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Addio a Carlo Ginzburg, storico e saggista "esempio altissimo di intelligenza critica, responsabilità e libertà intellettuale"

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Carlo Ginzburg a Ca' Foscari nel 2022

Si è spento all'età di 87 anni lo storico e saggista Carlo Ginzburg, una delle figure più rilevanti e originali del panorama storiografico internazionale.

Negli anni, Ginzburg è stato ospite di Ca’ Foscari in più occasioni, offrendo contributi fondamentali a diverse iniziative dell'ateneo. Nel 2017 ha preso parte all'edizione di Classici Contro, per poi partecipare al ciclo “Lezioni veneziane” organizzato dal Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali. Nel 2022 è stato tra i protagonisti del festival letterario internazionale Incroci di Civiltà, dove ha dialogato con l’artista e fotografa Lena Herzog. Più recentemente, il 21 febbraio 2025, ha partecipato all'incontro "Carlo Ginzburg, Una historia sin final", un dialogo con l'autore curato dal Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati e dall’Archivio Scritture Scrittrici Migranti. La sua ultima presenza attiva a Ca' Foscari risale ad appena qualche mese fa, in occasione dell'evento "Stile. Dialogo tra Carlo Ginzburg e Franco Moretti" tenutosi lo scorso 24 marzo e promosso dal Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali.

Proprio quest'ultimo incontro è stato organizzato dal professor Stefano Ercolino, docente di Critica letteraria e letterature comparate, che ricorda lo storico così: “Carlo Ginzburg è stato uno di quegli studiosi che hanno trasformato non solo la pratica della ricerca storica, ma l’idea stessa dell’indagine umanistica. Nei suoi libri, il rigore dell’analisi delle fonti si univa a una straordinaria immaginazione interpretativa: la capacità di leggere le tracce, interrogare i dettagli, attraversare storia, antropologia, letteratura, storia dell’arte e cultura visuale senza mai perdere il contatto con le domande fondamentali. Nella sua scrittura come nel suo modo di discutere colpiva soprattutto una volontà tenacissima di capire. Per chiunque lavori nelle discipline umanistiche, resta un esempio altissimo di intelligenza critica, responsabilità e libertà intellettuale.”

Le parole del professor Simon Levis Sullam, docente di Storia contemporanea:  “Ginzburg è stato un maestro degli studi storici nella seconda metà del XX secolo, creatore con il nostro professore emerito Giovanni Levi dell’approccio della microstoria. E’ stata anche un’irrinunciabile coscienza civile per il Paese e uno studioso di statura europea e mondiale. Ha saputo connettere come nessuno mondi, discipline, epoche storiche.”

Figlio dell'intellettuale antifascista ebreo Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Levi, Carlo Ginzburg si è formato all'Università di Pisa, alla Scuola Normale e al Warburg Institute di Londra. Ha poi insegnato storia moderna all'Università di Bologna. La sua carriera si è estesa anche negli Stati Uniti presso gli atenei di Harvard, Yale, Princeton (con una borsa Fulbright) e alla UCLA, dove ha ottenuto cattedra di Storia del Rinascimento italiano, per poi insegnare alla Normale di Pisa dal 2006 al 2010.

Studioso delle credenze popolari e degli atteggiamenti religiosi all'esordio dell'età moderna, si è distinto nella storia delle mentalità conducendo ricerche su figure apparentemente marginali. Tra le sue opere principali figurano I Benandanti (1966), incentrato sulla dialettica tra inquisitori e un antico culto agrario friulano, e Il formaggio e i vermi (1976), focalizzato sulle sorprendenti e autonome inclinazioni culturali del mugnaio Menocchio. Ha inoltre firmato il saggio Folklore, magia, religione per la Storia d'Italia di Einaudi e ha diretto, negli anni Ottanta, la collana "Microstorie" insieme a Giovanni Levi.