La fiction che non si vede - Dieci

Dieci piccoli racconti morali, dieci storie che si sfiorano e si intrecciano all'interno della stessa automobile con l'essenzialità di uno stile sobrio ed asciutto, che si affida solo a due leggerissime macchine da presa digitali, ad inquadrare ora la donna alla guida dell'auto ora i suoi passeggeri. Attraverso l'alternanza dei P.P. dei diversi interlocutori Kiârostami penetra nella vita dei suoi personaggi e ci offre un saggio della loro condizione e dei loro problemi.

Abc Africa

Ancora una volta per Kiârostami lo sguardo del cinema si fa strumento di conoscenza. ABC Africa, primo film in digitale del regista iraniano, è qualcosa di più di un documentario girato in Uganda in un centro dell'UWESO (Uganda Women's Effort to Save Orphans), ma un viaggio tra la morte e il dolore che non rinuncia a catturare i segni rivelatori della vita e della voglia di continuare a vivere.

Ten– Dieci sequenze per raccontare la donna iraniana

Kiârostami, in Ten, non si interessa più del rapporto tra l'uomo e la natura, come nei precedenti film, ma tra l'uomo e la cultura, in particolare tra l'uomo e la donna, raccontando di come la condizione femminile dipenda sempre e comunque dalle esigenze e dalle pretese maschili. Il tutto senza che la mdp mostri mai un uomo sulla scena

 

 

 

 

Zendan-e Zanam: La prigione delle donne

La stessa idea di partenza di Dâyere (Il cerchio) di Ja‘far Panâhi (la prigione come microcosmo della società e in particolare della condizione della donna), ma un modo diverso di rappresentarla. Ecco Zendân-e zanân (La prigione delle donne) di Manije Hekmat.

Cinema Islamico

Il panorama dei registi è variegato: da una parte emerge un gruppo di formazione "islamica", dall'altra vengono recuperati i cineasti dell'epoca dello Shâh. Proprio questi ultimi porteranno avanti la trasformazione del cinema post-rivoluzionario, adattandosi alla nuova realtà.