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“Tradizione come innovazione”: Anne Carson vince il Premio Nobel per la Letteratura 2026

Niklas Elmehed © Nobel Prize Outreach

Anne Carson, poetessa e saggista canadese, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2026 per “la sua audace e inventiva opera che, in un giocoso dialogo con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea".

Il commento di Filomena Mitrano, professoressa di Letterature anglo-americane al Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati di Ca’ Foscari

"Appresa la notizia dell’assegnazione del premio Nobel 2026 per la letteratura a Anne Carson riesco a malapena a finire il pranzo con il mio collega, cercando di conservare la cortesia e la gentilezza che merita (lui che s’intende così bene di poesia). Ma appena dopo il caffè scappo in fretta, attraverso la città e finalmente arrivo a Cannaregio. Mi servono due tentativi per inserire la chiave nella toppa. Ci sono, è lì: allungo la mano tremante e desiderante e finalmente lo stringo a me -- If Not, Winter. Fragments of Sappho di Anne Carson. Ripercorro l’emozione della prima lettura: la scoperta, lo stupore, la meraviglia. Quel tipo di meraviglia che si prova di rado, quando incontriamo i libri che ci stavano aspettando e davanti ai quali abbiamo la sensazione di essere messi al mondo come lettori. Quello stupore lo condivisi solo con un mio studente, ormai mio interlocutore, da tempo ammiratore di Carson, Ignjat. Per quelli come Ignjat e me, questo Nobel è un segnale prezioso, soprattutto per chi ama il Novecento, perché Carson, tra le altre cose, continua e trasforma ciò che i modernisti anglofoni ci hanno insegnato: la tradizione come innovazione. 

Colpiscono allora le parole della motivazione dell’Accademia svedese, trasparenti, veritiere: la definiscono “audace e creativa,” sottolineando “il dialogo con la tradizione classica.” Perché voltarsi indietro verso la tradizione significa la lettura come atto d’amore, atto che non monumentalizza né idolatra, ma è atto generativo di nuove scritture. Arrendersi all’altro poeta, scrivere con l’altro-- è questa una delle emozioni che ci regala Anne Carson. Come Pound o H. D. prima di lei, Carson si volta indietro per arrendersi a una voce che arriva da lontano, nel suo caso quella di Saffo, e che ci sembra di non aver ancora raggiunto. Il frammento illumina e dona una parola nuova. Non è un mero oggetto di esercizio filologico, ma un incontro generativo, il resto di una voce che ci chiama, una briciola che tuttavia ci sostiene.

If not, Winter: sì, se non ci fossero poeti come Anne Carson saremmo abbandonati un po’ di più all’inverno."


Anne Carson (Toronto, 21 giugno 1950) si forma all’Università di Toronto. Dal 1979, insegna lettere classiche, letterature comparate e scrittura creativa in università degli Stati Uniti e del Canada, tra cui l'Università McGill, l'Università del Michigan, l'Università di New York e l'Università di Princeton.
Con più di venti libri scritti e tradotti pubblicati fino ad oggi, è stata premiata con le borse di studio Guggenheim e MacArthur, ha vinto il Lannan Literary Award, due Griffin Poetry Prize, il T. S. Eliot Prize, il Premio Principessa delle Asturie, il Governor General's Award per la poesia in lingua inglese e il Premio PEN/Nabokov, ed è stata nominata membro dell'Ordine del Canada nel 2005 per il suo contributo alla letteratura del Paese.
In Italia, Carson è stata pubblicata per la prima volta nel 2010, con “Antropologia dell'acqua”, edita da Donzelli Editore.