentesche - AIESEC

Le associazioni studentesche universitarie sono una parte importante della vita cafoscarina: si occupano non solo di formazione complementare, ma anche di rappresentanza, creazione di progetti imprenditoriali, sociali, politici, culturali, sportivi e di divertimento. Inoltre, svolgono un importante ruolo di aggregazione e di coinvolgimento degli studenti nella comunità universitaria, andando ad integrare le conoscenze che si acquisiscono in aula.

Attualmente, all’interno della comunità cafoscarina sono attive più di 10 associazioni studentesche, che si interessano di diversi temi e iniziative, dalla finanza alla diversità culturale, passando per il marketing e il femminismo intersezionale. Abbiamo quindi deciso di dedicare una rubrica a queste realtà studentesche, per scoprire assieme di cosa si occupano e i motivi per cui entrare a far parte di un’associazione a Ca’ Foscari. 

Oggi abbiamo intervistato Caterina Londero, studentessa all’ultimo anno del corso in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio e responsabile marketing di AIESEC Venezia, uno dei comitati più vecchi della più grande associazione studentesca del mondo  

Come è nata l’associazione? 

AISEC è nata in Europa dopo la seconda guerra mondiale, in un periodo in cui moltissime persone non conoscevano nulla di altre culture o altri paesi. L’idea alla base dell’associazione è che la creazione di un network internazionale di giovani possa aiutare ad evitare ulteriori conflitti, stabilendo un confronto tra culture e un dialogo pacifico. A Venezia l’associazione è arrivata già negli anni ‘60, infatti si tratta non solo di uno dei comitati più vecchi in Italia, ma anche in tutto il mondo. Al giorno d’oggi AIESEC è presente in ben 126 paesi e conta più di 100.000 studenti

Quali sono i vostri obiettivi e chi può iscriversi ad AIESEC?

L’obiettivo principale di AIESEC rimane quello auspicato dai fondatori, ovvero mantenere la pace attraverso il contatto tra diverse culture. Per quanto riguarda i propri membri, AIESEC si propone di dare ad ogni persona la possibilità di sfruttare il proprio potenziale, inserendo i giovani in un ambiente nel quale crescere professionalmente e personalmente, mettendosi alla prova con esperienze edificanti e che possono davvero fare la differenza nel mondo. 
Chiunque può iscriversi ad AIESEC per prendere parte alle nostre iniziative, potete trovare tutte le informazioni nel nostro portale

Che tipo di attività organizzate solitamente e come vi state muovendo in questo periodo così delicato? 

A livello gestionale, organizziamo circa 250 scambi internazionali all’anno, con progetti sia di volontariato sia di tirocinio all’estero. L’outgoing è sicuramente il nostro core business, ma collaboriamo anche con alcune scuole e organizzazioni a livello territoriale e accogliamo volontari dall’estero. 
Le nostre attività si dividono essenzialmente in tre azioni principali:

  • progetti di Global Volunteer, esperienze di volontariato internazionale che vanno dalle 6 alle 8 settimane. I progetti si svolgono solitamente all’interno di ONG, scuole o fondazioni in diversi paesi, dando allo studente non solo la possibilità di contribuire attivamente ad un cambiamento positivo ma anche l’opportunità di vivere nuove città, culture, lingue e tradizioni. Tutti i progetti contribuiscono inoltre al raggiungimento di uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
  • progetti di Global Teacher, stage retribuiti all’estero di durata variabile (si arriva fino alle 78 settimane) per approcciarsi al mondo del lavoro attraverso un’esperienza di insegnamento, un’occasione unica per iniziare a sviluppare la carriera professionale e rendere più competitivo il curriculum.
  • progetti di Global Talent, altra categoria di stage retribuiti all’estero a cui laureandi e neo-laureati possono partecipare per sperimentare una realtà aziendale estera. 

Nonostante la mobilità si sia interrotta con l’avvento della pandemia, abbiamo comunque continuato a lavorare per attivare nuove convenzioni e far conoscere l’associazione, collaborando con giornali ed enti esterni. Inoltre abbiamo anche co-organizzato eventi online come quello dello scorso novembre assieme al Competency Centre di Ca’ Foscari, un focus sullo sviluppo delle soft skills e sul futuro del lavoro. 

Un motivo per il quale è importante iscriversi ad un’associazione universitaria?

In primo luogo credo sia importante per vivere a pieno la propria esperienza all’università. Ciò che si impara in aula spesso è molto teorico e non ci sono molte possibilità di mettere in pratica le proprie conoscenze e sviluppare nuove skill non strettamente collegate allo studio. Un’associazione come AIESEC ti dà modo di metterti alla prova e conoscere meglio te stesso, attraverso attività pratiche che possono aiutarti anche a livello lavorativo a capire per cosa sei portato. 

Qual è il tuo ruolo all’interno dell’organizzazione e cosa ti ha portata personalmente ad iscriverti ad AIESEC?

All’interno del comitato di Venezia occupo il ruolo di responsabile marketing e sono uno dei 6 vicepresidenti, ognuno impegnato nella coordinazione di un’attività distinta. Il nostro executive board è capeggiato dalla presidente Anna Romanin e le nomine durano un anno. Io sono quindi quasi alla fine del mio term, che si concluderà a gennaio. Ho conosciuto AIESEC al mio primo anno di università, durante una presentazione in classe. Inizialmente ero interessata a partire per per uno dei progetti internazionali, ma quando sono andata a parlare con una delle responsabili mi è stato chiesto se volevo entrare a far parte dell’associazione come ‘organizzatore’. Ho pensato fosse un’ottima opportunità per conoscere meglio l’università ma anche nuove persone che non fossero solo i miei compagni di corso. Alla fine mi ha dato modo di vivere un’esperienza universitaria a 360° gradi. 

Francesca Favaro