Automotive e management: guidare il cambiamento insieme

Ci sono settori in cui il cambiamento non procede per piccoli aggiustamenti, ma impone di ripensare tecnologie, prodotti, strategie e modelli di business. L’automotive è uno di questi. Nel nuovo episodio della video series “Bridging Worlds”, VSM Alumni mette a confronto due alumni della Venice School of Management che lavorano per due marchi simbolo del settore: Nicolò Noventa, Business Analyst in Porsche Canada, e Matteo Oniga, Retail Marketing Specialist nell HQ di Ferrari a Maranello. Due prospettive complementari — quella di un mercato internazionale e quella dell’headquarter — per raccontare come automotive e management si alimentino a vicenda.

Per Matteo, il management porta nel settore automobilistico tre elementi essenziali: visione, strategia e metodo. Competenze necessarie per governare il business con uno sguardo di lungo periodo, tenendo insieme variabili diverse e interpretando le esigenze di clienti e mercati. La formazione a Venezia gli ha permesso di sviluppare questa sensibilità all’interno di un ambiente internazionale e multiculturale, imparando a riconoscere le molte sfaccettature con cui il mondo si avvicina alle imprese e ai loro prodotti. Una capacità particolarmente preziosa quando si lavora per un marchio globale, chiamato a mantenere un’identità forte e, allo stesso tempo, a dialogare con preferenze e aspettative differenti.

Nicolò individua invece nell’approccio analitico uno degli insegnamenti più importanti ricevuti dal suo percorso di studi. Di fronte a un problema, il management aiuta a scomporre la complessità, valutare le alternative e individuare la soluzione più efficace. Nell’automotive, dove scenari e priorità cambiano rapidamente, questa capacità non resta confinata ai momenti decisionali più importanti, ma entra nel lavoro quotidiano: leggere i dati, comprendere le cause di un risultato e trasformare l’analisi in azione.

Il rapporto, però, funziona anche nella direzione opposta. Se il management offre all’automotive gli strumenti per orientare il business, il settore automobilistico allena i manager a muoversi dentro il cambiamento. Nicolò richiama soprattutto la flessibilità e la capacità di adattamento. La transizione tecnologica in corso obbliga infatti le aziende a rivedere piani e processi elaborati in passato, mettendo continuamente alla prova la capacità di reagire senza perdere di vista gli obiettivi. Competere significa saper correggere la rotta mentre il percorso è già iniziato.

Matteo sottolinea un’altra caratteristica distintiva dell’automotive: la necessità di trasformare l’innovazione in prodotti concreti, confrontandosi con normative stringenti, vincoli tecnici e preferenze specifiche dei consumatori. Per farlo occorre integrare competenze molto diverse. Ingegneria, design, marketing e business devono collaborare in modo coeso, superando i confini delle singole funzioni. Il management diventa così il linguaggio comune che consente alle diverse professionalità di contribuire alla stessa direzione.

Anche il dialogo tra headquarter e mercati locali esprime questa capacità di integrazione. Da una parte nasce una visione strategica pensata su scala globale; dall’altra, quella visione deve essere tradotta nelle caratteristiche di ogni mercato e trasformata in risultati. È nel passaggio dalla strategia alla sua applicazione che il management dimostra il proprio valore: rende coerenti prospettive diverse e le orienta verso la creazione di valore per il cliente finale.

È in questo scambio che si rivela il significato più autentico di “Bridging Worlds”: il management offre all’automotive metodo, capacità analitica e visione internazionale; l’automotive restituisce al management flessibilità, cultura dell’innovazione e attitudine alla collaborazione interdisciplinare. Le esperienze professionali che Nicolò e Matteo stanno facendo mostrano che guidare il cambiamento non significa soltanto anticipare il futuro, ma anche riuscire a tradurlo in decisioni, prodotti e valore.