Public engagement

Iniziative di public engagement programmate per il 2026
L’iniziativa nasce in continuità con le attività di ricerca collaborativa sviluppate con associazioni di pescatori e cacciatori impegnate nella salvaguardia degli ecosistemi lagunari.
L’obiettivo è quello di trasmettere in modo rinnovato e sostenibile le pratiche culturale caratterizzanti del sistema lagunare, coinvolgendo attivamente le comunità locali e il pubblico scolastico in un percorso di trasmissione, valorizzazione e rinnovamento sostenibile dei saperi ecologici e del patrimonio materiale e immateriale della Laguna di Venezia.
Il progetto prevede la realizzazione di 12 attività connesse, articolate in 5 seminari tematici e 7 laboratori didattici, che si svolgeranno tra febbraio e dicembre 2026 presso il Centro della Civiltà Lagunare – Palazzo da Mula (Murano).
L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dedicato il 2026 alla promozione della sostenibilità dei pascoli e al riconoscimento del contributo dei pastori alla resilienza ecologica e sociale. Il progetto Animali e saperi in cammino. Una mostra itinerante per il 2026, Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori delle Nazioni Unite si inserisce all’interno di questo evento al fine di valorizzare il ruolo contemporaneo del pastoralismo in Italia, portandolo all’attenzione del grande pubblico attraverso un percorso espositivo diffuso e integrato con le attività di ricerca del PRIN Farms on the Move, dedicato allo studio della transumanza.
L’iniziativa prende avvio da una mostra già programmata a Roma nell’aprile 2026 e ne amplia portata, contenuti e sedi, con l’obiettivo di rafforzarne l’impatto territoriale e culturale. Il progetto sostiene e sviluppa l’impianto espositivo esistente, dedicato ai casi di Abruzzo e Piemonte, integrandolo con nuovi materiali prodotti in Veneto, dove la transumanza è oggi praticata come forma di agricoltura multifunzionale e pascolo vagante. Tra agosto e dicembre 2026 la mostra sarà allestita nelle sedi di cinque sostenitori del progetto, operanti nei territori studiati (Veneto, Piemonte, Abruzzo). È prevista anche la divulgazione online della mostra e dei materiali, tramite l’Associazione Dislivelli, che ne garantirà una più ampia accessibilità e fruibilità.
Nel 2027 i materiali prodotti verranno ulteriormente valorizzati attraverso la loro integrazione in corsi universitari e nella pubblicazione di una monografia, con l’obiettivo di consolidare l’impatto formativo e scientifico del progetto. In questo modo, la transumanza verrà portata simbolicamente e culturalmente “dai margini rurali al centro” della consapevolezza pubblica, mettendone in luce la rilevanza ecologica, socioeconomica e culturale nel contesto contemporaneo.
Il progetto Macbeth propone la realizzazione di uno spettacolo teatrale ispirato all’omonima opera di William Shakespeare, interpretato da un duo composto da un attore udente e parlante e da un attore-performer segnante, attivista sordo e queer. L’adattamento mette al centro il corpo e il linguaggio, intrecciando parola e lingua dei segni per superare il tradizionale predominio della voce e costruire un’esperienza scenica realmente inclusiva.
Lo spettacolo nasce da un percorso di ricerca interdisciplinare sui temi della corporeità, delle differenze linguistiche e delle identità di genere. La sua forza consiste nell’unione tra riflessione teorica e pratica teatrale, con una chiara finalità sociale, promuovendo l’inclusività non come forma di assistenza, ma come occasione di trasformazione culturale e di costruzione di nuove modalità di relazione all’interno della comunità.
Sono previste due rappresentazioni, una al Portego delle Colonne della Scuola Grande di San Rocco a Venezia e una replica presso l’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce. Inoltre, tra febbraio e giugno 2026 il progetto sarà accompagnato da 3 incontri pubblici aperti a docenti, studenti e cittadinanza, dedicati ai temi emersi durante il lavoro drammaturgico.
Il progetto si realizza con la collaborazione della Scuola Grande di San Marco (Venezia) e della Fondazione Cassamarca (Treviso), che ospiteranno le attività, e con il contributo artistico della Compagnia Biancofango e di Diana Anselmo, performer e artistə visuale segnante impegnatə nella promozione della cultura sorda e delle pratiche inclusive.
Dal punto di vista culturale e sociale, l’iniziativa contribuisce a diffondere una cultura della convivenza fondata sul riconoscimento delle differenze come bene comune. In questa prospettiva, il teatro diventa uno strumento di benessere collettivo e di salute pubblica, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e con l’obiettivo relativo alla salute e al benessere (Goal 3). Attraverso la riscrittura di un classico, il progetto intende offrire al pubblico non solo uno spettacolo, ma un’occasione di riflessione e di partecipazione attiva, capace di immaginare nuove forme di comunità.
Il progetto propone un ricco programma di attività dedicate alla ricezione dell’arte greca e minoica tra XIX e XX secolo, attraverso le opere di Antonio Canova e Mariano Fortuny, due figure di rilievo internazionale profondamente legate a Venezia. L’iniziativa intende mettere in dialogo antico e moderno, Venezia e Grecia, archeologia, arte e design, offrendo alla comunità strumenti per comprendere come l’immaginario dell’arte greca sia stato reinterpretato in epoca moderna per rispondere ai bisogni culturali ed estetici del proprio tempo.
Il progetto si articola in diverse tipologie di attività:
- realizzazione di un video e un podcast destinati al sito web e ai social media per diffondere in modo accessibile e continuativo i contenuti della ricerca;
- un ciclo di incontri pubblici, tra cui conferenze presso l’Ateneo Veneto e al Museo Fortuny, momenti di approfondimento rivolti a studenti, cittadini e visitatori;
- una mostra al Museo Fortuny, dedicata alla produzione artistica di ispirazione greca presente a Venezia ma ancora poco conosciuta dal pubblico; accanto alla dimensione espositiva, il progetto prevede la creazione di un’aula virtuale e l’utilizzo di una webapp, strumenti che permetteranno di collegare opere, luoghi e periodi storici diversi, offrendo anche un’esperienza inclusiva e accessibile;
- workshop e tirocini per studenti, con particolare attenzione alle tecnologie digitali applicate ai beni culturali.
Grazie alla collaborazione con il Venice Centre for Digital and Public Humanities (VeDPH), gli studenti potranno sperimentare attività di replica 3D di oggetti antichi, come i calchi delle sculture del Partenone legati a Canova, utilizzando strumenti innovativi e la stampante 3D del laboratorio.
Si tratta di un progetto di citizen science rivolto all’area del Bassanese, un territorio di circa 40.000 abitanti caratterizzato da una significativa complessità idro-geologica. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare una condizione di allarme ambientale in un’opportunità di partecipazione attiva, promuovendo consapevolezza, responsabilità e collaborazione tra cittadini, scuole e istituzioni.
l progetto si sviluppa in quattro fasi: una fase iniziale di preparazione e formazione; un primo evento pubblico “Dal pozzo al Rubinetto” che coinvolgerà i cittadini nell’analisi dell’acqua domestica; un secondo momento nelle scuole “A scuola di trasparenza”; e un evento finale di restituzione “Sentinelle dell’Acqua” dedicato alla condivisione dei risultati con la comunità. L’intero percorso sarà documentato in un mini-documentario conclusivo.
Attraverso la raccolta e l’interpretazione condivisa dei dati, il progetto promuove consapevolezza ambientale ed empowerment, offrendo strumenti scientifici accessibili per comprendere il proprio territorio e rafforzare la responsabilità collettiva verso la risorsa acqua.
STEM4Earth è un contenitore di attività di divulgazione scientifica dedicato alla sensibilizzazione di cittadini e studenti sui temi della sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale, al recupero e riuso dell’acqua, alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica.
La prima edizione, in programma da settembre a novembre 2026 presso l’Auditorium M9 di Mestre, è dedicata al tema “Moda e industria tessile/abbigliamento”, un settore strategico per il territorio veneto e oggi al centro di importanti trasformazioni legate alla transizione ecologica. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Università Ca’ Foscari Venezia, SIAV, M9 e Mestre Mia, con il contributo di VERITAS.
Il programma prevede quattro incontri pubblici:
- La Scienza per una filiera sostenibile;
- Identità digitale dei prodotti: tecnologie per la transizione sostenibile;
- Design che rigenera: esperienze di economia circolare e inclusione;
- Dal rifiuto alla risorsa.
Accanto agli incontri, sarà allestita una mostra temporanea che ripercorre storia, sviluppo, impatti ambientali e innovazioni della filiera tessile, rendendo accessibili a un pubblico ampio temi spesso percepiti come tecnici.
La nostra Università ha aderito ad APEnet, l’Associazione “Rete italiana degli Atenei ed Enti di Ricerca per il Public Engagement".
Altre iniziative di public engagement

Iniziative di orientamento con le scuole superiori
Studenti e territorio
Iniziative divulgative rivolte a bimbe e bimbi
Formazione alla comunicazione e pubblicazioni
Last update: 13/02/2026



