Valentina Wang: ‘scopro la Cina studiando Confucio’

Può sembrare un po’ strano che una ragazza di 19 anni che di cognome si chiama Wang scelga di studiare all’università proprio la lingua e la cultura cinese. Invece questa è stata la scelta di Valentina (Wang) che da Badia Polesine, dove è nata e cresciuta e dove ha frequentato la scuola fino al diploma di Liceo scientifico, si è trasferita a Venezia per iscriversi a Ca’ Foscari, corso di laurea in Lingue, Culture e Società dell’Asia e dell’Africa Mediterranea, curriculum Cina. “Volevo riscoprire la parte cinese di me – ci ha raccontato. - Ho solo amici italiani e le uniche persone con cui parlo cinese sono i miei genitori”.

Come molti altri millennial di tutto il mondo, Valentina ha capito che la Cina è una potenza economica in crescita vorticosa e non ‘riscoprire quella parte di sé’ sarebbe stata davvero un’occasione sprecata per il suo futuro.

Se si esclude una breve parentesi quando era piccola, della quale ricorda poco, Valentina è stata in Cina solo una volta, in occasione del funerale del nonno. A Ca’ Foscari impara la storia e la cultura di questo Pese così economicamente forte e così culturalmente diverso dall’Italia. “Conoscere la cultura cinese è fondamentale, per chi come me immagina un futuro nelle relazioni con quel Paese. Io ho capito alcuni dei valori più radicati nella cultura cinese solo studiando Confucio all’Università”.

E’ stata lei che qualche giorno fa ha denunciato con un post dettagliato sulla pagina Facebook un’aggressione razzista che ha subito in treno da parte di alcuni giovani. La sua denuncia è stata virale e ha ottenuto enorme solidarietà, anche dalle istituzioni.

Oggi Valentina Wang ha incontrato nel rettorato dell’Università Ca’ Foscari la Prorettrice vicaria, Tiziana Lippiello, il Direttore Generale, Antonio Marcato e la Dirigente della didattica e dei servizi agli studenti, Francesca Magni, che hanno espresso alla giovane tutto il supporto dell’Ateneo, anche nel fare in modo che tali episodi non si ripetano, attraverso l’educazione e la sensibilizzazione all’apertura e alla tolleranza.

E anche se – evidentemente - il problema del razzismo non è ancora estinto, rispetto alla tolleranza degli italiani Valentina è piuttosto ottimista. “In questi anni l’Italia ha fatto grandi passi in avanti – ci spiega. -Quando ero piccola mi capitava di essere presa in giro ma probabilmente perché si era meno abituati ad una società multiculturale. Ho però sentito la necessità di raccontare l’episodio che mi è capitato perché alcuni atteggiamenti non si devono sottovalutare. Io so che l’Italia non è tutta così, ma si può migliorare. Come? Con l’educazione”.

Le chiediamo del futuro: Italia, Cina o altrove? “Io me lo immagino in Italia. Vorrei continuare gli studi con la Magistrale e specializzarmi nel campo economico e giuridico. Mi piacerebbe lavorare in ambito aziendale, negli scambi commerciali tra Italia e Cina. Mi sento decisamente italiana, ma c'è un modo di dire tra i miei coetanei cinesi di seconda generazione che spiega bene la nostra condizione: ci sentiamo come le banane, gialli fuori e bianchi dentro”.

Federica SCOTELLARO