Linee guida per elaborato finale e tesi di laurea

Testo approvato dal Senato Accademico nella seduta del 27/09/2017

I. Introduzione

La redazione dell’elaborato finale o della tesi di laurea rappresenta il momento conclusivo del percorso formativo e accademico dello studente, chiamato a dare forma alla sua attività di studio e ricerca. L’elaborato finale e la tesi di laurea, oltre ad avere una valenza amministrativa, si connotano come opere intellettuali di carattere creativo, a contenuto scientifico, e come tali sono tutelate dalla legge sul diritto d’autore.

Scopo delle presenti Linee guida è dunque quello di definire dei principi legati al ruolo di laureandi e relatori nella realizzazione dell’elaborato finale e delle tesi di laurea, con particolare riferimento ai diritti e ai doveri dei soggetti coinvolti, alla redazione, la discussione, il deposito e la pubblicazione.

Le procedure amministrative legate alla presentazione dell’elaborato finale e delle tesi di laurea sono disciplinate dal Regolamento Carriere studenti.

II. L’elaborato finale e la tesi di laurea

1. Cosa si intende per elaborato e tesi di laurea

L’elaborato finale e la tesi di laurea[1] sono l’espressione finale del percorso didattico e formativo dello studente, delle competenze e conoscenze acquisite, delle esperienze e degli interessi che ha alimentato durante il suo percorso di studi.

Con elaborato finale si intende il lavoro richiesto per il conseguimento del primo ciclo degli studi universitari.

Con tesi di laurea si intende si intende il lavoro di ricerca richiesto per il conseguimento del secondo ciclo degli studi universitari.

L’elaborato finale e la tesi di laurea, al di là della valenza didattica e formativa, hanno un duplice valore:

  • di documento amministrativo, in quanto atto amministrativo che sancisce il conseguimento del titolo e come tale costituisce un elemento di archivio, parte integrante del fascicolo studenti, il cui accesso è regolato dalle norme sull’accesso ai documenti amministrativi;
  • di opera di ingegno, in quanto creazione inedita o prodotto di ricerca innovativo e per questo tutelata dalle norme sul diritto d’autore.

2. Il concetto di originalità e di plagio

2.1. L’originalità

Un’opera si definisce originale se reca in qualche modo impressa la personalità del suo autore: deve apparire chiaro che il creatore dell’opera ha avuto un ruolo esclusivo nella produzione dell’elaborato finale/tesi di laurea.

Possiamo identificare due accezioni del concetto di originalità:

  • originalità della forma espositiva: il concetto si riferisce non al contenuto ma alla forma espositiva. Di conseguenza anche ciò che è già di dominio pubblico può caratterizzarsi come originale, quindi protetto dai diritti d’autore, purché la forma con cui è esposto sia evidentemente una elaborazione personale dell’autore. Sia l’elaborato finale che la tesi di laurea devono sottostare a tale concetto di originalità;
  • originalità dell’idea (scientifica): si esplica nell’apporto che il lavoro dell’autore dà al progresso scientifico e/o culturale, fornendo nuovi punti di vista o riflessioni originali e innovative sul fenomeno oggetto di studio. Tale principio è richiesto alle tesi di laurea.

2.2 Il plagio

Il plagio è definito come la parziale o totale attribuzione di parole, idee, ricerche o scoperte altrui a se stessi o nell’omissione della citazione delle fonti.

Ca' Foscari, come dichiarato nel proprio Codice etico, condanna ogni forma di plagio[2]. Anche per contrastare questo fenomeno, si è dotata di un software che permette ai docenti di verificare l'uso corretto delle fonti e agli studenti di sottoporre gratuitamente al controllo del software, durante la stesura, parte del proprio lavoro, verificandone così l’autenticità. Tutti i laureandi sono tenuti ad effettuare obbligatoriamente, all’interno della propria Area riservata, l’upload del lavoro di tesi di laurea/elaborato finale che verrà poi sottoposto ad un controllo teso ad evidenziare l'eventuale uso improprio delle fonti disponibili. Il risultato dell’analisi del software sarà comunque giudicato dal docente relatore.

3. L’utilizzo di materiale altrui nelle tesi

Nella stesura del proprio lavoro lo studente non deve utilizzare materiali di altri autori a meno che non ne abbia ottenuto regolare autorizzazione: utilizzare tali materiali costituisce infatti una violazione delle norme sul diritto d’autore. Tali testi vanno rielaborati o correttamente citati. Questo principio si applica anche ai materiali di proprietà del relatore messi a disposizione dallo stesso per coadiuvare lo studente nel suo lavoro.

La legge sul diritto d’autore prevede la possibilità di inserire brevi citazioni da altre opere sotto tutela, purché finalizzate ad un uso di critica o di discussione e non concorra ad attribuire un diritto di utilizzazione economica alla propria opera. Le citazioni devono essere accompagnate dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratta di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta.

La legge sul diritto di autore prevede la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.

Alcuni testi sono o diventano di dominio pubblico: ad esempio, i classici della letteratura scritti prima dell’entrata in vigore delle leggi sul diritto d’autore, le formule della matematica classica, le opere dopo settant’anni dalla morte dell’autore. Tali testi possono essere utilizzati ma sempre secondo un principio di responsabilità: oltre a un aspetto etico (anche se di dominio pubblico, sono opere prodotte da altri), va tenuto presente che traduzioni, immagini, figure possono essere protette.

III. I soggetti coinvolti

1. L’autore

Si diventa autore creando l’opera. Lo studente è l’unico autore dell’elaborato finale o della tesi di laurea e ha piena ed esclusiva titolarità di diritti: non ne possiedono il relatore, il correlatore o altre figure coinvolte nella redazione.

1.1. I diritti d’autore

La legge riconosce all’autore dei diritti di natura morale ed altri di utilizzazione economica o patrimoniali che, nel loro complesso, costituiscono il diritto d’autore[3].

Sono identificabili quali diritti morali (che restano sempre in capo all’autore e non sono mai trasmissibili):

  • il diritto alla paternità dell’opera, attraverso il quale l’autore rivendica il proprio ruolo di creatore dell’opera;
  • il diritto all’integrità dell’opera, attraverso il quale l’autore può opporsi a qualsiasi modifica o deformazione dell’opera che possa danneggiare la sua reputazione;
  • il diritto di pubblicazione, attraverso il quale l’autore può decidere se e quando pubblicare l’opera.

L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo, nei limiti stabiliti dalla legge sul diritto d’autore.

Sono identificabili quali diritti di utilizzazione economica o patrimoniali (che possono essere ceduti in parte o in tutto):

  • il diritto di riproduzione, attraverso il quale solo l’autore può creare copie della propria opera;
  • il diritto di esecuzione, di rappresentazione e di diffusione, attraverso il quale solo l’autore può presentare nelle varie forme di comunicazione l’opera al pubblico;
  • il diritto di distribuzione, attraverso il quale solo l’autore può commercializzare l’opera;
  • il diritto di elaborazione e traduzione, attraverso il quale solo l’autore può modificare, ridurre, trasformare, tradurre l’opera.

I diritti morali sono inalienabili. I diritti economico o patrimoniali possono essere ceduti a terzi. La cessione dei diritti deve avvenire per iscritto, come prescritto dalla legge, e può essere totale o parziale, gratuita o dietro compenso. Nel caso la ricerca sia stata finanziata da terzi, il contratto con l’ente finanziatore stabilisce quali diritti di utilizzazione economica spettano all’autore.

Per la pubblicazione dell’opera l’editore non necessita della cessione di tutti i diritti da parte dell’autore (vedi punto IV art. 3.2). Porre particolare attenzione alla cessione dei propri diritti consente inoltre di difendere il proprio lavoro dal fenomeno dei cosiddetti Predatory Publishers, editori che propongono la pubblicazione, spesso previo pagamento, privando l’autore della proprietà intellettuale sull’opera.

1.2. I doveri dell’autore

L’autore, nella stesura della tesi, deve fondare il proprio lavoro sul criterio dell’originalità (vedi punto II art. 2.1) e deve rispettare i diritti altrui: a titolo esemplificativo ma non esaustivo non può utilizzare materiale altrui senza autorizzazione (vedi punto II art. 3) o anticipare notizie e informazioni su attività collegate a progetti di ricerca per cui siano in essere accordi di riservatezza siglati con terze parti. Il rispetto dei diritti altrui è un obbligo di legge che vale sia per le versioni digitali che per le versioni a stampa del lavoro di tesi. La violazione del diritto d'autore può avere conseguenze sia civili che penali. L’autore, data la valenza didattica del lavoro/percorso di tesi, deve inoltre rispettare le indicazioni del relatore siano esse riferite al contenuto della tesi o alle direttive temporali dello sviluppo.

2. Il relatore

Seguire con serietà e attenzione gli allievi nello svolgimento dell’elaborato finale o della tesi di laurea è un dovere istituzionale del relatore. L’elaborato finale e la tesi di laurea sono infatti il punto terminale del percorso didattico di ogni studente e rappresentano quindi uno dei momenti principali di formazione del percorso universitario. Nel rapporto che viene instaurandosi tra relatore e laureando è possibile identificare due momenti:

  • momento istruttorio e di elaborazione: il docente relatore ha un ruolo fondamentale e attivo di guida e di indirizzo. L’elaborato finale e la tesi di laurea sono a tutti gli effetti parte del processo formativo dell’allievo e per questo il docente relatore deve agire responsabilmente affinché lo studente possa esprimere appieno le proprie idee. È compito del relatore dare al laureando consapevolezza dei rischi connessi alle ricerche che intende intraprendere e/o delle sue responsabilità di autore, come ad esempio:

    • l’utilizzo di fonti scritte e/o orali o la raccolta di informazioni personali o di dati aziendali che potrebbero ledere il diritto alla privacy;
    • l’utilizzo di attrezzature e strumentazioni di laboratorio potenzialmente dannosi o pericolosi per sé o per gli altri;
    • lo svolgimento di ricerche in zone pericolose che possano mettere a rischio la propria sicurezza personale;
    • il ricorso a forme e/o prassi di ricerca che potrebbero violare le leggi del nostro o di altri paesi.

  • momento della stesura: non è compito del relatore collaborare alla stesura dell’elaborato finale/tesi di laurea dato che l’unico autore è il laureando. Il ruolo di relatore anche qui si configura piuttosto quale punto di riferimento e di assistenza per il laureando.

Il relatore non ha alcuna responsabilità diretta, civile o penale, per quanto riguarda il contenuto degli elaborati finali e delle tesi di laurea, ma ha comunque una responsabilità morale in quanto essi fanno parte integrante del processo formativo e didattico dell’allievo. Il relatore non ha alcun diritto d’autore sull’elaborato finale/tesi di laurea.

3. La Commissione di laurea

Le tesi di laurea vengono discusse pubblicamente davanti ad una Commissione di laurea il cui giudizio positivo è vincolante ai fini del conseguimento titolo. Il calendario delle sedute di laurea e la composizione della Commissione di laurea sono resi pubblici di norma quindici giorni prima dell’inizio della sessione di laurea.

IV. Accessibilità, archiviazione e pubblicazione

1. L’accessibilità

Per accessibilità pubblica si intende la possibilità di consultare pubblicamente le tesi di laurea dagli Archivi istituzionali ad accesso aperto dell’Ateneo.

Con embargo ci si riferisce al periodo di tempo durante il quale una tesi di laurea archiviata in un deposito istituzionale risulta non accessibile se non per la parte relativa ai metadati (titolo, autore, parola chiave, abstract, relato etc.).

Durante l’upload della tesi di laurea il laureando ha facoltà di inserire il valore di accessibilità desiderato, decidendo se renderla:

  • "Open Access"; la tesi di laurea sarà da subito consultabile e il relativo pdf accessibile a tutti;
  • "Embargoed Access"; consultabile e accessibile al pubblico solo dopo lo scadere dell'embargo (che può durare massimo 36 mesi);
  • "Closed Access"; non consultabile e mai accessibile non consultabile fino al termine previsto dalla normativa archivistica (40 anni dalla data della laurea)[4].

La richiesta di embargo deve essere motivata. Di seguito, a mero titolo esemplificativo, alcuni motivi che rendono necessaria la richiesta di embargo:

  • la tesi di laurea è in corso di pubblicazione presso un editore che ha posto il divieto di accesso aperto prima della pubblicazione;
  • la tesi di laurea è stata elaborata previo accordo con terze parti e si inserisce in un progetto di ricerca più ampio per cui la divulgazione è possibile solo dopo la conclusione dell’intero progetto di ricerca;
  • per motivi di sicurezza, quando il contenuto della tesi di laurea si connota come rischio per la sicurezza pubblica o nazionale;
  • per motivi legati alla privacy, ad esempio se la tesi di laurea verte su una persona ancora in vita o deceduta di recente, ne riporta interviste, ne viola il diritto alla privacy oppure contiene dati aziendali sensibili.

L’autore della tesi di laurea in qualsiasi momento successivo al caricamento definitivo della stessa nell’Archivio Istituzionale può disporre la modifica dei diritti di accesso alla sua tesi di laurea, con il passaggio da uno stato all’altro (ad esempio: da Closed Access a Open Access; o da Open Access a Embargoed Access; ecc.).

Embargo e closed access rendono la tesi di laurea non accessibile agli utenti ma non impediscono all’autorità giudiziaria l’acquisizione del documento tramite richiesta ufficiale nel caso in cui la tesi di laurea sia oggetto di interesse per indagini in corso.

Qualora un docente e il suo gruppo di ricerca abbiano stipulato un contratto di collaborazione con enti finanziatori esterni che preveda un vincolo di segretezza, la tesi di laurea non può essere resa pubblica senza la formale autorizzazione di tutte le parti coinvolte.

2. Archiviazione digitale (deposito)

L'Università Ca' Foscari ha predisposto una procedura di archiviazione digitale con un duplice scopo:

  • rispondere alla politica di sostenibilità dell'Ateneo in linea con i piani di risparmio energetico della Pubblica Amministrazione;
  • creare una vetrina importante verso il mondo della ricerca scientifica e del lavoro. La pubblicazione delle opere nell'archivio digitale offre infatti una duplice opportunità: tutelare la paternità dell’opera (essendo visibile on-line sarà possibile reclamarne in qualsiasi momento la paternità); mettere l’opera stessa al servizio della comunità favorendo l’avanzamento di conoscenza.

Le opere inserite nell'archivio digitale sono opere originali e tutelate dalle norme sul diritto d'autore: l'autore riconosciuto è chi ha redatto il documento (vedi punto III art. 1).

Gli elaborati finali non sono accessibili pubblicamente dagli Archivi Istituzionali ad accesso aperto, ma sono conservati, per un periodo di tempo limitato, presso la Segreteria studenti.

Le tesi di laurea sono conservate presso l’Archivio Istituzionale ad Accesso Aperto[5] e sono pubblicamente consultabili, coerentemente con le indicazioni fornite dal laureando per l’accesso (vedi punto IV art. 1).

Le funzioni di gestione, tenuta e tutela delle tesi sono affidate al Sistema bibliotecario di Ateneo. Una volta superata la fase di verifica antiplagio, la tesi di laurea sarà automaticamente caricata nell'Archivio istituzionale ad accesso aperto.

Anche dopo il deposito nell'archivio digitale, l'autore mantiene tutti i diritti sulla sua opera, ai sensi della normativa vigente. Può quindi disporne la diffusione, la riproduzione e l'eventuale commercializzazione.

Una volta depositato l’elaborato finale/tesi di laurea non è modificabile, in quanto documento amministrativo legato al conseguimento del titolo, sia nel contenuto che nei metadati.

3. La pubblicazione

La pubblicazione di una tesi di laurea può avvenire attraverso licenze Creative Commons o con contratto editoriale.

3.1. Licenze CC

Le licenze Creative Commons (pubbliche e gratuite) permettono di concedere agli utenti una licenza d’uso gratuita del proprio lavoro garantendone diffusione grazie alla pubblica condivisione. L’autore che associa al proprio lavoro una licenza CC, oltre a mantenere tutti i diritti sulla propria opera, offre alla comunità, a determinate condizioni, alcuni dei diritti esclusivi che la legge sul diritto d’autore gli riconosce.

Un’opera vincolata da licenze CC potrebbe trovare maggiori difficoltà di pubblicazione da parte di un editore commerciale.

3.2. Contratto con gli editori

L’autore che intende pubblicare la propria tesi di laurea con un editore deve mirare alla cessione dei soli diritti necessari all’editore mantenendo quelli che gli permetteranno di:

  • depositare l’opera in archivi ad accesso aperto;
  • pubblicare l’opera in raccolte, antologie atti di convegni etc;
  • farne un uso didattico quali dispense o materiali per lezioni;
  • rivedere la propria opera, modificandola od integrandola, per scopi scientifici o di ricerca.

Si possono inserire clausole che permettano all’autore di mantenere per sé i diritti di riutilizzo a fini didattici e di pubblicazione in un archivio istituzionale.

4. Tesi di laurea e risultati brevettabili. Brevettabilità delle tesi[6]

Il lavoro di tesi può condurre ad invenzioni, modelli di utilità e disegni suscettibili di tutela giuridica. In particolare, l’invenzione o una soluzione originale ad un problema tecnico, adatta a essere realizzata ed applicata in campo industriale, può essere brevettata se soddisfa i seguenti requisiti:

  • novità: l’invenzione, prima del suo deposito, non deve essere stata divulgata o comunque resa accessibile al pubblico in Italia o all'estero;
  • attività inventiva: la soluzione che l'invenzione presenta non deve risultare in modo evidente dallo stato della tecnica, non deve risultare ovvia ad una persona esperta del ramo cui l'invenzione appartiene;
  • industrialità: l’invenzione deve avere un'applicazione industriale;
  • liceità: l’attuazione dell’invenzione non deve essere contraria all’ordine pubblico o al buon costume.

Il brevetto tutela l’invenzione conferendo al suo titolare il diritto esclusivo di vietare a terzi, salvo il consenso del titolare, di produrre, usare, mettere in commercio, vendere o importare a fini commerciali, applicare, non a titolo personale o sperimentale, un prodotto o procedimento che ne forma oggetto.

Nel caso si ravvisi la possibilità che dal lavoro di tesi di tesi sia emerso un risultato brevettabile, si raccomanda di valutare attentamente i requisiti di cui sopra, e in primis quello della novità che richiede di mantenere la più stretta riservatezza in relazione all’invenzione per non compromettere la validità di un’eventuale domanda di brevetto. La sola discussione della tesi di laurea, a porte chiuse, può rendere i contenuti della stessa non più brevettabili perché resi pubblici: la richiesta di brevetto deve quindi essere effettuata prima della discussione. Dopo che è stata depositata la domanda di brevetto è possibile inoltre depositare la tesi di laurea in un Archivio ad accesso aperto. Posto che la titolarità dei diritti derivanti dall'invenzione brevettabile conseguita dagli studenti spetta agli stessi, si segnala che essi possono chiedere alla Commissione Brevetti, tramite l’Area Ricerca, di procedere alla presentazione e al deposito della domanda di brevetto a nome dell'Università e che l’Ateneo sostenga i relativi costi, fermo restando comunque il loro diritto esclusivo ad esserne riconosciuti autori. In questi casi lo studente dovrà stipulare con Ca’ Foscari un apposito accordo di cessione al quale si applicheranno le medesime condizioni riconosciute al personale dipendente.


[1] D.M. 270/2004, art. 11; Regolamento Didattico di Ateneo, art. 29; Regolamento Carriere degli studenti, artt. 30 e 31; Regolamenti didattici dei corsi di studio, art. 12.

[2] Codice etico di Ateneo, art. 6.

[3] Legge 22 aprile 1941, n. 633 – Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Testo consolidato al 6 febbraio 2016 (D. Lgs 15 gennaio 2016, n. 8).

[4] Codice Beni Culturali, decreto legislativo 22/01/2004 n° 42 e successivi aggiornamenti, artt. 122-127.

[5] Sito web: Archivio Istituzionale ad Accesso Aperto.

[6] Il Regolamento di Ateneo in materia di brevetti è pubblicato sul sito di Ateneo.

Last update: 12/11/2018