Commissione etica

La Commissione etica è un organo dell’Università Ca’ Foscari a cui sono attribuite funzioni:

  • consultive, propositive, di ricerca, di indagine, di promozione e divulgazione in materia di etica
  • istruttorie, nell'ambito della procedura di accertamento delle violazioni del Codice etico e di comportamento dell'Ateneo
  • di valutazione ex ante di aspetti etici relativi a progetti di ricerca e valutazione del Data Management Plan (DMP), relativamente alla raccolta, produzione, disseminazione e riutilizzo dei dati della ricerca e alla metodologia con cui verranno gestiti.

Per espletare questa specifica funzione è stata istituita la Sottocommissione Etica per la Ricerca (in composizione ristretta).
La Commissione pone al centro delle attività le tematiche di natura etica, di tutela della privacy e dei dati sensibili collegate a progetti di ricerca. Per questo necessita di tempi tecnici adeguati per l'analisi e l'approfondimento dei progetti sottoposti.

Contatti

Struttura di supporto tecnico-amministrativo: Sistema Bibliotecario di Ateneo

Guarda il video sul Codice Etico di Comportamento e sulle attività della Commissione Etica.

La Commissione è composta da:

  • prof.ssa Agar Brugiavini, Curriculum, Presidente;
  • prof.ssa Daniela Meneghini, Curriculum;
  • dott.ssa Michela Del Bono, Curriculum;
  • dott.ssa Esterita Vanin, Curriculum;
  • dott. Alessandro Bernes, Curriculum, componente esperto in privacy, protezione dei dati personali e materie giuridiche;
  • dott. Stefano Calzavara, Curriculum, componente esperto in informatica o computer science;
  • prof.ssa Lucetta Scaraffia, componente esperto in etica della ricerca;
  • dott.ssa Chiara Da Villa, Curriculum, componente esperto in Data Management;
  • dott.ssa Silvia Zabeo, Curriculum, componente esperto in progettazione europea;
  • sig. Cesare Bulegato, rappresentante nominato dall'Assemblea dei Rappresentanti degli Studenti;
  • dott.ssa Rachele Svetlana Bassan, rappresentante nominata dalla Consulta dei Dottorandi

È necessario sottoporre DMP, ethic deliverables, richieste e interpelli in formato pdf in Moodle, con tutta la documentazione rilevante a contestualizzare i pareri/approvazioni richiesti (abstract, obiettivi, metodologia, impatto atteso…), secondo le seguenti tempistiche:

  • Data Management Plan (DMP)

    • entro il giorno 20 del mese precedente la riunione della Commissione etica (calendarizzata la prima decade di ogni mese, ad eccezione di agosto)

  • Ethic deliverables che prevedono parere obbligatorio della CE

    • almeno 50 giorni prima della riunione della Commissione etica (calendarizzata la prima decade di ogni mese) e comunque in largo anticipo (2-3 mesi, anche in versione provvisoria) rispetto alla scadenza prevista per il caricamento nel portale della Commissione Europea

  • Interpelli, richieste

    • almeno 15 giorni prima della riunione della Commissione etica (calendarizzata la prima decade di ogni mese, ad eccezione di agosto)

La Commissione etica si riserva di richiedere integrazioni ai progetti.
Le richieste pervenute oltre tale scadenza saranno valutate nella seduta successiva.

Sottocommissione Etica per la Ricerca (SER)

All'interno della Commissione etica è stata istituita la Sottocommissione etica per la ricerca. SER si occupa di valutazione di aspetti etici relativi a progetti di ricerca e valutazione del Data Management Plan (DMP), relativamente alla raccolta, produzione, disseminazione e riutilizzo dei dati della ricerca e alla metodologia con cui verranno gestiti nel corso del progetto.

La Sottocommissione è composta da: 

  • prof.ssa Agar Brugiavini (Presidente);
  • dott. Alessandro Bernes (componente esperto in privacy, protezione dei dati personali e materie giuridiche);
  • dott. Stefano Calzavara (componente esperto in informatica o computer science);
  • prof.ssa Lucetta Scaraffia (componente esperto in etica della ricerca);
  • dott.ssa Chiara Da Villa (componente esperto in Data Management);
  • dott.ssa Silvia Zabeo (componente esperto in progettazione europea).

SER ha funzioni consultive per i progetti di ricerca in cui emergono aspetti legati a questioni etiche e alla privacy nella gestione informatizzata dei dati personali, ivi compresi dati “sensibili” (o categorie particolari di dati personali, cioè quelli che rivelano l'origine razziale od etnica, le convinzioni religiose, filosofiche, le opinioni politiche, l'appartenenza sindacale, relativi alla salute o alla vita sessuale).

Dati personali

Il trattamento e la protezione dei dati personali devono avvenire nella piena osservanza di quanto disposto dal Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati, meglio noto come GDPR), reperibile in https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2016/679/oj nelle varie versioni linguistiche.
Il referente scientifico deve inoltre tenere conto delle normative vigenti nello Stato Membro dell’Unione Europea in cui avviene il trattamento dei dati personali. Per quanto concerne l’Italia il riferimento è il d. lgs. n. 196/2003 - Codice in materia di protezione dei dati personali - così come modificato dal d. lgs. n. 101 del 2018, reperibile in https://www.garanteprivacy.it/codice. Si ricorda infine che per i dati raccolti in Stati non appartenenti all’Unione europea occorre adeguarsi anche alla legislazione locale.
L'Ateneo mette a disposizione FAQ relative alla Ricerca e Protezione dei Dati Personali a supporto dell'attuazione della normativa nell'ambito dei progetti di ricerca.

Lo strumento individuato dai finanziatori della ricerca per la gestione dei dati nel corso del progetto e anche dopo la sua conclusione è il Data Management Plan (DMP) che definisce le azioni necessarie per garantire l'accessibilità compatibilmente con i principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable).

Data Management Plan (DMP)

Tutti i progetti supportati con fondi della Commissione Europea e di altri enti finanziatori  prevedono che i dati prodotti durante il processo di ricerca e i relativi metadati devono essere:

  • resi accessibili con il minor numero di restrizioni possibili, salvo motivata decisione contraria (Open Access by default with some opt outs/as open access as possible, as closed as necessary)
  • subordinati alla redazione di un Data Management Plan (DMP)

I beneficiari dei progetti finanziati devono:

  1. elaborare un DMP 
  2. depositare i dati e relativi metadati in "trusted repositories" quali Zenodo o altri identificabili in re3data [EN]
  3. rendere i dati accessibili (per data mining, sfruttamento, riutilizzo, disseminazione, riproduzione) utilizzando licenze che ne consentano il libero utilizzo e nel contempo tutelino la proprietà intellettuale dell’autore (ad esempio le Creative Commons-CC-BY)
  4. fornire, quando possibile, informazioni sui tools e gli strumenti utilizzati per la validazione dei risultati

Aprire i dati non significa renderli tutti accessibili, ma incoraggiarne una buona gestione, intesa come elemento essenziale per una scienza migliore.

Il DMP è uno strumento che consente ai ricercatori di pianificare la raccolta, conservazione, descrizione e divulgazione dei propri dati e metadati della ricerca sin dall’inizio dell’attività; rappresenta quindi un quadro di riferimento per una gestione responsabile dei dati raccolti e prodotti, secondo le buone pratiche FAIR:
Findable - Accessible - Interoperable - Reusable / Replicable (Reperibili - Accessibili - Interoperabili - Riutilizzabili).

La gestione dei dati di ricerca è un processo molto complesso, ma se impostato correttamente dall’inizio sulle basi di un Data Management Plan (strutturato sotto forma di tool) può risultare più agevole perché consente al ricercatore di pianificare in modo sintetico (nella prima versione) e via via in modo più dettagliato (successive versioni) le fasi della ricerca: pianificazione, creazione, organizzazione, condivisione e sicurezza.

Il DMP infatti rappresenta l’intero ciclo di vita dei dati, consentendone la tracciabilità, disponibilità, autenticità, citabilità, una conservazione appropriata e l’aderenza a parametri legali chiari e standard di sicurezza appropriati. Il DMP è considerato a tutti gli effetti dalla Commissione Europea un living document e deliverable obbligatorio, da redigere obbligatoriamente entro i 6 mesi dall’approvazione del progetto e alla sua conclusione.

Il DMP, in quanto:

  • living document può avere varie versioni
  • deliverable deve essere corredato da un “identificatore unico”, una sorta di codice a barre assegnato automaticamente (sotto forma di handle) all’atto del caricamento nel trusted repository
  • machine actionable deve essere predisposto come PDF per essere letto anche dai computer.

Devono redigere il Data Management Plan (DMP) i ricercatori beneficiari di tutti i progetti di ricerca finanziati che raccolgono o generano open data in cui emergono questioni etiche o legate alla privacy nella gestione informatizzata dei dati.

Per:

  • aumentare l’impatto della ricerca: rendere i dati disponibili ad altri ricercatori significa aumentare la conoscenza e rilevanza della tua ricerca
  • risparmiare tempo: redigere a tempo il DMP consente di pianificare i tuoi bisogni, definire i costi da sostenere nell’arco della ricerca, risparmiando tempo e risorse successivi
  • proteggere i dati: il deposito dei dati della tua ricerca in "trusted repositories" (Zenodo o altri identificabili in re3data [EN]) salvaguarda il lavoro e il tuo tempo
  • mantenere l’integrità dei dati: il DMP aiuta a pianificare come gestire e documentare il ciclo di vita dei dati prodotti nel corso della ricerca per una loro disponibilità e utilizzo futuri
  • ottemperare le richieste dei finanziatori: molte agenzie richiedono il deposito dei dati (e relativi metadati) poiché parte integrante del progetto di ricerca finanziato
  • promuovere nuove scoperte: esporre e condividere i tuoi dati con altri ricercatori può portare allo sviluppo di nuove ricerche come pure aiutare progetti privi di fondi
  • supportare l’accesso aperto: i tuoi dati ad accesso aperto sono preziosi per la comunità scientifica
  • accedere ai dati elaborati da altri ricercatori: la condivisione aperta delle informazioni, ti consente di vedere quanto fatto da altri ricercatori
Nome Simbolo Si può Non si può Si deve
Attribution (Attribuzione) https://www.unive.it/pag/fileadmin/user_upload/SBA/img/Per_chi_pubblica/CC_BY.jpg usare, modificare, distribuire Citare l'autore, indicare le modifiche
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No derivatives (Non opere derivate) https://www.unive.it/pag/fileadmin/user_upload/SBA/img/Per_chi_pubblica/CC_BY_-_ND.jpg usare, distribuire modificare citare l'autore
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Non commercial-No derivatives (Non commerciale - Non opere derivate) https://www.unive.it/pag/fileadmin/user_upload/SBA/img/Per_chi_pubblica/CC_BY_-_NC_-_ND.jpg usare, distribuire modificare, usare a fini commerciali citare l'autore

Le licenze Creative Commons (CC) consentono di comunicare in modo semplice e standardizzato quali diritti l'autore dell'opera si riserva e a quali rinuncia a beneficio degli utilizzatori.

Le modalità di fruibilità delle pubblicazioni vede coinvolti 3 attori:

  • autore vs editore (nel caso di copyright. Per maggiori informazioni consultate la pagina sul Diritto d'autore)
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Per saperne di più potete consultare la pagina CreativeCommons.

Non tutti i dati possono essere aperti; è possibile rendere aperto anche solo un sottoinsieme di dati.
La Commissione Europea prevede la possibilità di esercitare l’opt-out se si verificano le seguenti condizioni:

  • in caso di necessità di protezione dei dati per eventuale sfruttamento economico
  • in caso di incompatibilità con la protezione dei dati per ragioni di sicurezza
  • in caso di incompatibilità con gli obblighi di protezione dei dati sensibili
  • nel caso in cui rendere aperti i dati rappresenti un rischio per il raggiungimento dell’obiettivo principale del progetto
  • altre ragioni legittime da descrivere e motivare

Il DMP riguarda principalmente i seguenti aspetti:

  1. Data summary
    Questa sezione descrive i dati che potranno essere raccolti, conservati, prodotti, riusati e diffusi nel corso della ricerca: conoscendo con esattezza e precisione la tipologia dei dati, la Sottocommissione etica per la ricerca sarà in grado di esprimersi formulando un parere sulle misure tecniche, organizzative e di sicurezza delle quali si dovrà dotare il progetto e se queste risultino adeguate alla gestione dei dati. Le informazioni qui esposte, aiuteranno inoltre gli altri ricercatori a capire i dati.
    Si ricorda che non tutti i dati della ricerca devono essere considerati dati personali.
  2. FAIR Data
    Questa sezione presenta le misure per garantire che i dati siano:

    • Findable = dotati di identificatori univoci, parole chiave, standard di metadati e altre pratiche che ne ottimizzino l’identificazione e il riutilizzo;
    • Accessible = depositati in piattaforme digitali certificate e affidabili per la conservazione a lungo termine; accessibili in quanto dati (comprendendo l'accesso aperto), con protocolli di accesso ed eventuali restrizioni; corredati da metadati ricchi che ne consentano la discoverability. Nel caso in cui determinati dati o metadati non possano essere condivisi, è necessaria una giustificazione adeguata.
    • Interoperable = descritti utilizzando vocabolari, standard, formati o metodologie che ne consentiranno lo scambio, il riutilizzo e l'interoperabilità.
    • Re-usable = riutilizzabili quindi il ricercatore fornirà informazioni sulla documentazione prevista (ad es. metodologia esplicativa, codici, variabili).

  3. Other research outputs
    Questa sezione tratta della gestione di altri prodotti di ricerca generati/riutilizzati nel corso del progetto (ad es. software, modelli, nuovi materiali) e, se del caso, dettagliata la loro conformità ai principi FAIR.
  4. Allocation of resources
    In questa sezione si parla di costi associati alla conformità con i principi FAIR e di responsabilità nella gestione dei dati.
  5. Data security
    È la sezione più importante per i progetti di ricerca che raccolgono dati personali.
    Tratta di sicurezza, deposito e conservazione, recupero dei dati. 
  6. Ethics
    In questa sezione il ricercatore presenta tutte le questioni etiche o legali che possono avere un impatto sulla condivisione dei dati. Inoltre, quando la ricerca utilizza dati personali, fare riferimento ad aspetti come il consenso informato.
  7. Other issues
    Indicare se altre procedure o pratiche di gestione dei dati sono rilevanti per il progetto.

I dati non sono quasi mai separati dai metadati.
I metadati descrivono i dati contenenti informazioni specifiche come tipo, lunghezza, descrizione testuale ed altre caratteristiche.
Considerando l’ambito di applicazione dei dati (file di documenti, immagini, video etc.) ed il loro incremento esponenziale, non c’è da sorprendersi se la comprensione e la gestione dei metadati sia diventata una priorità.

I metadati servono ad una varietà di scopi, uno dei più comuni è la ricerca delle risorse (resource discovery) ad esempio:

  1. Facilitare l'interoperabilità e integrare le risorse.

    L'utilizzo di metadati per descrivere le risorse consente la loro comprensione da parte di umani e macchine. Questo permette una più efficace interoperabilità, ossia come vengono scambiati i dati tra molti sistemi con eterogenee piattaforme operative, strutture dati e interfacce.

  2. Facilitare l'identificazione digitale tramite numeri standard che identificano in modo univoco la risorsa definita dai metadati.

    Combinare i metadati con dei set di identificativi univoci dei dati consente la differenziazione di oggetti e risorse.

  3. Proteggere le risorse e la loro futura accessibilità.

    Conosciamo il problema della longevità dei dati, la fragilità dell'informazione digitale e la sua suscettibilità alla corruzione o all'alterazione. Ai fini dell'archiviazione e della conservazione sono necessari metadati che traccino l’origine dell’oggetto e ne descrivano le caratteristiche fisiche ed il comportamento, in modo che possa essere replicato dalla tecnologie nel futuro.

Per la cura e il deposito dei dati e relativi metadati, i ricercatori possono utilizzare varie piattaforme:

  • per un’archiviazione temporanea e sicura è possibile utilizzare lo spazio Google Drive associato ad ogni account di Ateneo. Tale spazio può essere usato per ogni tipo di dato, fatta esclusione per quelli con esplicite limitazioni sulla località di conservazione
  • per il deposito definitivo di dati e metadati si può utilizzare un repository dopo aver verificato in re3data [EN] che sia certificato come affidabile e e compatibile con i principali standard: Zenodo [EN]Trustworthy Digital Repository [EN], Data Seal of Approval [EN]Nestor Seal [EN]ISO [EN] (l’ultimo standard è il n. 16363, prodotto nel 2012), ICSU-WDS [EN]
  • per il deposito definitivo delle pubblicazioni si può utilizzare ARCA (Archivio della Ricerca di Ca' Foscari) piattaforma di pubblicazione, che provvede all’harvesting dei metadati verso OpenAIRE [EN] secondo le buone pratiche FAIR.
  • per il deposito del DMP in un formato machine actionable ARCA provvede ad assegnare in automatico un identificatore persistente

Piattaforme social come Academia.edu o Researchgate non sono trusted repositories.

Il Data Management Plan di Ca' Foscari

SER fornisce un modello di Data Management Plan, che il ricercatore utilizzerà in progetti di ricerca finanziati che raccolgono o generano dati:

  • chiusi perché personali/sensibili o comunque legati alla privacy/riservatezza dei soggetti coinvolti nella ricerca;
  • aperti nel caso in cui il progetto preveda la loro accessibilità e diffusione secondo i principi della Scienza Aperta.

Dati chiusi

Nel caso di progetti di ricerca che prevedano la gestione di dati personali/sensibili (o comunque problematiche legate alla privacy delle persone coinvolte nella ricerca) la Commissione Europea contempla la possibilità di mantenere tali dati riservati e protetti.
Il DMP fornisce una serie di spunti e indicazioni per aiutare il ricercatore a gestirli correttamente: si invita in modo particolare a fare attenzione alla sezione “Personal data”.

Dati aperti

Nel caso di progetti che prevedano la produzione di open data, ossia di “Dati che possono essere utilizzati, modificati e condivisi da chiunque per qualsiasi motivo, a patto che se ne preservino la provenienza e l’apertura” (Open Definition), la corretta elaborazione del Data Management Plan ne garantisce la compatibilità con i principi FAIR (passo fondamentale verso l’Open Science).

In concreto, l’applicazione dei principi FAIR prevede che i dati siano:

  • Findable: rintracciabili e descritti, utilizzando identificatori persistenti (ossia “codici stabili” formati da stringhe numeriche/alfanumeriche di caratteri che vanno associati in modo UNIVOCO e PERMANENTE ai dati. Ad esempio: DOI https://www.medra.org/it/faq.htm, Handle), metadati ricchi e di qualità, possibilmente ontologie e tassonomie standardizzate (Dubin Core [EN]DCC guide for Metadata standards [EN] ecc.) e repository registrati
  • Accessible: ad accesso aperto, disponibili per la condivisione e riutilizzo. Resi quindi accessibili con il minor numero di restrizioni, salvo motivata decisione contraria Open Access by default with some opt outs/as open access as possible, as closed as necessary
  • Interoperable: in grado di essere elaborati da sistemi operativi con linguaggi conformi ai principi FAIR
  • Reusable: Dati e Metadati devono essere ben descritti per consentire ai dati di essere usati e processati. Devono essere rilasciati con licenze appropriate (ad es CC, GNU) e corredati di informazioni su come sono stati collezionati e processati: indicazioni dettagliate sulla provenienza dei dati sono fondamentali per il loro riuso corretto.

La corretta elaborazione del Data Management Plan garantisce la compatibilità dei dati prodotti con i principi FAIR.

Aspetti etici

Progetti di ricerca: fase di ideazione

Se un progetto di ricerca solleva uno o più aspetti etici, in fase di redazione della proposta è necessario effettuare un'autovalutazione degli stessi. Le principali questioni etiche riguardano i seguenti ambiti (le categorie indicate sono quelle evidenziate dall’Unione Europea):

  1. Human embryonic stem cells and human embryos
  2. Humans
  3. Human cells or tissues 
  4. Personal data 
  5. Animals 
  6. Non-EU countries (all EU Programmes) 
  7. Environment, health and safety (all EU Programmes) 
  8. Artificial intelligence (all EU Programmes)
  9. Other ethics issues
  10. Cross-cutting issue: potential misuse of results

In fase di ideazione della proposta, nei progetti finanziati dall'Unione Europea – si tratta comunque di una buona pratica da applicare anche ad altri tipi di progetti di ricerca – è necessario presentare una descrizione delle questioni etiche che emergono e una descrizione sul modo in cui si intende affrontarle (Ethics Self-Assessment) al fine di garantire conformità alle disposizioni europee, nazionali e istituzionali. Il documento di supporto di riferimento è la guida EU allegata di seguito.

Cosa fare:

  • Proposte progettuali presentate nell’ambito di bandi competitivi: l’autovalutazione degli aspetti etici va effettuata al momento della predisposizione della proposta progettuale da presentare all’ente finanziatore, e in questa fase non è necessario il supporto della Commissione Etica.
  • Altre proposte progettuali nell’ambito di progetti di ateneo, tesi di laurea o dottorato: in caso vi siano dubbi riguardanti possibili aspetti etici che potrebbero sorgere, è possibile inviare un interpello al Moodle della Commissione etica, contestualizzando la richiesta in modo appropriato presentando obiettivi, metodologia, impatto atteso e informazioni specifiche sulle attività per cui si chiede parere/approvazione.

Progetti di ricerca: fase di realizzazione

Nel momento in cui un progetto viene finanziato, l’ente finanziatore fornisce ai responsabili scientifici un documento specifico (ad esempio, per Horizon Europe, l’Ethics Summary Report) in cui, dopo uno screening effettuato da esperti, vengono evidenziati i principali aspetti etici da affrontare prima o durante la realizzazione delle attività e indicate richieste specifiche, a integrazione di quanto indicato in fase di proposta nell’Ethics Self-Assessment.
Nell'Ethics Summary Report sono indicati eventuali chiarimenti da fornire e/o una lista di deliverables etici; a ognuno di essi è associata una deadline.

  • Se le deadline sono diverse, il referente scientifico dovrà produrre documenti diversi e caricarli sul portale in tempi diversi, entro la scadenza prevista.
  • Se invece le deadline coincidono, sarà possibile produrre un unico documento per gli aspetti etici (separato dal Data Management Plan, che ha una struttura ad hoc - vedi sezione dedicata).

Questioni etiche particolari potrebbero sorgere anche durante la realizzazione di altre attività di ricerca nell’ambito di progetti di ateneo, tesi di laurea o dottorato: anche in  questo caso è opportuno inviare un interpello al Moodle della CE, contestualizzando la richiesta in modo appropriato, presentando obiettivi, metodologia, impatto atteso e informazioni specifiche sulle attività per cui si chiede parere/approvazione.

Documenti di riferimento:

  • Guida "EU Grants - How to complete your ethics self-assessment” (disponibile in allegato nella sezione precedente "Progetti di ricerca: fase di ideazione"), che fornisce indicazioni utili che possono essere applicate a tutti i progetti di ricerca e per ciascun ambito tematico indica documenti di approfondimento di riferimento
  • Modelli di consenso informato approvati dall’Ateneo (su autenticazione)

Last update: 29/11/2022