Linee guida per elaborato finale e tesi di laurea
Approvate con delibera del Senato Accademico nella seduta del 27/09/2017 e modificate con DR n. 195 del 10/03/2026.
In vigore dal 18/03/2026.
Introduzione
La redazione dell’elaborato finale o della tesi di laurea rappresenta il momento conclusivo del percorso formativo e accademico dello studente/della studentessa, che dà forma alla sua attività di studio e ricerca. L’elaborato finale e la tesi di laurea, oltre ad avere una valenza amministrativa, si connotano come opere intellettuali di carattere creativo, a contenuto scientifico, e come tali sono tutelate dalla legge sul diritto d’autore.
Scopo delle presenti Linee guida è dunque quello di definire dei principi legati al ruolo di laureandi/laureande e relatori/relatrici nella realizzazione dell’elaborato finale e della tesi di laurea, con particolare riferimento ai diritti e ai doveri dei soggetti coinvolti, alla redazione, la discussione, il deposito e la pubblicazione. Le procedure amministrative legate alla presentazione dell’elaborato finale e della tesi di laurea sono disciplinate dal Regolamento Carriere delle studentesse e degli studenti.
1. L’elaborato finale e la tesi di laurea
1.1 Cosa si intende per elaborato e tesi di laurea
L’elaborato finale e la tesi di laurea [1] sono l’espressione finale del percorso didattico e formativo dello studente/della studentessa, delle competenze e conoscenze acquisite, delle esperienze e degli interessi che ha alimentato durante il suo percorso di studi.
Con elaborato finale si intende il lavoro richiesto per il conseguimento del primo ciclo degli studi universitari.
Con tesi di laurea si intende il lavoro di ricerca richiesto per il conseguimento del secondo ciclo degli studi universitari.
L’elaborato finale e la tesi di laurea, al di là della valenza didattica e formativa, hanno un duplice valore:
- di documento amministrativo che sancisce il conseguimento del titolo e come tale è parte integrante del fascicolo studentesco, il cui accesso è regolato dalle norme sull’accesso ai documenti amministrativi;
- di opera di ingegno, in quanto creazione inedita o prodotto di ricerca innovativo e per questo tutelata dalle norme sul diritto d’autore.
1.2 Il concetto di originalità e di plagio
1.2.1 L’originalità
Un’opera si definisce originale se reca in qualche modo impressa la personalità del suo autore/della sua autrice: deve apparire chiaro che il creatore o la creatrice dell’opera ha avuto un ruolo esclusivo nella produzione dell’elaborato finale/tesi di laurea.
Possiamo identificare due accezioni del concetto di originalità:
- originalità della forma espositiva: il concetto si riferisce non al contenuto ma alla forma espositiva. Di conseguenza anche ciò che è già di dominio pubblico può caratterizzarsi come originale, quindi protetto dai diritti d’autore, purché la forma con cui è esposto sia evidentemente una elaborazione personale. Sia l’elaborato finale che la tesi di laurea devono sottostare a tale concetto di originalità;
- originalità dell’idea (scientifica): si esplica nell’apporto che il lavoro dell’autore/dell’autrice dà al progresso scientifico e/o culturale, fornendo nuovi punti di vista o riflessioni originali e innovative sul fenomeno oggetto di studio. Tale principio è richiesto alle tesi di laurea.
1.2.2 Il plagio
Il plagio è definito come la parziale o totale attribuzione di parole, idee, ricerche o scoperte altrui a sé stessi o sé stesse o nell’omissione della citazione delle fonti.
Ca' Foscari, come dichiarato nel proprio Codice etico e di comportamento, condanna ogni forma di plagio [2]. Per contrastare questo fenomeno, può dotarsi di un software che permette ai/alle docenti di verificare l'uso corretto delle fonti e agli studenti/alle studentesse di sottoporre gratuitamente al controllo del software, durante la stesura, parte del proprio lavoro, verificandone così l’autenticità. I laureandi/le laureande sono tenuti/tenute ad effettuare obbligatoriamente, all’interno della propria Area riservata, l’upload del lavoro di tesi di laurea/elaborato finale in modo che venga sottoposto a un controllo sull'eventuale uso improprio delle fonti disponibili. Il risultato dell’analisi del software sarà comunque giudicato dal docente relatore/dalla docente relatrice.
1.3 Il ricorso all'intelligenza artificiale
Nel corso della redazione dell’elaborato finale e della tesi di laurea è necessario dichiarare in modo trasparente e dettagliato l’eventuale ricorso a strumenti di Intelligenza Artificiale (IA), in particolare quelli basati su modelli generativi (es. ChatGPT, Copilot, Gemini, Claude).
L’uso di tali strumenti può essere legittimo e utile, purché rispetti i principi di responsabilità accademica, originalità e correttezza scientifica. Gli studenti e le studentesse devono dichiarare esplicitamente:
- se e quali strumenti di IA sono stati utilizzati per l’elaborazione/stesura di parti dell’elaborato;
- in quali fasi del lavoro e con quali finalità (es. revisione e ottimizzazione dei testi per migliorare chiarezza e coerenza; generazione di grafici e diagrammi per la presentazione dei dati; supporto alla scrittura automatica di frasi; produzione di immagini illustrative per integrare la parte metodologica; la ricerca delle fonti primarie e secondarie; lo sviluppo ed elaborazione dell'argomentazione; etc);
- di aver verificato la correttezza, la qualità e l’attendibilità delle informazioni o dei testi eventualmente generati.
Nell’utilizzo di immagini e infografiche generate da strumenti di IA si consiglia di:
- citare sempre la fonte dell'immagine indicando il nome del software utilizzato;
- assicurarsi che le immagini siano pertinenti e accurate rispetto al contenuto della tesi, evitando rappresentazioni fuorvianti e contenuti offensivi o discriminatori;
- verificare che le immagini utilizzate non violino diritti d'autore e che non utilizzino impropriamente loghi o marchi registrati.
Queste informazioni devono essere inserite in una sezione metodologica del lavoro introduttiva all’elaborato finale/tesi di laurea.
È fortemente raccomandato confrontarsi preventivamente con il relatore/la relatrice per valutare la pertinenza e l’adeguatezza dell’uso dell’IA in relazione agli obiettivi formativi e scientifici del proprio lavoro.
Infine, si invita a consultare e rispettare le Linee guida per un uso responsabile dell’IA generativa nella didattica e nell’apprendimento adottate dall’Ateneo. Si suggerisce, inoltre, di utilizzare gli strumenti di IA messi a disposizione dall’Ateneo, accessibili con il proprio account istituzionale. L’Università ha, infatti, sottoscritto con i fornitori specifici accordi in base ai quali questi ultimi si impegnano a non trattare le informazioni inserite (inclusi i dati personali) per finalità proprie (es. allenamento degli algoritmi). Qualora lo studente/la studentessa intenda utilizzare altri strumenti, si ricorda di non inserire dati personali e/o informazioni sensibili, in quanto questi ultimi vengono generalmente riutilizzati dai fornitori per finalità proprie.
L’uso improprio o non dichiarato di IA potrà essere considerato una violazione rispetto alle norme contenute nel Codice etico e di comportamento e nel Regolamento Carriere delle studentesse e degli studenti.
1.4 L’utilizzo di materiale altrui negli elaborati finali e nelle tesi di laurea
Nella stesura del proprio lavoro, lo studente/la studentessa non deve utilizzare materiali di altri autori/altre autrici, a meno che non ne abbia ottenuto regolare autorizzazione: utilizzare tali materiali costituisce infatti una violazione delle norme sul diritto d’autore. Tali testi vanno rielaborati o correttamente citati. Questo principio si applica anche ai materiali di proprietà del relatore/della relatrice messi a disposizione dallo stesso/dalla stessa per coadiuvare lo studente/la studentessa nel suo lavoro.
La legge sul diritto d’autore prevede la possibilità di inserire brevi citazioni da altre opere sotto tutela, purché finalizzate ad un uso di critica o di discussione e non concorra ad attribuire un diritto di utilizzazione economica alla propria opera. Le citazioni devono essere accompagnate dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore/della autrice, dell'editore/dell’editrice e, se si tratta di traduzione, del traduttore/della traduttrice, qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta.
La legge sul diritto d'autore prevede la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.
Si ricorda che, nel caso le immagini rappresentino persone riconoscibili che non si trovino nell’esercizio di pubblico ufficio, è necessario per il loro utilizzo e pubblicazione richiedere il consenso preventivo della persona ritratta ai sensi dell’art. 96 della L. n. 633/1941 in materia di diritto d’autore. A tal fine potranno essere utilizzati i modelli di liberatoria predisposti dall’Ateneo e disponibili online.
Alcuni testi sono o diventano di dominio pubblico: ad esempio, i classici della letteratura scritti prima dell’entrata in vigore delle leggi sul diritto d’autore, le formule della matematica classica, le opere dopo settant’anni dalla morte dell’autore/dell’autrice. Tali testi possono essere utilizzati, ma sempre secondo un principio di responsabilità: oltre a un aspetto etico (anche se di dominio pubblico, sono opere prodotte da altri), va tenuto presente che traduzioni, immagini, figure possono essere protette.
2. I soggetti coinvolti
2.1 L’autore/l’autrice
Si diventa autore/autrice creando l’opera. Lo studente/la studentessa è l’unico autore/unica autrice dell’elaborato finale o della tesi di laurea e ha piena ed esclusiva titolarità di diritti: non ne possiedono il relatore/la relatrice, il correlatore/la correlatrice o altre figure coinvolte nella redazione.
2.1.1 I diritti d’autore
La legge riconosce all’autore/all’autrice dei diritti di natura morale ed altri di utilizzazione economica o patrimoniali che, nel loro complesso, costituiscono il diritto d’autore [3].
Sono identificabili quali diritti morali (che restano sempre in capo all’autore/all’autrice e non sono mai trasmissibili):
- il diritto alla paternità dell’opera, attraverso il quale l’autore/l’autrice rivendica il proprio ruolo di creatore/creatrice dell’opera;
- il diritto all’integrità dell’opera, attraverso il quale l’autore/l’autrice può opporsi a qualsiasi modifica o deformazione dell’opera che possa danneggiare la sua reputazione;
- il diritto di pubblicazione, attraverso il quale l’autore/l’autrice può decidere se e quando pubblicare l’opera.
L’autore/l’autrice ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo, nei limiti stabiliti dalla legge sul diritto d’autore.
Sono identificabili quali diritti di utilizzazione economica o patrimoniali (che possono essere ceduti in parte o in tutto):
- il diritto di riproduzione, attraverso il quale solo l'autore/l'autrice può creare copie della propria opera;
- il diritto di esecuzione, di rappresentazione e di diffusione, attraverso il quale solo l'autore/l'autrice può presentare nelle varie forme di comunicazione l’opera al pubblico;
- il diritto di distribuzione, attraverso il quale solo l'autore/l'autrice può commercializzare l’opera;
- il diritto di elaborazione e traduzione, attraverso il quale solo l'autore/l'autrice può modificare, ridurre, trasformare, tradurre l’opera.
I diritti morali sono inalienabili. I diritti economico o patrimoniali possono essere ceduti a terzi. La cessione dei diritti deve avvenire per iscritto, come prescritto dalla legge, e può essere totale o parziale, gratuita o dietro compenso. Nel caso la ricerca sia stata finanziata da terzi, il contratto con l’ente finanziatore stabilisce quali diritti di utilizzazione economica spettano all’autore/all’autrice. Per la pubblicazione dell’opera, l’editore/l’editrice non necessita della cessione di tutti i diritti da parte dell’autore/dell’autrice (vedi punto III art. 3.3.2). Porre particolare attenzione alla cessione dei propri diritti consente inoltre di difendere il proprio lavoro dal fenomeno dei cosiddetti Predatory Publishers, editori/editrici che propongono la pubblicazione, spesso previo pagamento, privando l’autore/l’autrice della proprietà intellettuale sull’opera.
2.1.2 I doveri dell’autore/dell’autrice
L’autore/l’autrice, nella stesura dell’elaborato finale o della tesi, deve fondare il proprio lavoro sul criterio dell’originalità (vedi punto I art. 2.1) e deve rispettare i diritti altrui: a titolo esemplificativo ma non esaustivo, non può utilizzare materiale altrui senza autorizzazione (vedi punto I art. 1.4) o anticipare notizie e informazioni su attività collegate a progetti di ricerca per cui siano in essere accordi di riservatezza siglati con terze parti. Il rispetto dei diritti altrui è un obbligo di legge che vale sia per le versioni digitali che per le versioni a stampa. La violazione del diritto d'autore può avere conseguenze sia civili che penali.
L’autore/l’autrice, data la valenza didattica del lavoro/percorso di tesi, deve inoltre rispettare le indicazioni del relatore/della relatrice, siano esse riferite al contenuto della tesi o alle direttive temporali dello sviluppo.
2.2 Il relatore/la relatrice
Seguire con serietà e attenzione gli allievi/le allieve nello svolgimento dell’elaborato finale o della tesi di laurea è un dovere istituzionale del relatore/della relatrice. L’elaborato finale e la tesi di laurea sono infatti il punto finale del percorso didattico di ogni studente/studentessa e rappresentano quindi uno dei momenti principali di formazione del percorso universitario.
Nel rapporto che viene instaurandosi tra relatore/relatrice e laureando/laureanda è possibile identificare due momenti:
- momento istruttorio e di elaborazione: il docente relatore/la docente relatrice ha un ruolo fondamentale e attivo di guida e di indirizzo. L’elaborato finale e la tesi di laurea sono a tutti gli effetti parte del processo formativo dell’allievo/dell’allieva e per questo il docente relatore/la docente relatrice deve agire responsabilmente affinché lo studente/la studentessa possa esprimere appieno le proprie idee. È compito del relatore/della relatrice dare al laureando/alla laureanda consapevolezza dei rischi connessi alle ricerche che intende intraprendere e/o delle sue responsabilità di autore/autrice, come ad esempio:
- l’utilizzo di fonti scritte e/o orali o la raccolta/divulgazione di informazioni aziendali, che potrebbero comportare violazioni del segreto industriale, nonché di dati personali, in violazione della normativa privacy;
- l’utilizzo di attrezzature e strumentazioni di laboratorio potenzialmente dannosi o pericolosi per sé o per gli altri/le altre;
- lo svolgimento di ricerche in zone pericolose che possano mettere a rischio la propria sicurezza personale;
- il ricorso a forme e/o prassi di ricerca che potrebbero violare le leggi del nostro o di altri paesi;
- l’uso inappropriato di strumenti di IA;
- momento della stesura: non è compito del relatore/della relatrice collaborare alla stesura dell’elaborato finale/tesi di laurea dato che l’unico autore/l’unica autrice è il laureando/la laureanda. Il ruolo di relatore/di relatrice anche qui si configura piuttosto quale punto di riferimento e di assistenza per il laureando/la laureanda.
Elemento essenziale di tale rapporto è il dialogo costante e trasparente durante la stesura della tesi. Questo confronto è cruciale per la crescita critica e metodologica dello studente o della studentessa. Il relatore ha il dovere di garantire incontri regolari per monitorare i progressi e fornire indicazioni al laureando/alla laureanda. Al tempo stesso, il relatore/la relatrice può richiedere in ogni momento al laureando/alla laureanda una verifica in itinere dello svolgimento del proprio lavoro.
Il relatore/la relatrice non ha alcuna responsabilità diretta, civile o penale, per quanto riguarda il contenuto degli elaborati finali e delle tesi di laurea, ma ha comunque una responsabilità morale, in quanto essi fanno parte integrante del processo formativo e didattico dell’allievo/dell’allieva. Il relatore/la relatrice non ha alcun diritto d’autore dell'elaborato finale/tesi di laurea.
2.3 La Commissione di laurea
Le tesi di laurea vengono discusse pubblicamente davanti ad una Commissione di laurea il cui giudizio positivo è vincolante ai fini del conseguimento del titolo. Il calendario delle sedute di laurea e la composizione della Commissione di laurea sono resi pubblici di norma quindici giorni prima dell’inizio della sessione di laurea.
3. Accessibilità, archiviazione e pubblicazione
3.1 L’accessibilità
Per accessibilità pubblica si intende la possibilità di consultare pubblicamente le tesi di laurea dall’Archivio istituzionale ad accesso aperto dell’Ateneo.
Con embargo ci si riferisce al periodo di tempo durante il quale una tesi di laurea archiviata in un deposito istituzionale risulta non accessibile se non per la parte relativa ai metadati (titolo, autore/autrice, parola chiave, abstract, relatore/relatrice etc.).
Durante l’upload della tesi di laurea il laureando/la laureanda ha facoltà di inserire il valore di accessibilità desiderato, decidendo se renderla:
- "Open Access": la tesi di laurea sarà da subito consultabile e il relativo pdf accessibile a tutti;
- "Embargoed Access": consultabile e accessibile al pubblico solo dopo lo scadere dell'embargo (che può durare massimo 36 mesi);
- "Closed Access": non consultabile e mai accessibile fino al termine previsto dalla normativa archivistica (40 anni dalla data della laurea)[1].
La richiesta di embargo deve essere motivata. Di seguito, a mero titolo esemplificativo, alcuni motivi che rendono necessaria la richiesta di embargo:
- la tesi di laurea è in corso di pubblicazione presso un editore/una editrice che ha posto il divieto di accesso aperto prima della pubblicazione;
- la tesi di laurea è stata elaborata previo accordo con terze parti e si inserisce in un progetto di ricerca più ampio per cui la divulgazione è possibile solo dopo la conclusione dell’intero progetto di ricerca;
- per motivi di sicurezza, quando il contenuto della tesi di laurea si connota come rischio per la sicurezza pubblica o nazionale;
- per motivi legati alla tutela dei risultati inventivi, quando la tesi contiene risultati inventivi di titolarità dell’Ateneo, e la sua pubblicazione potrebbe inficiarne la tutela;
- per motivi di riservatezza, quando la tesi contiene dati aziendali sensibili e/o informazioni riservate di persone giuridiche, quali enti, società, ecc. (ad es. segreti industriali, ecc.);
- per motivi legati alla privacy, ad esempio se la tesi di laurea o l’elaborato finale contiene dati personali per i quali è stato raccolto il consenso e poi successivamente revocato e non sia più possibile agire sul testo dell’opera.
L’autore/l’autrice della tesi di laurea in qualsiasi momento successivo al caricamento definitivo della stessa nell’Archivio Istituzionale può disporre la modifica dei diritti di accesso alla sua tesi di laurea, con il passaggio da uno stato all’altro (ad esempio: da Closed Access a Open Access; o da Open Access a Embargoed Access; ecc.).
Embargoed e closed access rendono la tesi di laurea non accessibile agli/alle utenti, ma non impediscono all’autorità giudiziaria l’acquisizione del documento tramite richiesta ufficiale nel caso in cui la tesi di laurea sia oggetto di interesse per indagini in corso.
Qualora un/una docente e il suo gruppo di ricerca abbiano stipulato un contratto di collaborazione con enti finanziatori esterni che preveda un vincolo di segretezza, la tesi di laurea non può essere resa pubblica senza la formale autorizzazione di tutte le parti coinvolte.
3.2 L’archiviazione digitale (Unitesi)
L'Università Ca' Foscari ha predisposto una procedura di archiviazione digitale (Unitesi) con un duplice scopo:
- rispondere alla politica di sostenibilità dell'Ateneo in linea con i piani di risparmio energetico della Pubblica Amministrazione;
- creare una vetrina importante verso il mondo della ricerca scientifica e del lavoro, mettendo l’opera stessa al servizio della comunità favorendo l’avanzamento di conoscenza.
Le opere inserite nell'archivio digitale sono opere originali e tutelate dalle norme sul diritto d'autore:
l'autore riconosciuto/l’autrice riconosciuta è chi ha redatto il documento (vedi punto II art. 2.1).
Gli elaborati finali non sono accessibili pubblicamente dagli Archivi Istituzionali ad accesso aperto, ma sono conservati, per un periodo di tempo illimitato, nel sistema gestionale in uso.
Le tesi di laurea sono conservate presso Unitesi (l’Archivio Istituzionale ad Accesso Aperto) e sono pubblicamente consultabili, coerentemente con le indicazioni fornite dal laureando/dalla laureanda (vedi punto III art. 3.1)[2].
Le funzioni di gestione, tenuta e tutela delle tesi di laurea sono affidate al Settore Carriere Studenti L e LM dell’Area Didattica e Servizi agli Studenti (ADISS). Una volta superate la fase di verifica antiplagio e la discussione di laurea, la tesi di laurea sarà automaticamente caricata nell’archivio digitale Unitesi.
Anche dopo il deposito nell'archivio digitale, l'autore/l’autrice mantiene tutti i diritti sulla sua opera, ai sensi della normativa vigente. Può quindi disporne la diffusione, la riproduzione e l'eventuale commercializzazione.
Una volta depositato, l’elaborato finale/tesi di laurea non è, di norma, modificabile, in quanto documento amministrativo legato al conseguimento del titolo, sia nel contenuto che nei metadati.
Eventuali richieste di modifica alla tesi (di carattere formale e non sostanziale), dopo l’archiviazione, vanno indirizzate al Settore Carriere Studenti L e LM e sono accolte solo se debitamente motivate e avallate dal relatore/dalla relatrice.
3.3 La pubblicazione
La pubblicazione di una tesi di laurea successiva al caricamento in Unitesi può avvenire attraverso licenze Creative Commons o con contratto editoriale.
3.3.1 Licenze CC
Le licenze Creative Commons (pubbliche e gratuite) permettono di concedere agli/alle utenti una licenza d’uso gratuita del proprio lavoro garantendone diffusione grazie alla pubblica condivisione. L’autore/l’autrice che associa al proprio lavoro una licenza CC, oltre a mantenere tutti i diritti sulla propria opera, offre alla comunità, a determinate condizioni, alcuni dei diritti esclusivi che la legge sul diritto d’autore gli/le riconosce.
Un’opera vincolata da licenze CC potrebbe trovare maggiori difficoltà di pubblicazione da parte di un editore commerciale.
3.3.2 Contratto con gli editori/le editrici
Si suggerisce all’autore/autrice che intende pubblicare la propria tesi di laurea con un editore/una editrice di mirare alla cessione dei soli diritti necessari all’editore/all’editrice mantenendo quelli che gli permetteranno di:
- depositare l’opera in archivi ad accesso aperto;
- pubblicare l’opera in raccolte, antologie atti di convegni, ecc.;
- farne un uso didattico, quali dispense o materiali per lezioni;
- rivedere la propria opera, modificandola od integrandola, per scopi scientifici o di ricerca. Si possono inserire clausole che permettano all’autore/all’autrice di mantenere per sé i diritti di riutilizzo a fini didattici e di pubblicazione in un archivio istituzionale.
3.4 Tesi di laurea e risultati brevettabili. Brevettabilità delle tesi[3]
Il lavoro di tesi può condurre a invenzioni suscettibili di essere brevettate o comunque registrate in base al Codice della proprietà industriale.
In particolare, un'invenzione può essere brevettata se soddisfa i seguenti requisiti:
- novità: l’invenzione, prima del suo deposito, non deve essere stata divulgata o comunque resa accessibile al pubblico in Italia o all'estero;
- attività inventiva: la soluzione che l'invenzione presenta non deve risultare in modo evidente dallo stato della tecnica, non deve risultare ovvia a una persona esperta del ramo cui l'invenzione appartiene;
- applicazione industriale: l’invenzione deve avere un'applicazione industriale;
- liceità: l’attuazione dell’invenzione non deve essere contraria all’ordine pubblico o al buon costume.
I diritti di proprietà industriale sulle invenzioni realizzate dagli studenti e dalle studentesse durante attività di ricerca svolte con il personale dell’Ateneo o sotto la sua supervisione spettano all’Ateneo. I risultati potenzialmente tutelabili devono essere comunicati tempestivamente all’ufficio PINK, che valuterà la possibilità di approntare misure di tutela.
I diritti su altri risultati tutelabili — in particolare software e database ai sensi della legge sul diritto d’autore — spettano agli studenti e alle studentesse, che possono comunque chiedere il supporto dell’Ateneo per la loro tutela e valorizzazione, impegnandosi in tal caso a cedere i relativi diritti all’Ateneo.
Restano in ogni caso impregiudicati i diritti morali degli studenti e delle studentesse, diritti indisponibili previsti dalla legge a tutela della paternità delle opere.
Appendice - Privacy e trattamento dei dati
Ogni qualvolta si intendano raccogliere ed utilizzare dati personali per la redazione dell’elaborato finale o della tesi, è necessario rispettare le prescrizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 (“GDPR”), del D.Lgs. n. 196/2003, così come modificato dal D.Lgs. n. 101/2018, e dei Provvedimenti dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, nonché del Regolamento in materia di protezione dei dati personali dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
Per “dati personali” si intendono le informazioni che si riferiscono a una persona fisica identificata o identificabile “interessato/interessata”:
- direttamente, attraverso, ad esempio, il nome, il cognome o la sua immagine;
- indirettamente, attraverso l’indicazione, ad esempio, della carica ricoperta (es: il Rettore dell’Università di X, il sindaco della città di Y) ovvero di caratteristiche che ne permettono l’identificazione (es: nickname, persona affetta da una patologia rara o facilmente riconoscibile con l’indicazione del luogo di residenza o di lavoro).
In generale, quando si procede alla redazione dell’elaborato finale o della tesi, è necessario rispettare i principi in materia di protezione dei dati personali di “minimizzazione”, “pertinenza” e “non eccedenza”. In base a tali principi, si dovrà procedere alla raccolta di dati personali solo ove sia strettamente necessario.
Lo studente/la studentessa dovrà, laddove possibile, redigere l’elaborato finale o la tesi raccogliendo solo dati anonimi, ossia dati che non possono in alcun modo essere associati a una persona fisica identificata o identificabile (es: dati aggregati e statistici). I dati anonimi non costituiscono, infatti, dati personali e, pertanto, la normativa privacy non è applicabile al loro utilizzo.
Qualora sia, invece, necessario procedere alla raccolta di dati personali, si dovranno raccogliere solamente i dati strettamente necessari al raggiungimento della finalità (es. se in un questionario non è necessario chiedere l’età, questo campo di compilazione non andrà inserito). Una volta raccolti i dati personali, si dovrà, ove possibile, procedere alla loro de-identificazione (cosiddetta pseudonimizzazione) prima di effettuare le analisi (es. se si procede ad intervistare un campione di 10 soggetti, nel momento in cui le interviste vengono trascritte, il nome e cognome dell’intervistato/dell’intervistata dovrà essere sostituito con un codice). In questo modo i dati personali raccolti vengono pseudonimizzati, riducendo i rischi associati al loro utilizzo durante le attività di analisi ed elaborazione in quanto non permettono di risalire direttamente all’identità dei soggetti a cui si riferiscono.
Nel testo dell’elaborato finale o della tesi si dovranno riportare, laddove possibile, dati aggregati e anonimi. Solo, se strettamente necessario, e previo ottenimento del consenso, si potranno inserire dati personali (anche indirettamente identificativi, come ad esempio, accompagnati da un nickname/serie di informazioni che possono far risalire all’identità) all’interno del testo del proprio lavoro.
Quanto descritto sopra trova applicazione ancor più restrittiva nel caso in cui oggetto di trattamento siano dati particolari, ossia informazioni che rivelano l’origine razziale o etnica, le convinzioni religiose, filosofiche, le opinioni politiche, l’appartenenza sindacale o che sono relative alla salute, all’orientamento o alla vita sessuale di una persona fisica o dati giudiziari (es: in una tesi sulle scelte etiche, che riporti le esperienze di vita di alcuni intervistati, evitare di riportare informazioni sanitarie relative agli stessi – salvo che abbiano una diretta correlazione con la scelta etica effettuata – ovvero sulle relazioni sentimentali degli stessi che non risultano conferenti al tema).
Nel caso in cui i dati personali siano raccolti direttamente dai/dalle partecipanti, al momento della raccolta, è necessario rendere l’informativa sul trattamento dei dati personali. Per redigere tale documento, è possibile avvalersi dei modelli messi a disposizione online.
Al medesimo link è reperibile anche il modello per ottenere il consenso nel caso in cui sia necessario riportare dati personali nel testo dell’elaborato o della tesi. Una copia del modulo di consenso sottoscritto dovrà essere conservata in modo tale da essere facilmente reperibile anche qualora dubbi circa la correttezza del trattamento dei dati vengano sollevati dopo un lungo periodo di tempo.
Nel caso, invece, in cui i dati personali siano stati resi pubblici dall’interessato (es: pubblicazione all’interno di un articolo scientifico o articolo di stampa), gli stessi potranno essere inseriti nell’elaborato finale o nella tesi senza assolvere a particolari adempimenti a livello di protezione dei dati personali. Si suggerisce tuttavia di adottare misure per evitare il rischio di alterazione o decontestualizzazione delle informazioni, indicando altresì le fonti dalle quali sono stati tratti i dati. Si evidenzia che non sono da considerarsi dati resi pubblici i comportamenti tenuti in pubblico da persone che non ricoprono un particolare ruolo istituzionale (es: condotte tenute in piazza o durante una festa di paese) e la pubblicazione di post o foto su social network. Dei predetti comportamenti e dati non si potrà quindi dare evidenza all’interno della tesi senza avere previamente adottato gli adempimenti di cui sopra (informativa e consenso ove necessario).
Si deve contattare il Responsabile della Protezione dei Dati (“DPO”) e lo Staff a Supporto, esclusivamente per il tramite del relatore/della relatrice, all’indirizzo di posta elettronica dpo@unive.it, nei seguenti casi:
- si ricevano contestazioni da parte di soggetti terzi i cui dati personali siano stati inseriti all’interno dell’elaborato finale o della tesi: in questo caso, non rispondere in autonomia ma contattare al più presto il DPO e/o lo Staff a Supporto;
- si verifichi un accesso non autorizzato, una perdita, o una modifica non voluta ai dati personali trattati rispettando quanto previsto dal Regolamento in materia di protezione dei dati personali dell’Università Ca’ Foscari Venezia: anche in questo caso, non agire in autonomia ma contattare immediatamente il DPO e/o lo Staff a Supporto.
Per quanto riguarda la protezione dei dati personali, il relatore/la relatrice può ricordare la necessità di un corretto assolvimento degli adempimenti privacy (messi in luce nel precedente paragrafo punto 2 art 1.3) da parte dello studente/della studentessa.
La normativa privacy riconosce il “diritto all’oblio” nonché di revocare il consenso all’utilizzo dei propri dati personali.
In questi casi, la richiesta verrà valutata dagli uffici competenti che stabiliranno se procedere all’oscuramento di parti dell’elaborato finale o della tesi informando l’autore/l’autrice dello stesso/della stessa oppure se procedere all’integrale de-pubblicazione (es. nel caso in cui sia troppo complesso procedere all’oscuramento di singole parti).
Eventuali richieste di de-pubblicazione e relativa de-indicizzazione dai motori di ricerca dell’elaborato finale o della tesi congiuntamente ai metadati associati allo stesso/alla stessa sarà valutata da parte degli uffici competenti.
[1] D.M. 270/2004, art. 11; Regolamento Didattico di Ateneo, art. 29; Regolamento Carriere degli studenti, artt. 38, 39 e 40
[2] Codice etico e di comportamento di Ateneo, art. 22
[3] Legge 22 aprile 1941, n. 633 – Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. testo consolidato al 6 febbraio 2016 (D. Lgs 15 gennaio 2016, n. 8)
[4] Codice Beni Culturali, decreto legislativo 22/01/2004 n° 42 e successivi aggiornamenti, artt. 122-127
[5] Pagina web Unitesi
[6] Regolamento di Ateneo per la valorizzazione della conoscenza.
Last update: 20/03/2026