M’illumino di meno 2026: Ca’ Foscari aderisce alla campagna nazionale e rinnova il suo impegno per l'ambiente
Anche quest’anno Ca’ Foscari conferma il proprio impegno per la sostenibilità partecipando a "M'illumino di meno", la celebre campagna nazionale dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili. Promossa dallo storico programma di Rai Radio2 Caterpillar, l’iniziativa giunge alla sua XXII edizione, mentre per l'Ateneo si tratta del diciassettesimo anno consecutivo di adesione (la prima risale al 2009).
La giornata culminante dell'iniziativa è fissata per il 16 febbraio, data ormai riconosciuta istituzionalmente come Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili.
Lo slogan scelto per questa edizione è un invito all'azione: "Quando il gioco si fa duro, chiedi aiuto alla scienza!": la campagna di quest'anno si trasforma infatti in "M’illumino di Scienza", ponendo al centro il ruolo cruciale della ricerca scientifica. L'obiettivo è evidenziare come il contributo di scienziati e scienziate sia fondamentale per accelerare la transizione energetica, contrastare la crisi climatica e costruire modelli di sviluppo più sostenibili.
In linea con il tema, quest’anno l’Ateneo dà voce alla propria comunità accademica e di ricerca, diffondendo sui canali social di Ca’ Foscari Sostenibile una serie di video pillole in cui i protagonisti e le protagoniste raccontano i propri studi, spiegando come la loro ricerca contribuisca concretamente alla lotta al cambiamento climatico.
Oltre alla divulgazione scientifica, anche per questa edizione l'intera comunità cafoscarina è invitata a fare dei gesti concreti per la riduzione dei consumi, come spegnere le luci non necessarie nelle sedi universitarie e limitare gli sprechi. Il corpo docente potrà inoltre dedicare alcuni minuti delle proprie lezioni ai temi promossi dalla campagna.
La sostenibilità ambientale a Ca’ Foscari
Ca’ Foscari gestisce una realtà complessa composta da oltre 30 sedi tra Venezia centro storico, Terraferma (Campus Scientifico di via Torino) e Treviso. Si tratta di un mix unico di edifici storici vincolati e strutture moderne, che richiede un’attenzione costante per conciliare tutela ed efficienza energetica.
Come riportato nell’ultima edizione del Bilancio di Sostenibilità, nel 2024 i consumi sono stati influenzati da un clima più caldo rispetto all'anno precedente (inverno mite ed estate torrida) e dall'ampliamento degli spazi a disposizione dell'Ateneo. Nonostante ciò, i risultati sono positivi, grazie a una gestione attenta e ai lavori di efficientamento:
- Gas naturale: il consumo è calato drasticamente del 23,29%. Questo risultato è frutto di una migliore gestione degli impianti, di un inverno meno rigido e di interventi di isolamento termico.
- Elettricità: si è registrato un calo del 3,61%. Un dato significativo se si considera che l’estate è stata molto calda (richiedendo più climatizzazione) e che sono stati riaperti edifici precedentemente chiusi per ristrutturazione.
- Acqua: il lieve aumento dei consumi è dovuto a un’anomalia presso una delle sedi, attualmente sotto controllo.
Il Campus Scientifico di Mestre, pur rimanendo la sede più energivora a causa dei laboratori, ha mostrato ottime performance riducendo i consumi di elettricità (-8,8%), gas (-13%) e acqua (-23%).
Interventi
Il 2024 è stato un anno ricco di interventi volti a rendere le sedi più sicure, accessibili e "green":
- Efficientamento diffuso: grazie a un accordo di partenariato pubblico-privato di 12 anni, sono in corso lavori su 20 sedi (installazione di LED, pompe di calore, isolamento termico) con l'obiettivo di tagliare i consumi del 10% e risparmiare 2.500 tonnellate di CO2 l'anno.
- Nuovi spazi per la comunità: continuano i lavori per il nuovo edificio polifunzionale al Campus Scientifico e per la trasformazione dell'ex Caserma Pepe in residenza studentesca (210 posti letto). A San Basilio, la tesa 4 offrirà presto 11 nuove aule.
- Manutenzione e sicurezza: Completati importanti lavori a Ca’ Bembo, Ca’ Cappello e all'edificio Zeta del Campus Scientifico (nuova copertura e fotovoltaico), che includono miglioramento sismico, rimozione di materiali inquinanti e abbattimento delle barriere architettoniche.
Gestione dei rifiuti
La raccolta differenziata è attiva in tutte le sedi (carta, vetro-plastica-lattine, indifferenziato), mentre l’umido è raccolto solo al Campus Scientifico a causa dei limiti del servizio pubblico nel centro storico di Venezia.
Nel 2024 i rifiuti totali sono aumentati dell'11,96% (tornando ai livelli pre-pandemia), con una prevalenza di rifiuto indifferenziato (51%): nel tentativo di ridurre quest’ultimo dato, al Campus Scientifico di Mestre sono stati rimossi i cestini singoli nelle aule, incentivando così le persone ad utilizzare maggiormente i bidoni della raccolta differenziata. L’iniziativa si sta estendendo anche ad altre sedi.
A Ca’ Foscari si butta anche meno plastica: grazie alle colonnine di erogazione dell'acqua installate in Ateneo, nel solo 2024 è stato evitato l'uso di oltre 490.000 bottigliette da mezzo litro.
L’impronta di carbonio (Carbon Footprint)
Ca’ Foscari monitora annualmente le proprie emissioni di gas serra dal 2010 con l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Nel 2022 è stato redatto il Piano di Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PMA), che proporre una serie di azioni e un programma credibile per la progressiva riduzione dell’impronta carbonica dell’Ateneo e di aumentarne la resilienza ai principali stressor climatici.
Nel 2024, le emissioni totali sono rimaste sostanzialmente stabili (-0,41%), ma con differenze importanti tra le varie fonti:
- Emissioni dirette (gas e carburanti): in forte calo (-18%) grazie al minor uso di gas metano.
- Emissioni indirette (elettricità): stabili.
- Altre emissioni indirette nella catena del valore (trasporti, rifiuti, acquisti): in aumento. Queste rappresentano oltre il 60% dell'impatto totale dell'Ateneo, complice la crescita della mobilità internazionale di studenti, studentesse e personale.
Il dato più incoraggiante? L'impatto ambientale di ogni singolo studente e studentessa continua a scendere. L'intensità di emissione pro capite è passata da 0,52 tonnellate nel 2019 a 0,38 tonnellate nel 2024, confermando che le politiche di sostenibilità cafoscarine stanno andando nella giusta direzione.