Regolamento di funzionamento del Dipartimento di Filosofia Beni Culturali

Emanato con D.R. n. 82 del 05/02/2018 e in vigore dal 12/02/2018

Titolo I - Scopi, composizione e competenze del Dipartimento

Art. 1 - Oggetto

  1. Il presente Regolamento concerne l’assetto organizzativo e il funzionamento del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali.
  2. Il Dipartimento organizza e gestisce le attività di ricerca e le attività didattiche nel campo della filosofia, storia delle arti, scienze sociali e scienze dell’educazione e svolge tutte le funzioni previste dall'art. 28 dello Statuto di Ateneo.
  3. L'elenco dei Settori Scientifico Disciplinari (SSD) presenti nel Dipartimento è contenuto nell'Allegato 1.
  4. Il Dipartimento è sede dei Dottorati di ricerca di cui all'Allegato 2, dei Corsi di Laurea di cui all’Allegato 3, nonché di tutte le altre attività formative riconosciute istituzionalmente.
  5. I contenuti degli Allegati 1, 2 e 3 sono soggetti a revisione periodica e saranno, di volta in volta, approvati con delibera del Consiglio di Dipartimento.

Art. 2 - Funzioni del Dipartimento

  1. Il Dipartimento promuove, coordina e organizza le attività di ricerca dei suoi afferenti ferma restando per ciascun professore o ricercatore la libertà di ricerca ed il diritto di disporre dei finanziamenti che il Dipartimento gli ha attribuito e di cui è responsabile scientifico.
  2. Il Dipartimento altresì promuove, coordina e organizza le attività didattiche di sua competenza e per le altre interloquisce stabilmente con gli altri Dipartimenti e con l’Ateneo, mettendo a disposizione, laddove necessario, le proprie risorse strumentali.

Art. 3 - Organizzazione interna

  1. Il Dipartimento può articolarsi al suo interno in Centri, Sezioni, Laboratori, istituiti con il voto favorevole della maggioranza dei componenti del Consiglio di Dipartimento, qualora l’articolazione delle aree culturali e scientifiche presenti in un singolo Dipartimento lo renda opportuno. Tali strutture non hanno autonomia amministrativa e contabile.
  2. Purché non vi osti il corretto svolgimento delle funzioni scientifiche e didattiche, i docenti del Dipartimento possono eseguire attività per conto terzi, mediante contratti e convenzioni stipulate con enti pubblici e privati, da concludersi in conformità a quanto previsto dai Regolamenti di Ateneo.

Art. 4 - Ambiti di autonomia amministrativa del Dipartimento

  1. Il Dipartimento dispone di autonomia amministrativa, organizzativa e finanziaria nei limiti e nelle forme previste dalla normativa dell’Ateneo.
  2. Il Dipartimento si configura come centro di responsabilità dell’Ateneo in quanto titolare della gestione amministrativa e della legittimità e correttezza degli atti amministrativi e contrattuali assunti nell’esercizio delle proprie attività.
  3. Esso utilizza spazi, strutture e servizi forniti dall’Ateneo e occorrenti al proprio funzionamento.
  4. Il Dipartimento dispone per il finanziamento delle sue attività, compresa l’esecuzione dei programmi di ricerca e formazione e l’acquisto di attrezzature scientifiche e didattiche, dei fondi assegnati dal Consiglio di Amministrazione e degli altri proventi previsti e acquisibili in base alle vigenti norme di legge e di regolamento.
  5. Il Dipartimento ha altresì autonomia regolamentare per le materie di propria competenza e per la propria organizzazione, nei limiti previsti dallo Statuto di Ateneo.
  6. Nell'ambito del budget di cui ai commi precedenti, il Dipartimento gestisce finanziamenti ottenuti da terzi per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali e commerciali, fatte salve le eventuali quote da destinare ai sensi dei regolamenti vigenti, o di delibere del Consiglio di Amministrazione. 

Art. 5 - Composizione e afferenze

  1. Al Dipartimento afferiscono, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto di Ateneo, professori ordinari, associati, ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato, in numero non inferiore a 45.
  2. I docenti del Dipartimento afferiscono a settori scientifico-disciplinari omogenei. I professori ed i ricercatori afferiscono al Dipartimento dopo che la richiesta presentata sia stata approvata dal Consiglio di Dipartimento e dal Senato Accademico. Possono fare altresì riferimento al Dipartimento, previa delibera del Consiglio, anche i titolari di assegni di ricerca, i professori a contratto, i borsisti, i dottorandi di ricerca e i cultori della materia le cui ricerche o i cui insegnamenti siano riferibili a settori scientifico-disciplinari pertinenti, o affini o i cui insegnamenti siano banditi dal Dipartimento stesso.
  3. Non possono afferire al Dipartimento professori e ricercatori la cui area disciplinare non sia coerente e sinergica con quelle di riferimento del Dipartimento medesimo, nonché con il progetto scientifico e l’offerta formativa del Dipartimento stesso. Eccezioni motivate a questa regola possono essere accolte previa autorizzazione del Senato Accademico, sentito il Consiglio del Dipartimento interessato. Nel caso in cui il singolo docente non abbia afferito ad alcun Dipartimento, il Senato Accademico indica l’afferenza, nel rispetto di un principio di coerenza fra il settore e le competenze del docente e il progetto scientifico e i settori propri del Dipartimento.
  4. Fanno riferimento al Dipartimento anche i Visiting Professor e i Visiting Scholar, la cui nomina sia stata preventivamente deliberata dal Consiglio di Dipartimento.
  5. Al Dipartimento afferisce inoltre il personale tecnico-amministrativo assegnato ai sensi della normativa vigente
  6. L’art. 34 dello Statuto di Ateneo disciplina il ruolo e le funzioni del Segretario di Dipartimento, il cui incarico a tempo determinato è conferito, all’interno del personale dell’Ateneo, dal Direttore Generale, sentito il Direttore del Dipartimento, con atto scritto e può essere rinnovato con le medesime formalità. Il Segretario di Dipartimento ha altresì il ruolo di agente contabile, firma gli ordinativi e liquida le spese.

Titolo II - Organi e relative competenze

Art. 6 - Organi del Dipartimento

  1. Sono organi del Dipartimento:

    • il Consiglio di Dipartimento;
    • il Direttore;
    • la Giunta di Dipartimento;
    • i Collegi didattici;
    • la Commissione didattica paritetica docenti-studenti.

  2. Sono costituiti quali Comitati permanenti del Dipartimento:

    • il Comitato per la ricerca;
    • il Comitato per la didattica.

  3. Possono essere nominate ulteriori apposite commissioni, comitati, anche permanenti, disciplinandone i relativi compiti.

Capo I - Il Consiglio di Dipartimento

Art. 7 - Attribuzioni del Consiglio di Dipartimento

  1. Il Consiglio di Dipartimento è organo di programmazione e di gestione del Dipartimento e svolge le sue funzioni ai sensi di quanto disposto dall’art. 31 dello Statuto. Esso inoltre delibera sugli ulteriori argomenti sottoposti alla sua attenzione dal Direttore. 

Art. 8 - Consiglio di Dipartimento

  1. Fanno parte del Consiglio di Dipartimento, con diritto di voto:

    1. il Direttore;
    2. i Professori e i Ricercatori afferenti al Dipartimento;
    3. due rappresentanti del personale tecnico e amministrativo. Ai fini dell'elezione dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo in seno al Consiglio di Dipartimento, l'elettorato attivo spetta al personale tecnico-amministrativo a tempo indeterminato e determinato afferente al Dipartimento alla data di indizione delle votazioni, mentre l’elettorato passivo spetta al medesimo personale purché la durata del contratto garantisca il completamento del mandato;
    4. tre rappresentanti degli studenti iscritti ai corsi di laurea, laurea magistrale, di specializzazione e di dottorato afferenti al Dipartimento, ai sensi dell’art. 31, comma 2, lettera d), dello Statuto di Ateneo.

  2. Fanno altresì parte un rappresentante rispettivamente dei docenti a contratto, degli assegnisti di ricerca e dei cultori della materia, senza diritto di voto.
  3. Non precludono l'elettorato attivo e passivo aspettative e congedi per motivi di salute o di famiglia, di ricerca o di studio.
  4. Il Segretario di Dipartimento, o suo delegato, partecipa alle sedute del Consiglio con funzioni consultive e di verbalizzazione.
  5. Le rappresentanze di cui al precedente comma 1, lettera c), durano in carica un triennio accademico. Le rappresentanze di cui al precedente comma 1, lettera d), durano in carica un biennio accademico. Le rappresentanze di cui al precedente comma 2 durano in carica un anno accademico.
  6. Le votazioni per l’elezione delle rappresentanze di cui al comma 1 lettere c), e comma 2, disciplinate agli artt. 68 e 69 del Regolamento Generale di Ateneo, avvengono a scrutinio segreto con preferenza unica. Le votazioni sono valide se vi abbia preso parte almeno un terzo degli aventi diritto. Il Direttore provvede alla costituzione di un seggio elettorale composto da un Presidente e da due componenti, di cui un segretario.
  7. Sono proclamati eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità risulta eletto il più anziano nel ruolo e in caso di ulteriore parità il più anziano di età. Gli eletti sono nominati con decreto del Rettore.
  8. La vacanza di posti di rappresentanti non inficia la validità delle riunioni e le deliberazioni intervenute nel frattempo.

Art. 9 - Adunanze del Consiglio

  1. Il Consiglio di Dipartimento è convocato e presieduto dal Direttore che ne fissa l’ordine del giorno, anche sulla base delle richieste dei docenti e delle esigenze istituzionali.
  2. La convocazione deve aver luogo con avviso fatto recapitare, di norma via e-mail, ai singoli componenti del Dipartimento, almeno 5 giorni prima del giorno fissato per la seduta, fatti salvi i casi di urgenza. Il Consiglio può anche essere convocato su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti; in tal caso la seduta dovrà tenersi entro dieci giorni.
  3. La richiesta di convocazione deve contenere l’indicazione degli argomenti da porre all’ordine del giorno, che verranno comunicati ai membri, salve urgenze, 5 giorni prima della riunione.
  4. Il Direttore può fissare per l’intero anno accademico, salvo urgenze, il calendario delle riunioni. I docenti che intendano sottoporre una questione al Consiglio devono presentare richiesta, con allegati i materiali e i documenti utili, almeno 10 giorni prima della riunione, utilizzando l’apposito modello, anche via e-mail.
  5. Di ogni seduta del Consiglio deve essere redatto verbale, in unico originale protocollato e conservato agli atti del Dipartimento a cura del Direttore.
  6. Le riunioni del Consiglio di Dipartimento sono validamente costituite anche quando tenute a mezzo video-conferenza, tele-conferenza o in via telematica.
  7. Alle riunioni del Consiglio di Dipartimento sono applicabili, in quanto compatibili, le norme stabilite dall’art. 80 all’art. 83 del Regolamento Generale di Ateneo. 

Capo II - Direttore di Dipartimento 

Art. 10 - Attribuzioni del Direttore

  1. Il Direttore, il cui ruolo e funzioni sono disciplinate all’art. 32 dello Statuto, rappresenta il Dipartimento. Ne presiede il Consiglio e la Giunta, cura l’esecuzione delle rispettive deliberazioni, svolge tutte le funzioni gestionali non espressamente attribuite al Consiglio di Dipartimento; si avvale della collaborazione del Comitato per la ricerca per promuovere e coordinare le attività scientifiche e culturali del Dipartimento; si avvale della collaborazione del Comitato per la didattica e degli altri Dipartimenti per coordinare e gestire le attività didattiche; vigila sull’osservanza nell’ambito del Dipartimento delle leggi, dello Statuto e dei Regolamenti; tiene i rapporti con gli organi di governo dell’Ateneo, esercita tutte le altre attribuzioni che gli sono devolute dalle leggi, dallo Statuto e dai Regolamenti o attribuite dal Consiglio per specifiche attività.
  2. Il Direttore di Dipartimento - in quanto organo amministrativo di vertice - esercita le seguenti attribuzioni:

    1. mette a disposizione del personale docente i mezzi e le attrezzature del Dipartimento necessarie per lo svolgimento dell’attività scientifica, didattica e del dottorato di ricerca;
    2. ordina gli strumenti, i mezzi e quanto altro serve per il buon funzionamento del Dipartimento e dei gruppi di ricerca nella gestione dei fondi loro specificatamente assegnati. Egli è altresì tenuto ad ogni adempimento di legge anche in ottemperanza alle norme fiscali;
    3. propone al Consiglio di Dipartimento il bilancio preventivo nel mese di novembre di ciascun anno, nel rispetto del calendario definito dall’Ateneo;
    4. presenta al Consiglio di Dipartimento il bilancio consuntivo entro il mese di marzo per consentire la chiusura del Bilancio Unico di Ateneo nei termini compatibili con le disposizioni normative;
    5. è consegnatario dei beni immobili, dei beni mobili e degli eventuali automezzi del Dipartimento, del cui uso risponde secondo quanto previsto al Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità. Ha la sorveglianza degli stessi e ne dispone la corretta ed appropriata utilizzazione ai fini istituzionali;
    6. provvede, per le procedure di affidamento di forniture e servizi, alla nomina del responsabile unico del procedimento che assumerà le funzioni di cui all’art. 31 del D.Lgs. 50/2016 e alle Linee Guida ANAC. In assenza di tale provvedimento di nomina, le funzioni di responsabile unico del procedimento sono assunte direttamente dal Direttore di Dipartimento;
    7. provvede, mediante la stipula di contratti, nell’ambito degli stanziamenti di bilancio, agli approvvigionamenti di beni e servizi, e ai servizi in genere, di competenza del Dipartimento. Stipula i predetti contratti con le modalità stabilite dalle vigenti disposizioni in materie;
    8. conformemente a quanto previsto dal Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, stipula i contratti e le convenzioni per attività di ricerca e per prestazioni per conto terzi;
    9. autorizza le missioni del personale docente;
    10. esercita il potere di avocazione sugli atti del Segretario di Dipartimento per particolari motivi di necessità ed urgenza specificatamente indicati nel provvedimento e tempestivamente portato a conoscenza del Consiglio di Dipartimento;
    11. ha l’obbligo di denunziare per iscritto al Rettore i fatti di cui sia venuto a conoscenza direttamente o mediante rapporto, che diano luogo a responsabilità amministrativa o contabile di carattere patrimoniale; ha l’obbligo di segnalare altresì immediatamente anche comportamenti lesivi del codice etico, di quello di comportamento e della carta degli impegni per la sostenibilità;
    12. in caso di necessità e urgenza, il Direttore può adottare provvedimenti di competenza del Consiglio di Dipartimento sollecitandone la ratifica nella seduta immediatamente successiva;
    13. è responsabile del trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 29 del D.L gs. 196/2003.

  3. Il Direttore designa tra i Professori di ruolo del Dipartimento un Vicedirettore, che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento. La nomina del Vicedirettore designato è disposta con decreto del Rettore. La carica di Vicedirettore cessa con quella del Direttore.

Art. 11 - Elezione del Direttore

  1. Il Direttore è eletto dal Consiglio di Dipartimento fra i professori di prima fascia, a tempo indeterminato e in regime di tempo pieno al momento dell’insediamento, afferenti al Dipartimento medesimo, a maggioranza assoluta degli aventi diritto nella prima votazione e a maggioranza assoluta dei votanti nelle votazioni successive, salva, in questa seconda fase, la partecipazione al voto di almeno un terzo degli aventi diritto.
  2. La convocazione del Consiglio per l’elezione viene effettuata dal Decano, almeno 5 giorni prima della data fissata per il voto nelle modalità previste per la convocazione del Consiglio. Essa deve contenere l’indicazione del luogo, della data e dell’ora di svolgimento di almeno 4 votazioni che potranno tenersi nello stesso giorno o in giorni diversi.
  3. Le votazioni devono svolgersi con le modalità stabilite in sede di indizione e devono essere tali da garantire la segretezza e la certezza del voto espresso dagli elettori. Gli elettori hanno diritto di esprimere una sola preferenza.
  4. Nel caso di accertata indisponibilità dei professori di prima fascia, alla carica di Direttore può essere eletto un professore di seconda fascia confermato a tempo pieno, afferente al Dipartimento.
  5. All’esito dell’elezione, il Direttore è nominato con decreto del Rettore, dura in carica tre anni accademici ed è immediatamente rieleggibile una sola volta.

Capo III - Giunta di Dipartimento e Comitati

Art. 12 - Attribuzioni della Giunta

  1. La Giunta, il cui ruolo e funzioni sono disciplinate all’art. 33 dello Statuto, coadiuva il Direttore nell’espletamento delle sue attribuzioni e svolge le funzioni eventualmente assegnatele dal Consiglio di Dipartimento
  2. Le riunioni della Giunta sono validamente svolte anche se tenute a mezzo video-conferenza, tele-conferenza o con modalità telematica, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati dal Presidente dell’adunanza e dagli altri intervenuti, che sia loro consentito di seguire la discussione e di intervenire alla trattazione degli argomenti discussi, che sia loro consentito lo scambio di documenti relativi a tali argomenti e che di tutto quanto sopra ne venga dato atto nel relativo verbale. Verificandosi tali presupposti, la riunione della Giunta si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente dell’adunanza e dove deve pure trovarsi il segretario dell’adunanza, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale.
  3. Qualora la seduta della Giunta abbia argomenti oggetto di delibera viene redatto apposito verbale il quale verrà pubblicato nell’apposita area dedicata del sito web di Ateneo. 

Art. 13 - Composizione della Giunta

  1. Fanno parte di diritto della Giunta, ai sensi dell’art. 33 dello Statuto il Direttore, che la convoca e la presiede, il Vicedirettore, i delegati del Direttore che presiedono il Comitato per la ricerca e il Comitato per la didattica e n. 3 docenti, di cui almeno un ricercatore, proposti dal Direttore e nominati dal Consiglio.
  2. Alle sedute della Giunta partecipa il Segretario di Dipartimento con funzioni consultive e di verbalizzazione.
  3. La Giunta dura in carica tre anni accademici e decade comunque con il Direttore.

Art. 14 - Comitato per la ricerca

  1. Il Comitato per la ricerca svolge attività di coordinamento e promozione delle attività di ricerca, per conto terzi e di fund raising del Dipartimento, ed esercita le funzioni eventualmente assegnategli dal Consiglio.
  2. Il Comitato per la ricerca esercita altresì funzioni di:

    1. individuazione, coordinamento e monitoraggio delle procedure di assicurazione della qualità della ricerca, anche in base agli indirizzi formulati dagli Organi di Governo di Dipartimento e di Ateneo;
    2. gestione delle procedure di valutazione della ricerca e di assegnazione dei fondi dipartimentali per la ricerca;
    3. promozione della ricerca scientifica del Dipartimento, anche in un'ottica interdisciplinare e di interazione con la didattica;
    4. monitoraggio dei risultati conseguiti nelle attività di ricerca scientifica e delle specifiche iniziative nei settori di interesse, nonché della loro diffusione;
    5. promozione e sviluppo dei rapporti con altri organismi scientifici e network di ricerca,

  3. Il Comitato è convocato e presieduto dal Delegato alla ricerca ed è composto da non meno di 4 docenti proposti dal Direttore, in modo tale da rappresentare le aree scientifiche approvate dal Consiglio di Dipartimento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
  4. Al Comitato partecipa, se ne viene fatta richiesta, anche il Segretario di Dipartimento, o suo delegato, e il referente amministrativo del Settore Ricerca di Dipartimento, con funzioni consultive.
  5. Il Comitato dura in carica tre anni accademici e decade comunque alla scadenza del mandato del Direttore.

Art. 15 - Comitato per la didattica

  1. Il Comitato per la didattica, presieduto dal Delegato alla didattica, coordina le attività didattiche di competenza del Dipartimento ed esercita le funzioni eventualmente assegnategli dal Dipartimento stesso.  
  2. Il Comitato per la didattica esercita altresì funzioni di:

    1. individuazione, coordinamento e promozione di iniziative per lo sviluppo e il miglioramento dell’offerta formativa del Dipartimento, sotto il profilo dei contenuti, dell’organizzazione e dei metodi;
    2. raccordo tra i collegi didattici e dei collegi con il Dipartimento e l’Ateneo;
    3. individuazione, coordinamento e monitoraggio delle procedure di assicurazione della qualità della didattica, anche in base agli indirizzi formulati dagli Organi di Governo di Dipartimento e di Ateneo;
    4. raccordo degli aspetti di internazionalizzazione, orientamento e placement.

  3. Il Comitato è convocato e presieduto dal Delegato alla didattica, anche in composizione ristretta ai Presidenti dei corsi di laurea, ed è comunque composto dai Presidenti dei Collegi di Corso di laurea, e dai Coordinatori di Dottorato che fanno riferimento alla struttura dipartimentale. Al Comitato partecipano, se ne viene fatta richiesta dal Delegato alla didattica, il delegato per l’internazionalizzazione, per l’orientamento, per l’innovazione della didattica ed per l’AQ nonché il Segretario di Dipartimento, o suo delegato, e il referente amministrativo del Settore Didattica di Dipartimento, con funzioni consultive
  4. Il Comitato dura in carica per tre anni accademici e decade comunque alla scadenza del mandato del Direttore.

Titolo IV - Norme generali

Art. 16 - Parità di genere

  1. L’Università Ca’ Foscari Venezia garantisce pari opportunità tra uomini e donne.
  2. Nel presente Regolamento l’uso del genere maschile per indicare le persone è dovuto solo a esigenze di semplicità del testo. 

Art. 17 - Cessazione dalle cariche

  1. I docenti eletti o designati dal Consiglio di Dipartimento o dal Direttore cessano dalle rispettive cariche, oltre che per scadenza naturale del mandato, a seguito di pensionamento, dimissioni, trasferimento o sopravvenute cause di incompatibilità.

Art. 18 - Modifiche del Regolamento

  1. Le modifiche al presente Regolamento devono essere approvate a maggioranza assoluta dei membri del Consiglio di Dipartimento, dopo regolare convocazione senza carattere di urgenza. 

Art. 19 - Norma di rinvio

  1. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente Regolamento si fa rinvio, in quanto applicabili, alle norme dello Statuto e dei regolamenti di Ateneo e più in generale dell’ordinamento universitario. 

Art. 20 - Emanazione ed entrata in vigore

  1. Il presente Regolamento è emanato con Decreto del Rettore ed entra in vigore il settimo giorno successivo alla data di pubblicazione all’albo dell’Ateneo.

All. 1 al Regolamento di funzionamento del DFBC - Cdd 16/1/18
SSD del DFBC

Settore scientifico-disciplinare        Descrizione

CHIM/12          CHIM/12 CHIMICA DELL'AMBIENTE E DEI BENI CULTURALI

Il settore si interessa del destino dei prodotti chimici naturali e di sintesi e del loro impatto sull'ambiente e sui beni culturali. Argomenti fondamentali sono: lo studio dei parametri chimici e chimico-fisici che riguardano l'ambiente e la chimica dello inquinamento; la promozione delle conoscenze chimiche e tecnologiche per la caratterizzazione, conservazione, restauro e recupero dei beni culturali. Nell'ambito del trattamento dei rifiuti in genere sviluppa le conoscenze chimiche e tecnologiche per il loro recupero e riciclo.

ICAR/16          ICAR/16 ARCHITETTURA DEGLI INTERNI E ALLESTIMENTO

I contenuti scientifico-disciplinari si distinguono dal ceppo centrale delle tematiche afferenti al campo della progettazione architettonica, in quanto fanno riferimento a temi che hanno un'autonomia particolare per metodo e strumenti, implicando peraltro interazioni con diversi altri settori. Riguardano aspetti teorici dell'architettura focalizzati sulle relazioni fra spazi fruibili, oggetti, immagini, persone ed aspetti applicativi legati alle problematiche progettuali specifiche dell'architettura d'interni e dell'arredamento, nonché a quelle dell'allestimento, della museografia, della scenografia, della decorazione.

ICAR/18          ICAR/18 STORIA DELL'ARCHITETTURA

I contenuti scientifico-disciplinari riguardano la storia delle attività edilizie e di altre attinenti alla formazione e trasformazione dell'ambiente (giardini, parchi, paesaggio, città, territorio), in rapporto al quadro politico, economico, sociale, culturale delle varie epoche; gli argomenti storici concernenti aspetti specifici di tali attività, dalla rappresentazione dello spazio architettonico alle tecniche edilizie; la storia del pensiero e delle teorie sull'architettura; lo studio critico dell'opera architettonica, esaminata nel suo contesto con riferimento alle cause, ai programmi ed all'uso, nelle sue modalità linguistiche e tecniche, nella sua realtà costruita, nei suoi significati.

ICAR/20          ICAR/20 TECNICA E PIANIFICAZIONE URBANISTICA

I contenuti scientifico-disciplinari investono l'analisi e la valutazione dei sistemi urbani e territoriali, esaminati nel loro contesto ambientale e nel quadro dei rischi naturali ed antropici cui sono soggetti e delle variabili socioeconomiche dalle quali sono influenzati; i modelli ed i metodi per l'identificazione dei caratteri qualificanti le diverse politiche di gestione e programmazione degli interventi, nonché per l'esplicitazione dei processi decisionali che ne governano gli effetti sull'evoluzione dei sistemi in oggetto; le tecniche per gli strumenti di pianificazione a tutte le scale.

L-ART/01         L-ART/01 STORIA DELL’ARTE MEDIEVALE

Comprende, con particolare attenzione all’area europea, gli studi sulle opere architettoniche, scultoree, pittoriche, grafiche, sulla miniatura e le cosiddette arti minori e sulla produzione artigianale nell’età medievale, nell'occidente europeo e in ambito bizantino, studi condotti anche con gli strumenti dell’iconografia e iconologia, della letteratura artistica e della sociologia dell’arte, con riferimento alla storia della disciplina e della sua epistemologia, anche allo scopo di potenziare la didattica del museo.

L-ART/02         L-ART/02 STORIA DELL’ARTE MODERNA

Comprende, con particolare attenzione all’area europea, gli studi sulle opere architettoniche, scultoree, pittoriche, delle cosiddette arti minori e della produzione artigianale nell’età moderna, del disegno, dell'incisione e della grafica, studi condotti anche con gli strumenti dell’iconografia e iconologia, della letteratura artistica e della sociologia dell’arte, e con riferimento alla storia della disciplina e della sua epistemologia, anche allo scopo di potenziare la didattica del museo.

L-ART/03         L-ART/03 STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Comprende, con particolare attenzione al mondo europeo e nord-americano, gli studi sulle più attuali tendenze artistiche, non solo nelle tradizionali espressioni ma anche con riferimento alla produzione della società industriale e postindustriale, al disegno, all'incisione, alla grafica, alla fotografia, come pure alla storia della disciplina e della sua epistemologia, anche allo scopo di potenziare la didattica del museo.

L-ART/04         L-ART/04 MUSEOLOGIA E CRITICA ARTISTICA E DEL RESTAURO

Comprende gli studi di carattere teorico e metodologico sulla letteratura artistica, sulla critica d'arte e sulla storia sociale dell’arte e quelli sulla storia e l’organizzazione dei musei e sulla didattica museale, nonché sulle tecniche artistiche e sulla conservazione ed il restauro dei beni artistici.

L-ART/05         L-ART/05 DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO

Comprende gli studi sugli aspetti teorici, storici, metodologici e organizzativi dello spettacolo, in particolare di quello teatrale, con specifica attenzione agli aspetti della drammaturgia e al ruolo della regia, della recitazione, della danza, della sceneggiatura, della scenografia e degli altri momenti della messa in scena.

L-ART/06         L-ART/06 CINEMA, FOTOGRAFIA E TELEVISIONE

Comprende gli studi sugli aspetti teorici e storici dei mezzi di comunicazione audiovisivi, in particolare cinema e televisione, ma per estensione anche gli ambiti espressivi e comunicativi collegati, come la fotografia e le nuove tecnologie visuali, con attenzione rivolta sia alla dimensione diacronica sia a quella sincronica (il linguaggio audiovisivo, le forme di produzione e consumo etc.) sia alle tecniche e alle finalità particolari di alcune tipologie di prodotto, quali i documentari e filmati a carattere scientifico.

L-ART/07         L-ART/07 MUSICOLOGIA E STORIA DELLA MUSICA

Comprende gli studi relativi alla storia della musica, in quanto scienza e in quanto arte, dal mondo greco all'età moderna e contemporanea, con attenzione agli aspetti teorici, filosofici, filologici e critici, a quelli della notazione e della paleografia musicale, agli aspetti specifici del linguaggio musicale (armonia e contrappunto), agli strumenti musicali, ai rapporti fra la produzione musicale e gli altri settori delle arti, dalla poesia alle arti visive, a quelli industriali, psicologici e comunicativi, ai rapporti fra la produzione musicale e quelle poetiche e teatrali, alla conservazione dei beni culturali pertinenti alla musica e alla didattica relativa al settore.

L-ART/08         L-ART/08 ETNOMUSICOLOGIA

Comprende gli studi, di carattere descrittivo-analitico e comparativo, condotti con le metodologie proprie della musicologia e dell'antropologia, relativi alle forme e ai comportamenti musicali che caratterizzano società e culture a prevalente tradizione orale, e alle relazioni fra sistemi musicali e sistemi culturali.

L-FIL-LET/10   L-FIL-LET/10 LETTERATURA ITALIANA

Comprende gli studi sulle opere e le culture letterarie dalle origini della lingua italiana all’età contemporanea e sui relativi autori, nonché quelli sulle opere in altra lingua prodotte nell’ambito del medesimo contesto storico-geografico, con riferimento ai diversi modi e generi letterari, alle metodologie di ricerca, alla storia della disciplina, a quella della critica e delle poetiche e alle tecniche didattiche di trasmissione delle conoscenze relative al settore.

L-LIN/21          L-LIN/21 SLAVISTICA

Comprende gli studi sulle opere letterarie in lingua russa, bulgara, ceca, slovacca, macedone, polacca, serbo-croata, slovena, ucraina e sui relativi autori, condotti con le metodologie della ricerca filologica, paleografica, linguistica e critico-letteraria, con particolare riguardo alla comprensione critica, attraverso l’analisi dei testi originali, delle dimensioni tematiche, figurative e formali, nonché quelli necessari ad acquisire una solida competenza ed un’analisi metalinguistica delle lingue stesse nelle loro dimensioni sincroniche e diacroniche, nelle loro strutture fonetiche, morfologiche, sintattiche, lessicali, testuali e pragmatiche, come pure nei diversi livelli e registri di comunicazione orale e scritta. Include inoltre gli studi relativi alle problematiche della didattica e quelli finalizzati alla pratica e alla riflessione sull’attività traduttiva, scritta e orale, nelle sue molteplici articolazioni, non letteraria, generica e specialistica e nelle applicazioni multimediali e quelli sulla traduzione e l’interpretariato dall’italiano al russo, al serbo-croato, allo sloveno e da queste lingue all’italiano (di cui all’art.1 della L.478/84).

L-OR/22          L-OR/22 LINGUE E LETTERATURE DEL GIAPPONE E DELLA COREA

Comprende gli studi filologici, linguistici e letterari relativi al Giappone ed alla Corea dall'età classica a quella contemporanea, studi condotti con le metodologie della ricerca filologica, linguistica e critico-letteraria, nonché l'interpretazione delle culture specifiche di quelle regioni e di quelle letterature.

MED/42           MED/42 IGIENE GENERALE E APPLICATA

Il settore si interessa dell'attività scientifica e didattico-formativa, nonché dell'attività assistenziale a essa congrua nel campo dell’igiene generale e applicata; il settore ha specifica competenza nel campo dell’igiene applicata all'ambiente, ai luoghi di lavoro, all’igiene scolastica, all’igiene degli alimenti e della nutrizione, della medicina di comunità, della medicina preventiva, riabilitativa e sociale, dell’epidemiologia, della sanità pubblica, della programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari e dell’educazione sanitaria.

M-FIL/01          M-FIL/01 FILOSOFIA TEORETICA

Le competenze del settore elaborano le ragioni della ricerca filosofica attraverso il confronto critico con altre esperienze culturali e diverse discipline, in un rapporto con la propria tradizione e con le differenti tematiche filosofiche specialistiche. La ricerca del settore rende conto, da un lato, della differenza dell'esperienza filosofica, dall'altro si pone come interlocutrice di vari saperi, con l'obbiettivo di favorire l'approfondimento critico e l'interpretazione delle conoscenze, della filosofia, della comunicazione, dell'ermeneutica e delle religioni oltre i limiti degli specialismi, all'interno e all'esterno della filosofia.

M-FIL/02          M-FIL/02 LOGICA E FILOSOFIA DELLA SCIENZA

Le ricerche del settore si occupano sul piano teorico e su quello storico delle organiche connessioni esistenti tra ricerca filosofica e conoscenza scientifica, della logica con i suoi metodi specifici, della struttura logica dei linguaggi naturali, della computazione e della comunicazione, dell’epistemologia e della rappresentazione delle conoscenze, delle questioni metodologiche e fondative proprie delle singole scienze in stretta relazione con il loro sviluppo.

M-FIL/03          M-FIL/03 FILOSOFIA MORALE

Il settore comprende le competenze relative allo studio dell'agire dell'uomo nella sua dimensione morale, etico-sociale, politica, dell'etica della comunicazione e della filosofia politica. Comprende le elaborazioni sul rapporto uomo-ambiente e riflette sulle conseguenze etiche che derivano dallo sviluppo delle scienze. Le ricerche del settore sono condotte con prospettive di carattere fondativo e/o storico.

M-FIL/04          M-FIL/04 ESTETICA

Il settore accorpa e articola le competenze che intrecciano riflessione filosofica e pratiche delle arti, saperi delle differenti tradizioni artistiche e loro riformulazioni epistemiche, considerandoli dal punto di vista ermeneutico, storico filosofico, semiotico, retorico e stilistico.

M-FIL/05          M-FIL/05 FILOSOFIA E TEORIA DEI LINGUAGGI

Il settore raccoglie un insieme di competenze che considerano il linguaggio come oggetto di indagine eminentemente teorica; riflettono sulle diverse modalità e articolazioni che l'indagine sul linguaggio può assumere; affrontano il ruolo che la dimensione linguistica riveste nel contesto di altri ambiti significativi dell'esperienza umana; indagano sulle articolazioni storiche della riflessione filosofica sul linguaggio e della sua dimensione semiotica.

M-FIL/06          M-FIL/06 STORIA DELLA FILOSOFIA

Il settore comprende le competenze che studiano la filosofia nella sua genesi e sviluppo storico, individuandone teorie, proposizioni e risultati in contesti socio-culturali definiti cronologicamente o individuati in rapporto a specifici orientamenti teorici. Comprende inoltre le indagini di carattere storiografico che si pongono come autoriflessione critica sulle metodologie delle indagini storiche.

M-FIL/07          M-FIL/07 STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA

Il settore comprende le ricerche che si occupano della filosofia nella sua genesi e sviluppo processuale, dei rapporti della filosofia con i saperi del tempo, individuandone teorie, proposizioni e risultati nel contesto socio-culturale definito cronologicamente in un arco temporale che va dal VI sec. a.C. al VI sec. d.C. Si occupa inoltre della riflessione critica sul metodo e della storiografia filosofica antica.

M-FIL/08          M-FIL/08 STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE

Il settore comprende le competenze che studiano la filosofia nella sua genesi e sviluppo processuale, individuandone teorie, proposizioni e risultati nel contesto socio-culturale definito cronologicamente dal tardo antico (VI secolo d. C) sino alle soglie dell'età moderna (XV secolo d.C.). Si occupa inoltre della riflessione critica sul metodo e della storiografia filosofica medievale, compresi gli ambiti della filosofia islamica ed ebraica.

M-PED/01        M-PED/01 PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE

Il settore include due ambiti di ricerca differenziabili per l'immediatezza delle implicazioni applicative. Il primo comprende l'area delle ricerche pedagogiche di carattere teoretico-fondativo ed epistemologico-metodologico; in particolare raccoglie le competenze che hanno una tradizione trattatistica e speculativa e che pongono le basi teoriche e procedurali per le competenze pedagogiche. Il secondo ambito di ricerca è caratterizzato dall'attenzione per i bisogni educativi e formativi nella società e nelle organizzazioni e dalle ricerche sulle attività educative connesse ai cambiamenti culturali e degli stili di vita e sulle implicazioni educative dei nuovi fenomeni sociali e interculturali. Comprende altresì l'educazione permanente e degli adulti.

M-PED/03        M-PED/03 DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE

Il settore raggruppa le ricerche a carattere applicativo e pragmatico che riguardano la didattica, le tecniche e le tecnologie educative sia in ambito scolastico sia nel più vasto contesto della formazione. Comprende inoltre le ricerche sulle forme didattiche applicate all'handicap, all'attività di sostegno e di recupero, all'inserimento e all'integrazione e, in generale, al trattamento pedagogico della differenza.

M-PSI/01         M-PSI/01 PSICOLOGIA GENERALE

Il settore comprende le competenze scientifico disciplinari relative all'organizzazione del comportamento e delle principali funzioni psicologiche (percezione, emozione, motivazione, memoria, apprendimento, pensiero, linguaggio) attraverso cui l'uomo interagisce con l'ambiente ed elabora rappresentazioni dell'ambiente e di se stesso. Comprende altresì le ricerche psicologiche su la coscienza, la personalità, la comunicazione e l'arte e le competenze relative sia ai metodi e alle tecniche della ricerca psicologica, sia ai sistemi cognitivi naturali e artificiali e alle loro interazioni, sia alla storia della psicologia.

M-PSI/05         M-PSI/05 PSICOLOGIA SOCIALE

Il settore raggruppa le competenze scientifico disciplinari relative alla comprensione delle relazioni tra processi ed eventi collettivi e societari (ambientali, culturali, comunitari, familiari, politici, economici, giuridici) e processi psicologici sociali, individuali e di gruppo (disposizioni, atteggiamenti, comunicazione, interazione, ecc.) che influenzano il funzionamento dei sistemi e sotto-sistemi sociali e da cui sono a loro volta influenzati. Comprende altresì le competenze scientifico disciplinari relative ai metodi e alle tecniche che caratterizzano tali studi.

M-STO/05        M-STO/05 STORIA DELLA SCIENZA E DELLE TECNICHE

Il settore comprende le ricerche che si propongono, in un arco temporale che va dall'antichità classica ai giorni nostri, la ricostruzione storica e critica dello sviluppo della scienza, delle tecniche e delle istituzioni scientifiche e tecniche, anche in relazione al contesto filosofico-culturale ed economico-sociale. Gli studi compresi nel settore riguardano principalmente l'evolversi delle conoscenze sulla natura e sull'uomo, sia in generale sia nei diversi ambiti scientifici.

SECS-S/05      SECS-S/05 STATISTICA SOCIALE

I campi di interesse del settore sono quelli concernenti lo studio dei metodi statistici per le scienze del sociale, con le specificità che natura e caratteristiche dei fenomeni sociali e sanitari impongono nelle fasi della raccolta delle informazioni e delle analisi descrittive e inferenziali. Le problematiche riguardano progettazione e gestione di indagini campionarie e sondaggi demoscopici; programmazione e valutazione dei servizi sociali e sanitari; rilevazione ed analisi statistica dei comportamenti e motivazioni soggettive, anche di genere, in svariati campi (processi educativi, espressioni di voto, mobilità sociale e turistica, sport, tempo libero e comunicazione, psicologia, attività forense).

SPS/01           SPS/01 FILOSOFIA POLITICA

Il settore ha come oggetto lo studio e la riflessione sulle problematiche politiche in una prospettiva eminentemente teorica e non empirica. Il settore si articola nell'analisi filosofica del pensiero politico, nell'analisi del linguaggio politico e della simbolica politica, nella filosofia delle scienze sociali e nella storia della speculazione filosofica politica.

SPS/04           SPS/04 SCIENZA POLITICA

La scienza politica ha come obiettivo lo studio e la ricerca sui diversi aspetti della realtà politica attraverso il metodo delle scienze empiriche e con una varietà di tradizioni di ricerca e approcci (rational choice, neo-istituzionalismo e altri). Il settore si compone di varie aree di ricerca e di insegnamento: la metodologia e le tecniche della ricerca politica (metodologia della scienza politica); le amministrazioni, i diversi altri sottosistemi organizzati e le politiche pubbliche (scienza dell’amministrazione, analisi delle politiche pubbliche, organizzazione e comportamento giudiziario, teoria delle organizzazioni complesse); i processi politici europei, la politica sovranazionale e internazionale (organizzazione politica europea, relazioni internazionali, studi strategici); i processi politici in prospettiva comparata (politica comparata, partiti politici e gruppi di pressione, teoria dello sviluppo politico, sistemi giudiziari comparati e, per quanto concerne il caso italiano, sistema politico italiano); il linguaggio e la comunicazione politica (analisi del linguaggio politico e comunicazione politica); la teoria politica empirica (teoria politica).

SPS/07           SPS/07 SOCIOLOGIA GENERALE

Il settore contiene una serie di campi di competenza concernenti la propedeutica teorica, storica e metodologica della ricerca sociale, i confini epistemologici della sociologia, gli strumenti teorico-metodologici e le tecniche per l’analisi delle processualità micro e macro-sociologiche. In quest’ottica si articola in varie aree che vanno dalla sociologia in generale (per le prospettive teoriche fondamentali, il linguaggio delle scienze sociali, l’ordine e il mutamento e per le categorie e le problematiche relative al rapporto teoria-ricerca empirica), alla metodologia e tecnica della ricerca sociale, alla politica sociale connessa alle diverse tipologie di welfare, ai metodi e alle tecniche del servizio sociale ai sistemi sociali comparati, all’analisi dei gruppi, della salute della scienza, dello sviluppo, della sicurezza sociale, ai metodi della pianificazione, alla storia del pensiero sociologico.

SPS/08           SPS/08 SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI

Il settore comprende una serie di campi di competenza concernenti la lettura sociologica dei fenomeni della cultura, da quelli assiologici a quelli comunicativi e della socializzazione e formazione (anche delle risorse umane), fino all’impatto sociale dei mass media e delle tecnologie avanzate. Il settore si articola in varie aree: dalla sociologia della comunicazione alle dinamiche media/industria culturale, dall’analisi sociologica della radio-televisione e dell’informazione al settore dei nuovi media e della pubblicità, all’analisi dei processi culturali e dell’educazione, alla sociologia della famiglia e della religione.

SPS/09           SPS/09 SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ECONOMICI E DEL LAVORO

Il settore contiene una serie di campi di competenza concernenti il rapporto fra la società, da una parte, e il mondo della produzione dei beni e il mondo dell’industria e del lavoro, dall’altra, dalle relazioni industriali all’impatto sociale dell’economia e delle trasformazioni dovute alla produzione e alla distribuzione della ricchezza. Pertanto esso si articola in varie specializzazioni che vanno dalle relazioni industriali e la sociologia industriale, alla più ampia sociologia economica, del lavoro, all’analisi delle professioni, all’organizzazione dei servizi sociali.

SPS/10           SPS/10 SOCIOLOGIA DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO

Il settore ha come oggetto di studio l’analisi del rapporto ambiente-società a livello sociologico, tanto dal punto di vista dei sistemi sociali urbani, quanto dal punto di vista delle comunità locali e dei sistemi sociali rurali. Esso si articola nella grande area della sociologia urbana, del turismo, delle immigrazioni e della sociologia dell’ambiente delle comunità locali, guardando anche alle relazioni etniche e quindi ai problemi dell’abitare, dei tempi urbani, della mobilità nelle società metropolitane avanzate.

MAT-02           MAT/02 ALGEBRA

Il settore include competenze e ambiti di ricerca relativi all'Algebra, e in particolare allo studio delle proprietà e della classificazione delle strutture algebriche, sia commutative sia non commutative, inclusi gli aspetti e le tecniche computazionali utili per la loro trattazione. Studia altresì la Teoria algebrica dei Numeri. Le competenze didattiche di questo settore riguardano anche tutti gli aspetti istituzionali della matematica di base.

All. 2 - Dottorati di Ricerca del DFBC

  • Filosofia e Scienze della Formazione
  • Storia delle Arti

All. 3 - Corsi di Laurea del DFBC

  • Corsi di laurea triennale

    • Conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali
    • Filosofia
    • Philosophy, International and Economic Studies
    • Scienze della società e del servizio sociale 

  • Corsi di laurea magistrale

    • Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali (EGArt)
    • Lavoro, cittadinanza sociale, interculturalità
    • Scienze filosofiche
    • Storia delle arti e conservazione dei beni artistici

Last update: 20/02/2019