Sport e management, due mondi che si allenano insieme

Ci sono settori che sembrano camminare in parallelo finché qualcuno non racconta da dentro quanto, in realtà, si sostengano a vicenda. Lo sport e il management sono due di questi mondi. Per il nuovo episodio della video series Bridging Worlds, VSM Alumni mette a confronto due alumnae della Venice School of Management che oggi vivono questa intersezione ogni giorno: Benedetta Stragiotti, Social Media Specialist di Diadora, e Arianna Mazzon, Responsabile Partnership Strategiche e Brand del Venezia FC. Due ruoli diversi, due aziende iconiche, una stessa convinzione: studiare management dentro un ateneo come Ca’ Foscari, e poi portare quel bagaglio nello sport, costruisce un manager più completo.

Per Benedetta, gli anni a Venezia sono stati prima di tutto una palestra di metodo. “Studiare management mi ha dato organizzazione, una capacità che ancora oggi sfrutto per destreggiarmi tra le mille attività del digital marketing”, racconta. L’ambiente dinamico della Venice School of Management l’ha resa eclettica: oggi può dedicare una giornata intera a metriche e reportistica fatta di soli numeri e quella successiva alla creatività più pura. È la stessa duttilità che, nel mondo sportivo, fa la differenza tra un manager che esegue e uno che interpreta. Lavorare in un’azienda sportiva, aggiunge, restituisce molto al lavoro di un manager: insegna la tenacia, l’arte di partire da sé stessi senza distrarsi, la disciplina del lavoro di squadra come capacità di non portare il peso da soli ma di distribuirlo equamente. E soprattutto insegna a guardare il fallimento per quello che davvero è: non un punto di non ritorno, ma un punto di partenza per imboccare strade che prima nemmeno si erano prese in considerazione.

Arianna porta con sé la stessa lezione, declinata sul campo delle partnership strategiche del calcio. “Studiare management a Venezia mi ha dato soprattutto un approccio pratico. Ho lavorato a tanti progetti di gruppo, hands-on, e questo mi ha insegnato a impostare il lavoro e a collaborare con gli altri.” Nel mondo dello sport, dice, queste competenze sono fondamentali: ogni progetto è un lavoro di squadra, dove comunicare, coordinarsi e fidarsi degli altri non sono opzioni, sono il prerequisito. E lo sport, a sua volta, allena il manager: ricorda quanto contino le decisioni rapide, la gestione della pressione, la capacità di mantenere un obiettivo chiaro anche dentro la complessità.

È in questo scambio che si rivela il senso più autentico di “Bridging Worlds”: il management dà allo sport metodo, lettura dei dati, capacità di costruire progetti scalabili; lo sport restituisce al management mentalità di squadra, resilienza, lucidità sotto pressione. Le due alumnae lo dimostrano con biografie professionali distinte ma convergenti, raccontando una verità che il percorso universitario può solo seminare e che poi spetta a ciascuno far germogliare: le competenze non vivono dentro recinti.

La community VSM Alumni nasce proprio per dare voce a storie come queste — ponti tra industrie, geografie e generazioni — e per ricordare a chi sta ancora studiando che la propria carriera potrà essere un campo di gioco molto più ampio di quanto immagini.