Luca Parrella - ConSolutio

A cura di VSM Alumni, settembre 2026

Il futuro delle organizzazioni resta umano

Laurea vecchio ordinamento: Economia Aziendale

Da oltre trent’anni Luca Parrella lavora al fianco di imprese, Consigli di Amministrazione e management team per accompagnare l’evoluzione delle organizzazioni e valorizzarne il capitale umano. Esperto di gestione e sviluppo delle risorse umane, nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di Direttore Risorse Umane, Direttore Generale e consulente di sviluppo organizzativo, aiutando realtà industriali e di servizi a tradurre le strategie aziendali in politiche, processi e modelli organizzativi efficaci. Specializzato in change management, sviluppo della leadership e progettazione di modelli aziendali innovativi, Parrella ha maturato una visione nella quale strategia, organizzazione e persone sono dimensioni strettamente connesse. Un approccio che porta anche nel suo ruolo di CEO e Partner di ConSolutio S.r.l., società di consulenza di direzione attiva nei campi dell’organizzazione aziendale, della trasformazione organizzativa e della gestione strategica delle risorse umane.

Alle origini di questo percorso c’è Ca’ Foscari, dove Parrella si è laureato in Economia Aziendale nel marzo 1992. Gli anni trascorsi tra Ca’ Bembo e le altre sedi veneziane non hanno rappresentato soltanto una fase di formazione accademica, ma un’esperienza decisiva dal punto di vista umano e professionale. Determinante è stato, in particolare, l’incontro con il professor Giovanni Costa, con il quale Parrella scelse di laurearsi. Le sue lezioni gli trasmisero una convinzione destinata a orientare la sua intera carriera: il vero vantaggio competitivo di un’impresa risiede nelle persone. Da quella intuizione nacque la sua vocazione per le risorse umane, consolidata prima attraverso un esame aggiuntivo di Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale, poi con uno stage nella Direzione Risorse Umane del Gruppo PAM e, anni dopo, con il conseguimento di una seconda laurea in Consulenza del Lavoro.

Il rapporto con l’Università Ca’ Foscari Venezia e con la Venice School of Management, tuttavia, non si è concluso con la laurea. Parrella è infatti entrato in ALEA (Associazione Laureati in Economia Aziendale, oggi confluita in VSM Alumni) subito dopo gli studi, riconoscendo nell’associazione un punto di incontro privilegiato tra università e mondo del lavoro. Ne ha fatto parte a lungo, ricoprendo per due mandati il ruolo di Presidente e contribuendo, come cocuratore, alla realizzazione del volume 30+ anni di aziendalisti in Laguna, dedicato alla storia dell’associazione e degli studi manageriali a Venezia. Questa esperienza lo ha portato successivamente a partecipare al primo Consiglio Direttivo di Venice School of Management Alumni, accompagnando il passaggio di testimone da ALEA alla nuova community della School.

In questa intervista, Luca Parrella ripercorre le tappe che hanno segnato la sua formazione e la sua carriera, raccontando l’incontro che ha orientato la sua vocazione professionale, il valore dell’approccio multidisciplinare appreso all’università e il suo impegno nella costruzione della community Alumni. Dalle sue parole emerge una visione chiara: le organizzazioni più solide sono quelle capaci di far crescere insieme strategia, struttura e persone, mentre nessuna carriera può davvero svilupparsi senza relazioni, confronto e disponibilità a condividere esperienze e conoscenze.

Il tuo percorso a Ca' Foscari comincia sui banchi di Ca' Bembo, la scuola manageriale veneziana degli anni Ottanta e Novanta. Che ricordo hai di quegli anni e, soprattutto, cosa hai imparato in aula che ancora oggi metti in pratica nel tuo lavoro?
Ho ricordi bellissimi di quel periodo. Erano anni di studio intenso, ma anche di entusiasmo, amicizie e grandi aspettative. Quando iniziai il corso di Economia Aziendale, Venezia era uno dei pochissimi punti di riferimento italiani per gli studi manageriali, insieme alla Bocconi. Eravamo oltre mille studenti iscritti ogni anno e frequentare le lezioni non era sempre semplice: bisognava partire all'alba da Padova, affrontare il viaggio in treno e poi attraversare a piedi Venezia per raggiungere sedi diverse, da Ca' Bembo a Santa Marta, dal Cinema Italia fino a Ca' Foscari.

Quel pendolarismo, però, contribuì a creare una vera comunità di studenti. Il viaggio quotidiano diventava un'occasione di confronto, amicizia e crescita. Ancora oggi ricordo con piacere la sensazione di scoprire Venezia giorno dopo giorno, vivendo una città straordinaria che è stata parte integrante della mia formazione.

Sul piano accademico, ciò che mi ha maggiormente segnato è stato l'approccio multidisciplinare del corso di laurea. Economia, diritto, matematica, organizzazione: discipline diverse che ci insegnavano a leggere l'impresa nella sua complessità. È un metodo che continuo ad applicare ogni giorno nel mio lavoro. Non a caso, proprio grazie a quell'esperienza è nata anche la mia passione per il Diritto del Lavoro, che molti anni dopo mi ha portato a conseguire una seconda laurea in Consulenza del Lavoro. Credo che la capacità di integrare competenze diverse sia ancora oggi uno degli insegnamenti più preziosi ricevuti a Ca' Bembo.

La tua carriera si è concentrata sulle risorse umane. Come è nata questa vocazione e cosa ti ha portato a fare delle persone il centro del tuo lavoro?
Se dovessi indicare una persona che ha influenzato il mio percorso professionale, direi senza esitazione il professor Giovanni Costa.

Seguivo il suo corso, che allora si chiamava "Amministrazione del personale e analisi delle mansioni", una denominazione che anticipava quella che sarebbe diventata la moderna disciplina della gestione delle risorse umane. Le sue lezioni erano coinvolgenti, concrete e visionarie. Mi trasmise un'idea che mi accompagna ancora oggi: il vero vantaggio competitivo di un'impresa sono le persone.

Decisi così di laurearmi con lui e, per preparare la tesi, affrontai anche un esame aggiuntivo di Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale. Fu un'altra scoperta importante, che negli anni mi avrebbe portato a completare un secondo percorso universitario.

Il passaggio dall'università al mondo del lavoro avvenne quasi naturalmente grazie allo stage presso la Direzione Risorse Umane del Gruppo PAM, un'azienda allora all'avanguardia nella gestione e nello sviluppo delle persone. Da quel momento non ho più cambiato strada.

In oltre trent'anni di attività ho avuto la conferma che le organizzazioni eccellenti nascono quando strategia, organizzazione e persone crescono insieme. È questa convinzione che continua ad accompagnarmi come consulente, temporary HR manager e imprenditore.

Hai vissuto ALEA dall'interno, come membro del direttivo e co-curatore del volume del trentennale: cosa significa per te questo passaggio, e quali valori dell'eredità di ALEA ritieni più importante custodire nella nuova community VSM Alumni?
ALEA ha rappresentato una parte importante della mia vita professionale e personale.

Entrai nell'associazione subito dopo la laurea, perché rappresentava il naturale punto di incontro tra università e mondo del lavoro. Negli anni ho avuto il privilegio di far parte del Direttivo e di ricoprire per due mandati la Presidenza. Ho inoltre collaborato alla realizzazione del volume 30+ anni di aziendalisti in Laguna, dedicato al trentennale dell'associazione e alla storia degli studi manageriali a Venezia.

ALEA è stata molto più di un’associazione di ex studenti: un luogo di incontro, di formazione continua e di networking professionale. Il suo Annuario arrivava sulle scrivanie dei direttori HR e delle società di executive search, generando opportunità concrete di lavoro e crescita professionale. Per questo considero la nascita di Venice School of Management Alumni non come la fine di una storia, ma come la sua naturale evoluzione. VSM Alumni raccoglie l’eredità di ALEA, ne amplia la visione e la proietta in un contesto internazionale più moderno e strutturato.

La sfida è custodire i valori che hanno caratterizzato ALEA: senso di appartenenza, condivisione della conoscenza, disponibilità reciproca, spirito di iniziativa e volontà di restituire qualcosa all'università che ha contribuito alla nostra crescita. Sono convinto che questi valori continuino oggi a vivere all'interno di VSM Alumni.

Per tre anni hai fatto parte del direttivo di VSM Alumni, contribuendo in prima persona a costruire e far crescere questa community. Cosa ti ha spinto a investire il tuo tempo e la tua esperienza al servizio degli alumni, e quali sono le iniziative o i risultati di cui vai più orgoglioso?
Per me è stato naturale mettere la mia esperienza a disposizione della nuova associazione. Sentivo la responsabilità di accompagnare il passaggio di testimone da ALEA a Venice School of Management Alumni, contribuendo a costruire una community capace di guardare al futuro senza perdere il patrimonio di relazioni costruito negli ultimi quarant'anni.

Il primo triennio è stato soprattutto un lavoro di costruzione delle fondamenta. 

Abbiamo contribuito a definire VSM Alumni come la community ufficiale della School, sviluppando gli strumenti necessari per renderla stabile e moderna: il primo database alumni integrato, il sito bilingue, la newsletter, i nuovi canali social e un sistema strutturato di coinvolgimento degli ex studenti.

Parallelamente abbiamo costruito una rete internazionale di alumni, promosso decine di eventi, interviste e iniziative di networking e rafforzato il dialogo con gli studenti e con il mondo delle imprese.

Più dei numeri, però, mi rende orgoglioso aver contribuito a creare una comunità destinata a durare. Le organizzazioni solide non si costruiscono in pochi mesi: richiedono visione, continuità e persone disponibili a dedicare tempo, competenze e passione a un progetto condiviso.

Quanto conta, in una carriera, il senso di appartenenza a una comunità di ex studenti? Che valore concreto può avere oggi una rete di alumni per chi si affaccia al mondo del lavoro e per chi ci è già dentro da tempo?
Credo che nessuna carriera si costruisca da soli.

Le competenze sono indispensabili, ma le relazioni rappresentano un patrimonio altrettanto importante. Una community di alumni offre occasioni di confronto, opportunità professionali, contaminazione di esperienze e la possibilità di affrontare insieme sfide che altri hanno già vissuto.

Per chi inizia la propria carriera significa poter incontrare professionisti disponibili a condividere esperienze, consigli e opportunità. Per chi ha più esperienza rappresenta invece la possibilità di restituire quanto ricevuto, mettendosi a disposizione delle nuove generazioni come mentor e punto di riferimento.

Questo è il vero significato di una rete di alumni: creare valore condiviso, costruire relazioni durature e rafforzare quel senso di appartenenza che continua ben oltre gli anni dell'università.

Quale consiglio daresti ai giovani e alle giovani che desiderano intraprendere un percorso nella gestione delle risorse umane?
Ai giovani e alle giovani direi di non considerare le risorse umane come una semplice funzione specialistica, ma come una disciplina che mette in relazione persone, organizzazione e strategia. Per essere un buon professionista HR non basta conoscere i processi di selezione e sviluppo delle risorse umane o il diritto del lavoro: occorre comprendere il funzionamento dell'impresa nel suo insieme, il suo modello organizzativo, la cultura aziendale e le dinamiche economiche che ne determinano il successo.

È proprio questa visione sistemica che rende la gestione delle risorse umane una delle professioni più stimolanti e strategiche per il futuro delle organizzazioni. Solo così l'HR può diventare un vero partner del management, contribuendo alla definizione delle strategie, allo sviluppo dell'organizzazione e alla creazione di valore.

Allo stesso tempo è fondamentale investire nelle competenze comportamentali. Ascolto, leadership, capacità di comunicare, gestione dei conflitti, pensiero critico ed empatia saranno sempre più determinanti.

Credo inoltre che nei prossimi anni il ruolo delle risorse umane diventerà ancora più centrale. La trasformazione digitale, la diffusione dell'intelligenza artificiale e l'evoluzione continua delle tecnologie stanno cambiando profondamente il modo di lavorare, le competenze richieste e i modelli organizzativi. In questo scenario, chi opera nelle HR non può limitarsi a gestire il personale: deve accompagnare il cambiamento, aiutare le persone a sviluppare nuove competenze, favorire l'adozione delle innovazioni e costruire organizzazioni capaci di coniugare tecnologia e valore umano.

L'intelligenza artificiale renderà più efficienti molti processi, ma saranno sempre le persone, con la loro capacità di interpretare, decidere, collaborare e innovare, a determinare il successo delle imprese. Per questo motivo considero la funzione HR uno degli attori principali della trasformazione delle organizzazioni.

Il consiglio che mi sento di dare ai giovani è quindi di continuare a studiare, confrontarsi, fare esperienze anche internazionali e mantenere sempre viva la curiosità. Le competenze tecniche sono fondamentali, ma ciò che farà davvero la differenza sarà la capacità di imparare continuamente e di accompagnare le persone nei cambiamenti. È una professione impegnativa, ma straordinariamente ricca dal punto di vista umano e professionale.


Il percorso di Luca Parrella racconta come una formazione in economia aziendale, alimentata dalla curiosità e dalla capacità di coltivare relazioni, possa trasformarsi in un patrimonio professionale destinato a crescere nel tempo. Dalle aule di Ca’ Bembo alla guida di organizzazioni e complessi progetti di cambiamento, le persone sono sempre rimaste al centro del suo lavoro e la principale leva attraverso cui generare valore. 

È la stessa convinzione che ha animato il suo impegno prima in ALEA e poi nella community VSM Alumni: creare occasioni di incontro, favorire lo scambio di esperienze e mettere competenze e relazioni al servizio degli altri. La sua esperienza ci ricorda che una community Alumni può offrire molto più di una rete professionale. Può diventare uno spazio di appartenenza, apprendimento e sostegno reciproco, capace di creare opportunità per chi si affaccia al mondo del lavoro e nuove occasioni di confronto per chi ha già maturato un lungo percorso professionale.