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Giulia, prima laureata a Venezia in Ancient Civilizations for the Contemporary World: «Ho imparato a guardare il mondo da prospettive diverse»

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«Volevo studiare storia e arte fin da bambina». È da una passione coltivata nel tempo che è iniziato il percorso universitario di Giulia Canevese, prima studentessa a laurearsi a Venezia in Ancient Civilizations for the Contemporary World, il corso di laurea triennale interateneo realizzato da Università Ca’ Foscari Venezia e Università degli Studi di Milano.

A suggerirle di guardare all'offerta formativa di Ca’ Foscari è stata la sorella, che ha notato il corso e l'ha convinta a provare il test di ammissione. Una scelta che si è rivelata l'occasione per esplorare mondi e discipline che inizialmente non immaginava di incontrare, tra cui la letteratura indiana, a cui ha dedicato la tesi di laurea. «Sono grata di aver fatto questa scelta perché ho conosciuto moltissime cose nuove che mi hanno colpito e interessato profondamente, per esempio, come certe idee rimangano nel tempo e possano insegnarci così tanto anche a distanza di secoli. In questi tre anni ho capito quanto sia importante mettere in dialogo discipline, fonti e culture differenti».

È proprio questo dialogo tra passato e presente uno degli aspetti che caratterizzano il corso: studiare le civiltà antiche non soltanto per ricostruirne la storia, ma per comprenderne le culture, le relazioni e le eredità che ancora contribuiscono a dare forma al mondo contemporaneo.

Due università, molte prospettive

Nato dalla collaborazione tra Ca’ Foscari e Università degli Studi di Milano, Ancient Civilizations for the Contemporary World propone un percorso interdisciplinare dedicato alle civiltà del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell'Asia meridionale e orientale. Storia, archeologia, antropologia, religioni, filosofia, arte e studio delle fonti concorrono a costruire uno sguardo comparativo, attento agli incontri e agli scambi tra culture. Le lezioni si svolgono interamente in inglese e in modalità blended, mettendo in relazione le due sedi universitarie.

Per Giulia, la dimensione interateneo è stata soprattutto un'occasione di confronto. «L'unione delle due università ha creato un dialogo molto ampio tra esperienze, approcci e prospettive differenti, permettendoci di confrontarci non solo dal punto di vista accademico, ma anche personale, con studenti e studentesse provenienti da percorsi e contesti diversi».

Anche l'inglese è diventato uno strumento da approfondire e utilizzare quotidianamente, soprattutto nella comunicazione e nello studio in ambito accademico.

La sua esperienza ha avuto anche momenti di incontro diretto con le testimonianze materiali del passato. Tra quelli che ricorda con maggiore entusiasmo c'è la visita agli archivi del MUDEC di Milano, il Museo delle Culture, organizzata insieme alle docenti di Cultural Anthropology. «Sono rimasta affascinata dalla possibilità di osservare reperti così da vicino e di entrare in contatto diretto con testimonianze materiali di culture diverse. È stato particolarmente bello poter vedere concretamente ciò che spesso studiamo attraverso libri, immagini e lezioni».

Il passato per comprendere il presente

La capacità di mettere in relazione prospettive diverse è uno degli obiettivi formativi centrali del corso. Come spiega il professor Bishara Ebeid, referente del corso di laurea per Ca’ Foscari, il valore del progetto nasce dalla collaborazione tra due atenei che mettono in comune competenze scientifiche e tradizioni di ricerca differenti e complementari.

«Il suo principale punto di forza è l'interdisciplinarietà, che permette di studiare le civiltà antiche da molteplici prospettive: storica, culturale, antropologica, archeologica, religiosa, filosofica e artistica». Un'offerta che attraversa aree geografiche e tradizioni molto diverse, dalle civiltà greca e romana a quelle dell'India, della Cina e del Giappone, fino alla Mesopotamia e all'Egitto antico.

Ma la peculiarità del percorso, sottolinea Ebeid, è soprattutto il modo in cui propone di avvicinarsi a queste conoscenze: «Il corso non insegna soltanto che cosa sappiamo delle civiltà antiche, ma anche perché questa conoscenza sia fondamentale per comprendere il mondo contemporaneo. Studiare le civiltà antiche significa infatti imparare a riconoscere la complessità del presente, comprendendo che le culture non sono mai state realtà statiche o isolate, ma si sono formate e trasformate attraverso incontri, scambi, contaminazioni e relazioni reciproche».

Un'impostazione che Giulia sente di aver fatto propria e che considera una delle acquisizioni più importanti dei suoi anni universitari. «Studiare culture e civiltà diverse mi ha permesso di comprendere quanto i nostri valori e le nostre prospettive siano legati al contesto culturale in cui viviamo. Penso che sia un insegnamento particolarmente importante anche oggi, perché ci aiuta ad affrontare il confronto tra culture con maggiore apertura, curiosità e consapevolezza, imparando a comprendere ciò che è diverso da noi prima di giudicarlo».

Nella foto il prof. Antonio Rigopoulos, presidente della commissione, il prof. Emiliano Bronislaw Fiori, il prof. Bishara Ebeid e Giulia Canevese; sullo sfondo la commissione e i laureati e laureate in collegamento da Milano, dopo la proclamazione

Un primo traguardo, nuove prospettive

La laurea di Giulia rappresenta anche un momento importante per il corso, di recente attivazione. È la prima studentessa a conseguire il titolo nella sede veneziana, mentre la collaborazione tra i due atenei ha portato alla discussione delle tesi anche nella sede milanese.

«È un momento di grande gioia e soddisfazione per tutti noi a Venezia», commenta Ebeid. «Questo risultato ripaga gli sforzi compiuti da tutti coloro che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo del corso e ci incoraggia a proseguire con entusiasmo nel nostro progetto formativo. È anche una conferma concreta del valore di questa collaborazione interateneo e delle opportunità che siamo riusciti a offrire ai nostri studenti e studentesse».

Il docente ricorda anche il percorso di Giulia, che ha seguito come referente e come insegnante: «Ho apprezzato particolarmente la sua curiosità intellettuale, la partecipazione attiva e la capacità di porre domande pertinenti e stimolanti, che spesso hanno arricchito il confronto in aula. Ha inoltre saputo costruire il proprio percorso di studi con consapevolezza, seguendo le proprie passioni e i propri interessi nella scelta degli insegnamenti».

Le competenze acquisite possono aprire diverse strade: dalla prosecuzione degli studi in ambito umanistico e del patrimonio culturale alle attività di ricerca, comunicazione e divulgazione, fino alla valorizzazione di musei, collezioni e istituzioni culturali.

Giulia, intanto, sta ancora prendendo confidenza con l'idea di aver concluso questa esperienza. A chi sta pensando di iscriversi al corso lascia un consiglio semplice, che restituisce bene il senso della sua esperienza: «Affrontarlo con una mente aperta, senza avere paura di esplorare anche argomenti lontani dalle proprie conoscenze iniziali. E soprattutto, godersi il percorso, cogliendo tutte le opportunità di confronto e di crescita che offre».

Sara Moscatelli