Progetti di ricerca

Il Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea propone e prende parte a numerosi progetti di ricerca partecipando a bandi competitivi e collaborando con partner sia istituzionali che privati. Qui li trovate suddivisi secondo la fonte di finanziamento: alcuni sono internazionali, altri nazionali; altri ancora sono cofinanziati dall'Ateneo, come ricerche o come scavi archeologici.

PRISM EXTRA - Experiencing Transcendence through the Arts. A Comparative Study on Mysticism and the Arts in Contemporary Islam, Buddhism, and Bāul
Responsabile scientifico: Francesco Piraino - Finanziamento: Tampere University - Templeton Religion Trust - Durata del progetto: 24 mesi (01/01/2026 – 31/12/2027) - Contributo: € 234.600,00 - Parole chiave: religione e arti contemporanee, misticismo, esperienza spirituale, antropologia della religione, mediazione e mediatizzazione del sacro, performance artistiche, comparazione interculturale, etnografia, comunità religiose, arte e spiritualità.
Il progetto EXperiencing TRAnscendence through the Arts: A Comparative Study on Mysticism and the Arts in Contemporary Islam, Hinduism, and Buddhism (EXTRA) mira a esaminare la relazione tra religione e arti nei contesti contemporanei dell’Islam (Senegal), dell’induismo/islam (tradizioni Bāul in India e Bangladesh), del buddismo (Taipei, Hong Kong, Shanghai e Bangkok) e dell’induismo (India), con un focus sulle espressioni artistiche contemporanee (arti visive e musica).
EXTRA adotta un approccio socio-antropologico e materiale, indagando il modo in cui gli artisti e i loro mezzi espressivi si confrontano con la religione.
- In che modo gli artisti vivono la religione – mediazione? Si tratta di un’espressione di appartenenza culturale o di esperienza spirituale? Gli artisti raggiungono uno stato di coscienza mistica? Quali emozioni, visioni ed esperienze incontrano dentro e oltre la performance artistica? Quale linguaggio utilizzano per descriverle?
- Come rappresentano le dottrine religiose, i rituali, la spiritualità e la coscienza mistica? In che modo il mezzo artistico modella l’esperienza religiosa e le comunità e, a sua volta, come le esperienze religiose influenzano il mezzo artistico?
- Qual è il loro rapporto con le comunità religiose? Come viene percepita la loro arte?
- È possibile individuare analogie artistiche e religiose tra artisti appartenenti a differenti contesti religiosi (comparazione analogica)? Esistono elementi trasversali che influenzano fenomeni religiosi distinti tra le tradizioni (comparazione genealogica)?
EXTRA sarà una delle prime esplorazioni socio-antropologiche delle arti contemporanee e della religione con particolare attenzione alla mistica. Il progetto utilizzerà metodi qualitativi, inclusa la partecipazione etnografica a eventi artistici e interviste agli artisti.
EXTRA mira a offrire nuove prospettive sulla religione contemporanea, evidenziando:
- Come le arti possano funzionare sia come strumenti di mediatizzazione (rappresentazione) sia di mediazione (esperienza vissuta) della religione;
- Le dinamiche di disincanto e re-incanto nelle società contemporanee;
- Possibili elementi condivisi e tendenze emergenti tra diversi fenomeni religiosi.

TransIslam
Responsabile scientifico: Angela De Maria (Università La Sapienza di Roma) - Vera Costantini (supervisor presso Università Ca' Foscari) - Finanziamento: Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA) - Parole chiave: Studi ottomani, manoscritti ottomani, dragomanni, collaborazione internazionale.
Il progetto TransIslam prevede un periodo di secondment presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, durante il quale la dott.ssa Angela De Maria sarà ospite del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea per alcuni mesi, nell’ambito del suo progetto Marie Curie “Translating Islam. The European understanding of Islam and the influence of dragoman translations on the inter-religious dialogue between Christians and Muslims (1730-1750)”, finanziato presso l’Università di Roma La Sapienza, sotto la supervisione della prof.ssa Vera Costantini.
Il progetto si concentra sull’analisi dei manoscritti ottomani attraverso un percorso di formazione avanzata in paleografia ottomana, competenze linguistiche e filologiche in turco ottomano e tecniche di lettura e interpretazione delle fonti archivistiche, in stretta integrazione con le attività di ricerca previste.
Parallelamente, TransIslam contribuisce al rafforzamento delle collaborazioni scientifiche internazionali tra Ca’ Foscari e Sapienza, promuovendo attività di networking, disseminazione e trasferimento di conoscenze, tra cui l’organizzazione di iniziative scientifiche congiunte e attività didattiche su orientalismo e percezione europea della cultura ottomana e islamica.
Il progetto beneficia infine delle risorse bibliotecarie di Ca’ Foscari e della prossimità dell’Archivio di Stato di Venezia, elementi fondamentali per lo studio dei dragomanni francesi come mediatori linguistici e culturali e per il rafforzamento della dimensione comparativa e interculturale della ricerca.

Reparations for the Racial Persecution of Libyan Jews
Early Responses of Italy, France, the UK, and Germany in Perspective (1945-1967)
Responsabile scientifico: Dario Miccoli - Ricercatore: Giordano Bottecchia - Finanziamento: Rothschild Foundation Hanadiv Europe Grant - Durata del progetto: 24 mesi (01/10/2025 – 01/10/2027) - Contributo: £70.000,00 - Parole chiave: riparazioni, persecuzione antiebraica, Libia, Shoah, storia post-coloniale
Il progetto punta a comprendere se e in che misura gli ebrei di Libia (33.500 nel 1939) poterono accedere a forme di riparazione per le persecuzioni razziali che subirono in Libia sotto il regime italiano fascista, con il concorso, a partire dal 1941, delle truppe tedesche di stanza in Nordafrica. Lo studio terrà conto delle diverse cittadinanze possedute dagli ebrei in Libia; oltre alla maggioranza costituita da cittadini coloniali italiani, diverse centinaia di ebrei possedevano la cittadinanza italiana, britannica o francese. Per queste diverse categorie di persone si aprirono nel dopoguerra possibilità differenti di essere riparati per le discriminazioni e violenze subite.
L’analisi delle molteplici richieste di indennizzo e aiuto presentate da ebrei di Libia alle autorità dell’ex-potenza colonizzatrice o del paese di cui possedevano la cittadinanza permetterà di ricostruire lo sviluppo delle domande di riparazione, le motivazioni che le animarono, i canali e le reti di supporto attraverso cui furono presentate, nonché le risposte politiche e burocratiche delle autorità statali. Obiettivo è quello di comprendere come i diversi Stati presi in considerazione (Italia, Francia, Regno Unito e in parte la Germania) risposero nei primi decenni del dopoguerra a richieste di riparazione da parte di individui la cui persecuzione non fu pienamente riconosciuta all’epoca, venendo poi esclusa dalla memoria pubblica della Shoah.
Lo studio intende portare all’interno dello stesso quadro analitico la storia dell’Europa post-Shoah e la storia post-coloniale per far emergere come la loro interazione influenzò le forme di riparazione cui gli ebrei di Libia poterono accedere.

EMOPowers - Emotional Practices, Power Relations, and Asymmetrical Dependencies in Catholic Missions (1549-1700)
Responsabile scientifico: Linda Zampol D'Ortia - Finanziamento: Programma per giovani ricercatori MSCA Postdoctoral Fellowships (Programma Horizon Europe, bando 2024) - Durata del progetto: 36 mesi (22/05/2025 – 21/05/2028) - Contributo: € 298.950,00 - Parole chiave: storia delle emozioni; imperi coloniali; missioni cattoliche; storia di genere; dipendenze asimmetriche
Le emozioni e le loro espressioni possono influenzare e rimodellare le gerarchie sociali, i discorsi politici e la comprensione dell'Altro. EMOPowers indaga le pratiche emozionali nelle missioni cattoliche della prima età moderna, per approfondire i meccanismi che sostenevano le potenze europee e i processi di colonizzazione, riusciti o meno, a livello globale. Il progetto considera quattro casi di studio (Giappone, Filippine, Capo Verde, Canada) e quattro ordini religiosi cattolici (gesuiti, francescani, orsoline, clarisse). Due prospettive distinte sono inoltre applicate ai casi di studio, legate al genere e alle dipendenze asimmetriche, per analizzare uno spettro di relazioni che comprende le donne missionarie del cattolicesimo del cinque-seicento, ma anche gli schiavi e i servi.

The Self-Evaluative Emotion (SELFEE)
Responsabile scientifico: Patrick Heinrich - Ricercatrice: Eugenia Diegoli - Finanziamento: Programma per giovani ricercatori MSCA Postdoctoral Fellowships (Programma Horizon Europe, bando 2024) - Durata del progetto: 36 mesi (31/03/2025 – 30/03/2028) - Contributo: € 266.318,40 - Parole chiave: emozione, linguistica contrastiva, linguistica dei corpora, inglese vs. giapponese
Il progetto sulle emozioni auto-valutative (Self-Evaluative Emotion - SELFEE) riguarda le emozioni, il modo in cui esse si relazionano al linguaggio e la variabilità dei concetti emotivi tra le lingue. In particolare, lo studio esplora e confronta emozioni che implicano una valutazione negativa del sé, come vergogna, colpa e rimpianto, nei contesti inglese e giapponese, individuando sia caratteristiche comuni sia divergenti. Adottando un approccio linguistico, il progetto SELFEE indaga come queste emozioni vengano tipicamente espresse e descritte in grandi raccolte di testi, o “corpora”, nel tentativo di comprendere come siano concettualizzate e vissute. Dal punto di vista teorico, il progetto considera le emozioni come esperienze emotive composizionali, alcuni aspetti delle quali sono condivisi tra lingue e culture, mentre altri sono modellati dai processi di socializzazione. Dal punto di vista metodologico, esso rappresenta un approccio innovativo all’operazionalizzazione delle emozioni attraverso termini che emergono dai dati linguistici ed è, più in generale, rilevante per gli studiosi interessati a questioni legate alla (relativa) intraducibilità e alla variazione interlinguistica.

Archeologie della Crisi: Trasformazioni Urbane e Religiose del Nord-Ovest dell’Asia meridionale nella Tarda Antichità
Responsabile scientifico: Elisa Iori - Finanziamento: Programma per giovani ricercatori Rita Levi Montalcini (Bando 2021) - Durata del progetto: 36 mesi (01/10/2024 – 30/09/2027) - Contributo: € 218.228,82 - Parole chiave: LALIA, ecosistemi fragili, archeologia delle religioni, archeologia dell'Asia meridionale, archeologia urbana, archeologia della crisi, Vajrayana, spatial turn, material turn
Questo progetto mira a sviluppare un nuovo modello integrato delle trasformazioni urbane e religiose nel nord-ovest dell'Asia meridionale durante l'Antichità Tarda intersecando tra loro tre diversi ambiti disciplinari: l'Archeologia Urbana, gli Studi Storico-Religiosi e le Paleoscienze. Nello specifico, il progetto considera come fenomeni sovrapposti e interconnessi tre aspetti finora analizzati separatamente nella ricerca: (a) la crisi urbana o il passaggio a un nuovo concetto di urbanità nell'Antichità Tarda; (b) la cosiddetta "Late Antique Little Ice Age", (LALIA) un periodo di raffreddamento avvenuto tra il 536 e il 660 d.C.; (c) l'emergere, a partire dal VII secolo d.C., di una forma alternativa di dottrina buddhista, il Buddhismo Vajrayana, e la contemporanea ascesa e monumentalizzazione delle religioni brahmaniche.
Concentrandosi su tre principali ambiti di ricerca, ossia 'ecologia umana' (focus 1), '(ri)creare paesaggi umani e divini' (focus 2) e 'confini politici e religiosi' (focus 3), il progetto combina metodologie provenienti da diversi campi di studio con l'obiettivo di stabilire le variazioni regionali e locali nei legami relazionali tra città, religione ed ecologia. In tal modo, si colloca all'interno del più ampio dibattito sulla storicizzazione delle risposte sociali, religiose e politiche delle società ai significativi cambiamenti climatici e ambientali.

IDRA - Aquatic Imaginations: Interrelation of Fiction and Policy in Shaping a Sustainable Future
Responsabile scientifico: Nicoletta Pesaro - Ricercatrice: Chiara Cigarini - Finanziamento: HORIZON-MSCA-2023-PF-01 - Durata del progetto: 36 mesi (01/11/2024 – 31/10/2027) - Contributo: € 265.099,20 - Parole chiave: consapevolezza collettiva; regolamenti ambientali e negoziazioni sul clima; teoria letteraria e letteratura comparata, stili letterari; letteratura sinofona, blue humanities, futuri possibili, politica dell'acqua, previsione strategica
Lo studio analizza le problematiche legate all'acqua nell'area sinofona, come inquinamento, alluvioni e innalzamento del livello del mare, considerando il caso cinese come estremo, ma con implicazioni globali. Servendosi del concetto di "immaginazioni acquatiche", esplora sia le politiche governative che promuovono un futuro ideale di sostenibilità, sia le rappresentazioni letterarie che ne riflettono le conseguenze ambientali e le preoccupazioni sociali. La prima parte raccoglie e analizza opere letterarie del mondo sinofono con un approccio ecocritico volto a esplorare la risposta emotiva alle policy idriche, mentre la seconda dimostra come gli studi letterari, reintroducendo la componente emozionale rimossa dalla pianificazione politica, possano influenzare le politiche ambientali e sensibilizzare l’opinione pubblica.

Religion and Conversion in Late Imperial China
Responsabile scientifico: Francesca Tarocco - Ricercatore: Jacopo Scarin - Finanziamento: HORIZON-MSCA-2023-PF-01 - Durata del progetto: 36 mesi (01/07/2024 – 30/06/2027) - Contributo: € 292.043,52 - Parole chiave: storia delle idee, storia intellettuale, storia della scienza, tecniche e tecnologie; Storia moderna e contemporanea; Mito, rituale, rappresentazioni simboliche, studi religiosi; Storia sociale, economica, culturale e politica; Conversione nella religione cinese, Cina imperiale tardiva, Confucianesimo, Buddhismo, Daoismo
Il progetto di ricerca REACCH (Religione e Conversione in Cina) si pone l’obiettivo di studiare il fenomeno della conversione nella Cina tardo-imperiale (XIV-XIX secolo). Al fine di risolvere i problemi teorici e metodologici causati dalle limitazioni che caratterizzano gli attuali strumenti epistemologici, tuttora profondamente influenzati dalla loro origine nella modernità europea, la prima parte della ricerca è dedicata alla ridefinizione dei concetti di religione e conversione. Il resto del progetto è incentrato sulla raccolta e l’analisi di casi studio che racchiudono esempi di conversione in ambito confuciano, buddista e taoista. L’obiettivo di questa seconda parte del progetto è capire come gli autori delle dinastie Ming e Qing hanno discusso, interpretato e descritto il fenomeno della conversione. L’impianto teorico del progetto si basa su precedenti studi della Cina tardo-imperiale e delle religioni cinesi, nonché su teorie sviluppate nell’ambito della sociologia, della psicologia e degli studi religiosi. Le fonti utilizzate includono documenti ufficiali, gazzette, testi taoisti e buddisti, opere dei letterati confuciani, epigrafie e testi popolari come i baojuan (“preziosi volumi”).
L’auspicio è che il progetto consenta in futuro di sviluppare una generale teoria della conversione che superi gli attuali modelli, aprendo la strada a un nuovo paradigma da applicare a studi comparativi sulla religione e sulla conversione, sia in contesto diacronico che transregionale.

PhotoMaKEASIA - Photography in the Making of Knowledge: European Art-historical and Scientific Investigations on Asia
Responsabile scientifico: Sabrina Rastelli - Ricercatrice: Giulia Pra Floriani - Finanziamento: HORIZON-MSCA-2023-PF-01 - Durata del progetto: 24 mesi (01/12/2024 – 30/11/2026) - Contributo: € 188.590,08 - Parole chiave: storia coloniale e post-coloniale, storia globale e transnazionale, storie intrecciate, storia dell'arte e dell'architettura, storia delle idee, storia intellettuale, storia della scienza, delle tecniche e delle tecnologie, storia della fotografia, fotografia in Asia, fotografia come metodo, storia dell'arte cinese, Cina e Asia
La storia della fotografia condivide un profondo legame con la storia delle discipline moderne, tra cui la storia dell'arte, l'antropologia e l'archeologia, nonché la medicina, la biologia e le scienze naturali. Negli ultimi anni, un numero crescente di storici ha analizzato la cultura visuale da una nuova prospettiva, concependo le immagini come oggetti centrali piuttosto che periferici dell'analisi storica. È oggi riconosciuto che immagini che vanno dalle prime fotografie a raggi X ai disegni che rappresentano culture lontane hanno contribuito in modi diversi allo sviluppo della conoscenza scientifica. Queste illustrazioni hanno consentito a un ampio pubblico di osservare soggetti che gli erano precedentemente preclusi, perché nascosti all'interno del corpo umano oppure perché geograficamente e ideologicamente distanti.
Il progetto PhotoMaKEASIA affronta i seguenti interrogativi: In che modo gli studiosi e gli scienziati europei hanno usato la fotografia per estendere la loro conoscenza dell'Asia? In che misura il mezzo fotografico ha influenzato o condizionato i risultati dei loro studi? Discostandosi dalle ricerche che indagano lo “sguardo coloniale” della fotografia, questo progetto si concentra sulla storia delle fotografie nate da un interesse scientifico e accademico verso le culture dell’Asia.

DIVE - In Diversity We Trust: Preserving and Promoting the Literary Heritage of Chinese Minorities
Responsabile scientifico: Nicoletta Pesaro - Ricercatore: Mario De Grandis - Finanziamento: HORIZON-MSCA-2021-PF-01 - Durata del progetto: 24 mesi (01/05/2024 – 30/04/2026) - Contributo: € 188.590,08 - Parole chiave: letteratura etnica cinese, letteratura delle minoranze
Il progetto DIVE esplora come le autorità cinesi abbiano mobilitato i miti di origine (chuangshi shenhua) delle 55 minoranze ufficialmente riconosciute (shaoshu minzu) per sostenere il discorso della Cina come nazione unita e multiculturale. Questi miti sono stati diffusi attraverso pubblicazioni letterarie, documentari/trasmissioni e siti web. Per analizzare le informazioni provenienti da queste fonti eterogenee, DIVE adotta un approccio interdisciplinare basato sull’esperienza del candidato nelle digital humanities e negli studi letterari, mediatici e sulle minoranze. Esplorando il discorso autorizzato sui miti delle minoranze, questa azione contribuisce a decentrare gli studi letterari cinesi (tradizionalmente focalizzati sulla maggioranza Han) e arricchisce gli studi sul patrimonio, fornendo la prima ricerca approfondita sull’appropriazione del patrimonio delle minoranze in un contesto socialista.

ALiDiM - Arabic Linguistic Discourse in the Making
Responsabile scientifico: Simona Olivieri - Finanziamento: ERC-2023-STG - Durata del progetto: 60 mesi (01/05/2024 – 30/04/2029) - Contributo: € 1.496.241,00 - Parole chiave: filologia, studi sul testo e sull'immagine, arabo, filosofia del linguaggio, metalinguistica, circolazione della conoscenza, digital humanities
Il progetto ALiDiM propone un'analisi metalinguistica del processo di standardizzazione dell'arabo classico così come è stato descritto dai primi studiosi dell’arabo. Analizzando i primi testi grammaticali arabi sotto un unico quadro metalinguistico, questo progetto mira a trovare nuovi modi per spiegare e analizzare i testi, sfidando le concezioni convenzionali sulle origini della tradizione linguistica araba. Inserendo la produzione linguistica in un contesto culturale più ampio, il progetto introduce innovazioni metodologiche sviluppando un approccio interdisciplinare. L'indagine si concentrerà sul processo metalinguistico di descrizione della lingua stessa, piuttosto che sulle caratteristiche linguistiche descritte. Con l'obiettivo di sviluppare una lettura nuova e non convenzionale delle origini e della formazione della tradizione linguistica araba, il progetto ALiDiM esplorerà un corpus variegato di fonti grammaticali e lessicografiche arabe, cercando di delineare le narrazioni presentate dai primi studiosi dell’arabo. L'attenzione sarà posta sull'identificazione, il tracciamento e l'elaborazione delle prime fasi di formazione della tradizione linguistica araba, attraverso una ricostruzione dei fattori interni che hanno portato all'emergere degli studi sulla lingua, nonché dei punti di convergenza tra la tradizione araba e quelle vicine. Il progetto ALiDiM seguirà le origini e la ricezione dei temi linguistici, identificando i fattori che nel loro insieme hanno contribuito al processo di standardizzazione dell’arabo classico. Sarà anche studiato il metodo applicato dai primi studiosi dell’arabo con un duplice approccio che tiene conto sia del contesto locale arabo-islamico sia di possibili influenze esterne. I dati della ricerca saranno resi disponibili attraverso il sito web del progetto sotto forma di corpus di fonti originali, annotate semanticamente e codificate in TEI.

BEW - Systematization of students business experiences through active learning workshops
Responsabile scientifico: Marcella Mariotti - Finanziamento: Sovvenzione libera erogata da Mitsubishi Corporation - Durata del progetto: 36 mesi complessivi (01/10/2023 – 30/09/2026) - Contributo: € 56.113,00 - Parole chiave: business experience workshop, sostenibilità, start-up, decentralizzazione del turismo, pmi
L'obiettivo principale del Business Experience Workshop è riunire studenti con background diversi e incoraggiarli a pensare insieme in giapponese in modo da sviluppare, come gruppo, proposte complete per affrontare problemi relativi alla sostenibilità ambientale, economica e sociale, per poi pensare a come concretizzare possibili soluzioni in una futura start-up. Tutto questo viene svolto tenendo in considerazione i seguenti tre macro temi come punti di partenza, ovvero:
- decentralizzazione del turismo in Veneto in previsione dei giochi Olimpici di Milano-Cortina del 2026. Questo tema può essere esteso anche al Giappone, utilizzando l'Expo 2025 di Osaka come importante spunto di discussione;
- marketing e stile di vita per la terza e quarta età (aiuto reciproco studenti-anziani, amplificazione del segmento di mercato rivolto alla fascia over 70, ecc.);
- comunicazione tra PMI italiane e giapponesi (incoming-outgoing): identificazione di problemi e soluzioni;
Il workshop si articola in 5 incontri di persona (circa uno al mese da ottobre 2024 a marzo 2025) durante i quali i dirigenti di Mitsubishi Corporation (sponsor finanziario del progetto), insieme al team di ricerca BEW, partecipano attivamente alle attività prevoste e arricchiscono l'esperienza degli studenti fornendo approfondimenti tecnici e professionali, aiutandoli al contempo a imparare a proporre e comunicare le loro idee.
Dopo l'ultimo incontro con gli studenti nel marzo 2025, il team di ricerca BEW continuerà a lavorare sull'analisi e l'organizzazione dei risultati e li utilizzerà per ottimizzare il database di Cafoscari Jisho.

CSLR - The Center for the Study of Lived Religion
Responsabile scientifico: Joseph Emanuel Sanzo - Finanziamento: FARE - Call for Framework for research' excellence attraction and reinforcement - Durata del progetto: 48 mesi (03/11/2022 - 02/11/2026) - Contributo: € 209.816,00 - Parole chiave: Religione, Storia delle Religioni, Beni Culturali Materiali e Immateriali
Che siano segnate dalla meditazione, dall'estasi o dallo spargimento di sangue, le esperienze e le interazioni religiose non avvengono solo in spazi istituzionali e non sono necessariamente menzionate dai testi sacri e dalle tradizioni delle cosiddette religioni mondiali. Le esperienze e le interazioni religiose, piuttosto, emergono in gran parte dai contesti quotidiani della vita dei credenti e dai legami con il mondo materiale (compresi i corpi umani). Per avere una migliore comprensione di tali esperienze e interazioni - e delle loro implicazioni per questioni come l'identità religiosa e la violenza – gli studiosi devono quindi adottare un approccio alla storia religiosa che consideri non solo i testi scritti da e per i capi religiosi, ma anche la serie di oggetti, testi e tradizioni che riflettono i rituali quotidiani e le cerimonie religiose dei credenti più in generale.
Il CSLR si concentra su questo orizzonte analitico creando un nuovo gruppo di lavoro impegnato nello studio accademico delle pratiche religiose quotidiane delle persone – dal passato al presente - di tutto il mondo. Questo centro sosterrà lo studio di tutte le cosiddette tradizioni religiose mondiali, incoraggiando contemporaneamente la riflessione critica sui confini di/tra queste tradizioni e sulle rubriche fondamentali degli studi religiosi, compresa la categoria stessa di religione. Il centro avrà un principal investigator (PI), un assegnista di ricerca (PR) e un comitato organizzativo e sarà ospitato dall'Università Ca' Foscari di Venezia. Il CSLR produrrà diversi risultati, tra cui convegni, lezioni e conferenze a livello divulgativo, e pubblicazioni peer-reviewed curate dal PR.Il CSLR è una naturale estensione dell'attuale progetto del PI (EJCM [2020-2025], ERC Starting Grant no. 851466), che esamina i cosiddetti primi oggetti magici ebraici e cristiani come attestazioni delle prime relazioni ebraico-cristiane in contesti religiosi vissuti. Attingendo agli approcci metodologici e teorici dell'EJCM e del progetto ERC Advanced Grant Lived Ancient Religion (LAR; 2012-2017), il CSLR si concentrerà su sei aspetti della religione vissuta, centrali e che si prestano alla comparazione:
- adattamento, appropriazione e differenziazione culturale;
- competenza e specializzazione religiosa;
- significato situazionale o contestuale;
- materialità, visualità e testualità;
- genere e appartenenza etnica;
- paesaggio.
Insieme a questo quadro interpretativo, il CSLR privilegerà gli studi sugli artefatti materiali (come amuleti, gettoni e manoscritti), i contesti archeologici e le “performance” religiose. In sintesi, gli eventi e i progetti del CSLR opereranno all'interno di un solido quadro teorico e metodologico al fine di esaminare le credenze religiose vissute, le esperienze, i riti e le interazioni in modo comparativo in ed attraverso tutte le tradizioni, regioni e tempi.

Lo Swat di Alessandro: toponomastica, archeologia e testi
Responsabile scientifico: Luca Maria Olivieri - Ricercatori: Claudia Antonetti, Luisa Prandi, Stefan Baums, Omar Coloru, Matteo De Chiara, Elisa Iori - Parole Chiave: Alessandro, Swat, toponomastica, geografia storica
Il progetto riguarda i toponimi degli storici di Alessandro dello Swat, da Nysa a Ecbolima e al ponte sull'Indo, seguendo in particolare le seguenti tracce:
- I toponimi degli storici antichi (questione delle fonti),
- i toponimi indiani dalle fonti epigrafiche e letterarie,
- i toponimi premoderni,
- i dati archeologici,
- un riesame delle fasi storiche.
Lo Swat rappresenta un capitolo speciale della vicenda di Alessandro in India, perché noto grazie a scavi estesi e ricognizioni. Sito-chiave in questi ultimi anni è quello di Barikot scavato dalla Missione Archeologica Italiana dell’ISMEO e Ca’ Foscari.Dal febbraio 2017 sono coinvolti nel progetto Matteo De Chiara, INALCO, Parigi per la toponomastica premoderna, Stefan Baums, direttore del Gandhari Project a Monaco e epigrafista della Missione, Claudia Antonetti (DSU, Ca’ Foscari) e Luisa Prandi (Università di Verona) che con Omar Coloru (Università di Genova/Missione) seguono la parte storica e testuale, Elisa Iori (Universität Erfurt – Max Weber Kolleg/Missione) esperta di ceramica di periodo greco-battriano e indo-greco.Al progetto hanno collaborato anche Oskar von Hinüber (Universität Freiburg) per le iscrizioni in brahmi-sarada, Olga Tribulato (DSU, Ca’ Foscari) per i graffiti vascolari in greco dello Swat, e Llewelyn Morgan (Oxford).Gli studi finora condotti dal 2017 hanno portato a confermare parte del percorso di Alessandro, e individuare con certezza la Bazira di Arriano (Beira in Curzio Rufo) in Barikot, ma anche a riconoscere nelle informazioni riportate da Curzio Rufo elementi di prima mano di grande interesse per lo studio delle fonti dello storico romano.
Progetti conclusi
Last update: 29/04/2026