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La prima laureata in Engineering Physics di Ca' Foscari è una studentessa-lavoratrice: "con il giusto supporto, si può fare"

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Lunedì 16 marzo si è laureata la prima studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Engineering Physics di Ca’ Foscari. Si tratta di Beatrice Marchiori, che ha discusso la tesi dal titolo “Bioinformatic Analysis Profiling of Transformed Colon and Fallopian Tubes Organoids”, sotto la supervisione del professor Flavio Rizzolio, docente di Biologia molecolare del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi e i ricercatori Alessandro Bregalda e Enrico Amedeo Cavarzerani.

Il conseguimento della laurea magistrale da parte di Beatrice rappresenta un passaggio importante per il corso di studi e si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo nella promozione della partecipazione femminile alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Durante il suo percorso universitario, Beatrice ha affrontato un corso di studi caratterizzato da una forte interdisciplinarità, che integra competenze in fisica, biologia e analisi dei dati, sviluppando strumenti utili per la ricerca in ambiti innovativi come quello bioinformatico. Parallelamente agli studi, ha conciliato anche impegni lavorativi e personali, portando a termine il proprio percorso con determinazione e continuità.

«Il corso di Ingegneria Fisica rappresenta una scelta innovativa e in linea con le esigenze del presente: offre una formazione solida e trasversale che apre a molteplici ambiti, dalla fisica alla biologia fino alla finanza», commenta Marchiori. «I corsi, pur complessi, restituiscono una grande soddisfazione in termini di competenze acquisite, anche grazie a docenti preparati e disponibili».

Nel suo percorso non sono mancate le sfide: «Le materie richiedono impegno costante e le attività di laboratorio del curriculum in Brain Physics, svolte tra Trieste in collaborazione con SISSA e a Milano con l’Università di Milano-Bicocca, sono state impegnative anche dal punto di vista organizzativo. Conciliarle con il lavoro e la vita familiare ha richiesto attenzione e flessibilità, ma mi ha permesso di entrare in contatto diretto con il mondo della ricerca».

«Non ho riscontrato particolari difficoltà come donna nelle STEM: credo che chiunque intraprenda questo percorso, con impegno, possa farcela», aggiunge. «Come mamma ho potuto contare su un supporto familiare importante; come studentessa lavoratrice, invece, la gestione di un impiego a tempo pieno insieme allo studio è stata più complessa, ma con organizzazione, il supporto delle lezioni registrate e determinazione è possibile riuscirci».

«Il mio intento – conclude Marchiori – è offrire uno spunto di incoraggiamento a chi è indeciso o ha timore di intraprendere questa strada: con il giusto supporto è un cammino possibile».

«Il risultato raggiunto da Beatrice testimonia il valore del percorso formativo e l’impegno richiesto da questo ambito di studi», sottolinea il professor Rizzolio. «Le discipline STEM rappresentano oggi un contesto in cui è importante continuare a favorire una partecipazione sempre più ampia e inclusiva».

L’esperienza di Beatrice Marchiori contribuisce a rafforzare l’attenzione verso i percorsi scientifici e il ruolo delle studentesse all’interno di questi ambiti.

Sara Moscatelli