Il nuovo cinema taiwanese

Breve storia del Nuovo Cinema Taiwanese: 1982-1987.

Brevi cenni sulla storia della musica popolare taiwanese

La musica che, agli inizi dello scorso secolo, si diffondeva nell'isola di Formosa e che, passeggiando nei quartieri delle Case da Tè, pervadeva l'aria era per la maggior parte giapponese, importata dai numerosi militari nipponici che popolavano città portuali come Keelung o Tamshui e che si recavano nei locali alla ricerca di un qualche svago serale. L'enka, ballata giapponese su scala pentatonica, è uno dei primi generi “stranieri” destinati a segnare il futuro musicale dell'isola..

 

Xiao Bai Wu Jin Ji

La vita di una donna raccontata dall'ex-assistente alla regia di Tsai Ming-liang e Sylvia Chang.

Il buco - The hole

Il cinema di Tsai è più grande di ogni sforzo interpretativo. Ed è "difficile", perché non è mai banale e prevedibile.

Storia di orologi e di fantasmi - Che ora è laggiù

Con Che ora è laggiù, Tsai Ming-liang ha saputo approfittare della necessità per ribadire il proprio universo creativo, allargandone contemporaneamente la tavolozza dei toni e l'ampiezza del discorso sulla condizione umana che gli sta dietro.

 

A conversation with God

Note sul cortometraggio di Tsai, girato in digitale.

Vite separate tra pareti invisibili

Tsai racconta il disagio dilagante, lo svuotamento della persona, l'annientamento della comunicazione, la frammentazione dell'esistenza, l'estinzione dei valori

Ni Nei Pien Chi Tien

Benoit Delhomme, direttore della fotografia, ha detto «non ho mai visto nessuno così preciso nella ricerca della composizione del quadro. C'è come una ricerca verso la perfetta leggibilità, ma anche la voglia di insinuare dei segni da decifrare».