L'improvvisazione non si improvvisa 
Teatro Ca' Foscari a Santa Marta 2026, Altri eventi

Venerdì 20 febbraio, ore 20.30

A Ca’ Foscari giovani di ogni parte d’Italia e del mondo si incontrano nell’interesse comune per una pratica musicale collettiva di improvvisazione e composizione. Studiano, non necessariamente musica ma anche in corsi diversi di laurea, restano dopo la laurea, lavorano. Qualcuno insegna. Nello stesso tempo, cantano o suonano.

Sono il Musicafoscari Ensemble, che il 20 febbraio si esibirà assieme al M° Giancarlo Schiaffini (trombone):
Arianna e Silvia C., soprani
Ottavia, violino
Chiara, violoncello
Ofer, contrabbasso
Silvia T., pianoforte
Eugenio, tastiere
Marco, fisarmonica diatonica
Francesco, chitarra elettrica
Federica, sax contralto
Luigi e Daniele, tromba

Ingresso ad accesso libero fino a esaurimento posti

Foto di Luca D’Agostino

La libera improvvisazione è nata (già per i Futuristi) come alternativa al ‘consumo borghese’ della tradizione classica. Si è diffusa in USA e in Europa dal secondo dopoguerra, come ribellione a gusti e discriminazioni imposti dal mercato musicale e, nella ‘contemporanea’, in alternativa a stereotipi linguistici delle neoavanguardie. Tutte queste forme evitavano materiali ‘tonali’ e ritmi tradizionali, le improvvisazioni su sequenze predefinite di accordi.

Ma i divieti degli anni Settanta hanno prodotto nuovi cliché idiomatici. Oggi la libertà cercata non è tanto nell’eliminazione di materiali riconoscibili, quanto in un cambiamento dell’oggetto dell’attenzione e dell’ascolto.

L’esecuzione di una partitura fa immaginare una linea temporale tracciata nel passato e proiettata nel futuro. Invece, nell’improvvisazione si impara a stare al presente, obbedendo all’ascolto del suo suono. La memoria musicale di ciascuno vi risuona e suggerisce a una prosecuzione: l’attenzione stessa vuole il suono in cui vive (fino a che vorrà il silenzio). Ciascuno ha un proprio suono da far vivere (o interrompere). Il gioco è inventare ‘regole’ e gesti che permettano di convergere in una musica d’insieme. E più spesso di quanto si immagini, le risonanze individuali trovano spontaneamente il ‘click’ della connessione. Allora ciascuno diventa il suono di tutti e non c’è più differenza fra interno ed esterno, l’io e la musica. Siamo là.

E succede anche a chi ascolta.

Daniele Goldoni

Last update: 11/02/2026