Protezione civile, piani digitali e sensori a basso costo per territori più resilienti
Prevenire i disastrosi impatti di eventi estremi legati ai cambiamenti climatici e meteorologici significa anche garantire un pronto e coordinato intervento di protezione civile, trasformando i piani di protezione civile in strumenti digitali aggiornabili, collegandoli ai dati raccolti sul territorio e rendendoli più facilmente consultabili dalla cittadinanza e dalle strutture operative. È il modello sperimentato da Digital Plan, progetto finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia che si è concluso il 31 agosto 2026 dopo 30 mesi di attività.
Il progetto ha coinvolto quattro partner italiani e quattro croati e ha utilizzato come aree pilota i comuni di Busso e Montagano in Molise, il Parco nazionale della Maiella in Abruzzo, il territorio comunale di Fermo nelle Marche, la contea di Zara, la municipalità di Dubrovnik e la regione spalatino-dalmata.
Il principale risultato è una piattaforma digitale che consente di consultare mappe, documenti, rischi e dati di monitoraggio trasmessi in tempo reale da sensori Internet of Things, IoT. Il personale autorizzato può inoltre aggiornare i piani, gestire i livelli cartografici, configurare soglie di attenzione e ricevere notifiche.
Dai documenti alle mappe digitali
La digitalizzazione trasforma informazioni come aree di rischio, edifici strategici, infrastrutture, vie di accesso e aree di attesa in livelli cartografici ricercabili, consultabili e aggiornabili.
Per le aree pilota italiane, Digital Plan ha seguito le Indicazioni operative approvate con il Decreto del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 265 del 29 gennaio 2024, che definiscono gli standard per la digitalizzazione e l’interoperabilità dei dati dei piani. La struttura italiana è stata utilizzata come riferimento anche nel lavoro con le municipalità croate, sperimentando un metodo comune tra le due sponde dell’Adriatico e adattabile a contesti amministrativi differenti.
L’Università Ca’ Foscari Venezia ha coordinato la digitalizzazione dei piani e contribuito alla definizione delle strutture dei dati e delle procedure comuni. Con l’Università di Spalato ha inoltre progettato la piattaforma IoT e il sistema di supporto alle decisioni.
«Digital Plan ha permesso di verificare sul campo come un piano di protezione civile possa diventare uno strumento dinamico, alimentato da dati aggiornati e utilizzabile sia nella preparazione sia durante un’emergenza», spiega Giovanni Antonio Salvatore, professore di Elettronica al Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi di Ca' Foscari. «Il risultato è un modello replicabile. Le amministrazioni possono partire dai piani esistenti, organizzare le informazioni secondo standard condivisi e ampliare nel tempo il sistema aggiungendo nuovi dati e nuovi sensori».
Tre sperimentazioni in Molise, Abruzzo e Marche
In Molise, nei comuni di Busso e Montagano, sono state installate due stazioni di monitoraggio ambientale che inviano dati alla piattaforma e permettono di testare soglie e notifiche in territori interni esposti a eventi meteorologici estremi.
Nel Parco nazionale della Maiella, la sperimentazione interessa Lama dei Peligni, Caramanico Terme e Pratola Peligna, con particolare attenzione a rischi come incendi, valanghe e frane.
A Fermo è stata realizzata una rete per il monitoraggio del rischio idrico e idrogeologico, con stazioni meteorologiche, sensori idrometrici sui corsi d’acqua e sensori di livello nei sottopassi più esposti agli allagamenti. Il superamento delle soglie genera notifiche sulla piattaforma e, in alcuni punti, può attivare dispositivi luminosi a supporto della sicurezza della circolazione.
Una rete complementare al monitoraggio esistente
I sensori a basso costo installati da Digital Plan integrano le stazioni ambientali e meteorologiche già operative, aumentando la densità delle osservazioni e consentendo di seguire fenomeni molto localizzati. I dati acquistano ulteriore valore grazie all’integrazione con le mappe dei rischi e con gli altri contenuti dei piani, a disposizione sia del pubblico sia delle strutture operative.
Competenze che restano nei territori
Digital Plan ha formato referenti locali in grado di utilizzare la piattaforma, aggiornare piani e mappe, interpretare i dati, impostare soglie di monitoraggio e integrare nuovi sensori. Le amministrazioni coinvolte potranno così proseguire l’aggiornamento del sistema anche dopo la conclusione del progetto. La piattaforma è inoltre predisposta per accogliere altri piani di protezione civile e nuove stazioni di monitoraggio.
IL PROGETTO
Digital Plan (Civil Protection Plan Digitalization through Internet of Things Decision Support System based Platform) è finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027. Ha una durata di 30 mesi, dal 1° marzo 2024 al 31 agosto 2026, e un budget complessivo di 2.665.725,35 euro.
Il progetto è coordinato dal GAL Molise verso il 2000. I partner sono l’Agenzia per lo sviluppo rurale della Contea di Zara – AGRRA, il Parco nazionale della Maiella, l’Università Ca’ Foscari Venezia, la Città di Dubrovnik, RERA SD – Agenzia per il coordinamento e lo sviluppo della Regione spalatino-dalmata, l’Università di Spalato e il Comune di Fermo.
La piattaforma pubblica è consultabile all’indirizzo digitalplan.cloud/plans-showcase