Risultati Erasmus+ International Credit Mobility (ICM)

La sotto-azione Erasmus+ ICM finanzia progetti di scambio di studenti e studentesse, docenti e personale tecnico-amministrativo con Paesi extra-Europei.
L’ICM rappresenta un elemento di connessione tra le dimensioni della mobilità internazionale e quella dell’attrazione di finanziamenti europei attraverso la partecipazione a bandi competitivi. Ciò in quanto la richiesta dei fondi, utilizzabili per l’erogazione di borse di mobilità per studio, traineeship, docenza, formazione professionale, avviene attraverso la presentazione di proposte progettuali per Paese/Regione partner che subiscono una valutazione qualitativa da parte di esperti esterni, il tutto gestito in maniera decentrata dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE.

In generale nel periodo di Programmazione Erasmus+ 2014-2020 UNIVE è stato l’Ateneo che ha raccolto il maggior ammontare di fondi per l’Azione ICM tra tutte le Università italiane, per un totale di 6.069.733 €.

Nella tabella è illustrato l’andamento delle entrate da progetti ICM a partire dal 2015 (l'assenza del dato relativo al 2021 è dovuta alla fase di transizione tra i due periodi di programmazione).

Entrate da progetti ICM dal 2015

Anni Milioni di €
2015 1,32
2016 0,79
2017 0,3
2018 1,64
2019 1,61
2020 0,39
2022 1,53
2023 0,68
2024 0,23
2025 0,18

I risultati didattici e le storie di successo

L’attuazione dei progetti ICM ha permesso fin qui di raggiungere una serie considerevole di risultati e buone pratiche, tra cui segnaliamo:

il sostegno ai 

  • il sostegno ai corsi di lingua albanese, amarica, portoghese, serba e croata, thai, vietnamita presso i Dipartimenti di Studi Linguistici e Culturali Comparati e di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, realizzati interamente o supportati parzialmente da docenti incoming di madrelingua;
  • la promozione e diffusione dell’insegnamento dell’italiano all’estero ad opera del LabItals di UNIVE, con attività di aggiornamento metodologico dei docenti di italiano come lingua straniera che operano in Armenia, Azerbaigian, Camerun, Corea del Sud, Georgia, Iraq, Kosovo, Libano, Tunisia e Uzbekistan;
  • il sostegno a iniziative didattiche di scambio linguistico e interculturale come il "Vietnamese-Italian Language Partner Program";
  • la conclusione del progetto di traduzione e pubblicazione dell’edizione critica in lingua mongola della versione ramusiana dei viaggi di Marco Polo, celebrata con una presentazione ufficiale del libro a Ulaanbaatar;
  • l’organizzazione di eventi quali le Settimana della Cultura Palestinese con interventi di docenti della Al-Aqsa University di Gaza (Palestina) e della University of Jordan (Giordania), oppure la tavola rotonda "L'Isola che ci abita. Trent'anni di rapporti accademici, culturali, sociali e umani con Cuba", in occasione della quale è stato presentato il volume L’Isola che ci abita / La Isla que nos habita Ca’ Foscari, Ca’ Granda, Cuba (2024, Milan University Press);
  • l’organizzazione di conferenze e giornate di studio internazionali come il Convegno “Sociedades en entornos fluviales” presso le Università di Rosario e La Plata (Argentina), o la giornata di studio "Diari di viaggio - Scritture e paesaggi tra mondi lontani", che si è svolta a Venezia e ha coinvolto beneficiarie in mobilità dalla Universidad de Buenos Aires (Argentina);
  • l’organizzazione e il sostegno delle Summer School "Redefining the EU’s role in EaP [Eastern Partnership] in the New Decade" con ADA University (Azerbaigian) nel 2022; “Translation Studies - Humanised technology, automated creativity: bridging illusory divides in translation” con docenti dalle Università di Ottawa (Canada), Auckland (Nuova Zelanda) e Melbourne (Australia) nel 2022; “Winter School in Translation Studies”  con docenti dalle Università di Stellenbosch (Sudafrica) e California State Long Beach (USA) nel 2023; “Translation Studies: Authenticity, Adaptability and AI” con docenti dalle Università di Melbourne (Australia), Stellenbosch (Sudafrica), California State Long Beach e Stony Brook (USA) nel 2025.
  • la realizzazione di numerose pubblicazioni e progetti di ricerca congiunti, ad esempio: il sostegno alle attività delle missioni archeologiche di Ca’ Foscari in Armenia e Georgia, nonché pubblicazioni delle ricerche archeologiche congiunte fra Ca’ Foscari e la Quaid-i-Azam University (Pakistan) nella regione pakistana del Sindh Meridionale; progetti di ricerca sull’analisi della leadership, della resilienza emotiva e del benessere degli agenti di polizia australiani e italiani in situazioni di stress;
  • un più attivo coinvolgimento di Ca’ Foscari nell’ambito della cooperazione internazionale e del sostegno alla cooperazione accademica anche in aree di conflitto, come nel caso dei progetti con Palestina e Sudan;
  • l’organizzazione di seminari e guest lectures tenute dai docenti in scambio che hanno toccato i più svariati argomenti e coinvolto un vastissimo pubblico studentesco a Venezia e presso i partner. In particolare, sono anche state introdotte discipline prima del tutto assenti, quali linguistica bantu e lingua swahili a Ca’ Foscari, la linguistica generativa presso le Università di Tirana (Albania) e Prishtina (Kosovo), e gli ultimi approcci in tema di linguistica teorica presso la Yerevan State University (Armenia).

A coronamento del primo settennato del Programma Erasmus+ è stata tenuta una Staff Training Week a Venezia dedicata alla progettazione e gestione dell’E+ ICM, cui hanno partecipato 12 colleghe e colleghi dagli uffici relazioni internazionali di 10 Atenei partner.

A questi ed altri risultati eccellenti del programma è stato dato risalto attraverso la pubblicazione di articoli ed eventi online di cui forniamo di seguito una breve selezione:

Nel 2022 l’Ufficio Relazioni Internazionali ha condotto un’indagine tra chi ha partecipato dal 2016 al 2021 a mobilità E+ ICM, per valutare l’impatto a lungo termine sulla situazione lavorativa e professionale e identificare le competenze acquisite grazie alla mobilità.

Un alto numero di studenti afferma che partecipare a Erasmus+ ICM ha contribuito all’internazionalizzazione della carriera universitaria e lavorativa e che la mobilità ha influenzato profondamente la loro vita personale e professionale.

La maggioranza di chi ha partecipato al sondaggio ha trovato lavoro dopo la laurea. Studentesse e studenti incoming lavorano principalmente nel settore dell’istruzione come insegnanti o docenti a livello universitario (33%), mentre la percentuale più alta delle cafoscarine e dei cafoscarini in uscita lavora come product/sales manager (22%), project manager (11%) e docenti (11%).

Secondo le risposte al sondaggio, Erasmus+ ICM è un valore aggiunto in termini di competenze acquisite durante la mobilità. Tra le soft skills apprese vi sono maggiore indipendenza, capacità di lavorare in gruppo, nuove metodologie di studio, adattabilità a contesti internazionali e maggior apertura mentale. Spiccano le competenze interculturali e linguistiche che vengono riconosciute come le principali abilità acquisite sia per gli studenti in entrata che in uscita. 

Il progetto è un’esperienza di studio, ma anche un’opportunità per migliorare le proprie competenze trasversali. Anche le valutazioni dei membri del corpo docente che hanno partecipato a programmi Erasmus+ICM riflettono questa tendenza. Infatti, il programma ha permesso loro di migliorare non solo le proprie competenze accademiche (quali networking internazionale e acquisizione di metodi innovativi), ma anche le abilità relazionali e interculturali.

Last update: 11/03/2026