Eleonora #studentvoices: "frequento un corso che intercetta le tendenze dell'economia globale e che prepara al mondo del lavoro"
Eleonora Baretta frequenta il secondo anno di laurea magistrale in Global Accounting and Finance.
Quali sono, secondo te, i punti di forza del tuo corso?
Il corso magistrale della Venice School of Management di Ca’ Foscari, interamente in lingua inglese, si caratterizza per un approccio internazionale in grado di intercettare le recenti tendenze dell’economia globale. Questo rappresenta sicuramente uno dei punti di forza che più mi hanno spinta ad intraprendere questo percorso, ma non solo. Il corso in Global Accounting and Finance propone un’ampia varietà di esami a scelta che permettono di approfondire competenze anche in ambiti prettamente manageriali e strategici in base all’interesse personale (ad esempio i corsi di Leadership, di International financial management e di Business model innovation). Questo denota dunque un ampio margine di personalizzazione degli studi che possono seguire una direzione “professional” (con un focus sulla contabilità) oppure “manageriale” (acquisendo solide competenze finanziarie e contabili che però lasciano spazio anche ad un approccio più strategico). Per ogni corso, poi, vengono proposti lavori di gruppo ed attività che possono essere integrativi o, in alcuni casi, addirittura sostitutivi al tradizionale esame scritto o orale. Questo approccio ci permette quindi di esperire situazioni più pratiche che ci preparano al mondo del lavoro.
Scegliere l'Università, e un corso in particolare, può essere un percorso complicato. Tu come hai fatto?
Scegliere il percorso di laurea è estremamente complicato e può succedere di sbagliare. Personalmente ciò che ho ricercato nel corso di laurea magistrale è stata la multidisciplinarietà dei corsi proposti. In tal senso Global Accounting and Finance garantisce una solida preparazione finanziaria che è sempre più richiesta dal mercato del lavoro, ma allo stesso tempo permette di approfondire altri aspetti strategico-aziendali in base agli interessi personali.
Hai capito subito quali erano le tue passioni?
Penso che capire realmente quali siano le proprie passioni sia il risultato di un lungo percorso di maturazione. Per me non è stato facile comprendere verso quale percorso indirizzare i miei studi proprio perché, spesso, le passioni che si hanno possono anche appartenere a mondi profondamente diversi tra loro. Durante il percorso di laurea triennale ho avuto l'opportunità di conoscere diverse sfaccettature dell’economia e delle realtà aziendali esistenti. Ho cercato quindi di capire quali fossero le professioni che trovavo più stimolanti e nelle quali pensavo di poter render meglio. Quest'ultimo fondamentale passaggio è frutto di un consapevole riconoscimento dei propri punti di forza. Il mio personale consiglio, a chi sta per intraprendere un percorso universitario, è quello di coltivare le proprie passioni, lasciando però sempre spazio anche ad altri interessi e studi per avere una visione globale del sistema e più possibilità per il proprio futuro professionale.
Cosa significa per te fare parte della comunità cafoscarina?
Essere parte della comunità cafoscarina è innanzitutto sicuramente fonte di orgoglio. La nostra università è rinomata per la qualità dei servizi offerti tanto che la Venice School of Management ha persino ricevuto il riconoscimento EQUIS. Vorrei riassumere la nostra università cinque con parole: tradizione, passione, coesione, integrazione e proattività.
Quali sono i tuoi 'luoghi del cuore' della vita universitaria?
Essendo una studentessa della VSM frequento il Campus Economico di San Giobbe. La BEC (biblioteca di area economica) è sicuramente il luogo cult dove si condividono idee, progetti, ricerca e anche lo studio durante le sessioni d’esame. Ma non solo, anche la caffetteria è un luogo importante d’incontro dato che, al di fuori delle fasce orarie dedicate al pranzo, viene utilizzato come una sorta di aula studio e di ritrovo.
Hai una passione che coltivi grazie (o parallelamente) all'esperienza universitaria?
Personalmente ho da sempre cercato di integrare la vita universitaria con molte diverse passioni ed attività. Oltre allo sport che pratico regolarmente, faccio parte dell’associazione studentesca Invenicement - a Starting Finance Club. Si tratta di un club di finanza interamente gestito da studenti e studentesse dell’università con l’obiettivo di mediare e facilitare l’approccio al mondo del lavoro attraverso eventi, workshop e caffè con diversi manager di notevole rilevanza . Ci sono altre community cafoscarine che trattano molti argomenti e interessi. Ritengo che la partecipazione a questi gruppi sia di vitale importanza perché permette innanzitutto di relazionarsi con altri colleghi e colleghe che stanno intraprendendo un percorso parallelo di crescita professionale e l'incontro può essere fonte di stimolo e reciproca motivazione.
Durante il mio percorso universitario, ho partecipato a molte iniziative proposte dall’università, come ad esempio: il progetto “Vivi tre giorni da manager” in collaborazione con Manageritalia e il progetto di mentorship LeadHer in collaborazione con l’associazione Aidda. Consiglio caldamente ai futuri cafoscarini e cafoscarine di sfruttare al massimo tutte le numerose ed interessanti opportunità che l’università mette a disposizione, come le attività autogestite, i progetti e levisite aziendali; credo siano significativi acceleratori di crescita professionale.
Che consigli ti senti di dare alle matricole cafoscarine?
Partecipare attivamente alla vita universitaria: questo non vuol dire performare al massimo in ogni esame universitario, bensì vivere l’università come un luogo dove si condividono idee, passioni e punti di vista. Una delle cose più importanti che ho capito durante il mio percorso è che lavorando insieme ad altre persone si raggiungono obiettivi in modo più rapido, efficace e significativo. Un altro aspetto estremamente importante che desidero sottolineare è quello di vedere i docenti e le docenti come figure con le quali interagire in maniera proattiva e con cui condividere idee e progetti; è importante per loro ricevere feedback e ascoltare possibili intuizioni di giovani menti come le nostre. Consiglio infine di coltivare la curiosità, l'intraprendenza e essere continuo stimolo per sé stessi e per gli altri.
Dove ti vedi tra dieci anni?
Spero di essermi realizzata dal punto di vista professionale e di fare un lavoro che mi piaccia. Stando agli obiettivi e alle ambizioni professionali attuali, mi immagino in un'azienda di consulenza strategica aziendale che poi mi permetta, in un futuro più lontano, di lavorare al servizio di aziende multinazionali.