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Francesco #studentvoices: “piano di studi su misura, contesto vivo e ricco di storia e ottima organizzazione per la mobilità all’estero”

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Francesco Pedron è uno studente del corso di laurea in Conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

Scegliere l'Università, e un corso in particolare, può essere un percorso complicato. Tu come hai fatto?

Scegliere l'università e il corso di studi non è stato affatto semplice. Finito il liceo, ero convinto della mia scelta, convinto di avere le idee chiare e così mi sono trasferito a Torino per iniziare un corso di laurea in ingegneria meccanica. Dopo poco tempo, però, mi sono reso conto che quello non era il percorso di studi adatto a me. E dopo diverse riflessioni mi sono deciso ad abbandonare gli studi lì per intraprendere un percorso diverso. Tornato a Venezia, mi sono interessato alla proposta del corso in Conservazione e gestione dei beni culturali con indirizzo in storia dell'arte ed ho pensato potesse essere la strada giusta. Ad oggi lo posso confermare.
 

Quali sono, secondo te, i punti di forza del tuo corso?

In primo luogo sicuramente la possibilità di personalizzare il percorso di studi. Sin dall'inizio mi ha colpito l'ampia scelta di esami che l'università offre per il corso che ho scelto. Ciò mi ha permesso di "cucire" come un vestito su misura il mio piano di studi in modo che fosse conforme ai miei interessi, alle mie passioni e alle mie visioni. 
Degna di nota credo sia anche la posizione dell'università. Ritengo che studiare storia dell'arte in una città come Venezia rappresenti un'opportunità unica. È un contesto incredibilmente vivo e ricco di storia, costellato di musei, fondazioni ed esposizioni internazionali come, tra tutte, la Biennale. Avere il privilegio di formarsi in un ambiente del genere offre un valore aggiunto continuo.
Ed infine, l'ateneo ha un'ottima organizzazione per la mobilità all'estero. Grazie a tale efficienza, ho avuto modo di prendere parte al programma Erasmus con grande facilità. Penso che i periodi di studio all'estero promossi dall'università siano fondamentali poiché si traducono spesso in esperienze formative e personali che ti cambiano davvero la vita.
 

Hai capito subito quali erano le tue passioni?

No, anzi. Devo ammettere sia stato un percorso piuttosto tortuoso. Da sempre nutro un forte interesse per la storia dell'arte, ma all'inizio la consideravo solo una passione da approfondire in modo trasversale, separatamente dai miei studi.
Nel momento in cui ho realizzato che la facoltà di ingegneria non facesse per me, ho deciso di cambiare indirizzo. Non nego di aver avuto diverse incertezze e interrogativi, ma ho pensato che fosse arrivato il momento di far conciliare la mia passione con il percorso universitario dedicandomi a ciò che davvero intendevo esplorare. Non appena iniziato il corso di laurea è cambiato tutto. Essere qui ha permesso di far riaffiorare quella passione latente che avevo sia per la storia dell'arte che per le materie umanistiche, convertendola in qualcosa di molto più grande. Infatti oggi, con gli strumenti che sto acquisendo, quella scintilla è diventata un desiderio concreto. La mia ambizione, adesso, sarebbe riuscire a impiegare e mettere a frutto le competenze raggiunte per poter produrre, in futuro, un cambiamento e un impatto positivo nella città in cui sono nato e vivo: Venezia.
 

Cosa significa per te fare parte della comunità cafoscarina?

Per me, da veneziano, significa far parte di una comunità di persone provenienti da contesti diversi che condividono i miei interessi, ma anche essere parte di un'istituzione viva che attrae persone in una città che ne ha estremo bisogno.
 

Hai una passione che coltivi grazie all'esperienza universitaria? Ci racconti la tua esperienza?

Grazie alle attività proposte da Ca' Foscari ho avuto la possibilità, nonostante io sia nato e cresciuto a Venezia, di scoprire la barca a remi e di imparare la voga alla veneta. Un'esperienza che mi ha dato davvero tantissimo poiché mi ha permesso di praticare uno sport che rappresenta una delle tradizioni più profonde e radicate della città e di scoprire una passione che non pensavo minimamente di avere. Ero così entusiasta che, dopo l’esperienza offerta dall’università, mi sono iscritto ad una remiera qui a Venezia e adesso pratico questo sport settimanalmente.
 

Che consigli dai alle nuove matricole cafoscarine?

Consiglio anzitutto di frequentare le lezioni. Ascoltare professori e professoresse è un valore aggiunto per la propria formazione e, soprattutto, in aula conoscerete le persone che diventeranno i vostri punti di riferimento per gli anni a seguire. Oltre a questo, approfittate delle tante attività che l’università offre. Vivetevi al meglio la vita universitaria per stringere relazioni e scoprire realtà nuove.
 

Dove ti vedi tra 10 anni?

Tra 10 anni mi vedo a lavorare a Venezia, con l'auspicio di poter influenzare, anche in minima parte, l'andamento culturale della città e contribuire attivamente ad affrontare le sue sfide.