Cala il sipario sulla 15esima edizione di Art Night Venezia: Ca’ Foscari gremita di gente per la performance di Vinicio Capossela
Sabato 20 giugno la quindicesima edizione di Art Night Venezia ha trasformato la città in un grande palcoscenico diffuso dell’arte e della cultura. Ricchissimo programma delle iniziative: 223 eventi ospitati in 142 sedi.
L’edizione 2026 è partita dal cortile di Ca’ Foscari i saluti istituzionali alla presenza di Alessio Cotugno, Prorettore alla Comunicazione dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Paola Mar, Consigliera Delegata all’Università del Comune di Venezia, Silvia Burini, Direttrice scientifica di Art Night Venezia, Angela Bianco, Coordinatrice di Art Night Venezia, Massimiliano Munari, Head of Internal Audit di OVS, Giovanni Pellizzato, Presidente della Municipalità di Venezia, Murano, Burano.
Il saluto istituzionale dell’ateneo è stato affidato ad Alessio Cotugno, prorettore alla Comunicazione dell’Università Ca’ Foscari Venezia: “Apriamo questa 15esima edizione di Art Night Venezia che ogni anno sa rilanciarsi e rinnovarsi. E' un evento tanto atteso dal territorio e i numeri sono davvero la misura di questo successo: centinaia di sedi aperte gratuitamente in tutta la città. E' una iniziativa che sa aggregare e fare rete”.
Silvia Burini, direttrice scientifica di Art Night Venezia ha aggiunto: “E' un esempio virtuoso di ciò che la cultura crea ad alto livello. Centinaia di eventi in tutta la città grazie a questa speciale sinergia tra le istituzioni veneziane. Art Night è un collante sociale che ha creato una comunità culturale. Sono stati 15 anni intensi in cui questa rete si è rafforzata e in cui Art Night è diventata un appuntamento imperdibile per vivere la città da dentro”.
L’indimenticabile notte dell’arte, cresciuta nel tempo fino a diventare un evento imperdibile per veneziani e non, è stata ideata e continua ad essere coordinata dall’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con il Comune di Venezia, godendo del patrocinio dalla Regione Veneto e con il supporto di OVS, che con l’ateneo veneziano condivide una relazione consolidata nel tempo, fondata su una comunanza di valori e su un forte legame con il territorio.
Tra le istituzioni presenti a questa edizione: Peggy Guggenheim Collection, Punta della Dogana, Fondazione Querini Stampalia, Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, la Biblioteca Nazionale Marciana, la Scuola Grande di San Marco, Fondazione Giorgio Cini, Fondazione Musei Civici di Venezia, Fondazione Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale, Istituto Veneto Scienze, Lettere ed Arti, M9 Museo del Novecento, Museo di Palazzo Grimani, Fondazione Bevilacqua La Masa. Da segnalare la mostra fotografica “Archivio” di Dayanita Singh presso l’Archivio di Stato di Venezia e l’apertura di numerose chiese grazie alla collaborazione con Chorus e con il patriarcato di Venezia.
Il Cortile principale ha ospitato “QUINDICI!”, installazione partecipativa per festeggiare i 15 anni di Art Night Venezia. Parole, disegni, ricordi, pensieri e desideri hanno composto un'opera corale dedicata alla celebrazione dei 15 anni. Un racconto condiviso che restituisce la storia, l'identità e la comunità che hanno reso Art Night un appuntamento speciale per la città.
A seguire una performance scultorea Il fiore della neve del Nord interpretata da Andy Barrt e Anton Ershov, accompagnata dalla poesia e lettura di Gabriela Villa Galindo e dalla colonna sonora originale di Felix Ventouras: la performance, presentata all’interno di CYFEST 17: Natura Naturans: Esseri Umani, Natura, Paesaggio, festival internazionale di media art organizzato da CYLAND MediaArtLab in collaborazione con Ca’ Foscari presso CREA Cantieri del Contemporaneo, ha rievocato un’antica forma di comunicazione dei pastori di renne, in cui i messaggi venivano lasciati posando oggetti simbolici vicino a pietre o tumuli. Incarnando il fiore della neve, l’artista ha nascosto dei messaggi nei suoi petali che i visitatori hanno potuto ricevere in cambio di un messaggio da parte loro, creando un circuito di informazione vivente, radicata nella fiducia e nella reciprocità.
La sera Vinicio Capossela ha portato in scena in un cortile di ca’ Foscari gremito di gente la performance audio visiva Art Milkwood, un intrattenimento dalle tenebre, un viaggio in arte dalle tenebre iniziali, dal nero buio generante delle grotte di Lascaux alla luce artefatta dei pixel, passando per le balene, Melville, le onde radio e la luce d’umanità del poeta Dylan Thomas nella sua opera per voci “sotto il bosco di latte”.
Il programma cafoscarino è quindi proseguito fino alle 4.00 del mattino all’Auditorium Santa Margherita – Emanuele Severino con il terzo anno di Sleepless Video Art Night 2026, una maratona di opere inedite di VideoArte di artisti internazionali, a cura di Lena Herzog, CYLAND MediaArtLab, e Giulia Gelmi. In particolare TRINITY. An Immersive Lament in the Age of Extincton di Lena Herzog, poema audiovisivo immersivo che intreccia immagini, musica e tecnologia per esplorare temi legati alla cultura, alla guerra, all’estinzione e alla rinascita. L’opera è stata presentata in prima assoluta in formato immersivo, con l’utilizzo eccezionale di Apple Vision Pro.
Domenica 21 giugno mattina Art Night ha chiuso questa edizione nel giardino della sede cafoscarina di San Sebastiano con “Le petit déjeuner ARCOBALENO” in collaborazione con MALìPARMI e “Venezianissima”, Gilda Zaffagnini in dialogo con Giovanni Pellizzato. Oltre alla tradizionale competizione tra le colazioni più accattivanti e le mise en place più originali, si è tenuto anche il laboratorio per bambine e bambini "La tirannosaura Rosa" dal testo di Alessandro Niero, e condotto dagli studenti e studentesse di Ca’ Foscari coinvolte nel progetto Ca’rte Lab.
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