Primi piani

Francesca Rohr
Storia romana

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Mi sono laureata in Storia romana nel 1992 a Ca’ Foscari; pur avendo studiato in un ottimo liceo classico, ho scoperto la storia romana all’Università, grazie all’insegnamento coinvolgente del mio Maestro, Giovannella Cresci. La storia politica è stato il mio primo interesse di ricerca, avvicinato con la tesi di laurea e poi con gli studi di dottorato, all’Università La Sapienza di Roma. Nel tempo ho avvicinato aspetti diversi della politica romana, con un’attenzione particolare alla tarda repubblica e all’alto impero, un importante momento di transizione istituzionale: il dissenso in età augustea; la comunicazione politica nelle sue diverse forme, tra cui soprattutto i discorsi dei leaders; i nuovi protagonisti della politica: gli ‘uomini nuovi’ privi di antenati illustri ma dotati di abilità soprattutto militari e le matrone. Ho sviluppato in parallelo interessi di ricerca anche per le modalità attraverso cui matura la memoria storica nella storiografia. I miei insegnamenti a Ca’ Foscari riflettono le articolazioni della mia ricerca: Storia romana per i corsi di laurea triennale; Storiografia romana e Storia delle donne nel mondo romano per i corsi di laurea magistrale.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Io sono impegnata in una professione che ho desiderato, che mi impegna molto ma mi riserva anche grandi soddisfazioni. Alcune sono connesse a episodi ricorrenti nella mia attività didattica: i miei laureandi, quando approdano a risultati originali e danno un contributo al progredire della ricerca; i miei studenti del primo corso di Storia romana triennale, che si avvicinano per la prima volta alla materia e a volte costretti dal piano di studio, e poi scoprono un interesse inatteso e scelgono di inserire nella loro formazione anche il corso di approfondimento; i miei studenti dei corsi magistrali, quando le loro ricerche originano veri dibattiti scientifici in aula; l’apprezzamento dei mie studenti, che si è tradotto nel Premio alla didattica che ho vinto nel 2014. Ma ricordo anche momenti specifici: le diverse tappe della mia carriera; l’invito a convegni internazionali nei quali ho potuto discutere con colleghi che riconosco come Maestri nella mia disciplina; le recensioni ad alcuni dei miei libri, in sedi scientifiche ma anche, come per la mia ultima monografia Le custodi del potere, su quotidiani e riviste, segno dell’interesse di un pubblico ampio che mi fa piacere si avvicini alle mie ricerche. Ricordo infine un incarico nella mia Università, la delega all’orientamento che mi è stata attribuita dal Rettore Bugliesi e ora riconfermata dalla Rettrice Lippiello, un incarico che ben corrisponde al mio interesse per gli studenti e interpreto come una dimostrazione di apprezzamento per il mio lavoro e fiducia.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
A mio parere insegnare all’Università e fare ricerca sono e devono essere due attività strettamente correlate. La didattica universitaria, in particolare nei corsi di laurea magistrale, porta in aula i risultati della ricerca, garantendo una formazione approfondita e aggiornata agli studenti, nei confronti dei quali, cittadini del domani, l’Università ha una importante responsabilità. La ricerca è lo strumento per conoscere e per capire: io mi occupo di storia romana e la mia attenzione primaria è rivolta a quel contesto, ma la comprensione del mondo antico è una lente per decodificare tante realtà e processi anche del presente, che di quel mondo è erede.

Last update: 29/11/2022