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Modelli digitali alleati contro il carcinoma ovarico di alto grado

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Immagine generata con intelligenza artificiale

Sviluppare nuove strategie di medicina di precisione per il trattamento del tumore ovarico. È l’obiettivo del progetto di ricerca triennale “AI-PROMISE” (Artificial Intelligence for Precision Oncology in Microfluidic Systems) coordinato da Flavio Rizzolio, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e ricercatore al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Pordenone), finanziato con 450mila euro dal Ministero della Salute nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata.

Il progetto si concentra su una delle sfide più urgenti dell’oncologia contemporanea: il carcinoma ovarico sieroso di alto grado, una forma particolarmente aggressiva di tumore ovarico, spesso diagnosticata in fase avanzata e associata a un’elevata mortalità. Proprio per la sua complessità biologica e clinica, questa malattia richiede strumenti innovativi in grado di avvicinare sempre di più la ricerca sperimentale alla realtà delle pazienti.

In questo contesto, AI-PROMISE sfrutta tecnologie avanzate come gli organoidi tumorali e le piattaforme organ-on-chip, sistemi sperimentali che permettono di riprodurre in laboratorio caratteristiche rilevanti del tumore e del suo microambiente. Gli organoidi derivati dai tumori delle pazienti e i modelli su chip offrono una rappresentazione più dinamica e realistica della malattia, consentendo di studiare la risposta ai trattamenti, osservare comportamenti cellulari e generare dati utili per costruire modelli predittivi.

Il concetto di digital twin nasce dall’idea di collegare una realtà fisica, un mini-organo, o organoide, derivato dal tumore di pazienti affette da carcinoma ovarico di alto grado a una sua controparte digitale. Questa controparte può essere aggiornata, interrogata e utilizzata per simulare scenari.

La novità di AI-PROMISE sta nel portare questa prospettiva dentro una cornice più ampia: quella dell’intelligenza artificiale come strumento di previsione, interpretazione e supporto alle decisioni.

L’Università di Pisa, partner del progetto con il professor Tiziano Tuccinardi, interverrà per la parte legata all’applicazione dell’intelligenza artificiale, contribuendo allo sviluppo di strumenti computazionali e modelli in grado di analizzare dati complessi e supportare l’interpretazione dei risultati.

Accanto a questa componente, l’Anatomia Patologica del CRO di Aviano diretta dal professore Vincenzo Canzonieri e con il coinvolgimento dellla dottoressa Isabella Caligiuri darà un contributo fondamentale attraverso lo sviluppo di organoidi derivati da tumori di pazienti affette da carcinoma ovarico, una risorsa preziosa per avvicinare la modellazione digitale alla realtà biologica e clinica della malattia.

L’integrazione tra AI, dati biologici, organoidi e tecnologie organ-on-chip, portata avanti dal progetto del professor Rizzolio, rappresenta uno degli aspetti più innovativi di AI-PROMISE. L’obiettivo non è sostituire il medico o la decisione clinica, ma fornire strumenti più avanzati per comprendere meglio la malattia, simulare possibili risposte terapeutiche e contribuire, in futuro, a orientare strategie di trattamento più mirate.
 

Enrico Costa