L'arte e i suoi linguaggi: a Ca’ Foscari inaugurano le mostre "Stitched Cosmos" e "Metamorphosis"
L’Università Ca’ Foscari Venezia conferma il proprio ruolo di polo culturale e scientifico ospitando due progetti espositivi di rilievo internazionale. Le iniziative, che integrano differenti linguaggi artistici, trasformano gli spazi dell’Ateneo in luoghi di riflessione critica e innovazione.
Il 6 maggio, presso la sede centrale di Ca’ Foscari, inaugura Stitched Cosmos, mostra personale di Jennifer West (Guggenheim Fellow 2026), curata dal duo Francesco Urbano Ragazzi in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari. Il progetto, visitabile dal 7 maggio al 6 luglio, nasce da un’approfondita indagine dell’artista sulla collezione dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics. Attraverso un’opera ambientale site-specific che trasforma il piano terra del palazzo, Jennifer West celebra il lavoro misconosciuto eppure fondamentale di un gruppo di scienziate noto con il nome di Harvard Astronomical Computers, rivendicando il ruolo della ricerca scientifica in un’epoca in cui questa sembra essere sotto attacco. Il piano terreno del palazzo cafoscarino diventerà un dispositivo di visione del cosmo, che si integra con l’attività quotidiana dell’istituzione
Il 7 maggio, negli spazi di Ca’ Foscari Esposizioni, sarà invece inaugurata la mostra Metamorphosis: Beyond the Real - Searching for Victoria Lu. When Humans and AI Think Together, the Story Begins, che esplora le nuove frontiere del pensiero contemporaneo attraverso la vita e l’opera di Victoria Lu. La mostra è a cura del prof. Angelo Maggi dell'Università Iuav di Venezia, di Fei Jun, Professore di Arte Digitale presso la China Central Academy of Fine Arts e dei ricercatori Sen Fu e Cheng Chi Chuang. L’iniziativa è realizzata da Future Pass Creative Inc. e promossa da Today Art Museum, Shanghai Soong Ching Ling Foundation e Ho Chuang-Shih Calligraphy Art Foundation, con il supporto organizzativo di Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia. L’iniziativa inoltre si avvale del patrocinio dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’Università IUAV di Venezia.
La mostra a Ca’ Foscari sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre. Nel corso della giornata del 7 maggio, dalle 11.00 alle 18.00, l’accesso alla mostra sarà riservato alla stampa e agli operatori del settore, mentre nel pomeriggio del 7 maggio, dalle 14.00 alle 17.30, l’Università Iuav di Venezia – Palazzo Badoer, Aula Tafuri – ospiterà la XVI edizione dello Scrittoio della Biennale, intitolata China & the Arts, che riunirà studiosi, curatori e professionisti della cultura per approfondire il rapporto tra la Cina e la produzione artistica contemporanea.
Di seguito, i dettagli completi delle due esposizioni.
Jennifer West: STITCHED COSMOS
A cura di Francesco Urbano Ragazzi
7 maggio – 6 luglio 2026
Inaugurazione: 6 maggio 2026, dalle 18:00 alle 22:00
Sede della mostra:Università Ca’ Foscari Venezia, Dorsoduro 3246, Venezia
Orari di apertura:
Dal 7 maggio al 6 luglio 2026
Lun – Ven 9:30 – 18:30
Sab 9:30 – 12:30
chiuso la domenica
Evento speciale: 29 giugno 2026
Una tavola rotonda dedicata al lavoro di Jennifer West, organizzata da Roberta Dreon, professoressa ordinaria di Estetica presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. L’incontro riunirà l’artista e i curatori insieme a studiosi esperti in diverse discipline, offrendo un’occasione per approfondire i numerosi temi al centro della mostra.
Stitched Cosmos è un progetto sostenuto da Hyphen-Group e the Carl & Marilynn Thoma Foundation, con il generoso contributo di Justine Alexandria Tek per Yuz Foundation, Kira A. Princess of Prussia Foundation e Jenni Crain Foundation, un’iniziativa dedicata a preservare il ricordo dell’omonima artista e curatrice. La ricerca è stata finanziata dalla Smithsonian Research Fellowship 2025-2026 e dalla University of Southern California’s Advancing Scholarship in the Humanities and Social Sciences Research and Creative Project Grant 2025-2026. Media Partner: Radius Books.
Perché Stitched Cosmos all’Università Ca’ Foscari Venezia?
Stitched Cosmos occupa il piano terreno della sede centrale dell’Università Ca’ Foscari, integrandosi con la vita studentesca e trasformando l’ateneo in un ambiente psichedelico di osservazione del cosmo.
Stitched Cosmos di Jennifer West è parte di una serie di mostre curate dal duo Francesco Urbano Ragazzi in occasione della Biennale di Venezia a partire dal 2015. Ciascuno di questi progetti espositivi si inserisce in luoghi appartenenti al patrimonio culturale della città che oggi assolvono a usi e funzioni della società contemporanea.
La serie comprende The Internet Saga di Jonas Mekas a Palazzo Foscari Contarini, oggi un ristorante fast food (2015); Hillary. The Hillary Clinton Emails di Kenneth Goldsmith al Cinema Teatro Italia, oggi un supermercato (2019); Adoration di Pauline Curnier Jardin al Convento delle Convertite, dove attualmente si trova il carcere femminile della Giudecca (2022).
La serie prende Venezia come modello per mostrare i fenomeni di turistificazione e gentrificazione in atto a livello globale, proponendo strategie sostenibili di produzione culturale. Tuttavia, se gli episodi precedenti avevano portato l’attenzione su istituzioni del consumo e del controllo, questa volta Francesco Urbano Ragazzi ha scelto di intervenire su un’istituzione deputata al sapere. I curatori credono infatti che centri di ricerca come l’Università Ca’ Foscari Venezia siano propulsori di un costante rinnovamento generazionale, luoghi che permettono alle città e ai territori di ripensare la forma del proprio futuro.
La mostra
Durante la sua residenza all’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, Jennifer West si è concentrata su un gruppo di lastre frantumate o rovinate, i cui dati sono stati perduti per sempre. Rifotografando e filmando le loro superfici, l’artista ha trasferito su diversi media queste immagini ferite dal tempo, ridando loro vita e moltiplicandone l’energia in un caleidoscopio di infiniti frammenti.
Ad accogliere lo spettatore fin dall’ingresso della mostra, una serie di dittici luminosi. Su set modulari Hyphen, di solito utilizzati per la fotografia di prodotto, sono montati alcuni collage. Stelle, galassie e nebule si sovrappongono in un’intricata cosmologia che mette a confronto le immagini impresse sulle lastre dell’osservatorio di Harvard con quelle registrate dai telescopi digitali oggi più all’avanguardia.
Lo stesso procedimento è poi movimentato da una serie di animazioni su monitor posti sia in orizzontale che in verticale, e dalla sonorizzazione realizzata ad hoc da Open Reel Ensemble, band giapponese nota per creare musica manipolando bobine di pellicola. E ancora, proiezioni olografiche danno dimensione 3D a queste sublimi rappresentazioni celesti.
Infine, la porta d’acqua del palazzo ospita una monumentale ma leggerissima installazione cinematica. Sulle vetrate in fondo alla sala sono applicati grandi quilt cuciti con strisce di pellicola. Fotogrammi in 35 e 70 mm, colorati a mano secondo il codice utilizzato dalle scienziate dell’Harvard Observatory, si intersecano formando motivi a stella, un elemento iconico della tradizione del quilting americano. Al centro si trova invece un grande motivo a spirale che ricorda la forma di una galassia.
La luce naturale che penetra dalla vetrata riverbera il contenuto dell’opera in schegge luminose, celebrando il minuzioso lavoro delle Harvard Astronomical Computers e trasformando l’atrio dell’università in una lanterna magica. Stitched Cosmos rende Ca’ Foscari un campo di attrazione degli opposti. Le opere esposte esibiscono l’incontro e lo scontro tra due estetiche e due paradigmi della conoscenza, quello analogico e quello digitale, ma anche tra disegno e fotografia, arte e scienza, lavoro pratico e teoria. Ne nasce una visione del sapere umano che rompe i confini tra discipline per abbracciare i limiti dell’universo conosciuto.
Metamorphosis: Beyond the Real - Searching for Victoria Lu
Inaugurazione: 7 maggio 2026, ore 18:00 – 20:00
Sede della mostra: Ca’ Foscari Esposizioni, Università Ca’ Foscari Venezia, Dorsoduro 3246, Venezia
Orari di apertura:
9 maggio - 22 novembre 2026
lunedì–sabato, 10:30 – 18:30
chiuso la domenica
Concepita al tempo stesso come retrospettiva della carriera artistica e curatoriale di Victoria Lu, sviluppatasi nell’arco di oltre mezzo secolo, come progetto curatoriale contemporaneo e come ricerca accademica, la mostra si interroga su come l’essere umano possa essere compreso, riscritto e continuamente rigenerato nell’era dell’intelligenza artificiale. Il progetto è concepito in dialogo con la 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la cui mostra In Minor Keys, immaginata dalla compianta curatrice Koyo Kouoh e realizzata secondo il suo progetto originario, pone l’accento sugli artisti come interpreti sensibili delle realtà sociali e psicologiche, prestando attenzione alle forze sottili della relazione, del divenire, della comunità e della percezione. Sullo sfondo della globalizzazione, la mostra esplora la figura di Victoria Lu, personalità di rilievo nel panorama dell’arte contemporanea cinese: tra le prime donne curatrici in Asia, una delle più precoci pioniere cinesi della curatela nell’arte contemporanea, nonché critica d’arte e narratrice transmediale.
A Venezia: nuove presentazioni e nuove esperienze nel primo anno dell’arte AI
Tenuta in parallelo con la Biennale di Venezia, la mostra si configura come un progetto di ricerca accademica che esplora come la vita di una donna possa oltrepassare, nell’era digitale e virtuale, i tradizionali vincoli della forma fisica e come, attraverso la tecnologia digitale e l’intelligenza artificiale, stiano emergendo relazioni simbiotiche profonde e durature.
Il percorso espositivo presenta nuove opere, nuovi formati e nuove modalità di fruizione avviate a Venezia da Victoria Lu insieme a numerosi innovatori interdisciplinari. Da un lato, la mostra riflette sulle esperienze e sui risultati della vita ricca di stratificazioni di Victoria Lu; dall’altro, accoglie, in una prospettiva di costante divenire, quello che la curatrice-artista considera l’anno inaugurale dell’arte AI.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso quattro sezioni interconnesse: Generation, Translation, Recomposition e Co-Writing. Attraverso il dialogo tra immagini generative (AIGC), esperimenti di co-creazione tra essere umano e macchina e opere di artisti appartenenti a generazioni diverse raccolte da Victoria Lu, la mostra costruisce un campo generativo in continua evoluzione tra storia e futuro, memoria e computazione. Il team curatoriale non costruisce per Victoria Lu un’unica narrazione lineare di storia dell’arte; al contrario, la colloca deliberatamente in una condizione di emersione continua, affinché l’intelligenza artificiale non operi come singola fornitrice di risposte, ma permetta sia a Victoria Lu sia al pubblico di diventare co-partecipi del processo di comprensione.
Dalla sua proposta e dalla pratica di metodi curatoriali crossmediali al MoCA Shanghai nel 2006 fino al suo coinvolgimento diretto con l’attuale era dell’intelligenza artificiale, Victoria Lu ha inoltre elaborato la figura del Curategist: un ruolo professionale che consente una modalità futura di produzione culturale che integra curatela, narrazione, tecnologia e strategia. Grazie a una sensibilità finemente accordata allo spirito del tempo e a un fondamento umanistico profondamente radicato nella tradizione culturale orientale, ha saputo mantenersi costantemente in dialogo con le trasformazioni artistiche del presente, affermandosi come voce pionieristica e originale del suo tempo.
La mostra presenta anche nuovi ruoli professionali della nuova era, tra cui la Project Curategist Xie Limei, il Promotion Curategist Michael Lim e l’Aesthetic Curategist Dai Wenhua.
Come osserva Fei Jun, Consulente Artistico della mostra: “Il peso della vita non l’ha schiacciata. Al contrario, ha trasformato il calore umano nella sua tonalità di fondo e ha affinato la sensibilità facendone la sua armatura. La traiettoria della sua vita è essa stessa una storia condensata della trasformazione artistica interdisciplinare.”