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A Ca’ Foscari la conclusione del Campus Arabo Mediterraneo: studiando l’ambiente si rafforza l’identità mediterranea

La rettrice Tiziana Lippiello e la prorettrice Chiara Saccon con studenti e studentesse del CAM

Dal 27 al 30 luglio 2026, l’Ateneo ha accolto 27 studenti e studentesse provenienti da vari paesi di Medio Oriente e Nord Africa per un percorso formativo d’eccellenza nell’ambito del Campus Arabo-Mediterraneo (CAM). Questa iniziativa, finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, è coordinata dall’Università Luiss Guido Carli di Roma e comprende anche altri 11 atenei italiani, tra cui Ca’ Foscari, e numerose università situate in 18 Paesi della regione MENA (Middle East and North Africa).

Il progetto intende rafforzare i legami accademici e scientifici tra l’Italia e i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa attraverso la realizzazione di un programma Honor rivolto a studenti e studentesse iscritti alle università della regione MENA. Grazie ad una didattica integrata che combina lezioni online e attività in presenza, CAM propone un’esperienza educativa multidisciplinare pensata per affrontare le sfide globali e locali del Mediterraneo.

Questa seconda edizione del programma Honor, intitolata Mediterranean Futures: Addressing Global Challenges, è stata organizzata da Luiss e Ca’ Foscari nei settori chiave della diplomazia e della sostenibilità ambientale. Dopo la prima settimana intensiva trascorsa presso la Luiss di Roma e dedicata a Business entrepreneurship and legal-political development, il programma si è trasferito nell’Ateneo veneziano focalizzandosi sul tema Environmental Protection Challenges in the Mediterranean: present and future perspectives.

Studenti e studentesse, all’ultimo anno del loro percorso di laurea triennale e selezionati in base al merito e alla motivazione, provenivano da prestigiosi atenei della regione MENA: King Abdulaziz University in Arabia Saudita, Alexandria University in Egitto, Khalifa University negli Emirati Arabi Uniti, American University of Beirut in Libano, Libyan International University e University of Benghazi in Libia, Université Mohammed VI Polytechnique in Marocco, An-Najah National University e Birzeit University in Palestina, Damascus University in Siria, Tunis Business School in Tunisia e Bahçeşehir University in Turchia.

L’organizzazione e la supervisione scientifica per l’Università Ca’ Foscari sono state curate dalla Prorettrice alle Relazioni internazionali e cooperazione internazionale, Chiara Saccon che ha commentato: “Ospitare a Ca' Foscari gli studenti e le studentesse del Campus Arabo Mediterraneo è stata un'esperienza di grande valore accademico e umano. Attraverso le competenze scientifiche dei nostri docenti sui temi della tutela dell'ambiente mediterraneo, della biodiversità e della sostenibilità, abbiamo voluto offrire un contributo qualificato alla formazione di giovani provenienti da dieci Paesi dell'area MENA. Al tempo stesso, queste giornate hanno rappresentato una straordinaria occasione di dialogo interculturale, di confronto tra esperienze diverse e di costruzione di relazioni destinate a durare nel tempo. È proprio da percorsi come questo che possono nascere una più forte comunità mediterranea e nuove forme di cooperazione tra università, culture e generazioni. Ringrazio il Settore Progetti dell’Ufficio Relazioni Internazionali e la Ca' Foscari School for International Education per l’eccellente organizzazione.”

Il programma accademico ha affrontato le principali emergenze ambientali del bacino del Mediterraneo, tra cui il cambiamento climatico, la gestione delle risorse idriche, l’inquinamento marino e la perdita di biodiversità. Il prof. Antonio Marcomini ha tenuto lezioni dedicate all’evoluzione degli impatti antropici nella Laguna di Venezia, alle politiche idriche dell’Unione Europea, alla gestione integrata delle acque e all’analisi dei principali inquinanti chimici. Il prof. Edy Fantinato e il prof. Jalal Kassout (ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Agronomica -INRA- in Marocco) hanno introdotto la ricchezza ecologica del bacino mediterraneo, l’origine delle colture locali e le strategie di conservazione delle risorse genetiche vegetali e dell’agricoltura sostenibile di fronte ai cambiamenti climatici.

Il campus ha affiancato alle lezioni anche un’uscita didattica sul campo a Punta Sabbioni (Cavallino-Treporti) alla scoperta degli habitat costieri e dei sistemi dunali, e la visita a Ocean Space, centro globale per la sensibilizzazione, la ricerca e la tutela degli oceani attraverso le arti.

L’iniziativa ha dunque offerto al gruppo non solo un momento di alta formazione accademica sulle sfide ambientali del futuro, ma anche una preziosa opportunità di rafforzare lo spirito di una comune identità mediterranea. “Oggi definisco me stesso prima di tutto come 'mediterraneo'”, ha commentato uno dei partecipanti “ Prima di partecipare a questo progetto ero solito definirmi arabo, musulmano.”

Un altro commento a fine corso ha ben catturato l’atmosfera che questa esperienza di studio e collaborazione ha saputo creare: “Due settimane, ricordi infiniti. Al di là delle lezioni, ho trovato una vera famiglia tra culture diverse, condividendo risate, avventure e storie. Ognuno ha portato una scintilla unica: le nostre differenze hanno fatto la magia.”