Il Presidente del Cnr in visita all’Istituto di Scienze Polari, polo di ricerca e alta formazione in collaborazione con Ca’ Foscari
Ricerca interdisciplinare, infrastrutture avanzate e formazione delle nuove generazioni sono state al centro della visita del presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi, alla sede dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche ospitata nel Campus scientifico dell’Università Ca’ Foscari Venezia, in via Torino a Venezia-Mestre.
La giornata è stata aperta dai saluti della rettrice di Ca’ Foscari, Tiziana Lippiello, e del presidente del Cnr, insieme a Jacopo Greco, direttore generale del Cnr; Francesco Petracchini, direttore del Dipartimento Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, e a Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di scienze polari (Cnr-Isp). All’incontro ha partecipato anche Salvatore Orlando, direttore del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica di Ca’ Foscari.
Istituito il 1° giugno 2019, l’Istituto di scienze polari ha risposto all’esigenza di riunire e rendere maggiormente riconoscibili le competenze italiane attive nelle regioni polari e nelle altre aree remote del pianeta. L’Istituto opera come piattaforma scientifica nazionale per promuovere e coordinare programmi di ricerca, valorizzare le capacità del Cnr e rafforzare la partecipazione italiana alle reti internazionali, in un ambito caratterizzato da una forte interdisciplinarità tra scienze della vita, della Terra e del clima, scienze marine e atmosferiche e innovazione tecnologica.
Inoltre, la sua collocazione all’interno del Campus scientifico di Ca’ Foscari permette di integrare le competenze del Cnr con la ricerca, la didattica e le infrastrutture dell’Università. La compresenza dell’Istituto e del Dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica favorisce l’utilizzo condiviso di laboratori e strumentazioni analitiche e consolida a Venezia-Mestre un polo dedicato allo studio del sistema climatico, degli ambienti polari e delle trasformazioni globali.
«La rete dell’Istituto di scienze polari del Cnr, che si estende da Venezia a Messina, passando per Bologna e Montelibretti fino alle basi in Artico e Antartide, è la dimostrazione concreta di una ricerca di eccellenza, competitiva a livello internazionale, e della volontà da parte del Cnr di continuare a investire in un settore strategico per il Paese. In questo percorso è fondamentale la collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia. Ringrazio la Rettrice Tiziana Lippiello per l’accoglienza e per la conferma di un impegno condiviso che si traduce in progetti congiunti come il dottorato in scienze polari, la co-didattica e le opportunità di scambio per studentesse e studenti nei laboratori e nelle basi di ricerca del Cnr, fino alle attività con l’Istituto Cnr-Ismar e il National Biodiversity Future Center», ha dichiarato Andrea Lenzi, presidente del Cnr.
«L'incontro con il Presidente del Cnr Andrea Lenzi al Campus Scientifico di Ca' Foscari è stata l'occasione per consolidare la sinergia e la cooperazione scientifica fra le nostre istituzioni nel campo delle scienze polari; la collaborazione ha dato vita a un hub scientifico integrato che contribuisce ad affrontare la questione climatica, la sfida geopolitica, sociale ed economica più complessa e urgente del nostro tempo. Ca' Foscari porta in dote a questa missione una leadership internazionale consolidata. Siamo pionieri negli studi paleoclimatici, nell'analisi degli archivi naturali e nella chimica dei sistemi naturali. Insieme all’Istituto di scienze polari del Cnr competiamo ai massimi livelli sui grandi progetti di ricerca europei e internazionali. La transizione ecologica, il monitoraggio ambientale e la formazione delle nuove generazioni di scienziate e scienziati sono obiettivi scientifici comuni su cui continuare a lavorare, a partire dal Dottorato in Scienze Polari che si appresta a cominciare un nuovo anno accademico rinnovando la collaborazione con Cnr-Isp», ha dichiarato Tiziana Lippiello, rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
Nel corso dell’incontro, Giuliana Panieri ha presentato il ruolo di Venezia come nodo strategico della ricerca polare italiana e le prospettive di sviluppo della sede. La comunità scientifica dell’Istituto ha quindi illustrato alcuni dei principali filoni di attività condotti nel Campus e nelle aree polari, mettendo in evidenza il collegamento tra osservazioni sul campo, analisi di laboratorio, modellistica e ricostruzione dei cambiamenti climatici del passato.
Carlo Barbante ha presentato il dottorato in Scienze polari dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che rappresenta il principale percorso di formazione avanzata collegato alle attività dell’Istituto e costituisce uno degli elementi strutturali della collaborazione tra il Cnr e l’università. Il bando per l’iscrizione al 42° ciclo del Corso di Dottorato si è aperto in questi giorni. Oltre a Cnr-Isp, coinvolge l'Università degli Studi di Messina, l'Università degli Studi di Napoli Federico II, l'Istituto Nazionale di Astrofisica – INAF e l’Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara" (Cnr-Ifac). Il programma, interamente in lingua inglese e della durata di 3 anni, è articolato in 3 curricula: Biology and Human Impacts, Earth System Sciences, Astronomy, Astrophysics and Space Observations. Le borse bandite sono 16 di durata triennale, per un investimento complessivo superiore al milione di euro. La comunità dottorale può operare a contatto con gruppi di ricerca interdisciplinari, laboratori, infrastrutture e campagne sul campo, partecipando anche a progetti sostenuti dai programmi nazionali di ricerca in Artico e Antartide e dai programmi europei a cui le due istituzioni partecipano.
Il contributo del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica alla collaborazione scientifica e formativa è stato illustrato dal direttore Salvatore Orlando. Francesco Petracchini ha quindi delineato la visione del Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr per lo sviluppo delle scienze polari, richiamando il valore della cooperazione tra istituti, università e infrastrutture di ricerca.
La visita ha offerto l’occasione di presentare alcuni dei filoni di ricerca coordinati a Venezia. Renato Colucci ha presentato le ricerche sull’evoluzione dei ghiacciai e sulla quota della linea di equilibrio glaciale in Groenlandia, sulle Alpi e sulle Ande, comprese le ricostruzioni relative all’Ultimo massimo glaciale e all’Olocene. Federico Scoto ha illustrato le attività di monitoraggio chimico-fisico della criosfera svolte a Ny-Ålesund, nelle isole Svalbard. Rachele Lodi ha approfondito lo studio del permafrost, dei contaminanti negli ecosistemi terrestri artici e delle relazioni tra salute ambientale, animale e umana secondo l’approccio One Health. Fabiana Corami ha presentato l’approccio sviluppato per analizzare microplastiche e additivi plastici, mentre Elena Gregoris ha illustrato le ricerche sulle connessioni tra ambiente e salute, anche in contesti non polari.
La visita si è conclusa nei laboratori del Campus. La delegazione ha visitato la cella fredda e la camera bianca, utilizzate per la conservazione e l’analisi di campioni provenienti dagli ambienti polari; i laboratori dedicati allo studio dei metalli e alle attività dell’Istituto; e gli spazi per l’analisi dei contaminanti organici, delle microplastiche e degli additivi plastici.
L’incontro ha messo in evidenza un modello di collaborazione istituzionale che collega ricerca, formazione e innovazione tecnologica e contribuisce alla produzione delle conoscenze necessarie per comprendere i cambiamenti climatici, valutarne gli effetti e sostenere strategie efficaci di mitigazione e adattamento.