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Parliamo di empatia, merito e diversità con Samah Karaki, neuroscienziata e autrice

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Come mai alcuni conflitti o disastri globali non riescono a suscitare in noi un’empatia duratura? Le neuroscienze e la sociologia dimostrano che le nostre scelte, personali e collettive, sono dettate da emozioni plasmate dalle strutture culturali, politiche e mediatiche. Questo genera un meccanismo selettivo, che ci spinge a riservare la nostra capacità di identificazione quasi esclusivamente verso ciò che sentiamo più familiare e simile a noi.

A partire da questa riflessione Samah Karaki – neuroscienziata nata a Beirut nel 1984 e fondatrice del Social Brain Institute, che dal 2014 applica le scienze cognitive alla giustizia sociale e ambientale – ha sviluppato il suo primo saggio tradotto in italiano, “L’empatia è politica” (add editore, 2026). Presentato al festival internazionale di letteratura "Incroci di Civiltà" dell’Università Ca’ Foscari Venezia, il libro scardina l'idea di un'empatia innata e universale. Per la nostra rubrica "A più voci", Karaki ha dialogato con Sara De Vido, professoressa di Diritto internazionale: un confronto su emozioni selettive, merito e diversità da cui emerge uno sguardo acuto e lucido sulla società e sull'agire umano.