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Intelligenza artificiale e radio multilingue: il contributo di Ca' Foscari per la lingua araba

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In occasione della Giornata Mondiale della Radio del 13 febbraio, promossa da UNESCO e dedicata al tema “Radio e Intelligenza Artificiale”, COPEAM – Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo – ha presentato  risultati del progetto pilota “Artificial Intelligence for Multilingual Radio Broadcasting”, realizzato con il supporto dell’UNESCO e con il contributo scientifico del RAI CRITS e dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

La sperimentazione ha testato l’uso dell’intelligenza artificiale in tre fasi della produzione multilinguetrascrizione, traduzione e doppiaggio – applicandolo alla serie internazionale in arabo Arab Philosophers – Ancient and Contemporary (COPEAM e ASBU). Come sottolinea Claudio Cappon, Segretario Generale COPEAM, «l’integrazione efficace degli strumenti di IA nei processi di adattamento linguistico consente di ampliare la circolazione internazionale dei contenuti radiofonici, favorendo la collaborazione tra emittenti e l’accesso a nuovi pubblici».

All’interno del progetto, l’Università Ca’ Foscari – attraverso la partecipazione di Bishara Ebeid, docente di lingua e letteratura araba presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea – ha svolto un ruolo chiave nella validazione linguistica dei materiali, occupandosi della revisione specialistica delle trascrizioni automatiche in arabo e della traduzione verso l’italiano. Il lavoro ha permesso di valutare in modo sistematico l’affidabilità degli output generati dall’intelligenza artificiale e di migliorarne la qualità attraverso interventi filologici e linguistici umani. I risultati indicano risparmi di tempo e una resa complessivamente buona nei passaggi intermedi: la trascrizione automatica è risultata affidabile tra 75% e 80%, mentre la traduzione automatica tra 60% e 65%. Allo stesso tempo, emerge con chiarezza che, soprattutto su contenuti culturali complessi, la qualità finale richiede una revisione umana per garantire precisione linguistica, coerenza editoriale e qualità espressiva. 

Inoltre, il lavoro ha messo in luce criticità specifiche legate al trattamento di lingue come l’arabo che, pur essendo di ampia diffusione, risultano sotto-rappresentate nei dataset di addestramento dell’IA e sono caratterizzate da una forte varietà dialettale: fattori che incidono direttamente su affidabilità e stabilità dei risultati. Dal punto di vista tecnico, la sperimentazione ha valutato anche la qualità del doppiaggio generato dall’IA in termini di sincronizzazione, chiarezza, espressività e naturalezza, confermando che l’IA può rappresentare un supporto operativo utile, ma che il raggiungimento di standard professionali richiede comunque supervisione editoriale, revisioni manuali e perfezionamento tecnico.

Come sottolinea Bishara Ebeid, «L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura, ma una realtà concreta che, per molti studiosi e ricercatori, è già parte integrante del lavoro quotidiano. Grazie a questo progetto pilota ho potuto osservare da vicino il funzionamento dell’AI nella trascrizione di un audio in lingua araba e nella sua traduzione in italiano, seguendo l’intero processo di lavoro e monitorandone attentamente i risultati.
Per le scienze umanistiche e linguistiche, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale consente un notevole risparmio di tempo, che può essere reinvestito in ulteriori attività di ricerca. Come accade per altri strumenti tecnologici già in uso, anche l’AI resta tuttavia un mezzo: uno strumento da impiegare con consapevolezza, prudenza e costante revisione, poiché non può sostituire l’intelligenza umana né la profondità dello sguardo e della sensibilità e della creatività dell’animo umano».

Federica Ferrarin