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Religioni del Sud-est asiatico: in aula con i monaci buddhisti thai

Nell’anno accademico 2019/20 Ca’ Foscari ha inaugurato il nuovo curriculum Sud-Est Asiatico all’interno del corso di Laurea triennale in Lingue, culture e società dell’Asia e dell’Africa mediterranea (DSAAM) per conoscere la lingua, la geopolitica, la storia, la cultura e la letteratura di una regione emergente nell’economia mondiale e al contempo ancorata alle sue radici culturali.

Parte dell’offerta del nuovo curriculum è il corso “Religioni del Sud-Est Asiatico contemporaneo” tenuto dal prof. Edoardo Siani. All’interno di tale insegnamento, lo scorso 4 novembre nell’androne di Palazzo Vendramin è stato organizzato un incontro con due monaci buddhisti provenienti dalla tradizione thailandese. Ritenuta la più antica scuola buddhista tra quelle tuttora esistenti e diffusa principalmente in Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Birmania e Laos, questa fa riferimento all’insegnamento di Siddhārtha Gautama (il Buddha storico).

L’incontro “Meet the Buddhist monks of Thailand's forest tradition”, organizzato con il prezioso aiuto dalla prof.ssa Sara Bellettato, insegnante di lingua thai, è iniziato con l’offerta formale di cibo ai due ospiti: una pratica diffusa nel Sud Est Asiatico buddhista, dove le persone comuni contribuiscono al sostentamento dei monaci, ai quali la disciplina monastica impedisce la compravendita di alimenti. Gli studenti e le studentesse di Ca’ Foscari hanno replicato tale esperienza, supportati da alcuni membri della comunità thailandese italiana. Ciascun partecipante ha versato un cucchiaio di riso nella ciotola dei monaci, che hanno infine ricambiato con un canto di ringraziamento. Il riso, accompagnato da pietanze tipiche della cucina thailandese, è stato poi ridistribuito e assaggiato dai presenti. In aula, i cafoscarini hanno quindi dialogato con i monaci, ponendo loro domande di carattere antropologico e dottrinale e ascoltando la testimonianza di cosa abbia spinto i due ospiti distanti per origine e cultura, entrambi provenienti dal monastero Santacittarama situato in provincia di Rieti, a imboccare la via del monachesimo.

Il monaco thailandese Ajahn Ko Suwacho ha preso i voti dopo la morte di un amico, mentre il novizio italo-olandese Anagarika Luca ha narrato di come il suo iniziale interesse nei confronti del buddhismo lo abbia portato a intraprendere il percorso di postulante dopo il conseguimento della laurea in neurobiologia. I monaci hanno inoltre illustrato la loro routine quotidiana, ponendo l’accento sulle difficoltà riscontrate nell’adattamento alla vita monastica

Il prof. Siani illustra il valore di questa iniziativa, innovativa nel panorama didattico italiano, spiegando che “lo scopo di questo corso è fornire agli studenti gli strumenti per approcciarsi allo studio della religiosità nel Sud-Est Asiatico contemporaneo. A tal fine, l’incontro con i due monaci offre la possibilità di sviluppare una conoscenza esperienziale delle tematiche affrontate in aula. L’offerta di cibo, per quanto straordinaria nel contesto veneziano, rappresenta l’opportunità di osservare e partecipare a una pratica ordinaria per moltissime persone nella regione. In aggiunta, il dialogo permette agli studenti di avvicinarsi alla prospettiva dottrinale e alla storia umana degli ospiti, accorciando la distanza con le realtà religiose di cui parliamo in classe.”

L’iniziativa è stata accolta con estremo entusiasmo; per tale ragione i docenti del dipartimento si ripromettono di organizzare incontri simili allo scopo di permettere un maggiore approfondimento delle radici culturali e delle tradizioni del Sud-Est Asiatico.

Foto di Boonchan Chanloung

Federica Biscardi