Ca' Foscari Tour: sui social le curiosità storico/artistiche di Ca' Foscari

Il detto veneziano ‘duri i banchi’ deriva dall’epoca in cui la Serenissima, in battaglia navale, avvisava i soldati di tenersi duri alle panche in caso di attacco. Anche questa – ritornata di estrema attualità in città, da novembre a oggi - è una delle curiosità ‘scovate’ dai ragazzi e ragazze del Ca’ Foscari Tour, insieme a moltissime altre informazioni storico/artistiche sull’Ateneo e sulla città lagunare pubblicate quotidianamente sui social del CF Tour (Facebook, Twitter e Instagram). In un periodo di visite sospese, infatti, studentesse e studenti collaboratori che normalmente guidano i visitatori tra Ca’ Foscari e Ca’ Dolfin si sono messi al lavoro sui social pubblicando notizie curiose e a volte inedite sulla storia del nostro Ateneo frutto delle loro ricerche.

“Credo che vivere e studiare in un'università ricca di storia sia uno dei tanti motivi che rende Ca' Foscari attrattiva al mondo e noi cerchiamo di raccontare proprio questo – spiega Francesca Zanandrea, volontaria del Servizio Civile e collaboratrice del CF Tour. - Per i ragazzi non è sempre facile preparare i materiali, a tutti manca lavorare sul campo, ma si stanno mettendo in gioco con entusiasmo cercando di dare il meglio di sé anche in questa situazione”.

Tutte le iniziative ‘virtuali’ del Ca’ Foscari Tour ce le racconta Lia Milanesio, fresca di laurea in Lingue e letterature europee e postcoloniali e guida.

“Il Ca’ Foscari Tour era già attivo sui social media prima della pandemia, ma con una forma molto convenzionale. Ci occupavamo infatti della preparazione di post, storie e “pillole” (piccole curiosità sull’Università) supportando i contenuti con foto archiviate oppure scattate da noi.

In questo momento lavoriamo in modo diverso. All’inizio della pandemia ci siamo occupati di una rubrica chiamata “Le nostre guide raccontano” dove, per quattro settimane, abbiamo preparato dei brevi video in cui ogni collaboratore spiega delle curiosità riguardanti il patrimonio artistico e culturale di Ca’ Foscari. Potete rivedere i video sull’account Instagram @cafosacritour andando sulle storie in evidenza “Tour tales”.

Stiamo sperimentando anche nuove forme di engagement, per esempio con dei quiz relativi alla mostra del Fondo Storico “Donne a Ca’ Foscari”. Il nostro compito è infatti anche quello di valorizzare le esposizioni che normalmente sono visitabili al piano terra della sede centrale. Anche in questo caso potete rivedere le storie e i post sull’account Instagram e scoprire alcune tra le prime cafoscarine che hanno combattuto per la loro educazione e i diritti per le donne.

Arriverà molto altro ancora! Vi posso anticipare che collaboreremo con Radio Ca’ Foscari. Prepareremo dei podcast collaborando con docenti della nostra università particolarmente legati al patrimonio artistico e culturale di Ca’ Foscari, come la Professoressa Bisutti e il Professor Zipoli. Ma non solo, collaboreremo con molte altre figure rilevanti sul territorio veneziano alle quali siamo legati da un comune interesse: la promozione della ricchezza del patrimonio di questa città. Grande importanza avrà l’architetto veneziano Carlo Scarpa.”

Come avete selezionato gli argomenti e come avete condotto le ricerche?

L’interesse per gli argomenti di cui trattiamo è una cosa che accomuna tutti noi collaboratori. Ciò che condividiamo sui social media è quindi in parte frutto di ricerche e interessi personali, ma anche di una formazione mirata. Gli studenti coinvolti precedentemente in questo progetto ci hanno infatti accompagnati durante una prima scoperta dei luoghi oggetto delle visite. Inoltre, abbiamo avuto la fortuna di avere delle lezioni mirate con il prof. Riccardo Zipoli, autore di “In Domo Foscari – memorie e immagini di un ateneo”, riguardanti Palazzo Foscari...ammetto che ci ha portato alla scoperta di spazi e dettagli normalmente non visitabili e questo è uno dei vantaggi che offre questo tipo di collaborazione studentesca.

Per quanto riguarda gli argomenti, partiamo dai contenuti di un tour in presenza e da lì, ognuno di noi approfondisce i temi che più ci interessano, tenendo presene che devono essere collegati all’Università. Le ricerche si svolgono poi tramite schede preparate da collaboratori prima di noi; documenti condivisi dal Fondo Storico. Il punto di partenza per ogni tipo di informazione e approfondimento è il libro del prof. Zipoli che ho citato prima.

Ci racconti una curiosità sulla sede di Ca’ Foscari?

Potrei iniziare dicendo che l’Università Ca’ Foscari si divide in due palazzi. Il primo è Ca’ Foscari, che conserva pochi elementi tipicamente veneziani, ma non per questo meno interessante rispetto al secondo edificio, adiacente a Palazzo Foscari che è Ca’ Giustinian dei Vescovi. In quest’ultimo, al secondo piano (oggi il Rettorato), si trova il piano nobile, dove si può ammirare il pavimento realizzato con la tecnica del terrazzo veneziano. Si tratta di un impasto a base di calce e piccoli frammenti di diversi materiali e pietrisco che ha la capacità di adattarsi ai movimenti dei palazzi. È importante raccontare questa curiosità ai visitatori del Ca’ Foscari Tour perché la maggior parte di loro, non essendo veneziani, non sanno come è costruita Venezia. Bisogna quindi spiegare loro che la flessibilità dei palazzi è fondamentale in questa città dato che le fondamenta sono fatte di pali conficcati nella laguna e che subiscono i micromovimenti dell’acqua e il cedimento del suolo lagunare.

Ci parli di una protagonista di ‘donne a Ca’ Foscari’?

Per parlarne è necessario che io faccia una breve premessa. Le donne sono infatti ammesse agli studi commerciali solo nel 1913, nell’art. 72, capo VIII del “Regolamento generale sugli istituti superiori di istruzione commerciale”. La Scuola Regia Superiore di Commercio, poi diventata Università Ca’ Foscari, nel 1901 registra la sua prima iscritta donna, quindi molto prima della legge. Tuttavia, non solo per le donne era difficile accedere all’istruzione, ma anche all’insegnamento. Le docenti, infatti, ricoprivano solo ruoli secondari (assistenti e collaboratrici didattiche). Poi nel 1914 una prima svolta, Bianca Giordano è la prima donna a essere assunta, ma ancora una volta, con il solo ruolo di assistente di lingua inglese.

Solo nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, Mary Margaret Newett prese la cattedra di Lingua e letteratura inglese. È un momento importante per il corpo docenti, ma bisogna sottolineare che la professoressa Newett svolge il ruolo di supplente, il titolare della cattedra era, infatti, un uomo.

“Donne a Ca’ Foscari” è una mostra molto importante perché racconta passo per passo le lotte e le vittorie delle donne all’interno delle Università italiane. Noi del Ca’ Foscari Tour siamo molto felici di poter dare voce durante questa pandemia alle protagoniste della storia della nostra università.

Cosa ti emoziona di più quando fai la guida del Tour?

Fare queste collaborazioni mi piace tantissimo. Innanzitutto perché i nostri visitatori sono persone con un interesse verso Ca’ Foscari e Venezia; questo rende il dialogo e la conversazione più interessante sia per loro che per noi. La cosa più bella è vedere l’eterogeneità dei visitatori. Abbiamo studenti giovanissimi che non conoscono ancora molto di Venezia, visitatori internazionali che si stupiscono di questa iniziativa e dell’accoglienza delle guide. Vengono anche studenti internazionali durante le giornate di orientamento, ma anche famiglie, coppie, amici...Insomma, essere una guida mi dà la possibilità di sensibilizzare e di condividere con i visitatori la ricchezza di Ca’ Foscari e di Venezia.

Cosa ti manca di più in questo momento?

In questo momento mi manca vedere lo stupore sui volti dei visitatori quando sentono aneddoti particolari, quando si fa notare un piccolo dettaglio che nasconde una grande storia. Soprattutto mi manca rispondere alle curiosità dei turisti su come si vive a Venezia e la loro riconoscenza quando mi salutano alla fine della visita.

Se dovessi descriverci Ca’ Foscari attraverso una curiosità e una donna, cosa e chi sceglieresti, e perché?

L’area dove oggi si trova Palazzo Foscari era occupata originariamente da una casa fondaco che è stata poi abbattuta per costruire la dimora del doge Francesco Foscari. Il palazzo ha conosciuto anni d’oro, ma anche anni bui in cui appariva come una rovina. Ca’ Foscari ha subito moltissimi cambiamenti al suo esterno e al suo interno e questo si collega perfettamente alla pedana dell’architetto Carlo Scarpa che si trova in Aula Baratto. Questa è formata da tasselli di legno mobili che cambiano il loro volume a seconda dell’umidità e del calore. Questo è un simbolo che non solo traduce la capacità di adattamento di un Palazzo che è diventato Università, ma anche di una città intera.

Vorrei invitarvi a fare attenzione la prossima volta che vi troverete di fronte all’entrata di Ca’ Foscari alla pietra di inciampo in ricordo di Olga Blumenthal. Il corpo docenti dell’Ateneo ha infatti sofferto delle leggi antisemite del 1938. Olga Blumenthal è la prima assistente di Lingua e letteratura tedesca dell’Università, ma è stata allontanata dall’insegnamento perché ebrea ed è morta nel campo di concentramento di Ravensbruck nel 1945. Ho pensato a questa donna perché credo sia importante che le Università siano degli “attivatori di memoria” e stimolino il ricordo.

Sapevi già cosa significava ‘duri i banchi’?

No, non avevo mai sentito questa espressione prima dell’acqua alta di novembre e poi durante questa pandemia. Per fortuna ci sono i miei colleghi, Elena, Emma, Fulvio e Gabriele: per chi non conoscesse il significato, potete scoprirlo sulla nostra pagina Instagram sotto al post “duri i banchi”.

Federica SCOTELLARO