N. 31, 07/2016 - Numero monografico

Donne in fabbrica di munizioni

L’immagine, Donne in fabbrica di munizioni, è stata pubblicata da “Il Piccolo” il 28 giugno 2014.

Questo numero monografico di DEP dedicato alle donne italiane nel primo conflitto mondiale, che raccoglie alcuni saggi presentati nel convegno internazionale di studi Living War, Thinking Peace promosso dalla rivista nel 2014 e nuove ricerche, si configura come una ideale prosecuzione della riflessione avviata in quella sede.

Nella rubrica Ricerche, in una sorta di percorso che unisce il fronte interno con le zone del fronte e della retrovia, vengono valorizzate diverse esperienze che contraddistinsero la vita quotidiana delle donne durante la guerra: la mobilitazione assistenziale, la militanza politica e l’opposizione al conflitto, le drammatiche vicende dell’occupazione austro-germanica, dell’internamento manicomiale e della profuganza.

La sezione Documenti è incentrata su un altro tema caro alla rivista: il pacifismo; in questa rubrica è possibile trovare alcuni scritti di femministe pacifiste nonviolente, nonché la traduzione della pièce teatrale di Vernon Lee, Satana, il distruttore; la rubrica è completata da alcuni contrappunti documentari alle ricerche: gli articoli antimilitaristi di Maria Goia, il profilo biografico dell’anarchica Nella Giacomelli, alcune cartelle cliniche di pazienti internate nei manicomi di Teramo e di Pergine, le deposizioni di donne venete tratte dalla commissione d’inchiesta del 1918-19.

Nella sezione Strumenti di ricerca, si è voluto dare visibilità agli animali di guerra, con una bibliografia a loro dedicata, e alle iniziative avviate in occasione del centenario della Grande Guerra mediante una sitografia orientativa.

La sezione spazi tematici – Madri è arricchita da due scritti di pacifiste femministe sul rapporto tra maternità e guerra. Infine, i temi affrontati dal numero sono stati ripresi anche nella sezione dedicata alle recensioni.

Numero completo

Singoli contributi

Ricerche

file pdfBruna Bianchi, Living in War. Women in Italian Historiography (1980-2016) [ENG]
La rassegna restituisce un quadro puntuale di quella che è stata la riflessione storiografica italiana sulle donne e la Prima guerra mondiale a partire dal 1980 e sino ai nostri giorni, proponendo un confronto costante con la storiografia internazionale.
0.96 M
file pdfFrancesco Scomazzon, Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur: l’Unione Femminile nazionale in tempo di guerra (1915-1919)
Il saggio analizza l’attività dell’Unione Femminile Nazionale, l’eterogeneo gruppo femminile costituitosi a Milano sin dal 1899. Durante la guerra, le donne dell’Unione svolsero una seria attività in favore dei soldati e della loro famiglie, compensando così la mancanza di una effettiva cultura di assistenza, che avrebbe facilitato i disagi dei civili durante gli anni di guerra.
164 K
file pdfElena Bignami, “Se le guerre le facessero le donne”. L’opposizione delle anarchiche italiane alla guerra (1903-1915)
L’articolo analizza la partecipazione delle donne alle campagne contro il militarismo e la guerra sostenute dagli anarchici italiani nei primi quindici anni del XX secolo. La partecipazione dell’Italia alla Prima guerra mondiale colpì severamente il movimento anarchico italiano, ma non erose il progresso fatto dalle anarchiche quegli anni di mobilitazione intensa ed estesa.
0.99 M
file pdfGiovanna Procacci, Le donne e le manifestazioni popolari durante la neutralità e negli anni di guerra (1914-1918)
Il saggio pone l’accento sulla continuità della protesta popolare in Italia dagli inizi del secolo sino alla Prima guerra mondiale, quando assunse un carattere fortemente anti-militarista che poi, con l’entrata in guerra dell’Italia e il perdurare della guerra, assunse una più ampia connotazione di protesta civile contro il caro viveri e la speculazione bellica che vide come protagonisti, quasi esclusivamente, donne e bambini.
1.01 M
file pdfClaudia Bassi Angelini, La protesta femminile contro la guerra nel Ravennate (1914-1917)
Il saggio si concentra sulla protesta femminile contro la Prima guerra mondiale nel ravennate (1914 -1917), dove la propaganda delle donne socialiste pose l’accento sulla morte e le sofferenze dei soldati, argomenti ignorati dagli uomini di partito eppure particolarmente efficaci per le donne. La leader del movimento femminile fu Maria Goia, famosa dirigente sindacale.
806 K
file pdfTeresa Fava Thomas, Occupation, Hunger, and Disease. The Great War as Experienced by the Women of Revine Lago in Italy and America [EN]
Il saggio esplora le esperienze transnazionali delle donne di Revine Lago durante la Grande guerra, concentrandosi in particolare sulle donne della famiglia Grava. Viene analizzato, in particolare, l’impatto che la sofferenza causata dalla guerra e dall’occupazione militare austriaca ebbe su questa famiglia che durante il conflitto si disperse, essendo alcuni membri in Italia, mentre altri si trovavano negli Stati Uniti.
838 K
file pdfMatteo Ermacora, Nei tribunali dell’occupante. Donne e giustizia militare austriaca in Veneto (1917-1918)
Sulla base della documentazione dei tribunali militari austriaci contro la popolazione civile dei territori veneti e friulani occupati nel 1917-1918, l’articolo esamina i principali reati commessi dalle donne e dalle ragazze; larga parte dei processi furono istruiti per reati contro la proprietà (furto, frode), contro l’inosservanza dei divieti militari e per la protezione accordata ai prigionieri italiani.
879 K
file pdfAnnacarla Valeriano, Da fronti opposti. La guerra delle donne in manicomio
Il saggio ricostruisce attraverso l’analisi delle cartelle cliniche, le modalità di ammissione delle donne nel manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo tra il 1915 e il 1918. Si illustrato gli effetti a lungo termine che la guerra ebbe sulla salute psichica delle donne fino ad analizzare, nella parte finale del saggio, le cartelle cliniche di donne ricoverate durante il secondo conflitto mondiale.
773 K
file pdfAnna Grillini, Follia e psichiatria vicino e lontano dal fronte. I manicomi di Pergine Valsugana e Bologna a confronto
L’articolo si concentra sugli ospedali psichiatrici di Pergine Valsugana e di Bologna. L’attività di entrambe istituzioni subì delle modifiche a causa della guerra, in particolare la struttura di Pergine fu evacuata e successivamente chiusa per tre anni. Per questa ragione, la comparazione tra i due manicomi riguarda il periodo post-bellico.
889 K
file pdfFrancesco Frizzera, Escluse dalla narrazione pubblica. Profughe trentine nella Grande guerra
Il saggio analizza l’esperienza delle donne evacuate dal Trentino durante la Prima guerra mondiale, illustrando, da un lato, le modalità con cui gli operatori organizzarono l’assistenza in relazione al genere e, dall’altro, mettendo in evidenza come la condizione di rifugiate le abbia indotte a sviluppare capacità relazionali e di mobilità inaspettate.
1.00 M

Documenti

file pdfViolet Paget (Vernon Lee), Satana il distruttore, trad. di Egle Costantino
a cura di Bruna Bianchi. Il Balletto delle nazioni di Vernon Lee, che qui pubblichiamo per la prima volta in traduzione italiana, apparve nel 1920 (John Lane, New York). Si tratta della seconda parte di Satan the Waster. A Philosophical War Trilogy with Notes and Introduction, un’opera molto ampia che comprendeva oltre a una Introduzione e un ricchissimo apparato di note, anche un Prologo, un Epilogo.
830 K
file pdfAnita Dobelli Zampetti, Il lavoro della donna in tempo di guerra
a cura di Bruna Bianchi. In questo articolo, pubblicato in inglese su “Jus Suffragii” il primo ottobre 1915, Dobelli illustra il lavoro e l’impegno delle donne sul “fronte interno”, distinguendo tra il lavoro assistenziale angusto e miope portato avanti dalle “nazionaliste” e quello svolto dalle femministe pacifiste che, al contrario, si proponeva di cambiare le leggi che mantenevano le donne in condizioni di inferiorità nella vita civile e lavorativa.
660 K
file pdfUna donna/pacifista “pericolosa”. Nella Giacomelli nel Casellario Politico Centrale
a cura di Elena Bignami. Nella Giacomelli fu schedata dalle autorità di polizia nel cosiddetto Casellario Politico Centrale come “pericolosa” militante anarchica e pacifista. Vengono qui riprodotte due informative della polizia del 1902 e del 1916 che ricostruiscono il suo profilo e la sua attività contro la guerra.
667 K
file pdfMaria Goia, Donne contro la guerra
a cura di Claudia Bassi Angelini. Gli articoli di Maria, Le due forze (“La Difesa delle Lavoratrici”, 1914) e Donne, siate con noi contro la guerra! (“La Romagna socialista”, 1915), restituiscono la riflessione pacifista che la leader del movimento femminile socialista volle opporre alla guerra, esortando le donne a farsi portavoce del progresso e della pace contro la violenza bellica maschile.
676 K
file pdfNell’anno della fame e della violenza. Le donne venete nella Reale Commissione d’inchiesta 1918-19
a cura di Matteo Ermacora. Nel novembre 1918 il governo istituiva una commissione d’inchiesta per documentare le violenze commesse dalle truppe austro-tedesche contro la popolazione civile durante l’invasione del Veneto nel corso del 1917-1918. I documenti della commissione illustrano la drammatica condizione femminile, la fame, gli stupri, le violenze subite dai soldati durante le requisizioni.
678 K
file pdfLa guerra di Ida e Concetta
a cura di Annacarla Valeriano. Le cartelle cliniche di Ida e Concetta ricoverate nel manicomio di Teramo raccontano gli effetti dei conflitti mondiali sulle esistenze femminili. La guerra è presente nelle menti delle donne attraverso visioni di combattimenti, di soldati feriti, l’angoscia e la paura.
645 K
file pdfUna donna in manicomio
a cura di Anna Grillini. La cartella clinica n. 2653 conservata presso l’Archivio dell’ex-ospedale psichiatrico di Pergine Valsugana documenta il bagaglio fisico ed emotivo che spesso accompagna il ricovero delle donne, reduci da esperienze traumatiche durante la Prima guerra mondiale. Esso risulta interessante anche per i riferimenti alla fame patita durante la profuganza, alla lenta discesa nell’apatia e al distacco dalle attività e dalle relazioni quotidiane.
654 K

Strumenti per la ricerca

file pdfAnimali di trincea e di guerra
a cura di Maria Grazia Suriano e Annalisa Zabonati
712 K
file pdfSitografia sul Centenario della Grande Guerra
a cura di Chiara Corazza
686 K

Spazi Tematici. Madri

file pdfVera Brittain, Perché sono pacifista (1937)
a cura di Bruna Bianchi. Lo scritto di Vera Brittain, Why I Stand for Peace, che qui si presenta per la prima volta in traduzione italiana, apparve nel 1937 nel volume collettivo introdotto da Dick Sheppard, allora alla guida della Peace Pledge Union (PPU), dal titolo Let Us Honour Peace (Brittain 1937a, pp. 53-64). Da pochi mesi, Brittain aveva maturato la sua scelta pacifista radicale unendosi alla PPU.
775 K
file pdfJane Addams, Le memorie delle donne sfidano la guerra (1916)
a cura di Bruna Bianchi. Le pagine che seguono sono tratte dal quinto capitolo dell’opera The Long Road of Woman’s Memory (Addams 1916, pp. 115-140). Si tratta di una trasposizione letteraria delle conversazioni avute in Europa nella primavera del 1915 con due madri, una donna istruita e una donna semplice, e più in generale di una riflessione sulla memoria, sul suo potere trasformativo della realtà sociale.
753 K

Recensioni, interventi

Last update: 08/10/2019