Convegno "A cinquant’anni dalla legge sul divorzio" 
Venezia, 28-30 maggio 2020

Francesco Guardi, “Le solennità dogali”, scena: Il Bucintoro naviga verso san Nicolò di Lido, il giorno dell’Ascensione (“Sposalizio del Mare”) (1775-1780) [Ritaglio]
A seguito delle disposizioni recentemente emanate per contrastare la diffusione del Covid-19, il Convegno “A cinquant'anni dalla legge sul divorzio”,  già in calendario per i giorni 28 - 30 maggio 2020, non potrà essere tenuto.
L'Università Ca’ Foscari sta lavorando per riprogrammare il convegno il prossimo anno nel medesimo periodo, nei giorni dal 27 al 29 maggio 2021. Seguiranno comunicazioni in merito.
Venezia, 19 marzo 2020

Presentazione

La riflessione che il presente Convegno vuole offrire alla comunità dei giuscivilisti non si pone quale mera celebrazione della ricorrenza di un anniversario significativo dalla emanazione di una legge - la n. 898 del 1970 - da molti considerata quale una delle più importanti conquiste civili del nostro paese. Da allora ad oggi, non è cambiato soltanto il regime della durata e dello scioglimento del matrimonio: sono cambiate del tutto, a partire dal loro fondamento normativo e valoriale, le relazioni familiari ed i modi di estrinsecare la propria personalità attraverso le forme della convivenza e della filiazione.

Non occorre richiamare le immagini attraverso le quali la letteratura ha rappresentato questo complesso fenomeno per capire come – in ragione di ciò - anche la funzione del divorzio sia cambiata profondamente, ed abbia superato la dimensione meramente demolitoria nella quale aveva inizialmente trovato la ragione normativa e sociale della sua esistenza, per assumere una dimensione costruttiva.

In un quadro normativo ormai completamente destatualizzato e transnazionale, ed incentrato sulla pluralità dei modelli di relazioni affettive e di convivenza all’insegna della valorizzazione delle personalità individuali, il divorzio ha cambiato “natura” e funzione. L’esperienza, ma non solo quella, ci restituiscono lo scioglimento del matrimonio come linea di confine tra diversi ordini relazionali, come occasione dalla quale possono dipanarsi modelli "altri” di convivenze e di “stare insieme”, incompatibili con il modello precedente ma più vicini alle nuove dimensioni relazionali volute dai coniugi.

Ciò è quanto emerge, se si adotta questa angolazione di ricerca, dalla disciplina del divorzio, nei suoi aspetti procedurali, patrimoniali e non patrimoniali.

Il divorzio genera intanto una diversa forma di relazione tra genitori e figli, ma anche una diversa modalità di vita della famiglia allargata (si pensi al tema dei rapporti tra nonni e nipoti); determina una diversa organizzazione dei rapporti patrimoniali, nel passaggio dal regime patrimoniale della famiglia prescelto ad un regime “altro”, riferito come tale sia alle risorse già presenti nell’economia della famiglia, sia a quelle successive (si pensi al regime di attribuzione della casa familiare e a quello del mantenimento dei figli o degli assegni divorzili; o al tema delle eventuali divisioni dei beni che erano comuni, oltre che, evidentemente, agli aspetti successori). Mentre è innegabile, in ragione di ciò, l’impatto che lo stesso può determinare nell’avvicinamento o allontanamento al/dal mondo del lavoro, o comunque nella gestione delle risorse previdenziali (anche in riferimento al modificarsi della fascia di età in cui si ricorre al divorzio).

Francesco Guardi, “Le solennità dogali”, scena: Il Bucintoro naviga verso san Nicolò di Lido, il giorno dell’Ascensione (“Sposalizio del Mare”) (1775-1780) [Ritaglio]

Francesco Guardi, “Le solennità dogali”, scena: Il Bucintoro naviga verso san Nicolò di Lido, il giorno dell’Ascensione (“Sposalizio del Mare”) (1775-1780) [Ritaglio]

Ancora, ed in relazione alle specificità dei contesti sociali, culturali e personali, lo scioglimento del matrimonio apre alla costituzione di nuove famiglie, allargate, ricomposte, o come le si voglia qualificare, la cui “nascita” produce interferenze con i nuovi assetti creati dal divorzio nelle famiglie di origine, su ciascuno dei piani prima individuati.

L’interesse della proposta riflessione si misura in Italia anche con alcune peculiarità proprie del nostro ordinamento: per un verso l’esistenza del matrimonio concordatario, come forma di vincolo che il divorzio riesce ad incidere negli effetti civili, lasciando in piedi quelli canonici e creando di fatto figure singolari, come quelle dei “divorziati risposati civilmente” o comunque uniti in altri vincoli propri dell’ordinamento civilistico. Per altro verso, l’introduzione delle forme di relazioni personali di cui alla legge n. 76 del 2016, che non ha voluto o potuto intaccare la primazia e la garanzia costituzionale del matrimonio, pone una serie di temi in ordine al loro scioglimento e prima ancora al contenuto del vincolo che si va a sciogliere, che potrebbero chiamare in causa anche profili di parità di trattamento.

Infine, le prospettive future…


Comitato scientifico

 convegno.divorzio@unive.it

  • Carmelita Camardi, Università Ca' Foscari Venezia
  • Vincenzo Barba, Università degli Studi La Sapienza Roma
  • Mirzia Bianca, Università degli Studi La Sapienza Roma
  • Gilda Ferrando, Università degli Studi di Genova
  • Francesca Giardina, Università degli Studi di Pisa
  • Attilio Gorassini, Università degli Studi di Reggio Calabria
  • Ugo Salanitro, Università degli Studi di Catania
  • Roberto Senigaglia, Università Ca' Foscari Venezia 
  • Michele Sesta, Università degli Studi Alma Mater Bologna 
  • Gianluca Sicchiero, Università Ca' Foscari Venezia

Programma

In corso di ridefinizione

Last update: 24/07/2020