La ricerca va in scena con l'anteprima teatrale del progetto TeaMed, Teatro e Medicina
Sabato 14 novembre 2026 alle ore 18.00, in Sala S. Domenico, alla Scuola Grande di S. Marco andrà in scena l’anteprima teatrale " Macbeth_vivevamo felici durante la guerra " di Compagnia Biancofango, in collaborazione con il Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Scuola Grande di San Marco e della Sanità e Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, esito di public engagement, del progetto nazionale PRIN "Teatro e Medicina", incentrato sulla relazione tra medicina, cura e performance.
Si tratta di un evento-esperimento culturale che è l’output di una ricerca innovativa e partecipata promossa e sostenuta, attraverso uno dei suoi dipartimenti (DSLCC), dall’Università Ca’ Foscari Venezia, che si avvale, della collaborazione con talune tra le più rappresentative istituzioni della Città e del territorio e che rappresenta un esempio di restituzione sociale e inclusiva della ricerca dell’ateneo nel territorio.
Lo spettacolo è l’esito di public engagement, cofinanziato dall’Ateneo, del progetto PRIN Teatro e Medicina diretto dal prof. Massimo Stella del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia, in partnership con il Dipartimento di Lettere e Filosofia e di Medicina sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze.
L’anteprima dello spettacolo è il frutto della collaborazione con due prestigiose istituzioni veneziane, la Fondazione Museo della Scuola Grande di San Marco e della Sanità e il Conservatorio Benedetto Marcello. La prima ha messo a disposizione gli spazi di uno degli ospedali storici italiani più noti e ricchi di patrimonio librario e artistico, uno spazio in cui la medicina incontra la storia, l’arte e la memoria culturale di Venezia. Il fatto che l’anteprima dello spettacolo abbia luogo in questo contesto, è una caratteristica saliente di questo evento. Il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia ha invece offerto il pianoforte al quale i monologhi di Macbeth saranno eseguiti e fraseggiati, testimonianza di una collaborazione tra le arti che costituisce da sempre una caratteristica distintiva dello scenario culturale veneziano.
Altra Istituzione coinvolta nel progetto, cruciale per e nel territorio, è la Fondazione Cassamarca, presieduta dal Prof. Luigi Garofalo, che garantisce una ripresa a Treviso, al neo-inaugurato Teatro Eden.
La compagnia teatrale cui è affidata la performance e la messa in scena dell’anteprima è Biancofango di Francesca Macrì e Andrea Trapani, una delle compagnie di teatro contemporaneo performativo più note non solo in Italia e certamente di indubbio rango nazionale.
IL CONTESTO DI RICERCA
La medicina contemporanea, a partire dagli Anni Settanta, e sempre più in crescendo fino ai nostri giorni, si è aperta alle ‘scienze umane’ e ‘ai saperi umanistici’ nella consapevolezza che la sua missione non può esaurirsi nella cura chirurgica e/o farmacologica di una patologia organica. La medicina contemporanea sa, finalmente, che la Cura, nel senso alto e pieno del termine, è presa in carico della Persona e dialogo con la Persona. Ed è insieme a questa nuova consapevolezza che sono nate le Medical Humanities e le Health Humanities, la cosiddetta Medicina Narrativa, quel campo di studi, cioè, che prevede di tornare a interrogare le arti e le letterature sul filo di un’attenzione specifica ai temi, ai saperi e alle pratiche della medicina; e la collaborazione, con intenti inclusivi e sociali, tra medici e umanisti nell’esercizio della clinica e nella conduzione del percorso terapeutico, dentro le strutture sanitarie e fuori di esse, nelle università, nelle istituzioni culturali come nei più diversi luoghi di cultura.
IL PROGETTO DI RICERCA
Il progetto di ricerca indaga i proficui rapporti che si sono instaurati, tra il XVII e il XIX secolo, tra la drammaturgia francese e inglese e la medicina. Di natura intrinsecamente multidisciplinare, si inserisce nel campo della Storia del teatro e dello spettacolo, della Storia della Medicina e delle Medical Humanities. L’obiettivo è tentare di colmare il parziale vuoto storico-critico nell’ambito della Storia del Teatro e dello Spettacolo su questo argomento; di concorrere al progresso delle conoscenze nell’ambito della Storia della Medicina, tramite lo studio della terminologia adottata nelle pièces teatrali e l’analisi dei dibattiti intorno a questioni mediche; di mettere a disposizione materiale per lo più raro o ancora poco noto utile in ambito didattico per la formazione dei giovani medici e del personale sanitario.
LA SITUAZIONE SCENICA
La situazione scenica che Shakespeare ha delineato con Macbeth e da cui si è preso l’abbrivio per la ricreazione è questa: due medici sul palco. Uno, il medico della corte scozzese, chiamato a curare la psiche inferma della protagonista, Lady Macbeth; l’altro, il medico della corte inglese, che descrive il popolo sofferente degli scrofolosi: insomma, la malattia della psiche e la malattia del corpo giustapposte, a rappresentare i due lati del problema umano. E i due medici hanno ciascuno un proprio alter ego che esercita la medicina magica: il medico scozzese le veggenti curanderas, le cosiddette ‘streghe’; il medico inglese il re-santo taumaturgo che risana dalle scrofole col solo tocco e la preghiera. Entrambi i medici dichiarano, in diverso modo, che questi mali, quello psichico di Lady Macbeth, quello organico degli scrofolosi, vanno al di là delle loro capacità di guarire. Macbeth e la sua Lady sono corpi viventi profondamente ammalati dal loro stesso modo di stare nella vita. E’ qui che la medicina si rivela come scienza umana: studio, conoscenza e cura del nostro essere ‘incarnazione’.
LA COMPAGNIA
La collaborazione con Compagnia Biancofango, di Francesca Macrì e Andrea Trapani, cui è affidata la performance dell’anteprima, risponde a una precisa esigenza metodologica del progetto: incarnare la riflessione teorica sul dialogo tra sapere medico e saperi umanistici in un’opera-esperimento propriamente teatrale centrata sull’Embodiment e, quindi, sul rapporto tra parola, corpo e segno-gesto. Biancofango, che ha posto questo rapporto al centro della sua identità artistica, agisce una pratica scenica nella quale il lavoro del corpo attoriale concorre alla costruzione di un linguaggio performativo capace di interrogare ogni aspetto della condizione umana, tra cui, la malattia. In Macbeth_vivevamo felici durante la guerra, la partitura gestuale – quasi una danza di movimenti e segni – affianca una nuova traduzione di Massimo Stella e la drammaturgia di Francesca Macrì e Andrea Trapani, traduzione e drammaturgia pensate a illuminare gli aspetti più marcatamente corporei del testo shakespeariano d’origine e a esplorarne le possibilità espressive, dando alla sofferenza il corpo dell’esperienza incarnata.
MACBETH_ vivevamo felici durante la guerra
da William Shakespeare
traduzione Massimo Stella
drammaturgia Francesca Macrì e Andrea Trapani
drammaturgia musicale Andrea Trapani
regia, scena e costumi Francesca Macrì
con Irma Ticozzelli e Andrea Trapani
aiuto regia Oscar Sfondi
luci Massimiliano Chinelli e Federico Gilardi
direzione tecnica Massimiliano Chinelli
organizzazione Emanuela Rea
produzione Biancofango Ets
in collaborazione con Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati, Scuola Grande di San Marco – Fondazione Scuola Grande di S. Marco e della Sanità, e Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia
Si prega di confermare la propria presenza, con un massimo di un accompagnatore, entro e non oltre il 7 novembre 2026 alle ore 18.00 scrivendo a prenotazione.printeamed2022@gmail.com (indicando i nominativi di entrambe le persone).