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Laura #studentvoices, ballerina alla cerimonia di apertura dei giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026, frequenta a Ca' Foscari un corso che unisce visione strategica e cultura

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Laura Dell'Agnese frequenta il primo anno del corso di laurea magistrale in Innovation and management for culture and creativity della Venice School of Management.

Quali sono, secondo te, i punti di forza del tuo corso? 

Tra i principali punti di forza del corso di laurea magistrale che ho scelto  vi è l'interesse nel coniugare competenze manageriali e settore culturale, offrendo agli studenti strumenti concreti per operare in ambiti artistici e creativi. È proprio questo l'aspetto che ha guidato la mia scelta: da ballerina che lavora nel mondo dell'arte, ero curiosa di affiancare alla formazione artistica competenze di gestione, progettazione e sviluppo, fondamentali per dare organicità ai progetti culturali. Altro aspetto distintivo è l'approccio didattico innovativo; le lezioni infatti non si limitano alla dimensione accademica, ma stimolano il confronto, il lavoro di gruppo e l'applicazione concreta dei contenuti, integrando quindi teoria e pratica. Reputo inoltre fondamentale il contesto umano: studiare in un ambiente composto da persone accumunate dalla passione per l'arte e la cultura, pur con percorsi diversi, crea uno spazio di scambio estremamente stimolante. Ognuno di noi ha la possibilità di trovare connessioni tra le proprie passioni e le materie affrontate, trasformando lo studio in un'esperienza personale ma allo stesso tempo condivisa. In fine il fatto di vivere questo percorso in una realtà come Venezia, città da sempre al centro della scena artistica e culturale, rende l'esperienza ancora più arricchente.

Scegliere l'Università, e un corso in particolare, può essere un percorso complicato. Tu come hai fatto? 

Scegliere l'università e, soprattutto, il corso magistrale non è stato immediato. Avevo ben chiaro quali fossero le mie passioni e sentivo l'esigenza di approfondire l'applicazione delle competenze manageriali al mondo artistico, anche in vista del futuro professionale che avevo in mente per me. Ero alla ricerca di un percorso che unisse visione strategica e cultura. Quando ho scoperto questo corso, ho riconosciuto subito ciò che stavo cercando e la scelta è stata naturale.

Hai capito subito quali erano le tue passioni? 

Per quanto riguarda l'aspetto artistico, sì. Fin da piccola sono sempre stata immersa nel mondo dell'arte e della cultura e ho riconosciuto in questa, in tutte le sue forme, la mia più grande passione. Penso sia sempre stato il mio linguaggio più naturale e autentico di espressione. diverso è stato per l'aspetto economico-manageriale, è stata la scelta del mio corso triennale a farmi scoprire un interesse anche per questi temi. Ho iniziato a chiedermi quanto potesse essere interessante unire la conoscenza artistica con quella manageriale e quanto questa integrazione potesse arricchire la mia consapevolezza, sia sul piano creativo sia su quello strategico.

Cosa significa per te fare parte della comunità cafoscarina? 

Significa vivere un ambiente davvero internazionale e aperto. Ciò che apprezzo di più è il confronto quotidiano, lo scambio continuo di punti di vista con studenti e studentesse provenienti da culture diverse, ma anche con percorsi e passioni differenti.

Hai una passione che coltivi grazie (o parallelamente) all'esperienza universitaria? 

Parallelamente all'università lavoro come danzatrice freelance. La danza è da sempre la mia più grande passione e l'ho coltivata con dedizione anche durante il percorso accademico, fino a trasformarla in una professione. Negli anni della triennale all'Università di Modena e Reggio Emilia ho continuato ad approfondire il mio percorso artistico, frequentando un corso di formazione professionale immersa in una realtà fortemente votata alla danza contemporanea come quella di Reggio. Questo percorso mi ha dato l'opportunità di entrare in contatto  con coreografi che hanno arricchito il mio percorso e con cui ho avviato collaborazioni in diversi progetti, tra i quali anche la partecipazione alla cerimonia di apertura dei giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026. Non è sempre stato semplice conciliare studio e danza: richiede organizzazione e tanta motivazione. Ma proprio questa doppia dimensione penso mi permetta di crescere sia come artista che dal punto di vista professionale nel settore culturale.

Che consigli dai alle nuove matricole cafoscarine?

Il mio consiglio alle matricole è quello di vivere l'università come un'occasione per coltivare una visione aperta e trasversale, cercare di integrare le proprie attitudini personali nel percorso accademico. La disciplina e la curiosità coltivate fuori dall'aula rappresentano un valore aggiunto fondamentale. Penso che il percorso di studi debba essere affrontato con dedizione e soprattutto curiosità, lasciandosi ispirare dagli stimoli che l'università può offrire per scoprire cosa vi appassiona davvero.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Tra dieci anni immagino un percorso professionale ancora profondamente legato al mondo artistico e culturale. Il mio obiettivo è far convergere l'esperienza diretta sulla scena con le competenze multidisciplinari sviluppate durante gli anni a Ca Foscari per promuovere arte e cultura. Che sia in veste di interprete o in veste gestionale, il mio intento è quello di contribuire concretamente alla valorizzazione di questo settore.
 

Sara Moscatelli