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Dai rifiuti organici a nuovi materiali bio-based: Ca’ Foscari nel progetto europeo SOWISE+

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Trasformare la frazione organica dei rifiuti urbani in nuovi materiali bio-based, sicuri e sostenibili lungo tutto il loro ciclo di vita. È l’obiettivo di SOWISE+ (Solid Organic Waste Into Sustainable End-products), progetto europeo coordinato da Contarina, società di gestione dei servizi ambientali in provincia di Treviso, che coinvolge 25 partner di nove Paesi e avrà una durata di cinque anni.

Il progetto è cofinanziato dalla Circular Bio-based Europe Joint Undertaking, partenariato tra l’Unione europea e il consorzio delle industrie bio-based, e prevede un importo totale di progetto di circa 25 milioni di euro.

L’Università Ca’ Foscari Venezia, attraverso il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, e la Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia parteciperanno allo sviluppo, dalle fasi di progettazione al pieno esercizio, della bioraffineria dimostrativa che sarà realizzata nell’impianto di Contarina a Trevignano, in provincia di Treviso.

L’impianto utilizzerà la frazione organica dei rifiuti urbani per produrre PHBV via sintesi microbica in coltura mista (MMC, Mixed Microbial Cells), un polimero di origine biologica e totalmente biodegradabile. Il materiale potrà essere impiegato in diversi ambiti, tra cui imballaggi compostabili, stampa 3D, agricoltura, edilizia e applicazioni biomedicali.
La bioraffineria integrerà anche una seconda linea di valorizzazione, dedicata al recupero della cellulosa da pannolini, assorbenti e altri prodotti igienici usati. Questo materiale potrà essere reimpiegato nella produzione di nuovi prodotti bio-based.
 

Da sinistra: Mauro Majone (Sapienza), Paolo Pavan (Ca' Foscari), Petra Scanferla e Lisa Pizzol (Fondazione Ca' Foscari), Arianna Livieri e Elena Semenzin (Ca' Foscari), Michela Guerra (Fondazione Ca' Foscari), Marco Mattiello (Contarina, coordinatore del progetto)

Dalla ricerca alla scala industriale

SOWISE+ porterà alla scala industriale tecnologie sviluppate attraverso precedenti attività di ricerca universitaria. Ca’ Foscari, co-proprietaria e sviluppatrice del brevetto alla base della tecnologia applicata con l’Università di Roma “ La Sapienza” e l’Università di Verona, è l’unica componente accademica della cordata. 

«SOWISE+ realizzerà nel Trevigiano il primo impianto europeo che applica su scala industriale questo approccio alla valorizzazione del rifiuto organico - spiega Paolo Pavan, professore del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica (DAIS) e responsabile scientifico del progetto per Ca’ Foscari. - Il progetto permette di trasferire nella pratica industriale conoscenze e tecnologie sviluppate dalla ricerca, integrandole con un sistema già operativo per il trattamento dei rifiuti organici e la produzione di biometano».

Il contributo di Ca’ Foscari comprende l’assistenza alla progettazione, alla realizzazione, all’avviamento e all’esercizio dell’impianto dimostrativo, oltre alla realizzazione e gestione  dell’impianto pilota previsto in parallelo per l’ottimizzazione delle condizioni operative da utilizzare poi in piena scala. La Fondazione Università Ca’ Foscari affiancherà il DAIS in diverse attività a partire da un supporto alla progettazione, fino alle fasi di valutazione delle prestazioni e di analisi della sostenibilità di questa innovativa soluzione tecnica.

Un ulteriore ambito di attività riguarda la predisposizione della documentazione tecnica necessaria per le autorizzazioni e per il riconoscimento dell’End of Waste, la procedura che stabilisce quando un materiale recuperato cessa di essere classificato come rifiuto e può essere reimmesso nel ciclo produttivo.

Prodotti sicuri e sostenibili fin dalla progettazione

Ca’ Foscari coordina inoltre l’applicazione del framework Safe and Sustainable by Design (SSbD), raccomandato dalla Commissione europea per orientare lo sviluppo di sostanze chimiche e materiali sicuri e sostenibili fin dalle prime fasi della progettazione. Il framework consentirà di valutare i prodotti sviluppati da SOWISE+ considerando insieme la sicurezza per la salute umana e per l’ambiente, gli impatti ambientali e le ricadute socio-economiche lungo l’intero ciclo di vita: dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, dall’utilizzo al fine vita. L’approccio permetterà di individuare precocemente eventuali criticità e di orientare le scelte tecnologiche verso le soluzioni con le migliori prestazioni complessive. L’obiettivo è garantire che l’innovazione sviluppata dal progetto risponda ai criteri europei di circolarità, sicurezza e sostenibilità.

Una bioraffineria integrata nel territorio

La bioraffineria sarà inserita nel sistema impiantistico di Contarina e utilizzerà rifiuto organico proveniente dalla raccolta differenziata locale. Il processo sarà integrato con la produzione di biometano già attiva nell’impianto, valorizzando ulteriormente la stessa materia prima.

SOWISE+ valuterà anche la replicabilità del modello in altre regioni europee. Il progetto coinvolgerà imprese, amministrazioni, operatori della gestione dei rifiuti, comunità locali e soggetti responsabili delle politiche pubbliche, con l’obiettivo di favorire l’adozione delle tecnologie e la diffusione di nuove filiere circolari basate sulle risorse presenti nei territori.

Enrico Costa