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Patrimonio culturale e governance globale: a Ca’ Foscari la competizione ‘Youth Innovation’ tra oltre 100 studenti e studentesse da tutto il mondo

Il team vincitore della Youth innovation competition on global governance 2026

Full immersion veneziana per più di 100 studentesse e studenti da tutto il mondo in una ‘sfida’ di idee nella Youth innovation competition on global governance 2026 che quest’anno è sbarcata a Ca’ Foscari.

Si tratta di una competizione internazionale lanciata in Cina dalla Fudan University di Shanghai specificamente focalizzata sull'innovazione giovanile applicata ai temi della governance globale e dello sviluppo sostenibile. Quest’anno la competizione si è svolta a Venezia dal 21 al 24 luglio negli spazi dell’Università Ca’ Foscari.

L’obiettivo dell’iniziativa è creare una piattaforma in cui studenti e studentesse universitari possano proporre soluzioni concrete, etiche e innovative alle sfide globali emergenti. Il patrimonio culturale mondiale e lo sviluppo della civiltà umana sono i temi di quest’anno.

I progetti sono stati valutati da una giuria internazionale composta da docenti di Ca' Foscari, della Fudan University e di altre università internazionali che hanno assegnato il premio al team composto da Khor Hui Min Khor Hui Min (Peking University), Amália Margaretha Lucas (China Medical University), Elisabeth Florentine Welz (RUB), Juan Luis Avila Montoya (Universidad de Los Andes) e Ceca Vidović (University of Novi Sad,Faculty of Technical Sciences, Serbia), autori del progetto Building the Future of Overlooked Cultural Heritage.

La Rettrice Tiziana Lippiello: “La partnership strategica tra l'Università Fudan e Ca’ Foscari è molto più di una semplice collaborazione accademica: è un ponte che unisce due antiche civiltà, accomunate dall'impegno per l'innovazione, l'eccellenza scientifica e il dialogo culturale. Insieme, le nostre università creano opportunità affinché studenti, studentesse, ricercatori, ricercatrici e docenti possano apprendere gli uni dagli altri, condurre ricerche congiunte e sviluppare soluzioni alle sfide globali. Il nostro patrimonio culturale non è soltanto un’eredità del passato. È una risorsa viva che ci permette di comprendere chi siamo, di apprezzare la ricchezza di diverse civiltà e di costruire una fiducia reciproca tra i Paesi. Ogni monumento, ogni manoscritto, ogni opera d’arte, ogni scoperta scientifica ci ricorda che le più grandi conquiste dell’umanità sono sempre scaturite dallo scambio, dalla cooperazione e dall’apertura. L’eredità di Marco Polo ci ricorda inoltre che la curiosità e il coraggio di varcare i confini possono aprire nuovi orizzonti di comprensione tra i popoli. Tutelare e promuovere il patrimonio culturale non è dunque solo una missione culturale: è anche un contributo alla convivenza e alla pace. La pace non può reggersi soltanto su accordi politici o sulla cooperazione economica. Richiede anche comprensione reciproca, rispetto per le diverse identità e la capacità di riconoscere la dignità e il valore di ogni cultura. Il patrimonio culturale crea il linguaggio attraverso il quale i popoli imparano a comprendersi a vicenda”.