N. 58, 07/2026 - Numero miscellaneo
DEP - Deportate, esuli, profughe

La rubrica Ricerche di questo numero riprende e approfondisce alcuni temi già trattati dalla rivista: l’Agenda “Donne, Pace e Sicurezza” e la questione della sicurezza climatica nei progetti delle organizzazioni militari. Altri due saggi trattano il tema del destino delle madri giapponesi divorziate e dei loro figli e quello della riflessione della filosofa Rachel Bespaloff su guerra e violenza. La rubrica Documenti propone alcuni scritti di Emily Hobhouse, la pacifista inglese di cui ricorre il centenario della morte. La rubrica Memoria e memorie è dedicata a Jane Goodall e a Susan Griffin venute a mancare nell’autunno 2025. Saggi, ricordi di studiose e attiviste ecofemministe e recensioni di scritti, riflettono sull’originalità e l’influenza del loro pensiero e della loro attività. Arricchisce la rubrica un saggio sulle primatologhe. Infine, la rubrica Interviste ospita un dialogo con Sarah Pike, autrice di For the Wild, sull’eco-attivismo radicale.
Numero completo
| N. 58, 07/2026 | 7.21 M |
Singoli contributi
| Indice | 291 K |
Ricerche
| Anna Lughezzani, “Bad mothers”: Gender, Law, and the Mukoseki Phenomenon in Japan [ENG] In base a una legge del 1898 in Giappone le donne divorziate sono tenute a registrare i loro figli come figli dell’ex marito, se nati nei 300 giorni successivi al divorzio. Quando, come accade nella maggioranza dei casi, il padre biologico non è l’ex marito, le madri, le cui testimonianze sono state raccolte da numerose interviste, si vedono costrette a dimostrarlo in tribunale. Il sospetto di adulterio che pesa su di loro causa una vergogna di genere che ostacola il loro tentativo di ottenere giustizia. | 576 K | |
| Sara De Vido, L’Agenda su Donne, Pace e Sicurezza e il continuum della violenza di genere contro le donne Lo scopo del saggio è analizzare le risoluzioni dell’Agenda “Donne, Pace e Sicurezza” (WPS) alla luce delle disposizioni volte a prevenire e combattere la violenza di genere contro le donne. Attingendo al concetto di “continuum della violenza” elaborato da Liz Kelly (1988), il saggio mette in luce i punti di forza e di debolezza del quadro WPS, sostiene la necessità di superare il tradizionale binomio protezione/partecipazione e di considerare le esperienze intersezionali delle donne in contesti di conflitto e post-conflitto. | 455 K | |
| Ilinca Drondoe, Il mimetico non è verde: comprendere e destabilizzare il paradigma della sicurezza climatica militarizzata Questo articolo esamina criticamente il paradigma della sicurezza climatica militarizzata diffuso negli Stati Uniti, nella NATO e nell’UE. Avvalendosi di un’analisi critica femminista, l’articolo esamina come sia emerso questo paradigma, i suoi presupposti, e come venga presentato; esso oscura il ruolo significativo delle forze armate nel danno ambientale, giustifica ulteriori spese e potenziamenti militari e perpetua la crisi climatica che pretende di affrontare. | 531 K | |
| Caterina Zamboni Russia, Avere molto da perdere. Una lettura dell’Iliade di Rachel Bespaloff tra forza e resistenza L’esilio forzato negli Stati Uniti, la fuga da un’Europa antisemita, lo scoppio della guerra mondiale: sono diversi i momenti che delineano la vicenda biografica e della riflessione di Rachel Bespaloff. Ella riflette sulla guerra, analizza la sopraffazione e la violenza generalizzate in un’Europa sempre più internamente ostile, interroga la vita interiore della società in cui vive, mettendola perennemente in questione, comprendendone i risvolti e le tendenze intrinseche. | 496 K |
Documenti
| Jane Addams, La rivolta contro la guerra, 1915, traduzione di Egle Costantino, introduzione di Bruna Bianchi In questo discorso pubblico tenuto a New York il 9 luglio 1915, Jane Addams, di rientro dall’Europa mette in primo piano l’esperienza concreta dei combattenti. Nelle loro parole colse un senso profondo di ribellione contro la guerra. Addams fu tra le prime a cogliere le caratteristiche della guerra tecnologica e le sue conseguenze sulla mente e sullo stato d’animo dei soldati e nel riportarle rinunciò alla stima e alla riconoscenza pubblica di cui fino ad allora aveva goduto. | 467 K | |
| Emily Hobhouse, Nel paese della fame: un confronto tra Vienna e Lipsia, 1920, cura e traduzione di Bruna Bianchi Il rapporto di Emily Hobhouse del 1920 descrive le conseguenze del blocco navale sulla condizione infantile nella città industriale di Lipsia dove, in assenza di aiuti internazionali, riuscì a organizzare pasti regolari per migliaia di bambini sino al 1921. In questo scritto, in cui il rigore dell’inchiesta si unisce alla partecipazione emotiva e i resoconti statistici alle testimonianze dirette, si coglie l’incrollabile fiducia della pacifista inglese nel valore rivoluzionario della compassione. | 525 K | |
| “Mia cara Miss Addams”. Lettere di Emily Hobhouse a Jane Addams (1915-1921), traduzione e cura di Bruna Bianchi Spedite da Roma, da Londra e da Berna, queste lettere gettano luce sull’audacia di Emily Hobhouse nel concepire e nel perseguire progetti di riconciliazione e di aiuto, talvolta al di là delle sue stesse forze. Tra i temi toccati nella corrispondenza, il Congresso delle donne all’Aia e le prospettive di pace, la questione del blocco navale e le possibili azioni per la sua revoca e, soprattutto, il problema degli aiuti all’infanzia di Lipsia. | 1.80 M |
Memoria e memorie
| Voci di donne dai luoghi selvaggi, a cura di Francesca Casafina e Rebecca Rovoletto | 256 K | |
| Rebecca Rovoletto, Jane Goodall. La donna che ha cambiato la definizione di “uomo” Il contributo propone il profilo biografico dell’etologa inglese Jane Goodall (1934-2025). Scienziata e attivista, nella sua lunga carriera ha contribuito a generare una rivoluzione epistemica e ontologica, dimostrando l’efficacia di un approccio empatico alla ricerca scientifica. Svelando aspetti inediti sul comportamento, la mente e le emozioni degli scimpanzé, trasformando trasversalmente interi campi disciplinari, Goodall è stata fonte di ispirazione per le riflessioni ecofemministe. | 1.59 M | |
| Francesca Casafina, La primatologia di Jane Goodall, Dian Fossey e Biruté Galdikas. Una rivoluzione scientifica e culturale A partire dagli anni 1960 Jane Goodall, Dian Fossey e Biruté Galdikas, conosciute come le “Trimati”, introdussero approcci innovativi nell’osservazione rispettivamente degli scimpanzé, dei gorilla e degli oranghi. Il saggio racconta la loro storia, soffermandosi in particolare su come le loro ricerche abbiano saputo anticipare temi oggi discussi come la giustizia multispecie e la necessità di un approccio non più esclusivamente umano nella conoscenza e nella preservazione degli ecosistemi. | 2.98 M | |
| Remembering Susan Griffin (Greta Gaard, Sarah Pike, Claudia Von Werlhof, Vandana Shiva) | 634 K | |
| Susan Griffin, Made from this Earth. Selections from Her Writing, 1967-1982 (Silvia Camilotti) | 299 K |
Interviste, testimonianze
Interventi, resoconti, recensioni
Last update: 31/07/2026