Amministrazione, finanza e contabilità

Emanato con D.R. 151/int. del 23/12/1997
Modificato con D.R. n. 519 del 22/05/2002
Modificato con D.R. n. 363 del 17/05/2004
Modificato con D.R. n. 408 del 21/05/2009
Modificato con D.R. n. 493 del 15/06/2009 (in vigore dal 01/07/2009)
Modificato con D.R. n. 137 del 26/02/2010
Modificato con D.R. n. 167 del 10/03/2011

Testo in vigore dal 25/03/2011

TITOLO 1 - Norme Generali

Art. 1 - Finalità ed ambito di applicazione

  1. Il presente regolamento per l'amministrazione, la finanza e la contabilità dell'Università Ca' Foscari di Venezia è adottato in base a quanto dispongono la legge 9 maggio 1989, n. 168, "Istituzione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica" e lo Statuto di autonomia.
  2. Il regolamento detta norme sulle procedure amministrative e finanziarie, nonché sulla gestione dei bilanci e del patrimonio, allo scopo di realizzare l'efficiente ed efficace amministrazione delle risorse nel pieno rispetto e per il perseguimento delle finalità istituzionali.

Art. 2 - Principi generali

  1. Il regolamento, in particolare, si informa ai seguenti principi:

    1. pubblicità degli atti;
    2. individuazione delle competenze dell'amministrazione centrale e delle strutture autonome;
    3. autonomia dei centri di responsabilità nella gestione dei budget assegnati;
    4. annualità, unità, universalità, integrità e specializzazione dei bilanci;
    5. equilibrio tra le entrate e le spese;
    6. utilizzazione degli stanziamenti finalizzati nel rispetto del vincolo di destinazione;
    7. piena autonomia negoziale;
    8. preferenza per la scelta concorrenziale del contraente;
    9. controllo sull'efficienza e sui risultati di gestione.

Art. 3 - Pubblicità degli atti amministrativi

  1. Al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale, la consultazione ed il rilascio di copie di verbali relativi alle riunioni di organi collegiali dell'Università, nonché la diffusione dei regolamenti, bilanci ed atti amministrativi di interesse generale sono disciplinati dal consiglio di amministrazione con apposito regolamento, in applicazione della L. 7 agosto 1990, n. 241.
  2. Attraverso tale regolamento l'Ateneo adegua anche la propria organizzazione e le proprie procedure al fine di realizzare la più ampia circolazione delle informazioni.

Art. 4 - Centri di gestione

  1. Sono centri a gestione accentrata le scuole e le presidenze di facoltà, nonché le strutture ad essi assimilate con l'atto istitutivo. Sono centri a gestione autonoma, con autonomia finanziaria e di spesa, i dipartimenti, nonché le strutture ad essi assimilate con l'atto istitutivo.

Art. 5 - Organi di gestione e livelli di responsabilità

  1. Presso ciascun centro a gestione autonoma devono essere istituiti:

    1. un organo collegiale che definisce le linee generali di funzionamento del centro e delibera su tutte le altre materie indicate da disposizioni di legge o da norme autonomamente adottate dall'Università;
    2. una giunta qualora prevista da disposizioni di legge o dallo Statuto;
    3. un direttore che è responsabile della gestione e della attuazione delle delibere dell'organo collegiale o di altri organi dell'Ateneo competenti in materia; le funzioni di cui alla presente lettera sono svolte presso i centri interdipartimentali di ricerca ed i centri di erogazione dei servizi da un presidente, salvo diversa previsione del regolamento dei centri stessi;
    4. un segretario amministrativo che coadiuva il direttore nello svolgimento di tutti i compiti di natura amministrativo contabile, entro i limiti della propria qualifica.

  2. Gli organi dei centri a gestione accentrata sono quelli previsti dai successivi articoli 82 e 83.

Art. 6 - Analisi dell'efficienza e dei risultati di gestione

  1. La gestione complessiva delle risorse dell'Ateneo, sia nell'amministrazione centrale, sia nelle altre unità operative, va soggetta sistematicamente ad un'analisi tesa ad accertare i risultati raggiunti e l'efficienza ottenuta nell'uso delle risorse stesse, svolta di norma dal nucleo di valutazione interna.
  2. L'analisi si effettua attraverso la raccolta di dati e l'elaborazione di indicatori sulla disponibilità e sull'impiego delle risorse, nonché sui risultati conseguiti presso i vari uffici dell'amministrazione centrale e le altre strutture dell'Ateneo, secondo le indicazioni del senato accademico e del consiglio di amministrazione.
  3. Tutti gli uffici e le strutture dell'Ateneo devono fornire i dati che siano necessari per l'effettuazione delle analisi.
  4. Il rettore presenta, sulla base dei dati forniti, al senato accademico e al consiglio di amministrazione un rapporto annuale che espone e commenta sia il sistema di indicatori, sia le relazioni consuntive degli uffici dell'amministrazione centrale e delle altre strutture dell'Ateneo, illustrando le principali variazioni rispetto all'anno precedente ed agli obiettivi prefissati.
  5. L'Università per le attività previste dal presente articolo potrà avvalersi di consulenze esterne ai sensi del successivo art. 10.

Art. 7 - Servizio di cassa

  1. Fatte salve le disposizioni di legge, il servizio di cassa è affidato, in base ad apposita convenzione deliberata dal consiglio di amministrazione, ad un unico istituto di credito, nel rispetto delle norme vigenti.
  2. La convenzione di cui al comma 1 deve prevedere le modalità per l'autonomo espletamento del servizio di cassa per i centri di gestione autonoma.
  3. L'Università può avvalersi di conti correnti postali per l'espletamento di particolari servizi. Unico traente è l'istituto cassiere di cui al primo comma, previa emissione di apposita reversale da parte dell'Università, con cadenza almeno bimestrale.

Art. 8 - Mutui

  1. Il consiglio di amministrazione, di norma in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione o in sede di assestamento del bilancio stesso, può deliberare il ricorso al mercato finanziario per contrarre mutui da finalizzare esclusivamente a spese di investimento nel settore dell'edilizia o delle grandi attrezzature.
  2. L'onere complessivo delle quote di ammortamento dovrà garantire il funzionamento ordinario della gestione amministrativa dell'Ateneo e non potrà comunque superare il limite di legge.

Art. 9 - Attività editoriali

  1. Le attività editoriali e le modalità relative ai contratti per la stampa di libri, periodici ed altre pubblicazioni concernenti ricerche e lavori originali svolti nell'ambito e per i fini dell'istituzione e la relativa vendita e diffusione, sono disciplinate dal consiglio di amministrazione su proposta del senato accademico.
  2. Tutte le pubblicazioni di cui al precedente comma devono indicare la denominazione dell'Università, quella del centro di gestione autonoma o accentrata, il nome dell'autore ed il titolo.
  3. Le norme di cui ai commi precedenti si applicano anche a lavori realizzati attraverso supporti magnetici multimediali.

Art. 10 - Consulenze e prestazioni di lavoro autonomo

  1. L'Università, attraverso la stipulazione di contratti d'opera professionale ed intellettuale, regolati dal libro quinto, titolo terzo, del codice civile, può affidare a personale esterno compiti di:

    1. studio, consulenza tecnica, scientifica, legale e professionale che richiedano specifiche competenze non riscontrabili organicamente o non disponibili all'interno dell'Ateneo;
    2. supporto strumentale alle attività di ricerca e di didattica, quando tali compiti non rientrino in quelli istituzionali del personale universitario o non siano disponibili all'interno dell'Ateneo;
    3. didattica in corsi di formazione e corsi preparatori ai corsi ufficiali, da tenersi anche in base a convenzioni con enti pubblici e privati.
      L'individuazione dell'affidatario sarà effettuata previa attuazione di adeguate forme di pubblicità che consentano una possibile valutazione fra più soggetti, salvi i casi di urgenza o per specifiche esigenze di particolare professionalità.

  2. È fatta salva in ogni caso la competenza istituzionale dell'avvocatura dello Stato su tutte le questioni legali e giudiziarie quando l'Università agisce quale organo dello Stato.
  3. Il contratto di affidamento dovrà determinare preventivamente durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. Gli elementi e le caratteristiche del contratto di affidamento non devono essere tali da prefigurare in alcun modo un rapporto di lavoro dipendente e di ciò rispondono i firmatari del contratto. Uno stesso soggetto può intrattenere contemporaneamente più rapporti di collaborazione e quindi più di un contratto con la stessa Amministrazione universitaria o con strutture della stessa, a condizione che ciò avvenga su oggetti diversi.
  4. Le autorizzazioni, adeguatamente motivate, sono decise per l'amministrazione centrale e per i centri a gestione accentrata o con delibere del Consiglio di amministrazione o con decreti rettorali o determinazioni dirigenziali secondo le rispettive competenze. Per i centri a gestione autonoma le competenze appartengono ai rispettivi consigli, qualora la spesa gravi sui fondi dei centri stessi.
  5. I contratti di cui ai precedenti commi ed al successivo articolo 11 non debbono prefigurare in alcun caso un rapporto di lavoro dipendente e non danno comunque luogo a trattamento previdenziale ed assistenziale.
  6. Restano ferme le nullità di diritto e l'assoluta improduttività di qualunque effetto e conseguenza nei confronti dell'amministrazione che possano derivare dall'affidamento di compiti, istituzionali e non, effettuati con contratti di diritto privato in violazione del presente regolamento, salve le responsabilità disciplinari, amministrative e penali dei responsabili delle violazioni".

Art. 11 - Collaborazioni studentesche

  1. Salvo diversa specifica disciplina legislativa, compiti di collaborazione, anche di carattere istituzionale propri del personale universitario, in carenza di organico e limitatamente a prestazioni surrogatorie di servizi di carattere ausiliario ed esecutivo a supporto delle attività per la ricerca, la didattica sperimentale, l'amministrazione ed i servizi ivi compresi quelli bibliotecari, possono essere affidati anche agli studenti dell'Università nel rispetto dei limiti temporali e delle quote di compensi orari stabiliti dal consiglio di amministrazione. Ai relativi oneri si deve far fronte esclusivamente per mezzo di specifici finanziamenti erogati da parte di enti pubblici o di privati, ovvero di apposite quote delle entrate derivanti dai contributi versati dagli studenti iscritti.

Art. 12 - Collaborazioni con professori e ricercatori

  1. I centri a gestione autonoma possono ospitare docenti e ricercatori, di enti di ricerca e di università, italiani e stranieri e corrispondere agli stranieri un compenso forfettario onnicomprensivo stabilito dal consiglio del centro, per collaborazione scientifica presso dette strutture, sia su fondi appositi previsti in bilancio, sia su fondi di ricerca.
    Il compenso verrà stabilito anche in funzione del periodo di permanenza che non può superare i ventiquattro mesi. A favore di tali collaboratori i centri stipuleranno una assicurazione contro gli infortuni.
    L'Università può sostenere direttamente le spese di soggiorno dei docenti ospitati, debitamente documentate.
  2. L'Università potrà inoltre aderire a convenzioni con organismi comunitari e internazionali riguardanti l'attivazione e lo svolgimento di corsi di insegnamento e di ricerche, adottando le procedure amministrativo contabili contemplate da dette convenzioni, anche se diverse dal presente regolamento.

Art. 13 - Spese di rappresentanza

  1. Allo scopo di salvaguardare il prestigio dell'istituzione e di intrattenere pubbliche relazioni nazionali ed internazionali, l'Ateneo può assumere a carico del proprio bilancio oneri connessi a:

    1. colazioni e consumazioni in occasione di riunioni prolungate ad adeguato livello di rappresentanza, nonché in occasione di incontri di lavoro del rettore, o suoi delegati, dei presidi, dei direttori dei centri di gestione e del direttore amministrativo, con personalità o autorità estranee all'ente;
    2. consumazioni, eventuali colazioni di lavoro e servizi fotografici, di stampa e di relazioni pubbliche, addobbi ed impianti vari in occasione di visite, presso l'Ateneo, di autorità e di membri di missioni di studio italiane o straniere;
    3. interventi in occasione della morte di personalità estranee all'Ateneo, di componenti di organi collegiali o di personale dell'Ateneo;
    4. stampe di inviti, addobbi ed impianti vari, servizi fotografici, pranzi, colazioni o rinfreschi in occasione di cerimonie di inaugurazione dell'anno accademico, di apertura di nuove strutture, di auguri annuali, alle quali partecipino autorità estranee all'Ateneo;
    5. piccoli doni, quali targhe, medaglie, libri, coppe, oggetti floreali a personalità italiane o straniere, o a membri di delegazioni in visita all'Ateneo, oppure in occasione di visite all'estero compiute da rappresentanti o delegazioni ufficiali dell'Ateneo.

  2. Le spese di cui al precedente comma vanno poste a carico degli appositi capitoli di bilancio previsti per l'amministrazione centrale e per i centri di gestione autonoma o accentrata.

Art. 14 - Spese in occasione di scambi culturali, congressi e convegni

  1. In occasione di scambi culturali, congressi, convegni, simposi, tavole rotonde, seminari ed altre consimili manifestazioni, riferibili ai fini istituzionali dell'Ateneo, l'amministrazione centrale ed i centri di gestione autonoma o accentrata hanno facoltà di assumere a carico del proprio bilancio le spese relative a rinfreschi o colazioni, nonché le spese di ospitalità, comprese quelle di viaggio, per illustri studiosi ed altre autorità provenienti dall'interno o dall'estero, ad esclusione delle spese di carattere personale.
  2. In occasione di conferenze l'amministrazione centrale ed i centri di gestione autonoma o accentrata possono assumere a carico del bilancio le spese per il compenso, viaggio, vitto ed alloggio per conferenzieri secondo le misure che saranno fissate dal consiglio di amministrazione.
  3. Nell'ambito di accordi culturali stabiliti con Università straniere, che prevedano lo scambio di personale universitario e di studenti, l'amministrazione universitaria può assumere le spese di viaggio e di soggiorno (vitto e alloggio) del personale e degli studenti interessati, a condizioni di reciprocità ed entro gli importi stabiliti dal consiglio di amministrazione.
  4. L'Università può assumersi l'onere delle spese connesse con programmi di mobilità di studenti e personale universitario stabiliti da organismi nazionali od internazionali.
  5. Le spese di cui ai precedenti commi vanno poste a carico dei capitoli di bilancio nei quali vengono fatti gravare i relativi oneri da parte dell'amministrazione centrale o dei centri di gestione autonoma od accentrata.

Art. 15 - Spese di funzionamento degli organi di ateneo

  1. Il consiglio di amministrazione può deliberare l'erogazione e determinare l'ammontare di un gettone di presenza per la partecipazione a riunioni di commissioni istituite con decreto rettorale o con delibera del senato accademico o del consiglio di amministrazione.
  2. È data facoltà all'amministrazione universitaria di porre a carico del proprio bilancio le spese derivanti da piccole consumazioni per riunioni prolungate degli organi di governo e delle commissioni.
  3. Al rettore, ai presidi, ai direttori di centri di gestione, al direttore amministrativo ed ai loro delegati, in missione nell'esercizio della loro funzione, sono rimborsate le spese di missione sostenute, compreso l'eventuale uso del taxi o dell'automezzo privato. E' altresì rimborsabile a tutto il personale in missione l'uso del taxi in caso di condizioni di pericolo, o di urgenza da descrivere e motivare precisamente nella richiesta di rimborso.
  4. Le spese di cui ai precedenti commi vanno poste a carico delle strutture di Ateneo sui relativi capitoli di bilancio.

Art. 15 bis - Rimborso delle spese di patrocinio legale

  1. Le spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti dei dipendenti dell'Università in conseguenza di fatti ed atti connessi con l'espletamento del servizio o con l'assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità, sono rimborsabili dall'Università nei limiti riconosciuti congrui dall'Avvocatura dello Stato. L'Università, sentita l'Avvocatura dello Stato, può concedere anticipazioni del rimborso, salva la ripetizione nel caso di sentenza definitiva che accerti la responsabilità.
  2. La richiesta di rimborso delle spese di cui al precedente c. 1 deve pervenire all'Università, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla conclusione del relativo procedimento. Le richieste di rimborso relative a procedimenti conclusi nei diciotto mesi antecedenti l'entrata in vigore del presente articolo, devono pervenire all'Università, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla stessa entrata in vigore.

Art. 16 - Spese per viaggi di studio ed esercitazioni collettive degli studenti fuori della sede universitaria

  1. L'amministrazione universitaria può assumere le spese per viaggi collettivi di studio o per esercitazioni pratiche collettive, di esclusivo carattere didattico, da svolgersi, da parte degli studenti, fuori della sede universitaria, purché sotto la guida di docenti e previa autorizzazione del Consiglio di corso di laurea, di diploma o delle scuole. L'onere può comprendere le spese di viaggio e quelle di vitto e alloggio.

Art. 17 - Mobilità dei dottorandi di ricerca e dei laureati frequentatori

  1. L'amministrazione universitaria può assumere le spese relative alla mobilità dei dottorandi di ricerca e degli iscritti ai corsi post dottorato, connesse alle attività di studio e formazione da svolgersi fuori sede, sia in Italia che all'estero secondo un apposito regolamento da adottarsi dal consiglio di amministrazione.
  2. Presso le strutture di ricerca sono ammessi, per un periodo non superiore a sei mesi, neo laureati (laureati frequentatori) al fine di permettere loro l'approfondimento della ricerca oggetto della tesi. A favore di tali laureati le strutture di ricerca stipuleranno un'assicurazione contro gli infortuni.

TITOLO 2 - Bilancio di Previsione

Art. 18 - Esercizio finanziario e bilancio di previsione

  1. L'esercizio finanziario ha la durata di un anno e coincide con l'anno solare.
  2. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio annuale di previsione deliberato dal consiglio di amministrazione di norma entro il 30 novembre.
  3. La gestione finanziaria è unica come unico è il relativo bilancio di previsione.
  4. La gestione finanziaria dei dipartimenti e degli altri autonomi centri di spesa è disciplinata nel titolo 9 del presente regolamento.

Art. 19 - Criteri di formazione del bilancio di previsione

  1. Il bilancio di previsione è formulato in termini finanziari di competenza. L'unità elementare del bilancio è rappresentata dal capitolo.
  2. Il capitolo comprende un solo oggetto di spesa ovvero più oggetti strettamente collegati e deve comunque essere omogeneo e chiaramente definito.
  3. Per ciascun capitolo di entrata e di spesa il bilancio indica l'ammontare delle entrate che si prevede di accertare e delle spese che potranno essere impegnate nell'esercizio cui il bilancio si riferisce.
  4. Gli stanziamenti di spesa sono iscritti in bilancio in relazione ai programmi definiti ed alle concrete capacità operative dell'Università nel periodo di riferimento.
  5. Possono, altresì, essere adottate le strutture contabili più adatte a sostenere l'attività decisionale degli organi di governo dell'Ateneo, oltre a quelle obbligatorie ed a quelle previste da leggi speciali.
  6. Il bilancio di previsione è predisposto dal direttore amministrativo, coadiuvato dal direttore di ragioneria, sulla base delle priorità stabilite dal senato accademico ai sensi di quanto disposto dallo Statuto ed è presentato al consiglio di amministrazione dal rettore con apposita relazione illustrativa che evidenzia tra l'altro gli obiettivi dell'azione da svolgere mediante l'impiego degli stanziamenti di bilancio ed i motivi delle variazioni proposte rispetto alle previsioni dell'esercizio in corso. Alla relazione rettorale è allegata la relazione del collegio dei revisori dei conti.
  7. Copia del bilancio di previsione e dei relativi allegati viene inviata, per conoscenza, al Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica entro 30 giorni dall'avvenuta approvazione da parte del consiglio di amministrazione.

Art. 20 - Integrità ed universalità del bilancio

  1. Tutte le entrate e tutte le spese debbono essere iscritte in bilancio nel loro importo integrale senza alcuna riduzione per effetto delle correlative spese o entrate.
  2. È vietata ogni gestione di fondi al di fuori del bilancio.
  3. I dipartimenti e le strutture ad essi assimilate sono tenuti alla compilazione di un bilancio di previsione autonomo. Tale bilancio, una volta approvato dal competente organo deliberante, è allegato al bilancio dell'Università.

Art. 21 - Classificazione delle entrate e delle spese

  1. Le entrate del bilancio di previsione sono classificate nei seguenti titoli:

    • titolo 1 entrate contributive;
    • titolo 2 entrate derivanti da trasferimenti correnti;
    • titolo 3 entrate derivanti da convenzioni ed altre entrate diverse;
    • titolo 4 entrate per alienazione di beni patrimoniali;
    • titolo 5 entrate derivanti da trasferimenti attivi in conto capitale;
    • titolo 6 entrate derivanti da accensione di prestiti;
    • titolo 7 partite di giro e gestioni speciali.

  2. Le spese sono ripartite nei seguenti titoli:

    • titolo 1 spese correnti;
    • titolo 2 spese in conto capitale;
    • titolo 3 estinzione di prestiti;
    • titolo 4 partite di giro e gestioni speciali.

  3. Nell'ambito di ciascun titolo le entrate e le spese si ripartiscono in categorie, secondo la loro natura economica, ed in capitoli, secondo il rispettivo oggetto.
  4. In sede di approvazione del bilancio di previsione, il consiglio di amministrazione determina la classificazione di cui al precedente comma.

Art. 22 - Partite di giro e gestioni speciali

  1. Le partite di giro comprendono le entrate e le spese che si fanno per conto terzi e costituiscono al tempo stesso un debito ed un credito per l'Università.
  2. Tra le partite di giro sono indicate le somme anticipate per le piccole spese all'economo e ai direttori dei centri con gestione accentrata, nonché ogni altra entrata o spesa che le leggi e i regolamenti consentono di contabilizzare tra le partite di giro.
  3. Le gestioni speciali evidenziano le riscossioni ed i versamenti inerenti alle spese per le quali è consentita l'apertura delle gestioni stesse.

Art. 23 - Contenuto del bilancio

  1. Il bilancio mette a confronto gli stanziamenti proposti con quelli dell'esercizio in corso risultanti al momento della redazione del preventivo. Le spese indicate in bilancio devono essere contenute, nel loro complessivo ammontare, entro i limiti delle entrate previste in maniera che il bilancio risulti in pareggio.
  2. Ai soli fini del conseguimento del pareggio, si può tener conto del presunto avanzo di amministrazione di cui al successivo art. 25.
  3. I mezzi finanziari trasferiti dallo Stato tramite il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica non possono essere scritti in misura superiore a quelli assegnati per l'anno in corso, salvo che il Ministero predetto non abbia già comunicato l'importo stabilito per il nuovo anno.

Art. 24 - Quadro riassuntivo

  1. Il bilancio di previsione comprende un quadro riassuntivo delle entrate e delle spese per titoli e categorie.

Art. 25 - Avanzo o disavanzo di amministrazione

  1. Nel bilancio di previsione la prima posta, sia della entrata che della spesa di competenza, è rispettivamente preceduta dall'indicazione dell'avanzo o del disavanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre dell'esercizio precedente a quello cui il preventivo si riferisce.
  2. Al bilancio è allegata una tabella dimostrativa del predetto avanzo o disavanzo di amministrazione nella quale sono indicati o i singoli stanziamenti di spesa correlati all'utilizzazione del presunto avanzo di amministrazione, o i provvedimenti atti ad eliminare il disavanzo di amministrazione.
  3. Nel caso di maggiore accertamento, in sede consuntiva, del disavanzo di amministrazione, in confronto a quello presunto, il consiglio di amministrazione, sentito il senato accademico, deve deliberare i provvedimenti atti ad eliminare gli effetti dello scostamento.

Art. 26 - Fondo di riserva

  1. È iscritto in apposito capitolo fra le spese correnti del bilancio di previsione un fondo di riserva per le spese impreviste e per le maggiori spese che potranno verificarsi durante l'esercizio, il cui ammontare non può superare il 10% delle spese correnti complessivamente previste.

Art. 27 - Assestamento e variazioni di bilancio

  1. Il consiglio di amministrazione delibera l'assestamento di bilancio dopo l'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio precedente a quello in corso.
  2. Con l'assestamento di bilancio si provvede:

    1. all'aggiornamento del presunto avanzo o disavanzo di amministrazione dell'esercizio precedente a quello in corso;
    2. all'aggiornamento dei residui attivi e passivi alla chiusura dell'esercizio precedente a quello cui il bilancio si riferisce;
    3. all'adeguamento delle previsioni di entrata e di spesa in relazione all'entità dell'avanzo o del disavanzo di amministrazione accertato rispetto a quello iscritto;
    4. ad apportare le altre opportune variazioni alle entrate e alle spese iscritte in bilancio.

  3. L'assestamento e le variazioni di bilancio ivi comprese quelle per l'utilizzo del fondo di riserva e per storni di fondi da un capitolo all'altro sono adottate con delibera del consiglio di amministrazione su proposta motivata del direttore amministrativo. In caso di necessità e di urgenza le variazioni stesse possono essere disposte con motivato decreto del rettore, su proposta del direttore amministrativo sentito il direttore di ragioneria, da sottoporre per la ratifica al consiglio di amministrazione nella prima adunanza successiva.
  4. Le variazioni per nuove o maggiori spese possono proporsi soltanto se è assicurata la necessaria copertura finanziaria.
  5. Sono vietati gli storni tra residui, tra residui e competenza e viceversa, e tra capitoli di spesa aventi vincoli di destinazione.

TITOLO 3 - Gestione Finanziaria

Art. 28 - Fasi delle entrate

  1. La gestione delle entrate segue le fasi dell'accertamento, della riscossione e del versamento.

Art. 29 - Accertamento delle entrate

  1. L'entrata è accertata quando l'Università appura la ragione del suo credito e la persona debitrice ed è iscritta nei rispettivi capitoli di bilancio come competenza dell'esercizio finanziario per l'ammontare del credito che viene a scadenza entro l'anno.
  2. L'accertamento delle entrate sulla base di idonea documentazione dà luogo ad annotazioni a cura dell'ufficio ragioneria nelle apposite scritture con imputazione ai rispettivi capitoli di bilancio. I documenti che comportano accertamento di entrate sono trasmessi all'ufficio ragioneria per le prescritte registrazioni.
  3. Le entrate accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio costituiscono i residui attivi.

Art. 30 - Riscossione delle entrate

  1. Le entrate sono riscosse dall'istituto o azienda di credito che gestisce il servizio di cassa mediante reversali di incasso, fermo restando quanto previsto dal precedente art. 7.
  2. Le somme introitate tramite il servizio dei conti correnti postali devono affluire periodicamente all'istituto di credito di cui al comma l; comunque entro il 31 dicembre di ciascun anno tutte le giacenze del conto corrente postale devono essere trasferite al detto istituto.
  3. Le eventuali somme pervenute direttamente all'Università sono annotate in apposito registro e versate all'istituto cassiere entro e non oltre il quindicesimo giorno dal loro arrivo, previa emissione di reversale di incasso.
  4. E' vietato disporre pagamenti di spese con disponibilità esistenti sui conti correnti postali ovvero con le somme pervenute direttamente.

Art. 31 - Versamento delle entrate

  1. Gli agenti della riscossione formalmente autorizzati provvedono, previa annotazione cronologica in apposito registro o bollettario, al versamento delle somme riscosse all'istituto cassiere con le modalità previste per i singoli procedimenti di riscossione e di versamento. Ai terzi debitori sarà rilasciata quietanza liberatoria di avvenuto pagamento.

Art. 32 - Reversali d'incasso

  1. Le reversali di incasso, numerate in ordine progressivo per ciascun esercizio finanziario, sono firmate dal direttore di ragioneria, o dalle persone dallo stesso delegate, o che legittimamente lo sostituiscono.
  2. Le reversali contengono le seguenti indicazioni:

    1. esercizio finanziario;
    2. capitolo di bilancio;
    3. codice del capitolo;
    4. nome e cognome e denominazione del debitore;
    5. causale della riscossione;
    6. importo in cifre ed in lettere;
    7. data di emissione.

  3. Le reversali, che si riferiscono ad entrate dell'esercizio in corso, sono tenute distinte da quelle relative agli esercizi precedenti, che sono contraddistinte con l'indicazione "residui".
  4. Le reversali sono cronologicamente registrate nell'apposito giornale di cassa e nei partitari di entrata prima dell'invio all'Istituto cassiere.
  5. Le reversali di incasso non riscosse entro la chiusura dell'esercizio vengono restituite dall'Istituto cassiere all'Università per annullamento e la riemissione in conto residui.

Art. 33 - Fasi della spesa

  1. La gestione delle spese segue le fasi dell'impegno, della liquidazione, dell'ordinazione e del pagamento.

Art. 34 - Impegni di spesa

  1. Salvo diversa disposizione del presente regolamento, l'autorizzazione alla spesa e gli impegni di spesa sono di competenza del direttore amministrativo e dei dirigenti che operano in base alle direttive espresse dal consiglio di amministrazione. Gli impegni di spesa a carico dei singoli capitoli di bilancio sono assunti dal direttore amministrativo e dai dirigenti, previa attestazione del direttore di ragioneria della disponibilità dei fondi.
  2. Formano impegno sugli stanziamenti di competenza dell'esercizio le somme dovute in base alla legge, a contratto o ad altro titolo giuridicamente valido sempre che il perfezionamento dell'obbligazione avvenga entro il termine dell'esercizio stesso.
  3. Gli impegni non possono in nessun caso superare l'ammontare degli stanziamenti dei singoli capitoli di bilancio.
  4. Gli impegni si riferiscono all'esercizio finanziario in corso.
    Fanno eccezione quelli relativi:

    1. a spese in conto capitale ripartite in più esercizi, per le quali l'impegno può estendersi a più anni; i pagamenti devono essere comunque contenuti nei limiti dei fondi assegnati per ogni esercizio;
    2. a spese per l'estinzione di mutui;
    3. a spese correnti per le quali sia indispensabile, allo scopo di assicurare la continuità del servizio, assumere impegni a carico dell'esercizio successivo;
    4. a spese per affitti ed altre continuative e ricorrenti, per le quali l'impegno può estendersi a più esercizi quando l'Università ne riconosca la necessità o la convenienza.

  5. Chiuso con il 31 dicembre l'esercizio finanziario, nessun impegno può essere assunto a carico dell'esercizio scaduto.
  6. La differenza che risulti tra la somma stanziata nei rispettivi capitoli di spesa e la somma impegnata, costituisce economia di spesa.
  7. Con la deliberazione del consiglio di amministrazione le somme stanziate in conto capitale e quelle correnti finalizzate che non risultino giuridicamente impegnate alla chiusura dell'esercizio possono essere riportate nel conto della competenza dell'esercizio successivo in aggiunta ai relativi stanziamenti; delle deliberazioni e delle somme così riportate dovrà essere compilato elenco da allegare al consuntivo. Detti stanziamenti possono essere utilizzati anche prima dell'approvazione, da parte del consiglio di amministrazione, del conto consuntivo.
  8. Le spese impegnate e non pagate entro la chiusura dell'esercizio costituiscono i residui passivi.

Art. 35 - Registrazione degli impegni di spesa

  1. Gli atti amministrativi che dispongono impegni di spesa sono preventivamente trasmessi al responsabile del servizio finanziario che, verificata l'esistenza degli elementi costitutivi dell'impegno, appone il visto di regolarità contabile che attesta:

    1. la corretta imputazione della spesa;
    2. la disponibilità finanziaria nell'ambito dello stanziamento di competenza autorizzato.z/li>

  2. All'apposizione del visto di cui al comma 1 corrisponde la registrazione contabile dell'impegno di spesa, con la quale si rendono indisponibili le relative somme sullo stanziamento di riferimento.
  3. Il responsabile del servizio finanziario, in caso di non apposizione del visto, comunica il proprio diniego motivato al dirigente della struttura competente.

Art. 36 - Liquidazione della spesa

  1. Il dirigente della struttura competente o suo delegato liquidano le spese nei limiti dell'ammontare dell'impegno assunto, determinando la somma da pagare in base ai titoli e ai documenti che comprovano il diritto acquisito dal creditore.
  2. L'atto di liquidazione è trasmesso al servizio finanziario e, oltre a tutti gli elementi necessari per consentire l'emissione dell'ordinativo di pagamento e l'estinzione dello stesso, deve contenere:

    1. nel caso di acquisizione di beni e servizi, l'attestazione che la fornitura abbia rispettato quantitativamente e qualitativamente i contenuti, i modi e i termini previsti;
    2. nel caso di erogazione di contributi o di ogni altro tipo di spesa diversa da quella di cui alla lettera a), l'attestazione che si sono realizzate le condizioni stabilite.
    3. i riferimenti contabili.

  3. È esclusivo onere e responsabilità del dirigente del Centro di Responsabilità proponente che procede alla liquidazione sia verificare la regolarità di tutti i documenti giustificativi e garantire il rispetto delle normative che rappresentano presupposto al pagamento, salvo per quegli adempimenti che con apposita circolare interna del Direttore Amministrativo sono posti, per eccezione, direttamente sotto il presidio del servizio finanziario, sia la conservazione di tutti i giustificativi, compresi i buoni di carico inventariale.
  4. Qualora siano utilizzate risorse vincolate allo svolgimento di specifiche ricerche è necessario anche il visto del titolare del fondo o del responsabile del gruppo di ricerca.

Art. 37 - Ordinazione della spesa

  1. Il dirigente del servizio finanziario o suo delegato emettono in capo al tesoriere i mandati di pagamento corredati di tutti gli elementi che ne consentono l'esecuzione.
  2. I mandati di pagamento sono emessi, separatamente per competenza e residui, nei limiti della disponibilità dei corrispondenti stanziamenti di bilancio.
  3. I mandati contengono le seguenti indicazioni essenziali:

    1. esercizio finanziario;
    2. capitolo del bilancio;
    3. codice del capitolo;
    4. nome e cognome o denominazione del creditore e codice fiscale;
    5. causale del pagamento;
    6. importo in cifre ed in lettere;
    7. modalità di estinzione del titolo;
    8. data di emissione.

  4. Possono essere emessi mandati di pagamento collettivi per i pagamenti da farsi per lo stesso titolo distintamente a favore di diversi creditori.
  5. Ogni mandato di pagamento è riferito ad un solo capitolo di spesa.
  6. Prima dell'approvazione del rendiconto generale, possono essere emessi ordinativi di pagamento in conto residui purché il relativo importo trovi corrispondenza fra le somme che, sulla base delle registrazioni contabili, risultino da mantenere a residui passivi ai fini della predisposizione del rendiconto generale stesso.
  7. I mandati di pagamento sono cronologicamente registrati nel giornale di cassa e nei partitari di uscita prima dell'invio all'istituto cassiere.

Art. 38 - Conservazione della documentazione di Spesa

  1. È esclusivo onere e responsabilità del dirigente del servizio proponente che procede alla liquidazione la conservazione di tutti i giustificativi, compresi i buoni di carico inventariale. I documenti in questione devono essere archiviati secondo modalità che li rendano facilmente reperibili per essere messi a disposizione in caso di verifiche operate dagli organi di controllo o per esigenze rendicontative.

Art. 39 - Modalità di estinzione dei mandati di pagamento

  1. È ammessa qualsiasi modalità di estinzione dei mandati di pagamento secondo l'uso commerciale e comunque senza oneri a carico del bilancio universitario.

Art. 40 - Mandati di pagamento non pagati alla fine dell'esercizio

  1. I mandati di pagamento non pagati entro il termine dell'esercizio sono restituiti dall'istituto cassiere all'Università per il loro annullamento e per la riemissione in conto residui.
  2. I mandati di pagamento da eseguire mediante quietanza diretta da parte del creditore, interamente o parzialmente non estinti alla data del 31 dicembre, sono commutati dal tesoriere, su richiesta dell'Università, in assegni di traenza o in altri mezzi di pagamento equipollenti offerti dal sistema bancario.
    Le somme non riscosse dal creditore entro l'esercizio successivo all'emissione costituiscono economie di bilancio.

Art. 40-bis - Ordinativo informatico

  1. Le disposizioni di pagamento e di incasso possono essere emesse anche in formato elettronico supportate da firma digitale
  2. Vale come quietanza l'attestazione rilasciata dalla procedura informatica di gestione dell'ordinativo informatico di proprietà dell'istituto tesoriere

Art. 41 - Gestione del fondo di economato

  1. Il fondo economale è attribuito all'economo che provvede direttamente al pagamento delle spese per le quali non sia possibile o conveniente ricorrere alle ordinarie modalità di pagamento. Il Consiglio di Amministrazione determina l'importo del fondo economale.
  2. I pagamenti delle spese a carico del fondo economale possono essere eseguiti in qualsiasi forma consentita dall'ordinamento, comprese le modalità di tipo elettronico.
  3. L'economo predispone il rendiconto dei pagamenti effettuati e lo invia, corredato dei documenti giustificativi in originale, al servizio finanziario ai fini del reintegro o della chiusura del fondo.
  4. Le somme assegnate all'economo sono impegnate in via provvisoria e sono successivamente imputate in via definitiva ai capitoli di riferimento, sulla base dei relativi rendiconti.

TITOLO 4 - Rilevazioni Contabili

Art. 42 - Scritture finanziarie e patrimoniali

  1. Le scritture finanziarie relative alla gestione del bilancio devono consentire di rilevare per ciascun capitolo, sia per la competenza sia per i residui, la situazione degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa a fronte dei relativi stanziamenti, nonché la situazione delle somme riscosse e pagate e di quelle rimaste da riscuotere e da pagare.
  2. Le scritture patrimoniali devono consentire la dimostrazione a valore del patrimonio all'inizio dell'esercizio finanziario, le variazioni intervenute nel corso dell'anno per effetto della gestione del bilancio o per altre cause, nonché la consistenza del patrimonio alla chiusura dell'esercizio.

Art. 43 - Scritture contabili obbligatorie

  1. L'Università tiene le seguenti scritture:

    1. un partitario delle entrate, contenente per ciascun capitolo lo stanziamento iniziale e le variazioni, le somme accertate, quelle riscosse e quelle rimaste da riscuotere;
    2. un partitario delle spese, contenente per ciascun capitolo lo stanziamento iniziale e le variazioni, le somme impegnate, quelle pagate e quelle rimaste da pagare;
    3. un partitario dei residui, contenente, per capitolo e per esercizio di provenienza, la consistenza dei residui all'inizio dell'esercizio, le somme riscosse o pagate, le somme rimaste da riscuotere o da pagare;
    4. un giornale cronologico sia per le reversali che per i mandati emessi, evidenziando riscossioni e pagamenti in conto competenza separatamente da riscossione e pagamenti in conto residui;
    5. i registri degli inventari.

  2. Per la tenuta delle scritture di cui al comma 1 l'Università si avvale di norma di sistemi di elaborazione automatica dei dati.
  3. Le scritture indicate alle lettere d) ed e) del primo comma del presente articolo devono essere numerate e vidimate in ciascun foglio dal direttore amministrativo o da un suo delegato prima di essere poste in uso. Nell'ipotesi di scritture meccanizzate i fogli saranno numerati e la vidimazione avverrà per registri.

Art. 44 - Scritture contabili di rilevanza interna

  1. L'Università si avvale, inoltre, delle rilevazioni necessarie ad esprimere giudizi sul grado di raggiungimento dei risultati e sull'efficienza della gestione. Il contenuto e la scrittura di tali rilevazioni sono determinati dal rettore sentiti il consiglio di amministrazione ed il nucleo di valutazione.

TITOLO 5 - Rendiconto Consuntivo

Art. 45 - Deliberazione del conto consuntivo

  1. Il conto consuntivo si compone del rendiconto finanziario, della situazione patrimoniale, e del conto economico.
  2. Il conto consuntivo è predisposto dal servizio finanziario almeno 15 giorni prima del termine di cui al successivo comma 5 ed è sottoposto, corredato da apposita relazione illustrativa e degli allegati, all'esame del collegio dei revisori dei conti, che redige la relazione da allegare al predetto conto.
  3. La relazione illustra l'andamento della gestione finanziaria dell'Università ed i fatti economicamente rilevanti verificatisi anche dopo la chiusura dell'esercizio.
  4. Nella relazione devono inoltre essere evidenziati:

    1. i risultati generali della gestione del bilancio e gli effetti che da tale gestione sono derivati alla consistenza del patrimonio;
    2. le variazioni apportate alle previsioni nel corso dell'esercizio;
    3. le variazioni intervenute nella consistenza delle poste dell'attivo e del passivo del conto patrimoniale, con particolare riferimento all'ammontare dei crediti e dei
      debiti;
    4. i risultati generali del conto economico.

  5. Il conto consuntivo è deliberato entro il 31 del mese di maggio successivo alla chiusura dell'esercizio finanziario.
  6. I centri di gestione autonoma sono tenuti alla compilazione del conto consuntivo predisposto ai sensi del successivo art. 107.
  7. Il conto consuntivo è trasmesso agli organi centrali competenti secondo quanto previsto dalla normativa in vigore.

Art. 46 - Rendiconto finanziario

  1. Il rendiconto finanziario comprende i risultati della gestione del bilancio per l'entrata e per la spesa distintamente per titoli, per categorie e per capitoli, ripartitamente per competenza e per residui.
  2. In particolare per la competenza devono risultare:

    1. le previsioni iniziali, le variazioni apportate durante l'anno finanziario e le previsioni definitive;
    2. le somme accertate o impegnate;
    3. le somme riscosse o pagate;
    4. le somme rimaste da riscuotere o da pagare.

  3. Per i residui sono indicati:

    1. l'ammontare all'inizio dell'anno finanziario;
    2. le variazioni in più o in meno per i riaccertamenti;
    3. le somme riscosse o pagate in conto residui;
    4. le somme rimaste da riscuotere o da pagare.

Art. 47 - Situazione patrimoniale

  1. La situazione patrimoniale indica la consistenza degli elementi patrimoniali attivi e passivi all'inizio e alla chiusura dell'esercizio.
  2. Essa pone altresì in evidenza le variazioni intervenute nelle singole poste attive e passive e l'incremento o la diminuzione del patrimonio netto.
  3. Sono vietate compensazioni tra partite dell'attivo e del passivo.

Art. 48 - Conto economico

  1. Il conto economico espone le rendite e le spese della gestione di competenza, le modificazioni migliorative o peggiorative nella gestione dei residui attivi e passivi, nonché le modificazioni nella consistenza degli altri elementi patrimoniali non dipendenti da operazioni finanziarie (donazioni, trasferimenti da istituti e da enti, titoli e valori, consumi).
  2. Sono vietate compensazioni fra i componenti positivi e negativi del conto economico.

Art. 49 - Situazione amministrativa

  1. Al conto consuntivo è annessa la situazione amministrativa la quale evidenzia:

    1. la consistenza del conto di cassa all'inizio dell'esercizio, gli incassi, i pagamenti complessivi dell'anno in conto competenza ed in conto residui ed il saldo alla chiusura dell'esercizio;
    2. il totale complessivo delle somme rimaste da riscuotere (residui attivi) e da pagare (residui passivi) alla fine dell'esercizio;
    3. l'avanzo o il disavanzo di amministrazione.

Art. 50 - Istituzione ulteriori capitoli

  1. Con delibera del consiglio di amministrazione, da assoggettare alle stesse procedure prescritte per la formazione e per le variazioni di bilancio, nel corso dell'esercizio possono essere istituiti ulteriori capitoli.

Art. 51 - Riaccertamento dei residui

  1. Annualmente l'ufficio di ragioneria, sulla base degli elenchi nominativi, compila la situazione, da allegare al conto consuntivo, dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi anteriori a quello di competenza, distintamente per esercizio di provenienza e per capitolo.
  2. Detta situazione indica la consistenza al 1° gennaio, le somme riscosse o pagate nel corso dell'anno di gestione, quelle eliminate perchè non più realizzabili o non più dovute, nonché quelle rimaste da riscuotere o da pagare.
  3. I residui attivi, di cui sia accertata l'insussistenza per indebito o per erronea liquidazione, o di cui sia riconosciuta l'assoluta inesigibilità, sono eliminati dalla contabilità e annullati con apposito atto deliberativo del consiglio di amministrazione.
  4. I crediti, che malgrado le azioni amministrative promosse non si siano potuti riscuotere e dei quali permanga il diritto alla riscossione, sono eliminati dalla contabilità finanziaria con provvedimento del consiglio di amministrazione, che può disporre anche l'annullamento del credito, da prendere in sede di approvazione del conto consuntivo. Su tale provvedimento il collegio dei revisori dei conti esprime il proprio parere ed al consiglio di amministrazione spetta l'accertamento di eventuali responsabilità.
  5. Ai fini di cui al precedente comma i crediti riferiti ad uno stesso debitore debbono essere considerati cumulativamente.

Art. 52 - Residui passivi

  1. Formano residui passivi le somme impegnate e non pagate entro il termine dell'esercizio, per le quali il dirigente del centro di responsabilità competente dichiara la necessità di mantenimento a bilancio.
  2. Le somme di cui al comma 1 possono essere conservate nel conto dei residui:

    1. se relative a spese correnti, per non più di due anni successivi a quello in cui l'impegno si è perfezionato;
    2. se relative a spese d'investimento, per non più di sette anni successivi a quello in cui l'impegno si è perfezionato.

  3. Alla liquidazione delle spese relative ai residui passivi eliminati, anche per decorrenza dei termini di mantenimento di cui al comma 2, di cui è data evidenza in apposito allegato del rendiconto generale, i dirigenti delle strutture competenti assumono, con proprio atto, un impegno sullo stanziamento di competenza del bilancio di previsione annuale del capitolo su cui originariamente è stato assunto l'impegno, e il dirigente responsabile del servizio finanziario dispone le correlate registrazioni contabili.
  4. Costituiscono economie di spesa le somme iscritte negli stanziamenti di competenza e non impegnate entro il termine dell'esercizio.

TITOLO 6 - Gestione Patrimoniale

Art. 53 - Beni

  1. I beni si distinguono in immobili e mobili secondo le norme del codice civile. Essi sono descritti in separati inventari in conformità delle norme contenute nei successivi articoli.

Art. 54 - Inventario dei beni immobili

  1. L'inventario dei beni immobili deve evidenziare:

    1. la denominazione, l'ubicazione, l'uso cui sono destinati e la struttura cui sono affidati;
    2. il titolo di provenienza, le risultanze dei registri immobiliari, i dati catastali e la rendita imponibile;
    3. le servitù, i pesi e gli oneri da cui sono gravati;
    4. il valore iniziale e le eventuali successive variazioni;
    5. gli eventuali redditi.

Art. 55 - Consegnatari dei beni immobili

  1. I beni immobili in uso all'Università sono dati in consegna ad agenti dell'Università i quali sono responsabili del corretto e diligente utilizzo dei beni loro affidati nonché della custodia e conservazione dei medesimi. Ai fini di cui al presente comma, per quanto riguarda i locali relativi a ciascun centro di gestione, sono consegnatari i rispettivi direttori o presidenti. Per le parti degli immobili comuni a più centri di gestione è considerato consegnatario il dirigente dell'ufficio tecnico dell'Università, che è anche consegnatario di tutti gli immobili destinati ai servizi del rettorato e dell'amministrazione centrale universitaria. Il consiglio di amministrazione, in relazione a particolari, concrete situazioni, può designare quali consegnatari soggetti diversi da quelli suindicati.
  2. La consegna si intende avvenuta con l'accettazione dell'incarico da parte dei responsabili dei centri di gestione.
  3. Gli agenti di cui al comma 1 potranno effettuare osservazioni, in merito ai beni immobili di cui sono responsabili, entro sessanta giorni dall'accettazione dell'incarico. Decorso inutilmente tale termine, tali beni immobili si intendono regolarmente accettati cosi' come risultante dall'inventario di Ateneo.
  4. Con apposito disciplinare, approvato dal consiglio di amministrazione, sono determinate le modalità e le condizioni per l'assegnazione degli alloggi di servizio.

Art. 56 - Classificazione dei beni mobili

  1. I beni mobili si classificano nelle seguenti categorie:

    1. mobili, arredi, macchine d'ufficio;
    2. materiale bibliografico;
    3. collezioni scientifiche;
    4. strumenti tecnici, attrezzature in genere;
    5. automezzi ed altri mezzi di trasporto;
    6. fondi pubblici e privati;
    7. beni ed apparecchiature di natura informatica;
    8. altri beni mobili.

  2. I beni singoli e le collezioni di interesse storico, archeologico e artistico devono essere descritti anche in un separato inventario con le indicazioni atte ad identificarli.

Art. 57 - Inventario dei beni mobili

  1. L'inventario dei beni mobili deve contenere le seguenti indicazioni:

    1. il luogo in cui si trovano;
    2. la denominazione e la descrizione secondo la natura e la specie;
    3. la quantità e il numero;
    4. il valore.

  2. I mobili e le macchine sono valutati per il prezzo di acquisto ovvero di stima o di mercato se trattasi di oggetti pervenuti per altra causa.
  3. I titoli e i valori pubblici e privati sono valutati al prezzo di acquisto o, in mancanza, al valore di borsa del giorno precedente a quello della inventariazione. Essi sono descritti con l'indicazione della natura dei titoli, del loro numero di identificazione, della scadenza, del valore nominale e della rendita annuale.
  4. Per i libri ed il materiale bibliografico viene tenuto un separato inventario con autonoma numerazione. I libri singoli e le collezioni dei libri sono inventariati al loro prezzo di copertina, anche se pervenuti gratuitamente, o al valore di stima se non è segnato alcun prezzo. Le riviste e pubblicazioni periodiche sono iscritte sotto un solo numero all'inizio di raccolta annuale.

Art. 58 - Consegnatari dei beni mobili

  1. I beni mobili, esclusi gli oggetti di cancelleria e i materiali di facile consumo, sono dati in consegna ad agenti responsabili. Per i centri di gestione sono i rispettivi direttori o presidenti, per quelli dell'amministrazione centrale i dirigenti o in loro assenza l'economo.
  2. In caso di sostituzione degli agenti responsabili, la consegna si intende effettuata con l'accettazione dell'incarico.
  3. Gli agenti di cui al comma 1 potranno effettuare osservazioni, in merito ai beni mobili di cui sono responsabili, entro sessanta giorni dall'accettazione dell'incarico. Decorso inutilmente tale termine, tali beni mobili si intendono regolarmente accettati cosi' come risultante dall'inventario di Ateneo.
  4. Gli inventari sono redatti in duplice esemplare di cui uno è conservato presso l'amministrazione universitaria e l'altro dagli agenti responsabili dei beni ricevuti in consegna, sino a che non ne abbiano ottenuto formale discarico

Art. 59 - Carico e scarico dei beni mobili

  1. I beni mobili sono inventariati sulla base di buoni di carico emessi dal competente ufficio e firmati dall'agente responsabile.
  2. Non sono iscritti negli inventari gli oggetti che, per loro intrinseca natura, sono deperibili o si consumano ovvero si deteriorano con l'uso, nonché le parti di ricambio o accessorie di altro oggetto inventariabile che si accorpano al valore inventariale di quest'ultimo. Possono non essere iscritti tutti gli oggetti di valore non  superiore a euro 500,00 ad esclusione del materiale bibliografico.
  3. Salvo quanto disposto al successivo comma 4, la cancellazione dagli inventari dei beni mobili per fuori uso, perdita di utilità, cessione od altri motivi è disposta con provvedimento del direttore amministrativo sulla base di motivata proposta dell'agente responsabile.
  4. La cancellazione dagli inventari dei beni mobili in carico ai centri a gestione autonoma è disposta con delibera del centro, sulla base di motivata proposta dell'agente responsabile. Copia della delibera di scarico dovrà essere trasmessa alla sezione economato.
  5. Il provvedimento di cui ai precedenti commi 3 e 4 indica l'eventuale obbligo di reintegro o di risarcimento dei danni a carico dei responsabili.
  6. Sulla scorta degli atti o documenti di carico e scarico si provvede al conseguente aggiornamento delle scritture patrimoniali.
  7. Gli inventari sono chiusi al temine di ogni esercizio finanziario.

Art. 60 - Ricognizione dei beni mobili

  1. Il consiglio di amministrazione, qualora lo ritenga necessario, dispone, anche separatamente, la ricognizione dei beni e fissa i criteri per la loro rivalutazione ed il rinnovo degli inventari.

Art. 61 - Materiali di consumo

  1. Per gli oggetti di cancelleria, stampati, schede, supporti elettronici ed altri materiali di consumo è tenuta, da parte dell'economo e degli altri agenti incaricati della relativa gestione, apposita contabilità, a quantità e specie.
  2. Il carico di detto materiale avviene sulla base delle ordinazioni del competente ufficio e delle bollette di consegna dei fornitori.
  3. Il prelevamento per il fabbisogno dei singoli servizi avviene mediante buoni.

Art. 62 - Mezzi di trasporto

  1. I consegnatari dei mezzi di trasporto ne controllano l'uso accertando che:

    1. la loro utilizzazione sia conforme ai servizi di istituto;
    2. il rifornimento dei carburanti ed i percorsi effettuati vengano registrati in appositi moduli.

  2. Il consegnatario provvede, mensilmente, alla compilazione del prospetto che riepiloga le spese per il consumo dei carburanti e dei lubrificanti, per la manutenzione ordinaria e per le piccole riparazioni e lo trasmette al competente ufficio amministrativo.
  3. I mezzi di trasporto dell'amministrazione centrale sono, di norma, dati in consegna all'economo.
  4. In caso di mancanza o indisponibilità del personale specificatamente addetto, la guida dei mezzi di trasporto può essere affidata ad altro personale, o allo stesso utilizzatore, purché in possesso dei requisiti necessari.

Art. 63 - Magazzini di scorta

  1. Con delibera del consiglio di amministrazione possono essere istituiti appositi magazzini per il deposito e la conservazione di materiale.
    Con la stessa delibera il consiglio di amministrazione stabilisce le modalità per la tenuta dei magazzini.

TITOLO 7 - Attività Negoziale

Art. 64 - Norme generali

  1. L'Università ha piena autonomia negoziale di diritto pubblico e privato per il conseguimento dei propri fini istituzionali e con il solo limite delle disposizioni legislative che operino espresso riferimento ad essa.
  2. Per gli appalti di lavori, di forniture e di servizi e per i collaudi si applicano le norme speciali in materia, quelle relative agli appalti delle amministrazioni pubbliche, nonché, ove compatibili, quelle del presente regolamento.
  3. I contratti dovranno essere preceduti dai procedimenti di individuazione del contraente disciplinati dalle disposizioni del presente titolo in tutti i casi in cui non sia obbligatoria l'osservanza delle procedure stabilite dai regolamenti, dalle direttive della U.E. e dalle norme in materia di edilizia.
  4. Per i contratti attivi la forma ordinaria di scelta del contraente è la licitazione privata. Può, tuttavia, essere adottata l'asta pubblica ovvero la trattativa privata previa motivata delibera del consiglio di amministrazione.
  5. È ammesso il ricorso all'appalto concorso ed al sistema in economia nei casi previsti nei successivi articoli.

Art. 65 - Affidamenti in concessione

  1. L'Università può affidare in concessione, previa motivata deliberazione del consiglio di amministrazione, sulla base di apposita convenzione, tutti o parte dei compiti non istituzionali e delle attività connesse alla realizzazione di servizi e/o opere, anche senza compiti di diretta esecuzione e gestione, previo confronto concorrenziale nel quale i partecipanti dovranno fornire la dimostrazione delle proprie capacità tecniche ed economiche.

Art. 66 - Deliberazione a contrattare

  1. La deliberazione di addivenire alla stipulazione del contratto, la determinazione delle modalità essenziali e l'approvazione del progetto del contratto stesso, nonché la scelta della forma di contrattazione, sono di competenza del consiglio di amministrazione.
  2. Per determinate materie entro limiti temporali e di valore, le competenze di cui al primo comma possono essere delegate dal consiglio di amministrazione al direttore amministrativo nonché ai dirigenti.
  3. L'accettazione di atti di liberalità - eredità, legati, lasciti e donazioni - è autorizzata dal consiglio di amministrazione, previa analoga autorizzazione dei consigli delle strutture di cui ai titoli 8 e 9 del presente regolamento, se disposti a loro favore, e non richiede autorizzazione da parte di autorità esterne all'Università.
  4. Per le donazioni di beni mobili di modico valore disposte a favore delle strutture di cui ai titoli 8 e 9 del presente regolamento, l'accettazione è autorizzata solo dal consiglio delle strutture stesse.

Art. 67 - Asta pubblica

  1. L'asta pubblica è preceduta da avviso affisso presso la sede centrale dell'Università e pubblicato in due o più giornali quotidiani almeno venti giorni prima di quello fissato per la gara.
  2. L'avviso deve contenere, oltre all'oggetto del contratto, le condizioni e prescrizioni per l'ammissione alla gara e per l'esecuzione dei contratti, nonché i criteri di aggiudicazione.

Art. 68 - Licitazione privata

  1. La licitazione privata ha luogo mediante l'invio, alle ditte ed alle persone ritenute idonee, di una lettera d'invito in cui sono descritti l'oggetto e le condizioni generali e particolari del contratto.
  2. Nella lettera di invito dovranno essere inoltre precisate le modalità della gara e il criterio scelto in base al quale si procederà all'aggiudicazione.
  3. Ogni licitazione privata è preceduta, di volta in volta, dalla affissione nell'albo dell'Università e nell'albo del Comune, e, ove opportuno, dalla pubblicazione su giornali a diffusione regionale o nazionale di avvisi con l'indicazione dell'oggetto e delle principali condizioni del contratto ed il termine entro cui richiedere di essere invitati alla gara, ferma restando la facoltà dell'amministrazione di invitare anche le ditte e persone ritenute idonee, ancorché non abbiano fatto richiesta di invito.

Art. 69 - Svolgimento delle gare

  1. Le gare per asta pubblica e per licitazione privata si svolgono nel luogo, nel giorno e nell'ora stabiliti dall'avviso d'asta o dalla lettera d'invito.
  2. Apposita commissione nominata dal direttore amministrativo procede all'apertura dei plichi contenenti le offerte e alla conseguente aggiudicazione.
  3. La gara è dichiarata deserta qualora non siano state presentate almeno due offerte, salva diversa statuizione, nell'avviso d'asta o nella lettera d'invito.

Art. 70 - Criteri di aggiudicazione dell'asta pubblica e della licitazione privata

  1. Sia nel caso di asta pubblica che di licitazione privata l'aggiudicazione avviene in base ai seguenti criteri:

    1. se trattasi di contratti dai quali derivi una entrata, di norma in base al prezzo più alto;
    2. se trattasi di contratti dai quali derivi una spesa, in base al prezzo più basso, ovvero all'offerta più vantaggiosa, valutabile in base a criteri indicati nel capitolato d'oneri e nell'avviso d'asta o nella lettera di invito.

Art. 71 - Appalto concorso

  1. È ammessa la forma dell'appalto-concorso per i contratti aventi per oggetto opere, lavori e forniture, quando sia opportuno avvalersi della collaborazione e dell'apporto di particolare competenza tecnica e di esperienza specifica da parte dell'offerente per la elaborazione del progetto definitivo delle opere, dei lavori o delle forniture.
  2. Le persone o le ditte prescelte da apposita commissione nominata dal direttore amministrativo, sono invitate a presentare, nei termini, nelle forme o nei modi stabiliti dall'invito, il progetto dell'opera o del lavoro ovvero il piano della fornitura, corredata dei relativi prezzi, con l'avvertimento che nessun compenso o rimborso di spesa può essere comunque preteso dagli interessati per la elaborazione del progetto o del piano.
  3. Con decreto del direttore amministrativo viene costituita una commissione che in base all'esame comparativo dei diversi progetti o piani, all'analisi dei relativi prezzi, ed agli elementi tecnici ed economici delle singole offerte, redige un apposito processo verbale.
  4. I processi verbali vengono trasmessi al consiglio di amministrazione che in base al parere espresso dalla commissione delibera con giudizio insindacabile l'aggiudicazione, o che si proceda ad un nuovo appalto-concorso con l'eventuale adozione di nuove prescrizioni, ovvero mediante altra procedura negoziale.
    Si applica altresì il comma 3 del precedente art. 68.

Art. 72 - Procedure negoziate

  1. Le procedure negoziate si distinguono in:

    1. procedure negoziate previa pubblicazione di un bando di gara;
    2. procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara;
    3. cottimo fiduciario.

  2. Le procedure negoziate previa pubblicazione di un bando di gara sono ammesse nei casi tassativamente previsti all'art. 56, comma 1, del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.
  3. Le procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara sono ammesse nei casi tassativamente previsti all'art. 57, commi 2, 3, 4 e 5 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.
  4. Il cottimo fiduciario è ammesso per le tipologie di spesa e limiti di importo definiti dal Regolamento per l'acquisizione in economia di beni e servizi.

Art. 73 - Stipulazione dei contratti

  1. L'Università dà comunicazione della aggiudicazione alla ditta o persona interessata entro il termine stabilito dall'avviso d'asta o dalla lettera d'invito e, comunque, non oltre venti giorni dalla data di approvazione del verbale di aggiudicazione da parte del consiglio di amministrazione fissando il giorno in cui dovrà procedersi alla stipulazione del contratto, ove previsto nel bando.
  2. Qualora la ditta aggiudicataria non acceda nel termine stabilito alla stipulazione del contratto decade dall'aggiudicazione, fatta salva ogni eventuale azione dell'Università per il risarcimento.
  3. I contratti sono stipulati dal direttore amministrativo o da altri dirigenti come previsto dallo Statuto, nel rispetto delle norme del D. Lgs. n. 29/93, in forma pubblica o privata, secondo le disposizioni di legge, anche mediante scambio di corrispondenza secondo l'uso del commercio.
  4. Un funzionario dell'amministrazione universitaria è delegato con decreto rettorale a redigere ed a ricevere, a tutti gli effetti legali, gli atti e contratti dell'amministrazione universitaria e ad assistere alle gare pubbliche ed alle licitazioni private, redigendo il relativo verbale.
  5. Il funzionario delegato agli atti e contratti deve tenere un repertorio a norma ed in conformità della legge notarile e di quella del repertorio degli atti firmati da pubblici ufficiali e delle leggi tributarie.
  6. È consentita l'anticipazione alle ditte contraenti di una parte del prezzo convenuto nei limiti ed alle condizioni previsti dalle disposizioni di legge.

Art. 74 - Collaudo dei lavori e delle forniture

  1. Tutti i lavori e le forniture sono soggetti a collaudo secondo le norme stabilite dal contratto il quale potrà prevedere collaudi parziali ed in corso d'opera fermo restando quanto previsto dai commi 2 e 3 del precedente art. 64.
  2. Il collaudo è eseguito dal personale dell'Università ovvero, qualora se ne ravvisi la necessità, da estranei qualificati per specifica competenza. La nomina del collaudatore è effettuata dal consiglio di amministrazione.
  3. Il collaudo non può essere effettuato dalle persone che abbiano progettato, diretto o sorvegliato i lavori, progettato o provveduto alla ordinazione delle forniture, o che abbiano partecipato all'assegnazione del contratto o alla relativa trattativa. Per le apparecchiature, strumenti e altro materiale scientifico, tuttavia, il collaudo è effettuato da chi ha provveduto alla ordinazione, sentito il responsabile tecnico/scientifico dell'acquisto.
  4. Se l'importo dei lavori e delle forniture non supera euro 130.000,00, è sufficiente l'attestazione di regolare esecuzione rilasciata rispettivamente da chi ha diretto i lavori ovvero da chi ha ricevuto la fornitura, sentito il responsabile tecnico/scientifico dell'acquisto.
  5. Per i lavori e le forniture che richiedono l'osservanza di norme antinfortunistiche o di sicurezza, il collaudo o l'attestazione di regolare esecuzione debbono comunque certificare, con l'assunzione delle relative responsabilità, il rispetto di tali norme.

Art. 75 - Cauzione

  1. A garanzia dell'esecuzione dei contratti, le ditte devono prestare idonee cauzioni secondo le modalità di cui all'art. 113 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.
  2. Si può prescindere dalla cauzione nell'ambito delle spese in economia qualora la ditta contraente sia di notoria solidità.

Art. 76 - Revisione prezzi

  1. La revisione dei prezzi contrattuali è ammessa nei limiti stabiliti dalle disposizioni di legge.

Art. 77 - Condizioni e clausole contrattuali

  1. I contratti debbono avere termini e durata certi. Per quelli i cui oneri gravano sulla parte corrente del bilancio la durata non può superare i nove anni, salvo che per ragioni di necessità o convenienza.
  2. Per il medesimo oggetto non possono essere stipulati più contratti se non per comprovate ragioni di necessità o convenienza.
  3. Le ragioni di necessità o convenienza di cui ai precedenti commi debbono essere indicate nella deliberazione di cui al precedente art. 66.
  4.  Sono ammessi i pagamenti in acconto in ragione delle parti di opere realizzate, dei beni forniti e delle prestazioni eseguite.
  5. Nel contratto debbono essere previste le penalità per il ritardo nella esecuzione.
  6. Qualora si verifichi la necessità di ricorrere a subappalti questi dovranno essere autorizzati dal consiglio di amministrazione.

Art. 78 - Spese in economia

  1. Le spese in economia possono essere effettuate secondo la disciplina prevista dal  Regolamento d'Ateneo per l'acquisizione in economia di beni e servizi.

Art. 79 - Esecuzione dei lavori in economia

  1. I lavori in economia possono essere eseguiti:

    1. in amministrazione diretta, con materiali, utensili e mezzi propri o appositamente noleggiati e con personale universitario;
    2. a cottimo fiduciario mediante affidamento ad imprese o a persone di nota capacità ed idoneità, con acquisizione del preventivo o progetto contenente le condizioni di esecuzione dei lavori e i relativi prezzi sulla base delle indicazioni fornite dall'amministrazione;
    3. con sistema misto, cioè parte in amministrazione diretta e parte a cottimo fiduciario.

Art. 80 - Contratti e convenzioni di ricerca e per prestazioni per conto terzi

  1. Con apposito regolamento approvato dal consiglio di amministrazione viene disciplinata l'attività contrattuale riguardante le convenzioni ed i contratti per ricerca e per prestazioni per conto terzi commissionati all'Università da enti pubblici e privati.
  2. Il suddetto regolamento prevede schemi contrattuali ed indica i criteri di ripartizione dei proventi di tali attività.
  3. Le convenzioni ed i contratti conformi agli schemi di cui al comma 2 possono essere stipulati dal rettore con successiva ratifica da parte del consiglio di amministrazione, fatta salva in materia la competenza prevista per i dipartimenti dal successivo art. 112.
  4. Qualora si intenda derogare ai suddetti schemi, per la stipula di tali convenzioni e contratti è necessaria l'approvazione del consiglio di amministrazione.

Art. 81 - Prestazioni a pagamento

  1. I centri di gestione autonoma o accentrata che effettuano analisi, controlli, prove ed esperienze per conto di enti o privati, sono tenuti ad osservare le seguenti norme:

    1. tutte le prestazioni per conto terzi devono essere effettuate a titolo oneroso, richiedono l'emissione della fattura e le relative tariffe devono essere approvate dal consiglio di amministrazione su proposta del direttore del centro di gestione, sentito il consiglio del centro stesso;
    2. ogni centro di gestione deve avere in consegna un bollettario per annotare i pagamenti effettuati dai terzi qualora il servizio reso dia luogo a pagamento diretto al centro stesso; la bolletta ha valore e caratteristica di quietanza ed è sottoscritta dal direttore del centro di gestione. I bollettari rilasciati con numerazione annuale progressiva vanno preventivamente vidimati dal direttore amministrativo o da un suo delegato. Di ciascuno di essi il direttore amministrativo o il suo delegato deve indicare il numero dei fogli;
    3. ogni bolletta ha un originale, da rilasciare all'utente del servizio, una copia che resta fissa al bollettario, una seconda copia da trasmettere all'ufficio di ragioneria per la contabilizzazione e per l'emissione della reversale;
    4. il direttore del centro di gestione provvede a versare entro il termine massimo di 30 giorni l'importo all'istituto di credito cassiere dell'Università. In detta ipotesi l'istituto cassiere non può ricusare la esazione delle somme senza la preventiva emissione della reversale;
    5. i risultati delle analisi, controlli, prove ed esperienze sono rimessi direttamente al richiedente e firmati dal direttore del centro;
    6. ogni centro deve avere un registro nel quale vanno trascritte le notizie richieste dalla normativa vigente;
    7. il direttore del centro deve rilasciare ai terzi che ne abbiano diritto certificati concernenti notizie dedotte dall'apposito registro.

TITOLO 8 - Centri a Gestione Accentrata

Art. 82 - Ambito di applicazione

  1. Le norme di cui al presente titolo si applicano alle presidenze di facoltà, alle scuole, nonché alle strutture assimilate ad esse ai fini della regolamentazione amministrativo-contabile.
  2. Altre forme di aggregazione all'interno dell'Università, quali gruppi di ricerca e di studio, comitati organizzatori di convegni, ecc., vanno incorporate per gli aspetti amministrativi in un centro di gestione, salvo che il senato accademico adotti una diversa motivata deliberazione.
  3. Presso ciascuna delle istituzioni di cui al comma 1, ad eccezione delle presidenze di facoltà, deve essere costituito un organo collegiale che, definisce le linee generali del centro e delibera sulle materie indicate da disposizioni di legge o da norme autonomamente adottate dall'Università.

Art. 83 - Direttore del centro

  1. Il direttore del centro è responsabile della gestione amministrativa e contabile del centro stesso, anche se concernente l'attività dei singoli docenti e ricercatori, nel rispetto dell'autonomia di gestione dei fondi specificatamente assegnati agli stessi.
  2. Il direttore è consegnatario dei beni mobili risultanti nei registri inventariali del centro, salvo che esplicita disposizione di legge non preveda diversamente.
  3. I mezzi di trasporto del centro sono dati in consegna al direttore che risponde del loro uso.
  4. Il direttore, qualora consegnatario dei beni immobili, ha la sorveglianza degli stessi e ne dispone la corretta ed appropriata utilizzazione ai fini istituzionali.
  5. Il direttore all'inizio del mandato designa il docente incaricato della sua sostituzione in caso di assenza o temporaneo impedimento.

Art. 84 - Disponibilità dei fondi

  1. I fondi di cui dispone il centro, sono contabilizzati nel bilancio dell'Università e sono gestiti dall'amministrazione centrale in apposite partite contabili intestate a ciascun centro.
  2. È fatto in ogni caso divieto ai centri di ricevere fondi se non per il tramite dell'amministrazione centrale e con le modalità di cui al presente titolo.

Art. 85 - Spese

  1. Le spese per lo svolgimento di attività di ricerca e consulenza commisionate da terzi sono poste a carico dei finanziamenti destinati allo scopo per contratto o convenzione, entro i limiti dei finanziamenti stessi.
  2. È fatto divieto di procedere a qualsivoglia spesa di personale ad eccezione di quanto previsto dai precedenti articoli 10, 11 e 12 e delle missioni.
  3. Possono essere poste a carico dei fondi del centro le spese di rappresentanza di cui al precedente art. 13.
  4. Sugli importi assegnati ai singoli titolari dei fondi di ricerca gravano tutte le spese inerenti allo svolgimento delle relative ricerche, comprese quelle per acquisto, noleggio, funzionamento e manutenzione delle attrezzature, rimborsi quote individuali di iscrizione a congressi e convegni, spese di viaggi ed indennità di missione anche dei collaboratori. Le spese per quote associative ad istituzioni scientifiche nazionali o internazionali possono essere effettuate anche a nome degli assegnatari di fondi di ricerca purché il consiglio del centro ne motivi l'interesse.

Art. 86 - Assegnazioni e contributi per attività di ricerca

  1. Le assegnazioni ed i contributi per la ricerca scientifica sono gestite, con le modalità di cui al presente titolo, su indicazione dei singoli docenti e ricercatori assegnatari. Per la relativa utilizzazione si prescinde dall'autorizzazione del consiglio del centro.

Art. 87 - Ordinazione della spesa

  1. Il direttore provvede, nell'ambito dei fondi assegnati, alle spese occorrenti al funzionamento di stretta pertinenza del centro, alla stipula dei relativi contratti ed a quant'altro connesso all'attività da chiunque svolta nel centro stesso, secondo le modalità disciplinate dal Regolamento d'Ateneo per l'acquisizione in economia di beni e servizi.
  2. Il direttore del centro per il pagamento di spese di modica entità può richiedere apposito fondo di cassa non superiore a euro 1.040,00, reintegrabile previa presentazione del rendiconto delle spese già sostenute. Sono escluse le spese comportanti l'applicazione di ritenute erariali.
  3. Per le piccole spese in contanti che singolarmente non eccedono euro 52,00, il direttore del centro è esonerato sotto la sua responsabilità dall'obbligo di documentazione. La prova dell'avvenuto pagamento, ove non sia altrimenti acquisibile, può essere costituita da apposita dichiarazione del direttore stesso. Le spese di cui trattasi non possono superare globalmente euro 520,00 mensili. Per spese che singolarmente non eccedono euro 104,00 lo scontrino fiscale può sostituire la fattura quale documento giustificativo di spesa, purché vi appaia la natura della spesa stessa.
  4. Le spese di cui al presente articolo documentate nelle forme previste dal successivo art. 89, sono annotate nei registri previsti dal successivo art. 88, preventivamente numerati e vidimati dal direttore amministrativo o da un suo delegato.
  5. Al termine dell'esercizio, il fondo di cui al comma 3 è versato nel bilancio universitario.

Art. 88 - Registri contabili

  1. Ogni centro deve tenere apposito registro degli impegni di spesa, preventivamente numerato e vidimato dal direttore del centro o da un suo delegato.
  2. Ciascun centro deve tenere apposito registro per le piccole spese nel quale devono essere annotati sia il fondo di cassa di cui al precedente art. 87, sia le spese sostenute.
  3. Al termine dell'esercizio, o quando ne venga fatta richiesta, il registro è trasmesso al direttore di ragioneria per il riscontro contabile e per la determinazione dei residui passivi.

Art. 89 - Documenti di spesa

  1. Il direttore del centro o suo delegato liquidano le spese nei limiti dell'ammontare dell'impegno assunto, determinando la somma da pagare in base ai titoli e ai documenti che comprovano il diritto acquisito dal creditore.
  2. La liquidazione è trasmessa al servizio finanziario e, oltre a tutti gli elementi necessari per consentire l'emissione dell'ordinativo di pagamento e l'estinzione dello stesso, deve contenere:

    1. nel caso di acquisizione di beni e servizi, l'attestazione che la fornitura abbia rispettato quantitativamente e qualitativamente i contenuti, i modi e i termini previsti;
    2. nel caso di erogazione di contributi o di ogni altro tipo di spesa diversa da quella di cui alla lettera a), l'attestazione che si sono realizzate le condizioni stabilite;
    3. i riferimenti contabili.

  3. È esclusivo onere del direttore del Centro proponente che procede alla liquidazione sia di verificare la regolarità di tutti i documenti giustificativi e garantire il rispetto delle normative che rappresentano presupposto al pagamento, salvo per quegli adempimenti che con apposita circolare interna del Direttore Amministrativo sono posti, per eccezione, direttamente sotto il presidio del servizio finanziario, sia la conservazione di tutti i giustificativi, compresi i buoni di carico inventariale.

Ad ogni documento relativo a spese di acquisto di beni mobili inventariabili deve essere allegato il buono di carico nell'inventario, firmato dal direttore del centro. Può prescindersi dalla contestualità della predetta allegazione nei casi di abbonamento o prenotazione a periodici o altro materiale bibliografico.

Art. 90 - Avanzi di gestione

  1. Le somme non impegnate al termine dell'esercizio sulle disponibilità dei fondi dei centri costituiscono economie di gestione.
  2. Le somme predette potranno essere riassegnate ai centri nell'esercizio successivo con deliberazione del consiglio di amministrazione, ove ciò sia necessario in relazione agli effettivi bisogni.
  3. Per gli stanziamenti relativi a spese in conto capitale, nonché a quelli specificatamente finalizzati, si applica il comma 7 del precedente art. 34.

Art. 91 - Contratti e convenzioni di ricerca e per prestazioni per conto terzi

  1. Ai proventi derivanti da contratti e convenzioni di ricerca e per prestazioni per conto terzi si applica quanto stabilito dal precedente art. 80.

Art. 92 - Prestazioni a pagamento

  1. Alle prestazioni a pagamento si applica quanto stabilito dal precedente art. 81.

TITOLO 9 - Centri a Gestione Autonoma

Art. 93 - Ambito di applicazione

  1. Sono soggetti alle norme di cui al presente titolo i dipartimenti e le altre strutture ad essi assimilate ai fini della gestione amministrativo-contabile.

Art. 94 - Consiglio di dipartimento

  1. Il consiglio di dipartimento stabilisce i criteri generali per l'utilizzazione dei fondi a disposizione del dipartimento; approva entro il 15 giugno le richieste di finanziamento e di personale predisposte dal direttore coadiuvato dalla giunta, ove costituita, ed il piano annuale delle ricerche; approva entro il 15 dicembre il bilancio preventivo ed entro il 28 febbraio il conto consuntivo, i quali sono inviati nei successivi dieci giorni al rettore per essere allegati al bilancio di previsione ed al conto consuntivo dell'Università.

Art. 95 - Direttore del dipartimento

  1. Il direttore del dipartimento è responsabile della gestione amministrativa e contabile del dipartimento anche se concernente l'attività dei singoli docenti e ricercatori, nel rispetto dell'autonomia di gestione dei fondi specificatamente assegnati agli stessi.
  2. Il direttore, coadiuvato dalla giunta, ove costituita, e tenendo conto dei criteri generali stabiliti dal consiglio di dipartimento, predispone annualmente entro il 31 maggio le richieste di finanziamento e di personale da presentare al consiglio di amministrazione dell'Università corredate dalla relazione concernente il piano annuale delle ricerche.
  3. Il direttore, coadiuvato dal segretario amministrativo, entro il 30 novembre predispone il bilancio preventivo ed entro il 15 febbraio il conto consuntivo corredati da una relazione che illustra tra gli altri i seguenti aspetti:

    1. utilizzazione dei fondi in correlazione alle attività didattiche e di ricerca in corso;
    2. eventuali esigenze sopravvenute e variazioni alle previsioni in corso di esercizio;
    3. risultati generali della gestione nell'ambito della sperimentazione organizzativa e didattica e della ricerca scientifica.

  4. Il direttore provvede all'ordinazione di quanto occorre al funzionamento del dipartimento e dispone il pagamento delle relative fatture secondo le norme amministrativo-contabili del presente regolamento; egli è altresì tenuto ad ogni adempimento di legge anche in ottemperanza alle norme fiscali.
  5. Il direttore designa il docente incaricato della sua sostituzione in caso di assenza o di temporaneo impedimento.
  6. Il direttore, d'intesa con il segretario amministrativo, designa la persona incaricata della sostituzione del segretario stesso in caso di assenza o di temporaneo impedimento.

Art. 96 - Esercizio finanziario e bilancio di previsione

  1. L'esercizio finanziario ha la durata di un anno e coincide con l'anno solare. La gestione finanziaria è unica e si svolge in base ad un unico bilancio; le spese indicate in bilancio devono essere contenute, nel loro complessivo ammontare, entro i limiti delle entrate previste in maniera che il bilancio risulti in pareggio.
  2. Il bilancio di previsione è formulato in termini finanziari di competenza; l'unità elementare del bilancio è rappresentata dal capitolo.
  3. Le entrate del bilancio dei centri di gestione autonoma sono classificate nei seguenti titoli:

    • titolo 1 - entrate correnti;
    • titolo 2 - entrate in conto capitale;
    • titolo 3 - entrate aventi natura di partite di giro.

    Le spese sono classificate nei seguenti titoli:

    • titolo 1 - spese correnti;
    • titolo 2 - spese in conto capitale;
    • titolo 3 - spese aventi natura di partite di giro.

  4. È iscritto in apposito capitolo, fra le spese correnti del bilancio di previsione, un fondo di riserva per le spese impreviste e per le maggiori spese che potranno verificarsi durante l'esercizio, il cui ammontare non può superare il 10% delle spese correnti complessivamente previste.
  5. Il bilancio di previsione viene trasmesso al rettore a cura del direttore, per essere allegato al bilancio dell'Università, entro i dieci giorni successivi alla data di approvazione da parte del consiglio di dipartimento e comunque non oltre il 15 dicembre.
  6. Le variazioni di bilancio sono deliberate nei modi e con le procedure previste per la formazione del bilancio e ad esse, in caso di urgenza, può provvedere il direttore salvo ratifica del consiglio di dipartimento nella prima successiva adunanza.
  7. Con delibera del consiglio di dipartimento e con le stesse procedure previste per la formazione del bilancio possono essere istituiti ulteriori capitoli nel corso dell'esercizio.
  8. Costituiscono entrate del bilancio i fondi specificatamente destinati per legge o per disposizione del consiglio di amministrazione, nonché quelli di provenienza esterna a destinazione vincolata a favore del dipartimento.
  9. Le assegnazioni ordinarie da parte dell'Università non possono essere iscritte nel bilancio di previsione in misura superiore alle corrispondenti assegnazioni fissate per l'anno in corso, salvo che non siano stati già comunicati gli importi stabiliti per il nuovo anno.

Art. 97 - Avanzo o disavanzo d'amministrazione

  1. Si applica quanto previsto dai commi 1 e 2 del precedente art. 25.
  2. Nel caso di maggiore accertamento, in sede consuntiva, del disavanzo di amministrazione, in confronto a quello presunto, il consiglio di dipartimento deve deliberare i provvedimenti atti ad eliminare gli effetti dello scostamento.

Art. 98 - Accertamento e riscossione delle entrate

  1. I dipartimenti non possono ricevere fondi se non per il tramite dell'amministrazione universitaria, ad eccezione degli interessi bancari.
    I dipartimenti, ricevuta la comunicazione dell'ammontare dei fondi di spettanza, provvedono alla rilevazione dell'accertamento dell'entrata.
  2. I dipartimenti provvedono alla riscossione dei fondi di cui al comma 1, dopo il loro trasferimento, mediante emissione di reversali d'incasso numerate in ordine progressivo, tratte sull'apposito conto corrente bancario.
  3. Le reversali di incasso sono firmate dal direttore e dal segretario amministrativo o da coloro che legittimamente li sostituiscono.
  4. Le reversali di incasso contengono le seguenti indicazioni:

    1. esercizio finanziario;
    2. capitolo di bilancio;
    3. codice meccanografico del capitolo;
    4. nome, cognome o denominazione del debitore;
    5. causale della riscossione;
    6. importo in cifre ed in lettere;
    7. data di emissione.

  5. Le reversali sono cronologicamente registrate nel giornale di cassa del dipartimento e nei partitari d'entrata prima dell'invio all'istituto cassiere.
  6. Le entrate accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio costituiscono i residui attivi.
  7. Le reversali che si riferiscono ad entrate dell'esercizio in corso sono tenute distinte da quelle relative agli esercizi precedenti, che sono contraddistinte con l'indicazione "residui".
  8. Le reversali di incasso non riscosse entro la chiusura dell'esercizio vengono restituite dall'istituto cassiere ai dipartimenti per l'annullamento e la riemissione in conto residui.

Art. 99 - Fasi della spesa

  1. La gestione delle spese segue le fasi dell'impegno, della liquidazione, dell'ordinazione e del pagamento.

Art. 100 - Impegni di spesa

  1. Salvo quanto disposto dal successivo art. 101, gli impegni di spesa a carico dei singoli capitoli di bilancio sono assunti con deliberazione del consiglio di dipartimento.
  2. Formano impegno sugli stanziamenti di competenza dell'esercizio le somme dovute in base alla legge, a contratto o ad altro titolo giuridicamente valido sempre che il perfezionamento dell'obbligazione avvenga entro il termine dell'esercizio stesso.
  3. Gli impegni non possono in nessun caso superare l'ammontare degli stanziamenti dei singoli capitoli di bilancio.
  4. È fatto divieto di assumere impegni per qualsivoglia spesa di personale ad eccezione di quanto previsto dagli artt. 10 e 12, comma 1, e per le missioni.
  5. Gli impegni si riferiscono all'esercizio finanziario in corso.
    Fanno eccezione quelli relativi:

    1. a spese in conto capitale ripartite in più esercizi, per le quali l'impegno può estendersi a più anni; i pagamenti devono essere comunque contenuti nei limiti dei fondi assegnati per ogni esercizio;
    2. a spese correnti per le quali sia indispensabile, allo scopo di assicurare la continuità del servizio, assumere impegni a carico dell'esercizio successivo;
    3. a spese continuative e ricorrenti, per le quali l'impegno può estendersi a più esercizi quando il dipartimento ne riconosca la necessità o la convenienza.

  6. Chiuso con il 31 dicembre l'esercizio finanziario, nessun impegno può essere assunto a carico dell'esercizio scaduto.
  7. La differenza che risulti tra la somma stanziata nei rispettivi capitoli di spesa e la somma impegnata, costituisce economia di spesa.
  8. Con deliberazione del consiglio di dipartimento le somme stanziate in conto capitale e quelle correnti finalizzate che non risultino giuridicamente impegnate alla chiusura dell'esercizio possono essere riportate nel conto della competenza dell'esercizio successivo in aggiunta ai relativi stanziamenti; delle deliberazioni e delle somme così riportate dovrà essere compilato elenco da allegare al consuntivo. Detti stanziamenti possono essere utilizzati anche prima dell'approvazione, da parte del consiglio di dipartimento del conto consuntivo.
  9. Le spese impegnate e non pagate entro la chiusura dell'esercizio costituiscono i residui passivi.

Art. 101 - Limiti degli impegni di spesa

  1. Il direttore può disporre direttamente spese sino al limite previsto dal Regolamento d'Ateneo per l'acquisizione in economia di beni e servizi.
  2. Per il medesimo oggetto è fatto divieto di procedere al frazionamento della spesa.
  3. Il consiglio di dipartimento può stabilire limiti di spesa inferiori a quelli previsti dal comma 1.
  4. Nei casi di necessità ed urgenza e nell'ambito degli stanziamenti di bilancio, il direttore può assumere impegni di spesa oltre i limiti del presente articolo, salvo ratifica del provvedimento da parte del consiglio di dipartimento.

Art. 102 - Registrazione degli impegni di spesa

  1. Il segretario amministrativo, o chi legittimamente lo sostituisce, provvede alla registrazione dell'impegno di spesa relativo a tutti gli atti che comportano oneri a carico del bilancio, previa verifica della regolarità formale della relativa documentazione e della esatta imputazione al capitolo di pertinenza e nel limite della disponibilità del bilancio stesso.

Art. 103 - Liquidazione della spesa

  1. Alla liquidazione della spesa, consistente nella determinazione dell'esatto importo dovuto e nell'individuazione del soggetto creditore, si provvede previo accertamento dell'esistenza dell'impegno e della regolare esecuzione della prestazione, nonché sulla base dei titoli e dei documenti giustificativi comprovanti il diritto dei creditori.
  2. Qualora siano utilizzate risorse vincolate allo svolgimento di specifiche ricerche è necessario anche il visto del titolare del fondo o del responsabile del gruppo di ricerca.

Art. 104 - Ordinazione della spesa

  1. Il pagamento delle spese è ordinato mediante l'emissione di mandati di pagamento numerati in ordine progressivo tratti sull'istituto di credito incaricato del servizio di cassa.
  2. I mandati di pagamento sono firmati dal direttore e dal segretario amministrativo o da coloro che legittimamente li sostituiscono.
  3. I mandati contengono le seguenti indicazioni:

    1. esercizio finanziario;
    2. capitolo del bilancio;
    3. codice meccanografico del capitolo;
    4. nome e cognome o denominazione del creditore e codice fiscale;
    5. causale del pagamento;
    6. importo in cifre ed in lettere;
    7. modalità di estinzione del titolo;
    8. data di emissione.

  4. Possono essere emessi mandati di pagamento collettivi per i pagamenti da farsi per lo stesso titolo distintamente a favore di diversi creditori.
  5. Ogni mandato di pagamento è riferito ad un solo capitolo di spesa.
  6. I mandati di pagamento che si riferiscono a spese dell'esercizio in corso debbono essere distinti da quelli relativi a spese di esercizi precedenti contraddistinti con l'indicazione "residui".
  7. I mandati di pagamento sono cronologicamente registrati nel giornale di cassa del dipartimento e nei partitari di uscita prima dell'invio all'istituto cassiere.
  8. È ammessa qualsiasi modalità di estinzione dei mandati di pagamento secondo l'uso commerciale e comunque senza oneri a carico del bilancio del dipartimento.
  9. Per i mandati di pagamento non pagati alla fine dell'esercizio si applica quanto previsto dal precedente art. 40.

Art. 105 - Documentazione dei mandati di pagamento

  1. Ogni mandato di pagamento è corredato, a seconda dei casi, da documenti comprovanti la regolare esecuzione dei lavori, forniture e servizi, dai verbali di collaudo ove richiesti, dai buoni di carico quando si tratta di beni inventariabili ovvero da bolletta di consegna per materiali da assumersi in carico nei registri di magazzino, dalla copia degli atti di impegno o dall'annotazione degli estremi di essi, dalle note di liquidazione e da ogni altro documento che giustifichi la spesa.

Art. 106 - Attività di ricerca e consulenza

  1. Le spese per lo svolgimento di attività di ricerca e consulenza commissionate da terzi sono poste a carico dei finanziamenti destinati allo scopo per contratto o convenzione, entro i limiti dei finanziamenti stessi.
  2. Sui fondi per lo svolgimento di attività di ricerca finanziate da terzi il consiglio di dipartimento determina la quota da destinare a titolo di concorso alle spese generali di funzionamento del dipartimento.
  3. È fatto divieto di procedere a qualsivoglia spesa di personale ad eccezione di quanto previsto dai precedenti artt. 10 e 12, comma 1, e per le missioni.
  4. Sugli importi assegnati ai singoli titolari dei fondi di ricerca gravano tutte le spese inerenti allo svolgimento delle relative ricerche, comprese quelle per acquisto, noleggio, funzionamento e manutenzione delle attrezzature, rimborsi quote individuali di iscrizione a congressi e convegni, spese di viaggi ed indennità di missione anche dei collaboratori. Le spese per quote associative ad istituzioni scientifiche nazionali o internazionali possono essere effettuate anche a nome degli assegnatari di fondi di ricerca purché il consiglio di dipartimento ne motivi l'interesse.

Art. 107 - Conto consuntivo

  1. Il conto consuntivo si compone del rendiconto finanziario, della situazione patrimoniale, e del conto economico di contabilità finanziaria.
  2. Il conto consuntivo e la relazione del direttore sono approvati dal consiglio di dipartimento entro il 28 febbraio.
  3. La relazione del direttore illustra l'andamento della gestione finanziaria ed i fatti economicamente rilevanti verificatisi anche dopo la chiusura dell'esercizio.
  4. Nella relazione devono inoltre essere evidenziati:

    1. i risultati generali della gestione del bilancio e gli effetti che da tale gestione sono derivati alla consistenza del patrimonio;
    2. le variazioni apportate alle previsioni nel corso dell'esercizio;
    3. le variazioni intervenute nella consistenza delle poste dell'attivo e del passivo del conto patrimoniale, con particolare riferimento all'ammontare dei crediti e dei debiti;
    4. i risultati generali del conto economico.

  5. Per quanto riguarda:

    • il rendiconto finanziario,
    • la situazione patrimoniale,
    • il conto economico di contabilità finanziaria,
    • la situazione amministrativa,
    • la perenzione,

    si applica quanto previsto, rispettivamente, dai precedenti artt. 46, 47, 48, 49, e 52.

Art. 108 - Riaccertamento dei residui

  1. Annualmente il segretario amministrativo, sulla base degli elenchi nominativi, compila la situazione, da allegare al conto consuntivo, dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi anteriori a quello di competenza, distintamente per esercizio di provenienza e per capitolo.
  2. Detta situazione indica la consistenza al 1° gennaio, le somme riscosse o pagate nel corso dell'anno di gestione, quelle eliminate perchè non più realizzabili o non più dovute, nonché quelle rimaste da riscuotere o da pagare.
  3. I residui attivi, di cui sia accertata l'insussistenza per indebito o per erronea liquidazione, o di cui sia riconosciuta l'assoluta inesigibilità, sono eliminati dalla contabilità e annullati con apposito atto deliberativo del consiglio di dipartimento.
  4. Dei crediti che, malgrado le azioni amministrative promosse non si siano potuti riscuotere e dei quali permanga il diritto alla riscossione, è data comunicazione all'amministrazione centrale per i conseguenti adempimenti.

Art. 109 - Gestione del fondo di economato

  1. All'inizio di ciascun esercizio il direttore può disporre di un fondo, determinato con delibera del consiglio di dipartimento, di importo non superiore a euro 3.120,00, reintegrabile a carico dei vari capitoli di spesa durante l'esercizio previa presentazione del rendiconto delle somme già spese.
  2. Con tale fondo si può provvedere, di norma, al pagamento di qualsiasi spesa di importo non superiore a euro 1.040,00.
  3. Il segretario amministrativo provvede al pagamento delle spese di cui al comma 1 su disposizione del direttore, assumendo la responsabilità di cassa.
  4. Ciascun dipartimento per le operazioni di cui ai commi 1 e 2 deve tenere un apposito registro, nel quale devono essere annotati sia i prelevamenti fatti con ordini di pagamento, sia i reintegri.
  5. Il segretario amministrativo restituisce alla fine dell'esercizio, mediante versamento all'istituto cassiere, il fondo di cui al comma 1.
  6. Il direttore, per le piccole spese in contanti che non eccedono singolarmente euro 52,00 e globalmente euro 520,00 mensili, è esentato sotto la sua personale responsabilità dall'obbligo di documentazione, salvo quello di indicare la natura della spesa. La prova dell'avvenuto pagamento, ove non sia altrimenti acquisibile, può essere costituita da apposita dichiarazione del direttore. Per spese che singolarmente non eccedono euro 104,00 lo scontrino fiscale può sostituire la fattura quale documento giustificativo di spesa, purché vi appaia la natura della spesa stessa.

Art. 110 - Scritture contabili obbligatorie

  1. Il dipartimento tiene le seguenti scritture:

    1. un partitario delle entrate, contenente per ciascun capitolo lo stanziamento iniziale e le variazioni, le somme accertate, quelle riscosse e quelle rimaste da riscuotere;
    2. un partitario delle spese, contenente per ciascun capitolo lo stanziamento iniziale e le variazioni, le somme impegnate, quelle pagate e quelle rimaste da pagare;
    3. un partitario dei residui, contenente, per capitolo e per esercizio di provenienza, la consistenza dei residui all'inizio dell'esercizio, le somme riscosse o pagate, le somme rimaste da riscuotere o da pagare;
    4. un giornale cronologico sia per le reversali che per i mandati emessi, evidenziando riscossioni e pagamenti in conto competenza separatamente da riscossione e pagamenti in conto residui;
    5. i registri degli inventari.

  2. Per la tenuta delle scritture di cui al comma 1 i dipartimenti si avvalgono di sistemi di elaborazione automatica dei dati.
  3. Le scritture indicate alle lettere d) ed e) del comma 1 devono essere numerate e vidimate in ciascun foglio dal direttore di dipartimento o da un suo delegato prima di essere poste in uso. Nell'ipotesi di scritture meccanizzate i fogli saranno numerati e la vidimazione avverrà per registri.
  4. Anche al dipartimento si applica quanto previsto dal precedente art. 44.

Art. 111 - Beni

  1. Il direttore è consegnatario dei beni mobili e degli eventuali automezzi del dipartimento, del cui uso risponde.
  2. Si applicano le disposizioni di cui ai precedenti artt. 56, 57, 58, 59, 61 e 62.
  3. La documentazione relativa alle operazioni di carico, scarico e ricognizione deve essere trasmessa in copia all'ufficio patrimonio ed economato dell'amministrazione centrale universitaria per gli opportuni controlli e verifiche di corrispondenza; le operazioni di scarico saranno esecutive dopo tali verifiche.
  4. Il direttore, qualora consegnatario dei beni immobili, ha la sorveglianza degli stessi e ne dispone la corretta ed appropriata utilizzazione ai fini istituzionali.

Art. 112 - Contratti - norme generali

  1. Ai lavori, alle forniture, agli acquisti, alle vendite, alle permute, ed ai servizi in genere di competenza del dipartimento si provvede, nell'ambito degli stanziamenti di bilancio, mediante contratti ai sensi delle disposizioni contenute nel titolo 7 del presente regolamento.
  2. Ai fini di cui al precedente comma le attribuzioni previste per il consiglio di amministrazione e per il rettore ed il direttore amministrativo si intendono demandate rispettivamente al consiglio di dipartimento e al direttore del dipartimento stesso.
  3. Gli organi dipartimentali, per lo svolgimento delle procedure per la licitazione privata e l'appalto concorso, di cui ai precedenti artt. 68 e 71, si avvalgono della collaborazione dei competenti uffici dell'amministrazione, mentre rimane di competenza del consiglio di amministrazione l'asta pubblica.
  4. Al consiglio di dipartimento compete altresì ogni determinazione circa la stipulazione di contratti e convenzioni di ricerca e per prestazioni conto terzi applicando quanto stabilito dai precedenti artt. 80 e 81. I contratti e le convenzioni difformi dallo schema tipo devono essere approvati preventivamente dal consiglio di amministrazione.
  5. Il relativo corrispettivo va versato, anche ai fini fiscali, nel bilancio dell'amministrazione centrale che procederà ad accreditare ai dipartimenti i costi e le quote al personale che ha collaborato alla prestazione o ricerca secondo il regolamento per le prestazioni per conto terzi.

Art. 113 - Stipulazione dei contratti

  1. I contratti di cui all'art. 112 sono stipulati dal direttore del dipartimento con le modalità di cui al precedente art. 73.
  2. Detti contratti devono espressamente prevedere la legittimazione processuale attiva e passiva del direttore medesimo.
  3. Per i contratti in forma pubblica il direttore del dipartimento si avvale del funzionario dell'amministrazione universitaria di cui al comma 4 del precedente art. 73.

Art. 114 - Procedure in economia

  1. Le spese in economia sono disciplinate dal regolamento d'Ateneo per l'acquisizione in economia di enei e servizi

Art. 115 - Riserva di attività negoziale

  1. Sono riservate alla competenza del consiglio di amministrazione le spese e le procedure contrattuali relative agli acquisti, costruzioni, vendite o permute e locazioni di beni immobili, appalti dei lavori o servizi di manutenzione straordinaria degli edifici in proprietà o in uso all'Università, di forniture di combustibili per il riscaldamento e per la conduzione dei relativi impianti, di pulizia, vigilanza, sicurezza interna.

Art. 116 - Rinvio

  1. Per tutto quanto non espressamente disciplinato dal presente titolo, si fa riferimento, in quanto applicabili, alle norme previste nei titoli dal I al VII del presente regolamento.

Art. 117 - Centri interdipartimentali di ricerca e di erogazione di servizi

  1. Nell'atto istitutivo di ciascun centro interdipartimentale di ricerca nonché dei centri di erogazione di servizi dovranno essere indicate le attribuzioni degli organi e le norme di funzionamento amministrativo-contabili.
  2. La gestione di ciascun centro interdipartimentale di ricerca può essere affidata ad uno dei dipartimenti che contribuisce alla costituzione del centro stesso.

TITOLO 10 - Revisione Amministrativo Contabile

Art. 118 - Revisori dei conti

  1. Presso l'Università è istituito un collegio dei revisori dei conti, ai sensi di quanto disposto dallo Statuto che ne determina la composizione e la durata.
  2. Previa deliberazione del consiglio di amministrazione è stabilito il compenso annuo spettante ai revisori a carico del bilancio universitario.
  3. Il collegio dei revisori dei conti:

    1. esamina il bilancio di previsione, le relative variazioni, ed il conto consuntivo, redigendo apposite relazioni;
    2. compie tutte le verifiche necessarie per assicurare il regolare andamento della gestione finanziaria, contabile e patrimoniale, sottoponendo al consiglio di amministrazione gli eventuali rilievi in ordine alla gestione stessa;
    3. accerta la regolarità della tenuta dei libri e delle scritture contabili;
    4. effettua almeno ogni trimestre verifiche di cassa e sull'esistenza dei valori e dei titoli in proprietà, deposito cauzionale e custodia;
    5. effettua operazioni di riscontro e verifica anche nei riguardi dei centri di gestione autonoma.

  4. Nelle determinazioni del collegio, in caso di parità di voti, prevale quello del presidente.
  5. Su invito del rettore, i revisori dei conti assistono alle riunioni del consiglio di amministrazione.

TITOLO 11 - Disposizioni Finali e Transitorie

Art. 119 - Responsabilità amministrativo-contabile ed obbligo di denunzia

  1. I presidi, i direttori di dipartimento, i responsabili degli uffici, dei centri, delle biblioteche e di ogni altra struttura, hanno l'obbligo di denunziare per iscritto al rettore i fatti di cui sono venuti a conoscenza direttamente o mediante rapporto, che diano luogo a responsabilità amministrativa o contabile di carattere patrimoniale.
  2. La denuncia scritta, da trasmettere da parte del rettore, con propria relazione, alla procura generale della corte dei conti, dovrà contenere tutti gli elementi raccolti per l'accertamento delle responsabilità e per la determinazione dei danni.
  3. Se il fatto sia imputabile al rettore, la denunzia è fatta dal consiglio di amministrazione.

Art. 120 - Provvedimenti di urgenza

  1. Il rettore ed i direttori dei centri, nelle materie devolute alla competenza degli organi collegiali che presiedono, dalle norme generali e speciali concernenti l'ordinamento universitario, dallo Statuto, e da ogni altra disposizione, ivi comprese quelle del presente regolamento, e salvo espressa disposizione contraria, adottano, nel caso ritengano opportuno procedere d'urgenza, motivato provvedimento da sottoporre a ratifica dei predetti organi nella prima successiva adunanza.
  2. Il direttore amministrativo per le materie di sua competenza, nel caso ritenga opportuno procedere d'urgenza, può adottare provvedimenti da sottoporre a ratifica degli organi collegiali.

Art. 121 - Delega amministrativa

  1. La delega amministrativa è ammessa, anche entro limiti temporali e/o di valore, per tutte le competenze attribuite nel presente regolamento, nel rispetto di quanto previsto dallo Statuto, del D. Lgs. 23 febbraio 1993, n. 29 e degli stati giuridici che costituiscono riserva di legge.

Art. 122 - Revisione degli importi

  1. Tutti gli importi citati nel presente regolamento si intendono al netto dell'imposta sul valore aggiunto e possono essere adeguati con deliberazione del consiglio di amministrazione.

Art. 123 - Rapporti contrattuali in corso

  1. I rapporti contrattuali in atto e le gare in corso di svolgimento restano regolati dalle norme già vigenti all'atto della stipulazione dei contratti o della indizione delle gare.

Art. 124 - Entrata in vigore e abrogazione di norme

  1. Il termine di entrata in vigore del presente regolamento sarà determinato nel decreto rettorale di emanazione, previa osservanza delle procedure di cui all'art. 6, comma 9 e 10, ed all'art. 7, comma 9, della legge 9 maggio 1989, n. 168.
  2. A seguito della entrata in vigore del presente regolamento cesseranno di avere effetto le disposizioni legislative, regolamentari e ministeriali con esso incompatibili.

Last update: 04/12/2018