Margherita #studentvoices: “ho scelto un corso con un forte equilibrio tra conoscenze teoriche e competenze pratiche”
Margherita Conchetto frequenta il primo anno del corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologie Sostenibili.
Quali sono, secondo te, i punti di forza del tuo corso?
Il corso di studi in Chimica e Tecnologie Sostenibili di Ca’ Foscari ha numerosi aspetti positivi, innanzitutto, affronta la chimica con un forte orientamento verso la sostenibilità ambientale, tema assai attuale. Studiare come sviluppare processi chimici che rispettino l’ambiente e riducano l’impatto ambientale è fondamentale. Un altro punto di forza è l’equilibrio tra conoscenze teoriche e competenze pratiche. Le lezioni forniscono solide basi scientifiche, mentre le numerosissime attività di laboratorio permettono di sperimentare direttamente ciò che si è appreso, migliorando così le proprie capacità tecniche in laboratorio. Questo aiuta sicuramente a comprendere meglio anche gli argomenti che vengono spiegati durante le lezioni o appresi con lo studio individuale. Un altro aspetto molto positivo del corso è il rapporto che si crea con il corpo docenti nel corso degli anni grazie a classi non troppo numerose e alle tante attività di laboratorio. Mi sono sempre sentita ben seguita durante il mio percorso; un rapporto diretto aiuta a chiedere chiarimenti senza difficoltà e ad approfondire gli argomenti che suscitano maggiore interesse. Inoltre, il lavoro in laboratorio aiuta molto anche a conoscere meglio compagni e compagne di corso. Si collabora durante le esercitazioni, ci si confronta sui risultati e si affrontano insieme eventuali difficoltà, rafforzando lo spirito di gruppo e creando legami solidi.
Scegliere l'Università, e un corso in particolare, può essere un percorso complicato. Tu come hai fatto?
Scegliere l’università non è stato semplice. Io personalmente mi sono informata sui programmi di studio offerti da varie università, ho confrontato i diversi corsi e ho riflettuto sui miei interessi, soprattutto per la chimica e la sostenibilità. Ho anche analizzato con attenzione il piano di studi, guardando i vari esami previsti nei diversi anni. Questo mi ha aiutato a capire meglio le materie che avrei affrontato e a valutare se fossero in linea con i miei interessi. Alla fine ho scelto Chimica e Tecnologie Sostenibili perché rispecchia ciò che volevo studiare e il tipo di lavoro futuro che avrei voluto fare.
Hai capito subito quali erano le tue passioni?
Non ho avuto dubbi sul fatto di voler studiare in ambito scientifico. Fin dall’inizio ho scelto il liceo delle Scienze Applicate, proprio perché ero già orientata verso materie come matematica, fisica e soprattutto scienze. Questo percorso mi ha aiutata a capire che il mio futuro sarebbe stato sicuramente legato alla scienza. Nel tempo ho comunque valutato diverse possibilità quindi non solo chimica, ma anche fisica, matematica e persino medicina. Volevo essere sicura di fare una scelta consapevole, considerando tutti gli ambiti che mi interessavano. Alla fine, però, ho capito di voler approfondire una disciplina che mi permettesse di avere una visione ampia e completa e in questo la chimica mi è sembrata la scelta più adatta, perché è una materia estremamente vasta, capace di spiegare fenomeni molto diversi tra loro e presente in ogni aspetto della realtà che ci circonda. Proprio questa sua capacità di collegare ambiti differenti mi ha convinta a specializzarmi in questo campo.
Cosa significa per te fare parte della comunità cafoscarina?
Per me far parte della comunità cafoscarina significa far parte di un ambiente stimolante, aperto e ricco di opportunità, dove posso confrontarmi con persone diverse e crescere sia a livello accademico sia personale. Mi piace anche il fatto di studiare nella mia città natale, Mestre, che mi permette di restare vicino alla mia famiglia e ai miei amici. Allo stesso tempo, è emozionante avere una città come Venezia così vicina, unica, ricca di storia e cultura, che rende l’esperienza universitaria ancora più speciale.
Quali sono i tuoi 'luoghi del cuore' della vita universitaria?
Per me, studentessa in ambito scientifico, il mio vero “luogo del cuore” è senza dubbio il campus scientifico di Ca’ Foscari in via Torino. Fin dal primo giorno, ho percepito che si tratta di un ambiente innovativo e progettato per favorire lo studio e la ricerca: i laboratori sono moderni, ben attrezzati e curati nei minimi dettagli, e trasmettono un senso di energia e di entusiasmo che rende l’apprendimento più stimolante. Oltre agli spazi, ciò che rende speciale il campus sono le persone che lo vivono. e che condividono la passione per la scienza e la ricerca, creando un clima collaborativo e motivante, anche il personale docente e tecnico contribuisce a far sentire chiunque accolto e supportato. È stato proprio questo senso di comunità, insieme alla possibilità di confrontarmi e lavorare con persone che hanno interessi simili ai miei, a farmi sentire parte di qualcosa di importante fin dai primi mesi. Per me, il campus non è solo un luogo dove studiare: è uno spazio vivo, ricco di scambi, esperimenti e curiosità scientifica. Qui ho imparato non solo concetti teorici, ma anche il valore della collaborazione, della condivisione delle idee e della passione per la ricerca.
Hai una passione che coltivi grazie all'esperienza universitaria?
Ovviamente la partecipazione più importante a un progetto di ricerca scientifica è stata quella che ho svolto durante il mio tirocinio triennale, durato diversi mesi, da febbraio a giugno circa del 2025. È stata un’esperienza davvero entusiasmante e formativa, che mi ha permesso di scoprire cosa avviene all’università al di là delle lezioni frontali e dei laboratori didattici. Ho potuto vedere in prima persona come si sviluppa un progetto di ricerca, dalla pianificazione degli esperimenti all’analisi dei risultati, comprendendo il rigore e la precisione richiesti per lavorare in ambito scientifico.
Durante il tirocinio ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con laboratori nuovi e diversi da quelli predisposti per le attività didattiche, utilizzare strumenti avanzati e conoscere ambienti di lavoro diversi. È stata anche un’occasione per incontrare altre persone appassionate come me, creando un clima di collaborazione che ha reso l’esperienza ancora più significativa. Un aspetto che ho particolarmente apprezzato è stato il supporto costante e la disponibilità di chi lavorava con me. I miei tutor, colleghe e colleghi di laboratorio mi hanno guidata, spiegando procedure, chiarendo dubbi e condividendo consigli preziosi, facendomi sentire parte del gruppo e valorizzata nel mio lavoro.
Questa esperienza non solo mi ha divertito e motivato, ma mi ha anche permesso di capire meglio il mondo della ricerca scientifica e di consolidare le mie competenze pratiche, come l’organizzazione, il metodo e la collaborazione. Mi ha inoltre fatto comprendere cosa significa scrivere un documento importante e personale come la tesi di laurea, preparandomi al meglio sia per un tirocinio magistrale sia per la futura tesi magistrale. Partecipare a un progetto così concreto mi ha confermato quanto la chimica e la ricerca possano essere affascinanti e gratificanti, rafforzando la mia determinazione a proseguire in questo ambito.
Che consigli dai alle nuove matricole cafoscarine?
Il consiglio principale che darei alle nuove matricole cafoscarine è di avere sempre passione e curiosità, insieme a forza di volontà e voglia di imparare. Questi elementi sono fondamentali perché lo studio universitario richiede impegno costante e attenzione, e non sempre sarà facile: ci saranno momenti più difficili di altri, prove impegnative e sfide inattese. Affrontarli, però, è un modo per confrontarsi con le proprie capacità, capire i propri limiti e allenarle al meglio, sviluppando metodo, organizzazione e resilienza.
È importante iniziare fin da subito a studiare e cercare di stare al passo con le lezioni, senza però farsi sopraffare dallo stress o dalla pressione. Allo stesso tempo, non bisogna dimenticare di vivere anche al di fuori dell’università: coltivare interessi personali, amicizie e momenti di svago rende l’esperienza più equilibrata e completa.
Essere aperti alla conoscenza di nuove persone e nuovi ambienti di lavoro arricchisce molto la vita universitaria, perché permette di confrontarsi con punti di vista diversi e di costruire amicizie preziose anche per il futuro. Ci saranno materie che appassionano di più e altre meno, perché non tutto può piacere sempre, ma l’importante è tenere sempre ben presente il traguardo finale, ovvero la laurea, e mantenere chiaro l’obiettivo aiuta a rimanere motivati anche nei momenti più difficili e a godersi appieno tutto ciò che l’università ha da offrire.
Dove ti vedi tra 10 anni?
Spero di trovarmi a fare un lavoro che mi renda felice e soddisfatta. Al momento non so ancora esattamente quale sarà, ma il mio obiettivo adesso è completare il percorso universitario conseguendo la laurea magistrale. So che il mio corso di studi apre la strada a moltissime possibilità perchè ci sono diversi ambiti di ricerca, studio e lavoro che potrei esplorare, e sarà quindi importante valutare attentamente le opportunità per capire quale strada seguire. Spero anche, nel corso di questi anni, di fare esperienze diverse da quelle strettamente universitarie, come tirocini, progetti di ricerca, ma anche attività che mi permettano di confrontarmi con nuovi ambienti lavorativi e persone provenienti da contesti differenti. Queste esperienze mi aiuteranno a crescere, a capire meglio le mie inclinazioni e a costruire competenze pratiche da portare nel futuro. L’idea è quella di arrivare tra dieci anni con un bagaglio solido di conoscenze, esperienze, pronta a fare scelte consapevoli e a svolgere un lavoro che non sia solo un mestiere, ma anche qualcosa che mi appassioni e mi motivi ogni giorno. In questo modo, il percorso universitario sarà la base da cui partire per costruire una carriera in linea con le mie aspirazioni.