Eventi e cultura

Sold out all'inaugurazione di Incroci di civiltà con l'esibizione di Ramin Bahrami. Il programma delle conversazioni

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Foto di Samuele Cherubini

E' stato il pianista iraniano Ramin Bahrami ad aprire mercoledì 15 aprile al Teatro Goldoni, la diciannovesima edizione di Incroci di civiltà, il Festival internazionale di letteratura ideato e organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, diretto da Flavio Gregori, in collaborazione con il Comune di Venezia e con la Fondazione di Venezia, che si avvale del sostegno di Marsilio, Fondazione Musei Civici di Venezia, Fondazione dell’Albero d’Oro, in partenariato con molte istituzioni e soggetti locali, nazionali e internazionali e con il supporto della segreteria organizzativa di Fondazione Università Ca’ Foscari.

Ramin Bahrami. Foto di Samuele Cherubini

Prima del concerto, sul palco è stato assegnato il Premio Cesare De Michelis per l’editoria innovativa promosso dalla famiglia De Michelis, da Marsilio e Incroci di Civiltà, all’editore Jonathan Galassi. David Uclés, scrittore, musicista, disegnatore e traduttore ha ricevuto il Premio giovani Incroci – Albero d’Oro e a seguire il Riconoscimento Incroci – Musei Civici di Venezia. A chiudere l’inaugurazione, il concerto di Ramin Bahrami.

Ecco il programma delle giornate di giovedì 16, venerdì 17 e sabato 18 aprile:

Giovedì 16 aprile

La giornata di giovedì 16 aprile si è aperta alle ore 10.00 presso l’Auditorium Santa Margherita – Emanuele Severino con Ping Lu (Taiwan) in conversazione con Federica Passi. Nata a Kao-hsiung nel 1953, Ping Lu è una delle scrittrici taiwanesi più apprezzate in patria e all’estero, nota per la sua scrittura innovativa e per la capacità di attraversare generi diversi, dalla narrativa psicologica alla fantascienza fino alla narrativa storica, sempre da una prospettiva femminile. Le sue opere, dedicate anche alla condizione della donna e a temi di forte attualità, sono tradotte in numerose lingue; nel 2025 è uscita in italiano la raccolta Anima di pioggia leggera nella collana di "Incroci di civiltà".

Alle ore 12.00, sempre presso l’Auditorium Santa Margherita, Davide Zannoni ha dialogato con Sabrina Tamburini. Professore emerito di Microbiologia dell’Università di Bologna, Zannoni è pioniere degli studi di biochimica e fisiologia dei batteri fotosintetici e aerobici, autore di quasi duecento pubblicazioni scientifiche internazionali e divulgatore scientifico. Il suo volume Invisibili giganti. Storie di microbi fra scienza e curiosità (Carocci, 2025) è la sua prima raccolta di saggi divulgativi dedicati al complesso e affascinante mondo dei microbi.

In parallelo, alle ore 12.00 a Ca’ Bottacin – ESU Venezia, Mylene Fernández Pintado (Cuba) ha conversato con Susanna Regazzoni. Scrittrice e avvocata cubana nata a L’Avana nel 1963, Fernández Pintado ha ricevuto alcuni dei principali riconoscimenti letterari conferiti a Cuba. La sua opera affronta in particolare il tema delle migrazioni, dell’esilio, della nostalgia e della transculturazione; vive tra L’Avana e Lugano e in Italia ha pubblicato, tra gli altri, L’angolo del mondo e Un lungo addio.

Nel pomeriggio, alle ore 15.00 presso Fondazione di Venezia – Palazzo Flangini, Ramin Bahrami, protagonista della giornata di apertura, in dialogo con Giovanni De Zorzi e Giovanni Dell’Olivo. In parallelo, alle ore 15.00 all’Auditorium Santa Margherita, Ryōko Sekiguchi (Giappone – Francia) conversa con Caterina Mazza. Poetessa, traduttrice, autrice di prosa e saggistica, nata a Tokyo nel 1970 e residente a Parigi, Sekiguchi ha studiato letteratura francese e comparata e storia dell’arte, ha ricevuto importanti riconoscimenti in Giappone e in Francia, ed è autrice di opere che riflettono sul sé e sulla traduzione interculturale. In occasione del Festival esce in traduzione italiana Venezia, millefiori per l'editore veneziano Wetlands, a cui sarà dedicata la conversazione.

Alle ore 17.00, presso l’Auditorium Santa Margherita, Jonathan Galassi (Stati Uniti) dialoga sull'importanza dell'editoria di qualità per la cultura e la democrazia con Fiona McCrae e Teresa Cremisi nell’ambito del Premio Cesare De Michelis. Nato a Seattle nel 1949, Galassi ha lavorato nell’editoria statunitense dal 1973 e dal 1986 è legato alla Farrar, Straus & Giroux, di cui è stato direttore editoriale, editore, presidente e oggi presidente emerito ed executive editor. Oltre ad essere uno degli editori più importanti e innovativi a livello internazionale, Galassi è autore e traduttore: ha lavorato con alcuni dei maggiori autori americani e internazionali, ha tradotto in inglese Leopardi, Primo Levi ed Eugenio Montale, ha pubblicato romanzi e raccolte poetiche. Una scelta delle sue poesie viene pubblicata nella collana di Incroci di civiltà in occasione del Festival. Galassi, inoltre, leggerà una scelta delle sue poesie durante la mattinata poetica del 17 aprile.

A Fondazione di Venezia - Palazzo Flangini alle ore 17.30, Widad Tamimi (Italia) dialoga con Alessandro Cinquegrani. Giornalista e scrittrice nata a Milano nel 1981, figlia di un profugo palestinese e di una donna di origini ebree, Tamimi ha studiato diritto internazionale a Londra, ha lavorato nei campi profughi e ha fondato l’associazione IOIEN. Nel suo più recente libro, Dal fiume al mare (Feltrinelli, 2026), intreccia memoria personale e riflessione civile sul conflitto israelo-palestinese a partire dalle proprie origini e dallo sguardo dei bambini.

La giornata si conclude alle ore 20.00 presso il Teatrino di Palazzo Grassi con Samah Karaki (Francia – Libano). Biologa specializzata in neuroscienze, Karaki ha fondato il Social Brain Institute, che utilizza le scienze cognitive per promuovere giustizia sociale e ambientale. Il suo libro L’empatia è politica, appena tradotto in italiano, interroga i meccanismi selettivi dell’empatia e il modo in cui emozioni, media e strutture culturali condizionano le nostre reazioni e le scelte politiche.

Venerdì 17 aprile

La giornata di venerdì 17 aprile si aprirà alle ore 9.30 presso l’Auditorium Santa Margherita con la sezione “Poeti per Incroci”, che vedrà la partecipazione di Kim Simonsen (Danimarca - Isole Fær Øer), Dmitrij Strocev (Bielorussia) e Juan Ignacio Siles del Valle (Cile – Bolivia); a seguire, Carol Ann Duffy (Gran Bretagna) e Jonathan Galassi.

Kim Simonsen, nato nelle Isole Fær Øer nel 1970, è scrittore e studioso la cui opera si muove tra letteratura, filosofia ed ecologia, con particolare attenzione all’ecocritica, al postumanesimo e alle interconnessioni tra natura, memoria e linguaggio. Sarà presentato da Sara Culeddu.
Dmitrij Strocev, nato a Minsk nel 1963, è una delle voci più rilevanti della letteratura bielorussa in lingua russa; autore di numerose raccolte poetiche, è oggi esule a Berlino dopo essere stato arrestato nel 2020 per aver partecipato alle proteste in Belarus’. Sarà presentato da Giulia De Florio e Alessandro Farsetti.

Juan Ignacio Siles del Valle, nato in Bolivia nel 1961, è poeta, saggista e diplomatico di carriera, già ministro degli Esteri della Bolivia e membro dell’Accademia boliviana della lingua. Sarà presentato da Alessandro Mistrorigo. 

Carol Ann Duffy, nata a Glasgow nel 1955, è una delle più importanti poetesse britanniche contemporanee; nel 2009 è diventata la prima donna nominata poet laureate del Regno Unito. Ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Dylan Thomas Award, il T.S. Eliot Prize, il Costa Book Award e il PEN Pinter Prize. Proprio durante il festival usciranno le sue raccolte Natura e Politica (Crocetti). Sarà presentata da Floriana Marinzuli e Laura Tosi.

Jonathan Galassi, che leggerà una scelta di sue poesie tradotte ed edite per Incroci di civiltà nella sua collana, sarà presentato da Mena Mitrano.

Alle ore 11.30 presso il Centro Tedesco di Studi Veneziani – Palazzo Barbarigo della Terrazza, Teresa Präauer (Austria) dialogherà con Petra Schaefer. Nata a Linz nel 1979 e residente a Vienna, Präauer è una scrittrice pluripremiata; il suo Cucinare nel secolo sbagliato, pubblicato da Marsilio nel 2026, è stato un caso letterario nei paesi di lingua tedesca, finalista al Deutscher Buchpreis e all’Österreichischer Buchpreis e vincitore del Bremer Literaturpreis.

Nel pomeriggio, presso l’Auditorium Santa Margherita alle ore 15.00, Ibrahim Darghuthi (Tunisia) converserà con Andrea Facchin. Nato a Tozeur nel 1955, Darghuthi è uno degli scrittori più significativi della letteratura tunisina contemporanea, autore di numerosi romanzi e raccolte di racconti, noto per la sua analisi della realtà sociale del sud tunisino e per il coraggio con cui affronta temi controversi. Le sue opere sono state tradotte in più lingue e sono oggetto di studi in Europa e nel mondo arabo.

Gli appuntamenti presso l’Auditorium Santa Margherita proseguono alle ore 17.00 con Abigail Assor (Francia – Marocco), Hajar Azell (Francia – Marocco) ed Ève Guerra (Francia – Congo) che dialogheranno con Julien Zanetta sulla Francia contemporanea vista da una prospettiva multiculturale.

Abigail Assor, nata a Casablanca nel 1990, si è trasferita a Parigi a diciassette anni e si è dedicata alla scrittura e al cinema dopo studi in filosofia e sociologia; i suoi romanzi hanno ottenuto importanti premi e traduzioni internazionali. Il suo nuovo romanzo La notte di David (Marsilio) verrà pubblicato in italiano in occasione del festival.

Hajar Azell, nata a Rabat nel 1992, vive tra Parigi e Rabat ed è fondatrice della rivista online onorient, dedicata alla creatività del Nord Africa e del Medio Oriente; il suo Il senso della fuga (Marcos y Marcos) esce in Italia nel 2026.

Ève Guerra, nata in Congo nel 1989, insegna lettere classiche e francese; il suo primo romanzo Rimpatrio, ispirato liberamente alla sua vita, ha vinto il Prix Goncourt opera prima 2024 ed è pubblicato ora anche in italiano (Feltrinelli Gramma).

Alle ore 19.00, sempre presso l’Auditorium Santa Margherita, David Uclés (Spagna), vincitore del Premio giovani Incroci – Albero d’Oro converserà con Adrián J. Sáez. Nato a Úbeda nel 1990, Uclés è scrittore, musicista, disegnatore e traduttore. La sua opera, improntata al realismo magico, è in corso di traduzione in diciassette lingue. Ha recentemente vinto l’82° Premio Nadal e il suo romanzo La penisola delle case vuote, pubblicato in Italia da Neri Pozza in occasione del festival, è stato uno dei casi editoriali recenti più rilevanti in Spagna.

Sabato 18 aprile

La giornata di sabato 18 aprile si aprirà alle ore 10.30 presso la Fondazione Querini Stampalia con Stevo Grabovac (Bosnia-Erzegovina) in conversazione con Andrea Oskari Rossini. Nato nel 1978 a Slavonski Brod, Grabovac è una delle voci più originali della letteratura contemporanea dei Balcani. Il suo romanzo Dopo la festa, pubblicato da Marsilio nel 2025, ha vinto il 70° premio NIN, il più prestigioso riconoscimento letterario dell’area ex jugoslava.

Alle ore 12.00, sempre alla Querini StampaliaSara Stridsberg (Svezia) dialogherà con Massimo Ciaravolo. Scrittrice e drammaturga svedese di fama internazionale, nata nel 1972, Stridsberg è membro dell’Accademia svedese, ha visto le sue opere tradotte in più di venticinque lingue ed è una delle principali voci femministe e artistiche della Svezia contemporanea. In occasione del festival Guanda pubblica Le nostre estati a Panic Beach.

Nel pomeriggio di sabato, alle ore 17.00Geoff Dyer (Gran Bretagna) e Dayanita Singh (India) saranno i protagonisti dell’incontro presso l’Auditorium Santa Margherita.

Geoff Dyer, nato a Cheltenham nel 1958, è considerato uno dei più importanti scrittori e saggisti inglesi contemporanei; i suoi libri, tradotti in ventiquattro lingue, superano i confini tra fiction e non-fiction e attraversano temi come jazz, fotografia, cinema, guerra e viaggio. In occasione del festival esce in italiano il suo memoir Homework (il Saggiatore).

Dayanita Singh, nata a New Delhi nel 1961, vive e lavora in India ed è una delle figure più riconosciute della fotografia contemporanea internazionale; nel corso della carriera ha ricevuto riconoscimenti come l’Infinity Award e il prestigioso Hasselblad Award. Singh ha sviluppato una pratica che unisce fotografia, libro d’artista e installazione, esplorando il modo in cui le immagini vengono organizzate, lette e reinterpretate, con particolare attenzione a sequenza, archivio e memoria. Singh presenterà all’Archivio di Stato di Venezia la mostra personale ARCHIVIO che celebra gli archivi italiani (in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, l’Archivio di Stato di Venezia, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e il Museo d’Arte Orientale di Torino). La mostra sarà aperta al pubblico dal 17 aprile al 31 luglio.

Alle ore 19.00, gran finale, sempre in Auditorium Santa Margherita, con Zadie Smith (Gran Bretagna). Nata a Londra nel 1975 da madre giamaicana e padre inglese, Smith è una delle voci più autorevoli della letteratura contemporanea. A soli ventitré anni si è imposta sulla scena internazionale con Denti bianchi, un successo immediato e un vero caso letterario: romanzo corale, ironicamente epico, racconta la Londra multiculturale dell’inizio del millennio con una vitalità che ne ha fatto un classico contemporaneo; da allora ha continuato a rinnovare forme e temi della narrativa contemporanea, pubblicando romanzi, racconti e saggi e ricevendo importanti riconoscimenti letterari e accademici. La sua opera più recente è L’impostore (Mondadori).

Prenotazioni

Prenotazioni aperte sul sito del festival: www.incrocidicivilta.org. Per gli eventi sold out è possibile iscriversi alla lista di attesa.