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Storie e idee

La voce della nostra rete

Attraverso articoli approfonditi, interviste esclusive, analisi delle tendenze globali e aggiornamenti sulle iniziative più rilevanti, raccontiamo la voce della nostra rete, offrendo uno spazio per celebrare i successi individuali e collettivi di chi è parte della nostra community.
 

Aggiornamenti sulle iniziative della community

Scopri gli eventi, i programmi e le iniziative che stanno plasmando il futuro della nostra community e non perderti nessuna opportunità di partecipazione attiva.

Interviste esclusive

Dialoghi con leader e menti esperte di settori chiave che condividono esperienze, visioni strategiche e prospettive uniche. Ogni intervista è un’occasione preziosa per apprendere direttamente dai protagonisti del cambiamento, ispirare nuove traiettorie professionali, ampliare il proprio sguardo sul futuro.

Storie di successo di alumni e alumnae

Scopri le storie di Alumni e Alumnae che hanno fatto la differenza nel mondo dell’impresa, dell’innovazione e della sostenibilità. Ogni articolo racconta un percorso unico, fatto di sfide, scelte coraggiose e risultati straordinari.
Dai CEO di multinazionali ai creatori di startup innovative, ogni storia è un’opportunità di ispirazione.

Le nostre storie

Leonardo Moretti Polegato, Villa Sandi

Le tre parole chiave dell’innovazione per un’impresa familiare: comprensione, metodo, responsabilità

Nel lavoro quotidiano di un’impresa familiare non esiste un momento preciso in cui “si innova”. Esiste piuttosto una sequenza di scelte operative che, sommate, cambiano il modo di lavorare.
È da questa prospettiva che Leonardo Moretti Polegato, laureato in Economia Aziendale a Ca’ Foscari e oggi Raw Materials Buyer di Villa Sandi e Consigliere Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, racconta il suo percorso e il suo lavoro in Villa Sandi, non come un susseguirsi di innovazioni da annunciare, ma come un processo che passa attraverso tre parole chiave: la comprensione dell’impresa, la disciplina del metodo e l’assunzione di responsabilità sulle conseguenze delle scelte.
La prima parola è comprensione: capire la storia dell’azienda, le persone che la abitano, le dinamiche che la tengono insieme. Senza questa comprensione, ogni intervento rischia di essere superficiale o inefficace.
La seconda è metodo: leggere i dati, valutare alternative, strutturare le decisioni, affrontare l’incertezza con disciplina. Non come esercizio tecnico fine a se stesso, ma come modo per rendere il cambiamento gestibile e condivisibile.
La terza è responsabilità, perché guidare un’impresa familiare significa assumersi il peso delle decisioni non solo sul piano economico, ma anche su quello umano e territoriale, verso le persone, la filiera e il contesto in cui l’impresa opera.

Massimo Grigolin, Natixis Investment Banking

Un viaggio tra mercati finanziari e trasformazione digitale

Dopo la laurea in Economia Aziendale a Venezia, con una specializzazione statistico-quantitativa, Massimo Grigolin ha costruito una brillante carriera internazionale nei Capital Markets, sviluppata tra Italia, Francia e Regno Unito. La solida preparazione analitica maturata durante gli studi gli ha permesso di entrare nel mondo dell’investment banking con basi tecniche robuste e una forte attitudine quantitativa.
Dopo un primo passaggio nel retail banking, la scelta di proseguire con un MBA a Rotterdam gli ha aperto l’accesso a contesti globali e multiculturali, diventati nel tempo la cifra distintiva del suo percorso professionale.
In Natixis ha ricoperto ruoli che attraversano l’intero spettro dei mercati: dal credito ai tassi, dai derivati alle cartolarizzazioni, fino alla guida di team commerciali operanti in ambienti ad alta competitività. Attento osservatore dell’evoluzione del settore, ha seguito da vicino la trasformazione digitale dei markets e il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle attività operative e decisionali.
Oggi il suo sguardo strategico è rivolto al nuovo equilibrio tra banche tradizionali e fondi di private credit ed equity in un’Europa sempre più orientata alla disintermediazione, con particolare attenzione alle competenze interculturali e relazionali necessarie per guidare team globali in uno scenario in rapido cambiamento.

Caterina Conte, KitchenAid

Le strade del prodotto sono infinite

Dalle aule del campus di San Giobbe ai team internazionali di Safilo, Eastpak, Pandora, Reebok e oggi KitchenAid, il percorso di Caterina Conte è la storia di una professionista che ha saputo trasformare la sua formazione in management in una bussola per orientarsi tra mondi diversi, mantenendo sempre al centro la passione per il prodotto.
Ogni tappa della sua carriera racconta una crescita, un cambiamento e una nuova prospettiva. Dopo aver iniziato nel demand planning, Caterina ha capito che dietro ai numeri si nascondeva ciò che più la affascinava: la possibilità di creare valore attraverso il prodotto e di comprendere cosa guida davvero le scelte dei consumatori.
Dal mondo della moda e dello sportswear a quello del design, un filo rosso lega ogni passaggio: la curiosità per il prodotto, la capacità di leggere i numeri con una mente strategica e la volontà di imparare sempre qualcosa di nuovo. Cambiare settore, città o prospettiva può sembrare un rischio — ma per chi ama ciò che fa, è semplicemente un altro modo per crescere, evolvere e scoprire nuove possibilità.

Matteo Fabbrini, Faba

Innovare per educare: il potere delle idee che fanno crescere

Matteo Fabbrini, laureato in Marketing e Gestione d’Impresa presso il Dipartimento di Management - oggi Venice School of Management - dell’Università Ca’ Foscari Venezia, è un imprenditore e innovatore che ha saputo trasformare la sua visione in successo. Nel 2007 ha fondato Exclama, azienda specializzata in oggettistica promozionale, e l’anno successivo ha creato Maikii, che si è distinta nel mercato delle chiavette USB e accessori personalizzato. Con Maikii, ha anche lanciato il brand Tribe, sviluppando collaborazioni con licenze internazionali come Star Wars, Marvel e Disney.
Nel 2019 dà vita a FABA, una startup che unisce educazione e intrattenimento per bambini e bambine, attraverso dispositivi audio senza schermo che stimolano l’apprendimento e la creatività. 
FABA ha riscosso fin da subito un enorme successo, registrando un fatturato di oltre 10 milioni di euro nel 2024 e ottenendo riconoscimenti internazionali come l’iF Design Award, simbolo di un equilibrio riuscito tra innovazione tecnologica e valori educativi.
Matteo è tornato in aula, a dialogare con le future generazioni di manager, partecipando al progetto Experior della Venice School of Management, un’iniziativa rivolta a studentesse e studenti dove il confronto tra mondo accademico e impresa diventa occasione concreta di apprendimento e ispirazione. Nel  caso di Matteo il progetto Experior è stato organizzato all'interno del corso “Integrated Marketing Communication: Digital and Physical Touchpoints” tenuto dalla prof.ssa Francesca Checchinato, dove il confronto tra mondo accademico e impresa diventa occasione concreta di apprendimento e ispirazione.

Serena Ricci, Quacquarelli Symonds (QS)

Business school di domani con radici a Venezia

Dopo la laurea in Economia Aziendale a Ca’ Foscari, e dopo  aver contribuito a creare e far crescere i Reimagine Education Awards & Conference, Serena Ricci ha costruito una carriera all’intersezione tra storytelling, strategia di crescita, dati e partnership internazionali, e oggi ricopre il ruolo di Growth Marketing Manager in QS, società globale di analisi e servizi per l’istruzione superiore, nota per i QS World University Rankings e per piattaforme ed eventi che collegano studenti e atenei. 

Il suo percorso, arricchito anche da esperienze con UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) e da un impegno nel Learning Committee di OpenUK - la no-profit che rappresenta l’ecosistema dell’open technology nel Regno Unito (open source software, open data, open hardware)— dimostra come la formazione in management a Venezia possa diventare il trampolino verso una carriera globale. Guardando al futuro delle business school, Serena porta con sé una prospettiva che intreccia competenze quantitative, cultura internazionale e una costante attenzione all’impatto sociale e alla sostenibilità.

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