Legge di Bilancio 2026 verso l'approvazione: ne parliamo con Francesco Moscone, docente di Scienza delle Finanze e di Economia Sanitaria a Ca' Foscari
Il 22 ottobre 2025, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato al Senato, per l’esame parlamentare, il testo bollinato del disegno di legge di Bilancio 2026. L’approvazione è prevista entro la fine dell’anno, con entrata in vigore dal 1° gennaio 2026. Ne abbiamo parlato con Francesco Moscone, docente di Scienza delle Finanze e di Economia Sanitaria a Ca’ Foscari.
Professore, qual è la sua valutazione sul disegno di legge?
La manovra rivista appare esplicitamente progettata per conciliare due obiettivi. In primo luogo, il debito pubblico, il secondo più elevato dell’area euro dopo quello della Grecia, è previsto al 137,4% del PIL nel 2026 e al 136,4% nel 2028, rimanendo superiore ai livelli attuali. Il governo mira a utilizzare la manovra non solo per ridurre il debito, ma anche il disavanzo pubblico, portandolo intorno al 3% del PIL (dal 3,4% del 2024), così da rispettare la soglia di riferimento prevista dalle regole UE e uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo prima di quanto inizialmente previsto.
In secondo luogo, la manovra punta a preservare misure sociali, agevolazioni fiscali e incentivi agli investimenti pubblici per un valore complessivo di 18,7 miliardi di euro. La Legge di Bilancio offre un sollievo concreto ai redditi medi, intervenendo sull’IRPEF per i lavoratori con redditi tra 28.000 e 50.000 euro, riducendo l’aliquota dal 35% al 33% e alleggerendo la tassazione su premi e lavoro a turni, con un aumento del reddito disponibile. Le pensioni minime aumentano di 20 euro per circa 1 milione di pensionati in condizioni economiche difficili, mentre il sostegno al reddito rimane invariato. Il reddito disponibile delle famiglie beneficia anche di un aumento dell’assegno per le madri (da 40 a 60 euro) e di nuovi criteri di calcolo che escludono l’abitazione principale, a sostegno delle famiglie con patrimoni modesti. Circa 8 miliardi di euro sono destinati al settore privato attraverso ammortamenti accelerati, proroga degli incentivi e riduzione del costo delle assunzioni tramite super-deduzioni. Inoltre, sono stanziate risorse per l’assunzione di oltre 6.300 infermieri e 1.000 medici, per aumenti salariali fino a 3.000 euro e per il miglioramento dei servizi sanitari e della prevenzione. L’emendamento riduce anche la tassazione dei token di moneta elettronica denominati in euro (spesso indicati come crypto), abbassando l’imposta sostitutiva dal 33% al 26%.
Ora è cruciale passare dall’equilibrio fiscale annuale a una strategia di competitività di lungo periodo. Il rapporto Draghi avverte che l’Europa, e in particolare l’Italia, stanno perdendo produttività, capacità di innovazione e quote di mercato globali, mettendo a rischio la crescita futura. Le misure della Legge di Bilancio sono necessarie nel breve periodo, ma non sono ancora pienamente allineate ai cambiamenti strutturali indicati da Draghi. L’Italia deve ancorare sempre di più le decisioni di bilancio alla capacità di sostenere innovazione, competenze, produttività e adozione tecnologica. Collegare le scelte di bilancio a questa agenda di competitività aiuta il Paese a prepararsi a un contesto caratterizzato da maggiori esigenze di investimento e da una dinamica demografica sfavorevole.
Come stanno cambiando alcune delle misure più contestate della manovra, la ‘stretta’ sul riscatto degli anni di laurea e l’allungamento delle “finestre” pensionistiche?
Il segnale principale è di attenuazione delle misure più controverse: il riscatto degli anni di laurea viene confermato senza modifiche e non si procede all’allungamento delle finestre per la pensione anticipata, che restano invariate. Nel complesso, la manovra punta quindi a mantenere un quadro di maggiore stabilità e prevedibilità per chi sta pianificando l’uscita dal lavoro, rinviando eventuali interventi più strutturali a una fase successiva.
Proprio per questo, nelle prossime leggi di bilancio sarà necessario affrontare in modo più organico i nodi irrisolti: rafforzare il valore contributivo dei percorsi di studio, introdurre maggiore flessibilità in uscita e costruire meccanismi che tengano conto delle carriere discontinue. Allo stesso tempo, servirà un’attenzione specifica ai lavori più logoranti e usuranti, garantendo canali di pensionamento anticipato adeguatamente finanziati e stabili nel tempo, per evitare che i costi dell’aggiustamento ricadano ancora una volta sui lavoratori più esposti.
Università e istruzione, due temi che ci riguardano molto da vicino: quali sono le principali misure della finanziaria verso questi settori?
La Legge di Bilancio 2026 introduce alcune misure di sostegno per le scuole paritarie. Per le famiglie con ISEE fino a 30 mila euro che scelgono medie e biennio delle superiori è previsto un bonus di 1.500 euro, mentre le scuole che applicano rette inferiori al “costo medio studente” beneficiano dell’esenzione IMU. È previsto inoltre un bonus per l’acquisto dei libri scolastici, gestito dai Comuni.
Queste misure mirano a fornire un supporto concreto alle famiglie per le spese scolastiche. Allo stesso tempo, il sostegno si concentra su una fascia specifica di reddito e su un segmento del sistema educativo, lasciando aperta la discussione su eventuali interventi futuri che possano interessare l’intero settore scolastico.
Per quanto riguarda l’università, al momento le informazioni disponibili sono ancora limitate, quindi non è possibile esprimere un giudizio completo.
Qual è l’orientamento degli investimenti sanitari?
La prevenzione è politica fiscale: l’Italia deve ridurre le malattie, non solo pagarne i costi. La manovra rafforza gli ospedali, ma la maggior parte della spesa continua a essere destinata alla cura delle malattie piuttosto che alla loro prevenzione. In un Paese che invecchia, questo approccio non è fiscalmente sostenibile, poiché la domanda di assistenza continuerà a crescere. Anche riduzioni modeste del fumo, del consumo eccessivo di alcol o dell’inattività fisica generano risparmi annui di centinaia di milioni di euro nella spesa sanitaria. La prevenzione, quindi, rafforza direttamente la resilienza fiscale dell’Italia e sostiene la priorità indicata da Draghi di una forza lavoro più sana e produttiva.
La Legge di Bilancio 2026 pone una base solida per una politica delle accise più coerente. Alcune misure possono ancora essere meglio allineate per sostenere sia le entrate sia la prevenzione. Ad esempio, non rinviare le imposte su zuccheri e plastiche garantirebbe risorse fiscali necessarie. Altrettanto importante, mantenere chiaramente più economici i prodotti a rischio più basso, come quelli a basso contenuto di zucchero e i prodotti a rischio ridotto di nicotina, rispetto ai prodotti a rischio più elevato, come gli alimenti ad alto contenuto di zucchero e le sigarette, rafforzerebbe gli obiettivi di salute pubblica dell’Italia e produrrebbe risparmi tangibili, dimostrando che prevenzione e responsabilità fiscale possono procedere nella stessa direzione.
Come viene finanziata la manovra?
Per chiudere il disavanzo e finanziare i nuovi impegni, il governo fa leva su canali ad alto rendimento per accelerare le entrate, piuttosto che su riforme strutturali. Ciò include l’aumento dell’imposta di ingresso per i nuovi residenti facoltosi, l’incremento della tassazione sugli affitti tramite piattaforme digitali, l’anticipo dei tempi di pagamento delle imposte sulle plusvalenze e l’aumento delle accise sul tabacco oltre i livelli precedentemente previsti (ad esempio, l’accisa sulle sigarette passa da 29,50 euro per 1.000 sigarette nel 2025 a 38,50 euro nel 2028). Il regime forfettario per i grandi patrimoni che trasferiscono la residenza fiscale in Italia aumenta da 200.000 a 300.000 euro per chi arriva dopo il 31 dicembre 2025; chi è arrivato prima mantiene l’aliquota più bassa. La cedolare secca sugli affitti brevi resta al 21% per i contratti non intermediati da piattaforme, ma sale al 26% per quelli gestiti tramite piattaforme, intercettando così i redditi degli affitti digitali nelle città turistiche. Le accise sul tabacco aumenteranno gradualmente nell’arco di tre anni per finanziare pensioni e misure di sostegno al reddito. Per le imprese, le plusvalenze possono ancora essere rateizzate nel tempo, ma si allungano i requisiti di eleggibilità e si accorciano i tempi di pagamento, aumentando le entrate immediate. L’oro può essere dichiarato entro il 30 giugno 2026 con un’imposta pari al 12,5% del valore di mercato, anziché al 26%, con un potenziale gettito fino a 2,1 miliardi di euro.
Infine, la manovra introduce poteri più stringenti per la ricostruzione dell’IVA, aliquote IRAP più elevate per banche e assicurazioni, nuove regole sugli acconti per plusvalenze e debiti fiscali, un aumento delle esenzioni per i buoni pasto digitali e una maggiore vigilanza sui token elettronici denominati in euro.