Gli anni 
Teatro Ca' Foscari 2026, Spettacoli

Martedì 10 novembre, ore 20.00

Creato da: Marco D’Agostin
Con: Marta Ciappina
Audio e grafica: Luca Scapellato
Luci: Paolo Tizianel
Video editing: Alice Brazzit
Scenografia: Piccolo Teatro di MilanoTeatro d’Europa
Prodotto da: VAN
Coprodotto da: Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze, ERT - Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano | Teatro d’Europa, Fondazione I Teatri Reggio Emilia - Festival Aperto; Tanzhaus nrw, Düsseldorf; Snaporazverein

Iniziativa realizzata con il sostegno di Fondazione di Venezia e il supporto di Fondazione Università Ca' Foscari

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Crediti: Michelle Davis

"La sua vita potrebbe essere raffigurata da due assi perpendicolari, su quello orizzontale tutto ciò che le è accaduto, ha visto, ascoltato in ogni istante, sul verticale soltanto qualche immagine, a sprofondare nella notte." (A. Ernaux, Gli anni)

Qualcuno ha scritto che c’è una distanza incolmabile tra quel che è successo un tempo e il modo in cui ci appare ora, ammantato di una strana irrealtà. La coreografia de Gli anni è costruita per tentare di ricucire questo strappo: l’incandescente storia di un singolo – Marta Ciappina, interprete unica per itinerario artistico e peculiarità tecniche nel panorama della danza italiana – invita gli spettatori a giocare con la propria memoria. Il corpo di Marta e gli occhi di chi la guarda intraprendono un viaggio che fa la spola tra il presente – il momento della performance, irripetibile incontro romantico – e il passato di ognuno, in una trama di andate e ritorni che confonde le storie, le canzoni e i ricordi. Su palco e platea si stende lenta l’ombra di un romanzo: l’invito è a scriverlo assieme, un’opera a cento mani che ci esorti ad attraversare le rovine guardando in alto.

Marta Ciappina

Danzatrice, coach e didatta, Marta Ciappina si forma principalmente a New York al Trisha Brown Studio e al Movement Research. Come danzatrice affianca, tra gli altri, Chiara Bersani, Elisabetta Consonni, Daniele Albanese, Daniele Ninarello, Ariella Vidach.
Dal 2013 collabora con la compagnia MK, guidata da Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza di Venezia del 2014. Nel 2015 inizia la collaborazione con Alessandro Sciarroni, Leone d’oro alla Biennale Danza di Venezia del 2019. Dal 2016 partecipa alle creazioni della compagnia svizzera Cie Tiziana Arnaboldi. Nel gennaio 2023 riceve il Premio Danza&Danza come interprete. Nel febbraio 2023 inizia la collaborazione con Anagoor, Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia del 2018, per il progetto “Bromio” prodotto dal Theater an der Ruhr di Mulheim (Germania).
Nel dicembre 2023 riceve il Premio Ubu come performer. Attualmente, come interprete, è concentrata su “Dream” e “Op. 22 No. 2” di Alessandro Sciarroni, “Gli anni” di Marco D’Agostin, “Quel che resta” e “Sista” di Simona Bertozzi. Come docente collabora con la Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano diretta da Claudio Longhi, con il corso di Alta Formazione diretto dalla Compagnia Arearea, con la Biennale Danza di Venezia diretta da Wayne McGregor e con il progetto DA.RE diretto da Adriana Borriello. Come drammaturga del corpo e movement coach cura La casa d’Argilla, Andrea Chiodi, Kepler 452, Veronica Cruciani.

Marco D'Agostin

I suoi lavori si interrogano sul funzionamento della memoria, dando vita a dispositivi coreografici che a partire da archivi personali o collettivi cercano di innescare con il pubblico pratiche di partecipazione e immedesimazione. Ha studiato l’intrattenimento come forma di una specifica relazione tra performer e spettatore, prendendone in considerazione le zone d’ombra e i fallimenti come luoghi di luminose rivelazioni. La sua danza, una geografia complessa in cui suoni, parole e movimenti collidono di continuo, tende sempre verso la compromissione emotiva di chi la compie e di chi la guarda. È stato ospitato nei principali festival e teatri europei e ha presentato i suoi spettacoli in molti prestigiosi contesti d’oltreoceano (Buenos Aires, Santiago del Cile, San Paolo). Dal 2019 è uno dei venti danzatori del progetto XX Dancers for the 20th century di Boris Charmartz, per il quale interpreta il repertorio Schuhplattler dello spettacolo Folk-s di A. Sciarroni. Ha co-curato la rassegna Thank you for coming di Centrale Fies e Ogni volta unica la fine del mondo, stagione estiva del Piccolo Teatro di Milano del 2021. Marco D’Agostin è uno dei fondatori di VAN, organismo di produzione della danza riconosciuto e sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano dal 2015. È stato inoltre il protagonista maschile del pluripremiato film I giorni della vendemmia di Marco Righi (menzione speciale della giuria ai Rencontres du Cinéma Italien de Grenoble, 2011) ed è autore con Alessandro Iachino di “Anni, lettere e valanghe” (Il Saggiatore) sulle drammaturgie per la danza.

Last update: 24/09/2026