FEAMP - Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 2014-2020

Il FEAMP è il fondo per la politica marittima e della pesca dell'Unione Europea per il periodo 2014-2020.

Si tratta di uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (fondi Sie) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa.

Il fondo:

  • sostiene i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile
  • sostiene la redditività e la competitività della pesca e dell'acquacoltura
  • aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie
  • sostiene interventi che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee.

Il fondo utilizza risorse messe a disposizione dall'Unione Europea, cofinanziate da risorse nazionali e regionali. A ciascun Paese viene assegnata una quota della dotazione complessiva del Fondo in base alle dimensioni del proprio settore ittico. Ogni Paese deve quindi predisporre un programma operativo (Po), specificando le modalità di utilizzo delle risorse assegnate.

Nel Portale della Regione del Veneto è disponibile la programmazione definita all'interno del Programma Operativo Regionale - POR FEAMP 2014-2020.

Progetti FEAMP finanziati a Ca' Foscari

Reg. (UE) n. 508 del 15 maggio 2014 - Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP)

Valutazione e miglioramento del grado di sostenibilità ambientale della pesca artigianale nei siti Natura 2000 della laguna di Venezia - 02/AIRBC/2018

Intervento finanziato dal PO FEAMP 2014-2020

Il progetto ha avuto lo scopo di promuovere la sostenibilità ambientale della pesca artigianale e di tutelare la biodiversità in laguna di Venezia.
Il progetto ha previsto:

  • Il monitoraggio mensile delle attività di pesca tradizionale durante l’autunno 2020 e la primavera 2021, in tre differenti macroaree di pesca della laguna di Venezia.
  • La caratterizzazione ambientale delle tre macroaree di pesca, sia mediante il rilevamento dei principali parametri chimico fisici dell’acqua sia mediante l’analisi di immagini satellitari ad alta risoluzione che hanno permesso di effettuare la mappatura dei diversi tipi di habitat.
  • La sperimentazione, in una delle tre macroaree di pesca, di attrezzi modificati al fine di migliorarne la selettività di cattura, per ridurre l’impatto sulle specie di interesse conservazionistico e per contenere gli effetti negativi della presenza della specie aliena invasiva Mnemiopsis leidyi (noce di mare).
  • La stesura di una guida di buone pratiche per una pesca artigianale sostenibile e per la tutela della biodiversità lagunare.

Le attività di monitoraggio hanno permesso, in particolare, di mappare la distribuzione e determinare la stagionalità delle catture della pesca artigianale nelle tre aree di pesca considerate, rilevando e quantificando l’eventuale presenza e abbondanza di specie aliene nel pescato. Questa attività ha permesso anche di monitorare i rifiuti di origine antropica che periodicamente risultano presenti nello scarto delle attività di pesca tradizionale.
Le tre aree sono risultate marcatamente diverse dal punto di vista ambientale e questo spiega, almeno in parte, le differenze osservate in termini di composizione delle catture.
La sperimentazione di attrezzi da pesca modificati ha permesso di valutarne l’efficacia in termini di riduzione degli impatti della pesca sulla biodiversità lagunare e sulle risorse biologiche stesse (tutela degli individui non commerciabili perché al di sotto della misura minima consentita). Questi attrezzi si sono anche rilevati efficaci per ridurre l’impatto negativo della noce di mare sulla pesca artigianale con reti fisse.
Tutte le attività sono state rese possibili grazie alla fattiva collaborazione dei pescatori professionisti operanti nelle tre macroaree di pesca considerate.
Nel complesso, il progetto ha evidenziato le potenzialità della pesca tradizionale in laguna di Venezia, non solo come un’attività di sfruttamento sostenibile delle risorse biologiche lagunari, ma anche come un‘attività che può effettivamente contribuire ad una gestione ambientale finalizzata alla conservazione degli habitat e della biodiversità lagunare.

Responsabile scientifico: Piero Franzoi
Durata: 10/03/2020 - 11/12/2021
Video presentazioni 24/11/2021

EXCHANGE II - Valutazione dell’importanza degli scambi mare-laguna per il mantenimento degli stock ittici soggetti a sfruttamento commerciale

Il progetto mira a migliorare la gestione degli stock ittici di specie che migrano dentro e fuori la laguna di Venezia durante il proprio ciclo vitale, mediante la quantificazione e caratterizzazione dei flussi di biomassa attraverso le bocche di porto, contribuendo così ad assicurare la sostenibilità della pesca, a proteggere e ripristinare la biodiversità e l’ecosistema lagunare/costiero. Il progetto intende estendere e integrare la base di risultati prodotta con il progetto EXCHANGE (01/RBC/2017), applicando l'innovativa metodologia di monitoraggio bioacustico, sperimentata in quell'ambito, a tutte e tre le bocche di porto della Laguna e ai canali circostanti. I dati raccolti forniranno la base per la redazione delle linee guida necessarie per l’aggiornamento del piano di gestione della pesca lagunare, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità dell’attività di pesca nel tempo, e di favorire la resilienza del sistema lagunare.

Responsabile scientifico: Fabio Pranovi
Durata: 19/12/2019 - 02/12/2020
Video presentazione e interviste di progetto

EXCHANGE - Valutazione dell’importanza degli scambi mare-laguna per il mantenimento degli stock ittici soggetti a sfruttamento commerciale

Il progetto ha come obiettivo l'analisi dei flussi tra mare e laguna per comprendere le dinamiche che regolano le popolazioni di organismi soggetti a sfruttamento sia all'interno sia all'esterno della laguna. Un focus particolare è dedicato alla presenza di Mnemiopsis leidyi, uno ctenoforo alieno, che negli ultimi due anni ha invaso la laguna e che potrebbe causare notevoli problemi per le popolazioni ittiche. L’attività di quantificazione dei flussi è resa possibile grazie all’impiego di una tecnologia acustica attiva (Scientific Echosounder) mai sperimentata prima nell’area di studio.

Referente scientifico: Fabio Pranovi
Durata: 08/01/2018 - 21/12/2018

Last update: 13/01/2022