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A Venezia e Lubiana sarà monitorato l’inquinante black carbon grazie al progetto ECOMAPS

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L'etalometro del progetto ECOMAPS installato sul tetto dell'edificio Alfa, al Campus Scientifico di Ca' Foscari

Misurare la concentrazione di black carbon nell’aria, comprenderne il ruolo nel peggioramento delle “isole di calore” cittadine e studiare gli effetti del cambiamento climatico sulla degradazione degli inquinanti per dare agli enti locali e alla popolazione nuovi strumenti per contrastare inquinamento dell’aria e impatti del clima che cambia.

Questi i principali obiettivi del progetto ECOMAPS, sostenuto dal Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, cofinanziato dall’Unione europea e presentato pubblicamente a Venezia.

Coordinato dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ECOMAPS ha come partner l’Università Ca’ Foscari Venezia, l’Istituto Nazionale di Chimica della Slovenia e l’azienda slovena Aerosol Magee Scientific, che produce le speciali centraline di monitoraggio: gli etalometri.

Il black carbon è un potente inquinante derivante dalla combustione di biomassa e dalle emissioni dei veicoli diesel e a benzina, e contribuisce al riscaldamento dell’atmosfera assorbendo la luce solare. In caso di ondate di calore, può quindi peggiorare ulteriormente le condizioni e contribuire ad aumentare il disagio e gli effetti negativi sulla salute della popolazione.

“Il tema è complesso e può essere affrontato da due diversi punti di vista”, spiega Elena Gregoris, ricercatrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR e coordinatrice del progetto. “Da un lato, alcuni inquinanti possono influenzare il cambiamento climatico, agendo ad esempio come forzanti climatiche e favorendo il riscaldamento dell’aria. Dall’altro, un cambiamento nei parametri climatici può alterare la chimica dell’atmosfera e le reazioni che regolano la produzione e la degradazione degli inquinanti”.

Ai fini del progetto, sei etalometri sono stati installati in aree rurali, industriali e urbane di Lubiana e Venezia e stanno attualmente trasmettendo dati orari sulle concentrazioni di Black Carbon nelle diverse città. Il team di progetto ha deciso di sviluppare strutture termicamente isolate per consentire l’installazione degli etalometri in ambienti esterni, affidandone la realizzazione ai tecnici dell’officina meccanica del Centro Interdipartimentale per le Discipline Sperimentali dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

I dati raccolti saranno messi a disposizione del pubblico e delle autorità locali in tempo reale tramite una web app dedicata, attualmente in fase di sviluppo, che mostrerà le concentrazioni di PM10, PM2.5 e black carbon, finora scarsamente monitorato dalle reti esistenti. Inoltre, ricercatrici e ricercatori saranno in grado di stimare l’origine del black carbon, fornendo informazioni preziose ai decisori locali per ridurre le emissioni inquinanti e migliorare la qualità dell’aria.

Il progetto prevede studi sulla fotodegradazione dei contaminanti ambientali: sia il gruppo sloveno sia quello italiano stanno lavorando a esperimenti di laboratorio su diverse classi di composti, come pesticidi e PFAS, per identificare possibili sottoprodotti legati al cambiamento climatico.

“Produrremo delle linee guida che identificano contaminanti legati al cambiamento climatico che sarà necessario monitorare in futuro - aggiunge Andrea Gambaro, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia - Questa lista verrà redatta in seguito a studi di degradazione di inquinanti mai realizzati prima in questi territori. Valuteremo come cambia la degradazione di contaminanti emergenti nel particolato atmosferico. Al termine dei campionamenti sul campo e speciali analisi, le linee guida conterranno anche le prime indicazioni sull’effettiva presenza di questi nuovi composti nell’aria”.

Il progetto promuove la cooperazione tra organizzazioni transfrontaliere e attiva una serie di partner associati che seguiranno da vicino le attività per poter fruire dei risultati: Agenzia Regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV), Agenzia per l'ambiente della Repubblica di Slovenia, Comune di Venezia, ANCI VENETO, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Friuli-Venezia Giulia (ARPA FVG), Comune di Lubiana, Comune di Pordenone.