Addio a Maria Roberta Novielli, anima del Ca’ Foscari Short Film Festival
Lunedì 20 luglio è mancata improvvisamente la prof.ssa Maria Roberta Novielli, docente associata di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali di Ca’ Foscari.
Il suo nome è strettamente legato all'ideazione e alla direzione del Ca’ Foscari Short Film Festival, fondato nel 2011. Si tratta del primo festival cinematografico in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un'università. Sotto la sua guida, la manifestazione è diventata un punto di riferimento internazionale per il cortometraggio e un’opportunità di formazione per migliaia di studenti e studentesse, tanto da ricevere, nel 2013, l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il massimo riconoscimento per iniziative di rilevante valore culturale. Nell’ultima Valutazione della Qualità della Ricerca condotta dall’ANVUR, lo ‘Short’ ha ottenuto il massimo punteggio come iniziativa di valorizzazione delle conoscenze, in ragione della sua dimensione sociale e culturale e dell’impatto generato.
La Rettrice dell'Università Ca' Foscari Tiziana Lippiello ha espresso il cordoglio dell'Ateneo: "La morte della professoressa Roberta Novielli mi addolora personalmente e colpisce profondamente la nostra comunità: studiosa di cinema e cultura giapponese, è stata fra le colleghe più impegnate nella cosiddetta terza missione, dando vita a una produzione culturale - il Ca' Foscari Short Film Festival - che ha saputo affermarsi anche a livello internazionale come punto di riferimento per giovani aspiranti artisti. Con la sua "creatura" ha dato la possibilità a centinaia di studenti e studentesse di esprimere la propria arte e i propri messaggi. Roberta era apprezzata e stimata per la sua capacità di coinvolgere studentesse e studenti nella preparazione del Festival e di farli crescere sul piano umano e professionale. Ci mancheranno la sua passione e l'inesauribile energia con cui ha contribuito alla valorizzazione delle conoscenze nel territorio; alla famiglia di Roberta Novielli va il cordoglio mio e di tutto l'Ateneo."
La scomparsa della docente ha suscitato una forte commozione tra i colleghi e le colleghe del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, che la ricordano attraverso le parole del prof. Piermario Vescovo: “Un malore improvviso ha portato via Roberta Novielli nel pomeriggio del 20 luglio, nella stanza accanto a quella in cui aveva appena finito di conversare con una delle sue due amatissime figlie. Capace di attraversare discipline, linguaggi e interessi differenti con una curiosità inesauribile e un rigore non comune, Roberta è stata anche una guerriera tenace. Il suo percorso, pur segnato da difficoltà e tormenti, è stato sempre animato da una passione profondissima, da un’intelligenza luminosa e da una particolare leggerezza che sapeva imprimere tanto alla ricerca quanto alle relazioni umane.
Laureata in Lingue e Letterature Orientali a Ca’ Foscari, specializzata in Cinema presso la Nihon University di Tokyo, studiava e insegnava storia del cinema e dell’animazione, ha fatto parte del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, coinvolgendo e incitando centinaia di studenti cafoscarini. Per loro e con loro, lo scorso anno ha festeggiato il quindicesimo anno del Ca’ Foscari Short Film Festival di cui era direttore artistico e organizzativo. Un appuntamento sempre atteso che ha portato in Laguna decine di registi e studiosi di respiro internazionale quanto valorizzato le maestranze e le professionalità del territorio. Parte attiva del comitato UNIMED per l’ateneo cafoscarino, dal 2016 è stata ideatrice e direttore del Master of Fine Arts in Filmmaking.
Tra i suoi libri: Storia del cinema giapponese (Marsilio, 2001), la prima storia del cinema giapponese pubblicata in Italia e quindi tradotta e pubblicata altrove, Metamorfosi – Schegge di violenza nel nuovo cinema giapponese (Epika, 2010), Animerama – Storia del cinema di animazione giapponese (Marsilio, 2015), Floating Worlds – A Short History of Japanese Animation (CRC Press, 2018).
La sua attività non lascia un vuoto solo nella comunità accademica. Membro della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura, l’interesse e l’entusiasmo l’ha portata negli anni a divenire un punto di riferimento per molti festival - dalla Mostra d’arte Cinematografica di Venezia, al Tokyo Student Film Festival e il Locarno Film Festival - quanto per eventi e istituzioni.
Ha saputo costruire moltissimo anche a Venezia, nel territorio in cui ha vissuto e lavorato, creando occasioni di incontro, reti, progetti e spazi di conoscenza destinati a lasciare un segno duraturo. Non si può che ricordare la sua partecipazione al nucleo di valutazione della Fondazione Veneto Film Commission, il lavoro di progettazione con M9, le serate e i simposi organizzati con Circuito Cinema ma soprattutto immersiVenice, nata col proposito di “mettere in relazione contenuti, persone e media immersivi” a partire da Venezia. Un progetto presentato il mese scorso in un incontro che ha visto grande presenza e ampia partecipazione di istituzioni, studiosi e operatori del settore. Uno spazio letteralmente immersivo, insieme sintesi ed eredità del suo instancabile lavoro per i giovani: un impegno incessante nel costruire occasioni, luoghi di confronto e possibilità concrete di crescita. Un fare mai autoreferenziale, ma sempre rivolto ad aprire la strada a nuove generazioni. Tutto questo continuerà a vivere in molti di noi, nel segno profondo che Roberta ha lasciato.”
A testimonianza del lungo percorso dello Short Film Festival, lo scorso 30 giugno è stato pubblicato da Edizioni Ca' Foscari il volume da lei curato, dal titolo “Il cinema giovane. Il Ca’ Foscari Short Film Festival tra formazione, ricerca e visione” (consultabile al link: https://edizionicafoscari.it/en/edizioni4/libri/979-12-5742-050-5/)
Il ricordo di Edizioni Ca’ Foscari “Abbiamo recentemente lavorato con Maria Roberta alla pubblicazione del volume, al quale teneva moltissimo e che è stato uno degli ultimi progetti da lei portati a compimento. Abbiamo potuto constatare quanto profondo fosse il suo legame con il Festival, con ciò che esso ha rappresentato per Ca’ Foscari e, soprattutto, con le generazioni di studenti che vi hanno partecipato. Conservava una memoria vivissima delle sue quindici edizioni, delle persone coinvolte e degli incontri, delle opere e degli episodi che ne avevano segnato la storia. Da lei abbiamo imparato molto: per la profondità del suo rapporto con la conoscenza, lo studio e l’insegnamento, ma anche per la passione con cui sapeva trasformarli in esperienze condivise.”